Il giant-killing in FA Cup: i 10 upsets più clamorosi nella storia della coppa

Il giant-killing è la quint’essenza della FA Cup, già di per se competizione magica; è Jimmy Page che suona Bron-yr-Aur, è la scena finale di Pulp Fiction, insomma è quel tocco in più all’interno comunque di un capolavoro. Nella storia se ne contano a centinaia, quindi selezionarne dieci è particolarmente difficile, soprattutto perchè è difficile stabilire il criterio di selezione. Come risolvere il dilemma? Affidandoci a due criteri e facendo un mix, scegliendo alcune partite secondo una formula matematica utilizzata dal creatore del sito Giant Killers, e alcune secondo il sentimentalismo, partite che sono entrate nell’immaginario collettivo e impossibili da rimuovere. Questo permette di non sacrificare sull’altare dei ricordi alcune partite che meriterebbero menzione, ma d’altro canto di non escludere match che sono il giant-killing per definizione e che nella classifica “scientifica” non sarebbero comparsi (esempio, Hereford-Newcastle United). Prima di addentrarci nella classifica, qualche considerazione. C’è il giant-killing casalingo, per esempio, in cui il pubblico di casa, gente abituata a vedere il loro team giocare in non-league o nei bassifondi delle serie inferiori, si trova di fronte la squadra di massima divisione di turno. In questo caso la bellezza sta nello stadio, classico impianto da non-league, pieno, nell’entusiasmo contagioso di un pubblico da periferia calcistica, ma genuino e vero, nell’invasione di campo finale che accompagna l’impresa. E c’è il giant-killing esterno, in cui 30mila tifosi della squadra di First/Premier rimangono ammutoliti e qualche migliaio, o meno, di tifosi ospiti, che si son fatti la trasferta senza grosse speranze, esultano come invasati, con la consapevolezza di portarsi a casa lo scalpo del nemico perdipiù conquistato nel territorio avversario. Il massimo, poi, è il giant-killing su due partite, con pareggio nella prima e vittoria nella seconda, ma qui siamo in territorio quasi mitico.

Il più vecchio di tutti risale al 1900, quando il Millwall (all’epoca ancora Millwall Athletic) vinse 3-1 sul campo del potente Aston Villa, la squadra principale di inizio secolo: menzioniamo questa partita perchè, pur non comparendo nella nostra classifica, sarebbe stato un peccato dimenticarla. Così come non possiamo non menzionare i tanti giant-killing recenti, da Shrewsbury-Everton 2-1 del 2003 a Manchester United-Leeds United 0-1 del 2010, passando per Stevenage-Newcastle Utd 3-1 del 2011. Bene, possiamo procedere con la classifica.

Oxford United-Blackburn Rovers 3-1 (Manor Ground, 15 Febbraio 1964 – Fifth Round)
Il giant-killing che si piazza al numero uno nella list del sito The Giant Killers. L’Oxford United, all’epoca modesta squadra di Division Four (più o meno come oggi) ospitava il Blackburn Rovers, secondo in Division One. La differenza era abissale: da una parte, Maurice Kyle, Tony Jones e Ron Atkinson (che ritroveremo più avanti come allenatore…), dall’altra i nazionali inglesi Ronnie Clayton e Bryan Douglas, Mike England, Fred Pickering etc. etc, insomma una squadra per l’appunto seconda nella massima serie. Peraltro Pickering e McEvoy, suo partner d’attacco, ne avevano appena rifilati OTTO al West Ham United, così per gradire. No, non c’erano chances…21.504 oxfordiani si presentarono al Manor Ground per vedere dal vivo i campioni del Blackburn, senza grosse speranze di passaggio del turno, ma visto che Match of the Day sarebbe arrivato solo sei mesi dopo, lo stadio era l’unico modo, specie per una squadra di Division Four, per vedere dal vivo dei giocatori internazionali. Longbottom e Jones portarono sul 2-0 lo United, e tutto diventò d’un tratto possibile. Quando il Blackburn accorciò le distanze, i crampi allo stomaco dei tifosi di casa si fecero via via più forti, così come la pressione dei Rovers verso la porta dell’Oxford…ma invece che il pareggio, dal nulla scaturì, nel più classico dei contrattacchi, il 3-1 di Bill Calder. L’Oxford divenne in quel momento la prima squadra di Division Four a raggiungere il sesto round, dove vennero eliminati dal Preston North End.

Hereford United-Newcastle United 2-1 (Edgar Street, 5 Febbraio 1972 – Third Round replay)
The giant-killing
per eccellenza nella mente di tutti. E gli ingredienti c’erano, visto che non solo abbiamo una squadra di serie inferiore che vince su una di prima divisione, ma addirittura al replay, dopo aver quindi pareggiato la prima partita perdipiù in trasferta. Insomma, il massimo. Il Newcastle, ovviamente, arrivò alla sfida contro l’Hereford, squadra di Southern League (che con il sistema attuale equivarrebbe alla Conference), da favoritissimo; e i Magpies d’altronde potevano schierare ben sei nazionali. Due volte rinviata per pioggia, la partita si giocò finalmente il 24 Gennaio a St James Park: 5.000 tifosi dell’Hereford viaggiarono verso nord per accompagnare il loro team. 17 secondi, 17, e l’Hereford passò in vantaggio con un goal di Brian Owen. Malcolm Macdonald e John Tudor, nel giro di 13 minuti, ribaltarono tuttavia il risultato, come da premesse; ma le premesse non tennero conto di Colin Addison, player/manager, che con un tiro dalla distanza fece 2-2: tutti a Hereford per il replay. Un replay destinato a entrare nella leggenda di the beautiful game. La capacità di Edgar Street era, ufficialmente, di 14.313 spettatori, ma quella sera ce n’erano sicuramente di più, molti dei quali letteralmente appollaiati sulle strutture portanti delle luci e sugli alberi intorno all’impianto (si stima che fossero in 16.000); e a completare la cornice le telecamere della BBC, che mandò nell’Herefordshire un telecronista in prova, tal John Motson che diventerà Motty e la cui voce sarà la voce del calcio per anni. Insomma, tutti ingredienti per rendere magica una partita. Il Newcastle