Viaggio nella Sheffield del calcio: parte terza, Sheffield FC e Hallam FC

Salutiamo la città di Sheffield con due realtà di non-league estremamente interessanti e soprattutto importanti. Perchè? Per il “semplice” fatto che lo Sheffield Football Club è la squadra più antica del MONDO; mentre l’Hallam Football Club disputa le sue partite in quello che è riconosciuto come lo stadio più antico ancora in uso. Bastano come motivi?
Cominciamo con lo Sheffield FC

Sheffield Football Club
Anno di fondazione: 1857
Stadio: Coach and Horses Ground, Dronfield
Capacità: 2.000

Il club più antico del Mondo. Basterebbe questo per descrivere lo Sheffield FC. Le radici della squadra affondano nell’anno 1855, quando alcuni membri di un club di cricket di Sheffield iniziarono a dilettarsi con l’arte del football; due anni più tardi, il 24 Ottobre 1857, a Parkfield House venne tenuto un meeting nel quale i nostri fondarono ufficialmente lo Sheffield Football Club. Direte voi: e contro chi caspita giocavano, se loro erano il primo club? Domanda sensata. Le prime partite avvenivano fra membri del club, suddivisi in categorie, tra cui la mitica “scapoli vs ammogliati” (non vi prendiamo in giro, giuriamo che è così). Altra cosa da sottolineare è il fatto che, non esistendo un’associazione che riunisse i club (la Football Association), il club dovette darsi regole proprie su come giocare…insomma, le regole del calcio, che a quel tempo variavano a seconda delle zone e dei contesti. Vennero così scritte le “Sheffield Rules”, che nel 1867 verranno adottate dalla Sheffield Football Association e che influenzeranno anche il football australiano. Per fortuna nel 1860 venne fondato l’Hallam FC (di cui parleremo più avanti), per cui ora esistevano anche gli avversari (nel 1862 comunque già 15 club affollavano l’area di Sheffield), avversari contro cui, nel 1860, venne disputato il primo derby della storia del calcio: Sheffield derby, Sheffield FC vs Hallam FC, 26 Dicembre 1860. L’Italia non esisteva ancora, per rendere l’idea.

Tuttavia lo Sheffield FC prese una strada diversa da lì a poco: avrebbe giocato solo contro squadre non provenienti da Sheffield. Giocò contro Nottingham, Nottingham Forest e Lincoln City, adottando nel primo caso le Nottingham Rules, che prevedevano peraltro 18 giocatori per parte, il che ci fa pensare a come sarebbe il calcio se avesse adottato tali regole. Ma quelle che realmente contavano per il club erano le Sheffield Rules, di cui era gelosissimo e che gli costarono l’isolamento, visto che con la nascita della Football Association le regole vennero standardizzate, e che lo Sheffield si rifiutò di adottarle almeno fino al 1878, quando finalmente cedette (il club era membro della F.A. dal 1863, ma continuò a usare il proprio regolamento). I problemi seri cominciarono nel 1885, quando venne legalizzato il professionismo, con molti club che passarono a tale status creando un divario enorme con gli altri, come testimoniano le severe sconfitte che lo Sheffield FC subì contro Aston Villa, Forest e Notts County; il club suggerì così alla F.A. di creare una competizione dedicata esclusivamente ai club amatoriali: l’idea si trasformò in realtà con la creazione della FA Amateur Cup, che lo Sheffield FC vinse nel 1904.

Tifosi dello Sheffield FC

Nel 1949 il club entrò a far parte della Yorkshire League, mentre oggi disputa le partite della Northern League Division One South. Ha disputato una finale di FA Vase nel 1976/77, perdendola però al replay contro il Billericay Town, mentre in FA Cup, oltre a tre quarti di finale disputati negli anni ’70 del XIX secolo, il club vanta un primato, ovvero aver disputato l’unica partita della competizione decisa dalla monetina, nel 1873 contro lo Shropshire Wanderers. Più recentemente, qualcuno si ricorderà il match celebrativo del 150 anni del club, disputato nel 2007 a Bramall Lane contro l’Inter e alla presenza di Pelè, oltre che di 18.000 spettatori; la partita finì 5-2 per i milanesi, ma fu comunque l’occasione per far conoscere al Mondo la storia dello Sheffield FC. Durante la sua storia, lo Sheffield FC ha utlizzato una varietà di impianti di gioco. Strawberry Hall Lane Park è stato il primo ad ospitare il club, seguito da Newhall Athletic ground e da uno situato in Ecclesall Road. Fu poi la volta di Bramall Lane (1862), utlizzato per i match più importanti ma con i cui proprietari non vi fu mai un rapporto amichevole (come saprete dal post sullo Sheffield United, lo stadio era utilizzato per i cricket, e i proprietari non vedevano di buon occhio il football), rapporto che terminò nel 1875. Dopo Abbeydale Park e Hillsborough Park, Owlerton Stadium e Don Valley Stadium, nel 2001 il club acquistò il Coach and Horses pub e terreni adiacenti a Dronfield, terreni su cui venne edificato lo stadio, il primo di proprietà del club.

Contatti:
Sito Ufficiale: http://www.sheffieldfc.com/
Twitter: @sheffieldfc

Hallam Football Club
Anno di fondazione: 1860
Nickname: the Countrymen
Stadio: Sandygate Road, Crosspool, Sheffield
Capacità: 700 (210 a sedere)

Se lo Sheffield FC ha girato gli stadi di tutto il comprensorio di Sheffield, l’Hallam non ne ha avuto bisogno, e Sandygate Road è oggi riconosciuto (anche dal Guinnes dei primati) come il più antico stadio del mondo: se infatti l’Hallam venne fondato nel 1860, Sandygate Road venne aperto nel 1804. Il mistero è facilmente risolto: come moltissime altre squadre, l’Hallam FC nasce dall’Hallam cricket club, che disputava dal 1804 le sue partite a Sandygate Road, appunto. La squadra di cricket era molto popolare, tanto da avere circa 300 membri, alcuni dei quali già giocavano a calcio nello Sheffield FC; fu proprio grazie a costoro che l’idea di fondare una squadra si diffuse tra gli iscritti al club, che fu appunto fondato nel 1860. Abbiamo già detto della sfida tra Hallam e Sheffield FC in quello che a tutti gli effetti è stato il primo derby della storia; nulla invece abbiamo ancora detto della Youdan Cup, vinta dall’Hallam nel 1867 e che è ritenuta la più antica competizione per club della storia. Il trofeo è tuttora custodito dall’Hallam, sebbene sia sparito a un certo punto della storia e sia stato recuperato solo nel 1997, quando il club lo acquistò da un antiquario scozzese.

Sandygate Road, oggi

Come lo Sheffield FC, anche l’Hallam ha dovuto arrendersi al dilagare del professionismo, rimanendo un club amatoriale non potendo competere a un livello superiore. Nella sua storia, oltre a quattro Sheffield Senior Cup, il club ha messo in bacheca anche una NCEL Cup nel 2004. Qualche momento emozionante non è mancato però, come l’incontro del 1953 di FA Amateur Cup contro il Dulwich Hamlet, che richiamò sugli spalti 13.000 spettatori (!!!) tanto che dovette disputarsi a Hillsborough. Oggi il club disputa il campionato di NCEL (Northern Counties East) Division One, il decimo livello della piramide, e al momento è tristemente penultimo. Uriah Rennie, il famoso ex arbitro, nel 2010 è diventato presidente del club, mentre tra gli ex giocatori è d’obbligo citare Howard Wilkinson, famoso per aver portato da manager il primo titolo di Premiership in quel di Leeds e che proprio all’Hallam ha cominciato la sua carriera di calciatore.

Contatti
Sito ufficiale:
https://www.hallamfc.co.uk/
Twitter: @HallamFC1

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Viaggio nella Sheffield del calcio: parte seconda, Sheffield United

Abbiamo conosciuto un po’ più da vicino lo Sheffield Wednesday nella prima puntata nella Steel City d’Inghilterra, oggi invece andiamo a trovare l’altra squadra professionistica cittadina, lo Sheffield United, che milita attualmente in League One ma che abbiamo visto in Premier in anni recenti.

Sheffield United Football Club
Anno di fondazione: 1889
Nickname: the Blades
Stadio: Bramall Lane, Sheffield S2
Capacità: 32.702

Come lo Sheffield Wednesday, anche lo Sheffield United trae la sua origine da un club di cricket, chiamato appunto Sheffield United e che dal 1854 utilizzava l’impianto di Bramall Lane. Tale club fu tra l’altro il primo a usare il termine, divenuto poi abitudine nel mondo dello sport, di “United”. Tuttavia, a differenza di tutte le derivazioni di squadre di calcio da squadre di cricket incontrate fin qui, in questo caso non si trattò di trovare un passatempo che tenesse in forma gli atleti durante l’inverno; la fondazione della squadra di calcio avvenne infatti sei giorni dopo la semifinale di FA Cup tra Preston North End e West Bromwich Albion disputatata proprio a Bramall Lane: la grande folla accorsa alla partita e il conseguente ingente incasso spinsero Charles Stokes, membro del comitato che gestiva lo stadio, a suggerire l’idea di creare una squadra con sede proprio in quell’impianto. L’idea piacque a Sir Charles Clegg, personalità fondamentale per il calcio di Sheffield e non solo (fu presidente dello Sheffield Wednesday, della Sheffield Football Association e in seguito della FA), che nelle vesti di presidente della squadra di cricket dello Sheffield United acconsentì all’operazione. Nascevano così i Blades. Era il 22 Marzo 1889.

Dopo una prima stagione fatta di amichevoli – e di un secondo turno di FA Cup, competizione dove lo United sconfisse il Burnley, squadra di Football League, 2-1 – per la stagione 1890/91 il club si iscrisse alla Midlands Counties League, passando nel 1891/92 alla Northern League. A quel punto, ignorati dalla Football Alliance (che abbiamo incontrato parlando del Wednesday) e non più soddisfatti di queste leghe, i Blades chiesero per la stagione 1892/93 l’ammissione alla Football League, che si espanse da 14 a 16 squadre: la proposta non venne accettata (ottennero solo 5 voti), tuttavia vennero ammessi alla neonata Football League Second Division, dalla quale ottennero subito la promozione. Cominciava così un periodo di 37 anni consecutivi nella massima serie del calcio inglese. Vinsero anche un titolo, nel 1897/98, e una FA Cup nel 1899 sconfiggendo al Crystal Palace il Derby County per 4-1; arrivarono in finale di coppa anche nel 1901 (sconfitti dal Tottenham) e nel 1902, dove lo United ottenne la rivincita battendo il Southampton. Facevano così 3 trofei nell’arco di 4 anni. La coppa si dimostrò competizione favorevole ai Blades, competizione che rivinsero nel 1915 contro il Chelsea (la Khaki Cup Final, incontrata nel nostro viaggio proprio a Chelsea) a Old Trafford e nel 1925 contro il Cardiff City nella prima finale disputata a Wembley.

In campionato le cose iniziarono invece ad andare sempre peggio, e dopo aver sfiorato la retrocessione in almeno due occasioni al termine della stagione 1933/34 lo Sheffield United riprecipitò nel baratro della Second Division, che aveva conosciuto di sfuggita 40 anni prima e di cui era stato membro fondatore. Tra le cause della retrocessione la cessione all’Arsenal dell’asso irlandese Jimmy Dunne, un’autentica macchina da guerra in fase realizzativa e che concluderà la carriera Blades con 140 goal in sei stagioni. La promozione in First Division arriverà solo nel 1939, l’ultima stagione completa prima dello scoppio della guerra, e arriverà ai danni dei rivali cittadini del Wednesday, beffati di un soffio (lo United arrivò secondo, gli Owls terzi). Alla ripresa delle competizioni (durante la guerra si disputarono solo tornei regionali, come la League North che i Blades vinsero nel 1945) lo Sheffield United si trovava così nella massima serie, da cui però retrocedette già nella stagione 1948/49 (e l’anno successivo fallì l’immediata promozione beffato dagli Owls, che si vendicarono così del 1939). Teddy Davison lasciò la guida del club dopo 20 anni, e venne sostituito da Reg Freeman, che condusse i Blades alla vittoria della Second Division nel 1952/53; tuttavia, nel 1956, arrivò la nuova retrocessione in seconda serie.

L’ex Chelsea John Harris, nominato manager nel 1958, inserì in squadra giovani talenti come Joe Shaw e Alan Hodgkinson (entrambi giocheranno più di 600 partite con il club) ponendo così le basi per la formazione che nei primi anni ’70 riportò grande calcio a Bramall Lane, con una semifinale di FA Cup, una striscia di 22 partite senza sconfitte e un decimo posto nella First Division 1971/72, dopo che a inizio stagione i Blades assaporarono il sapore della vetta; infine, un sesto posto nel 1974/75, stagione durante la quale venne inaugurata la South Stand di Bramall Lane, fino a quel momento stadio “da cricket” (ovvero con soli 3 lati chiusi dalle tribune). Sfortunatamente, la stagione successiva vide la nuova retrocessione, che questa volta aprì scenari bui per il club, il quale arrivò a toccare, nel 1981 , l’amara realtà della Fourth Division: un rigore all’ultimo minuto dell’ultima partita contro il Walsall sancì la retrocessione dei Blades – e la salvezza dei Saddlers. Gli anni ’80 furono così dedicati alla risalità, che avvenne principalmente sotto la guida di Dave Bassett: nel 1988/89 con la promozione dalla Third alla Second Division, e nella stagione successiva con il ritorno nella massima serie, dopo una lotta testa a testa con i rivali dello Yorkshire del Leeds United.

I Blades rimasero in massima serie (divenuta nel frattempo Premiership) per quattro stagioni, inaugurando anche la nuova lega il 15 Agosto 1992 nella partita disputata in casa contro il Manchester United. La retrocessione del 1993/94 inaugurò invece una striscia di dodici stagioni in Division One, la seconda serie del calcio inglese, di cui fecero parte fino al 2005/2006 quando, sotto la guida di Neil Warnock (manager dal 1999) ottennero la promozione in Premier (dopo averla sfiorata in altre occasioni). La vita in Premier ma intensa: la retrocessione fu immediata, ma avvenne all’ultima giornata dopo una serie di circostanze clamorose. Lo United non doveva perdere in casa contro il Wigan, cosa che avvenne: i Latics raggiunsero così i Blades e, in virtù della differenza reti, erano salvi; ma per gli uomini di Warnock rimaneva ancora la speranza che il West Ham, invischiato anch’esso nella lotta, perdesse a Old Trafford contro i neocampioni del Manchester United: invece gli Hammers vinsero con un goal di Tevez, e per i Blades fu il ritorno all’inferno. La stagione ebbe uno strascico in tribunale: infatti lo Sheffield United denunciò il fatto che il West Ham avrebbe dovuto vedersi dedotti dei punti a causa di irregolarità negli acquisti di Carlos Tevez e Javier Mascherano. Tuttavia il West Ham venne “solo” multato (tra virgolette, visto che l’importo della sanzione è stato di 5.5 milioni di sterline), e così i Blades rimasero in quello che è diventato il Championship, fino alla retrocessione di due stagioni fa in League One.

Chiudiamo con qualche curiosità. Bramall Lane è il major stadium più antico ancora in utlizzo, essendo stato inaugurato nel 1855; l’impianto è stato una sorta di “culla” per lo sport di Sheffield, essendo stato casa dello Yorkshire di cricket fino al 1975, dello Sheffield FC dal 1862 al 1875, dello Sheffield Wednesday e, appunto, dello Sheffield United. Il soprannome Blades (lame) deriva dall’industria predominante a Sheffield, quella dell’acciaio appunto, ed è simboleggiato nello stemma del club da due sciabole incrociate, stemma introdotto nel 1977 (precedentemente veniva utilizzato il simbolo della città di Sheffield) dal manager Jimmy Sirrel ma a quanto pare disegnato una ventina d’anni prima dall’ex giocatore Jimmy Hagan. I colori del club infine, a parte nella stagione inaugurale e nel 1891/92 (maglia bianca e pantaloncini blu) sono sempre stati il bianco e il rosso, con pantaloncini neri salvo rare eccezioni. Infine, a differenza di Hillsborough, Bramall Lane è vicino al centro cittadino, tant’è che arrivando in treno ci si giunge facilmente a piedi dopo una camminata di 10-15 minuti. Nelle ultime stagioni la media spettatori si è attestata intorno alle 20.000 unità (18.000 in League One, 25.000 in Championship).

1895

Prossima tappa: Sheffield FC

Viaggio nella Sheffield del calcio: parte prima, Sheffield Wednesday

Una visuale della città di Sheffield

Abbiamo terminato il nostro viaggio a Londra, ma non per questo ci siamo stancati di viaggiare per l’Inghilterra. E allora, come detto in precedenza, partiamo alla scoperta di tutte quelle città che hanno due squadre, e partiamo dal South Yorkshire, e dalla città di Sheffield.

Sheffield Wednesday Football Club
Anno di fondazione: 1867
Nickname: the Owls
Stadio: Hillsborough, Sheffield S6, South Yorkshire
Capacità: 39.812

Se chiediamo a qualsiasi persona 50 città in cui vorrebbe andare, difficilmente troveremo Sheffield. A meno che uno non ci lavori o abbia trovato un posto in Erasmus, difficilmente una persona normale va a Sheffield. Ma noi non siamo persone normali, siamo persone che butterebbero una serata della loro vita per guardare il replay del secondo turno di FA Cup tra Plymouth e Colchester,ammesso e non concesso che buttare sia il verbo corretto, per cui a Sheffield andiamo più che volentieri, per motivi calcistici e non (l’Inghilterra ci piace tutta). Che poi, come altri città industriali (Sheffield era la capitale dell’acciaio), anche quella dello South Yorkshire si è rifatta il look, e tutto sommato neanche male: quando la crisi ha chiuso le fabbriche (e qui è d’obbligo citare Full Monty, visto che è ambientato nella Sheffield della crisi delle acciaierie), si è anche portata via il grigiume lasciando spazio a una discreta città (la terza dell’Inghilterra in quanto a popolazione dopo Birmingham e Leeds, quarta considerando la Greater London). E questa città ospita due squadre professionistiche, lo Sheffield Wednesday e lo Sheffield United, oltre a due realtà non-league che andremo a trattare. Partiamo con il Wednesday.

Il mitico orologio di Hillsborough

La squadra di calcio, come altre incontrate in quel di Londra, trae la sua origine da una preesistente di cricket, chiamata in questo caso Wednesday Cricket Club, dal giorno della settimana nel quale usavano disputare i loro incontri. Curiosamente la sezione calcistica venne fondata proprio di Mercoledì, durante una riunione tenuta all’Adelphi Hotel di Sheffield (4 Settembre 1867); due giorni dopo, sullo Sheffield Indipendent, venne pubblicato il seguente annuncio:
“SHEFFIELD WEDNESDAY CRICKET CLUB AND FOOTBALL CLUB. – At a general meeting held on Wednesday last, at the Adelphi Hotel, it was decided to form a football club in connection with the above influential cricket club, with the object of keeping together during the winter season the members of this cricket club. From the great unanimity which prevailed as to the desirability of forming the club, there is every reason to expect that it will take first rank.”
Nasceva così lo Sheffield Wednesday Football Club. Passeranno vent’anni, però, prima che il club passi al professionismo, cosa che avvenne infatti nel 1887. Il passaggio allo status professionista richiedeva però, di pari passo, un impianto di gioco, visto che fino a quel momento il club si appoggiava su impianti esistenti come Sheaf House o…Bramall Lane (i puntini di sospensione non necessitano spiegazioni, crediamo). Il terreno venne trovato in zona Queen’s Road, venne preso in affitto dalle ferrovie e vi fu costruito così il campo da gioco del The Wednesday, campo che diventerà noto come Olive Grove.

Nel 1889 venne rifiutato al The Wednesday l’ingresso nella Football League, e così i Groveites (nickname di quegli anni) ripiegarono sulla Football Alliance, di cui furono membri fondatori (e che misero in bacheca nel 1892). Raggiunsero una finale di FA Cup (distrutti però 1-6 dal Blackburn Rovers) e furono finalmente, nel 1893, ammessi alla Football League; nel 1896 misero così in bacheca il primo trofeo “importante”, l’FA Cup, vinta battendo in finale per 2-1 il Wolverhampton Wanderers al Crystal Palace. E arrivò così il 1899, anno importante perchè venne abbandonato Olive Grove per trasferire le operazioni nel quartiere di Owlerton, in quello che diverrà noto come Hillsborough. Un passo alla volta però. Come detto, Olive Grove venne preso in affitto dalle ferrovie, che però in quell’anno lo chiesero indietro perchè necessitavano di spazio per espandersi; il club dovette in tutta fretta trovare una sistemazione, per quanto la compagnia ferroviaria consentì ai bianco-blu (da sempre colori della squadra) di finire la stagione all’Olive. La soluzione fu trovata grazie a James Willis Dixon, che offrì al club una parte del terreno della Hillsborough House estate di cui era proprietaria la sua famiglia (venne suddiviso in tre parti, una finì al Wednesday, una alla chiesa metodista, una all’attuale City Council di Sheffield). Nasceva così lo stadio dello Sheffield Wednesday, che tuttavia inizierà a essere chiamato Hillsborough solo dal 1914 (prima era conosciuto come Owlerton). La prima partita venne disputata il 2 Settembre 1899 contro il Chesterfield, con il Lord Mayor di Sheffield, William Clegg (ex giocatore della squadra) a dare il calcio d’inizio simbolico.

Il primo logo del club, con il gufo e la rosa York

Il trasferimento ad Owlerton causò anche indirettamente il cambio di nickname della squadra, che divenne l’attuale Owls per ovvie ragioni. Ne derivò anche il nuovo crest, un gufo con la rosa degli York e il motto latino “Consilio et animis”. La prima decade del ‘900 portò nella bacheca dello Wednesday due titoli inglesi e un’altra FA Cup, vinta contro l’Everton sempre al Crystal Palace. Noi facciamo un salto temporale e arriviamo al 1929 (come detto prima nel 1914 Owlerton divenne noto come Hillsborough), quando The Wednesday Football Club cambiò il nome ufficialmente in Sheffield Wednesday Football Club, ufficializzando peraltro una situazione che esisteva da almeno una quarantina d’anni, visto che il club era già noto con il nome della città anteposto al “Wednesday”. Il cambio ufficiale di nome avvenne peraltro nel bel mezzo di due stagioni vincenti, che portarono nella bacheca del club altri due titoli, per un totale definitivo di quattro, visto che da allora il Wednesday non ha più vinto il campionato. L’FA Cup del 1935, a cui seguì il Charity Shield, misero fine ai successi del club fino alla Coppa di Lega del 1991.

Il post-Seconda Guerra Mondiale fu traumatico, con una serie di retrocessioni seguite da risalite immediate, e qualche acuto come il secondo posto del 1960/61. Uno scandalo scommesse che coinvolse tre giocatori, Peter Swan, David Layne e Tony Kay (era il 1964), con relative squalifiche a vita, fu il preludio alla retrocessione del 1969/70, che aprì il periodo più buio della storia dello Sheffield Wednesday: il club arrivò, nel 1976, a rischiare la retrocessione in Fourth Division. Per fortuna degli Owls ciò non avvenne e anzi, nel giro di qualche anno, sotto la guida di Howard Wilkinson, il club riguadagnò la massima serie (1983/84) e arrivò addirittura quinto nella stagione 1985/86, il che tuttavia non portò alla qualificazione UEFA a causa del divieto alle squadre inglesi di partecipare alle coppe europee del dopo-Heysel. Nel 1988 Wilkinson lasciò gli Owls per passare al Leeds United, all’epoca in Second Division: li avrebbe condotti al titolo, ma questa è altra storia. Dopo una breve parentesi di Peter Eustace, le redini del club vennero prese dall’ex manager del Manchester United, Ron Atkinson. La prima stagione con Atkison alla guidà terminò…con la retrocessione: lo Wednesday arrivò diciottesimo e retrocesse a causa della differenza reti nei confronti del Luton Town.

La stagione seguente Atkinson si fece però doppiamente perdonare, non solo con la promozione in First Division, ma soprattutto con la vittoria in Coppa di Lega ai danni del Manchester United: un goal di Joe Sheridan regalò al club il primo trofeo dal 1935. Atkinson passò sulla panchina dell’Aston Villa, e alla guida degli Owls venne nominato il 37enne Trevor Francis. L’ultima stagione di First Division (1991/92) si concluse con un terzo posto, che garantì al club non solo di far parte della nuova Premier League l’anno successivo, ma anche un viaggio europeo in Coppa UEFA. Il 1992/93 vide lo Sheffield Wednesday arrivare settimo in Premier League, eliminato al secondo turno di UEFA dal Kaiserslautern ma soprattutto giungere in finale in entrambe le coppe, entrambe perse però contro l’Arsenal. Mark Bright, David Hirst e Chris Waddle (giocatore dell’anno) erano le punte di diamante di quella squadra. Francis venne in seguito sostituito da David Pleat, che rimase in carica per la stagione 1995/96 e per parte di quella successiva, quando venne licenziato per far posto al – breve – ritorno di Atkinson. La stagione 1997/98 si aprì invece con Danny Wilson in sella, che portò a Hillsborough, tra gli altri, Paolo Di Canio, il cui episodio con Paul Alcock avvenne proprio con indosso la casacca degli Owls; tuttavia, a fine stagione arrivò la retrocessione in First Division, con Wilson, nel frattempo, licenziato a sua volta.

Il nuovo millennio è stato fin qui molto deludente per lo Sheffield Wednesday, che ha conosciuto anche la realtà della terza serie in due occasioni, una delle quali da cui è uscito la stagione scorsa dopo un’avvincente sfida testa a testa contro i rivali cittadini dello Sheffield United. Ora il club milita in Championship, è guidato da Dave Jones in panchina ed è di proprietà di Milan Mandaric, ex proprietario del Portsmouth. L’augurio è quello di rivedere il club al più presto in Premier, il grande calcio merita di tornare in un palcoscenico come quello del nord di Sheffield (Hillsborough è infatti situato nella zona nord della città), teatro (e questo non lo abbiamo volutamente menzionato in precedenza, essendo un post dedicato alla squadra e non allo stadio) anche di una delle più grandi tragedie della storia del calcio, quel Liverpool-Nottingham Forest di FA Cup in cui persero la vita 96 tifosi Reds. Ma questa è davvero un’altra storia. Concludendo, se avete voglia di fare un giro dalle parti di Hillsborough, il consiglio è arrivare col treno alla stazione di Sheffield e da lì prendere un taxi o un bus, o ancora meglio il tram: la linea blu vi porta a Hillsborough (quartiere), o in alternativa potete prendere la blu fino al centro città e cambiare sulla gialla direzione Leppings Lane, arrivando davanti allo stadio.

Prossima puntata: Sheffield United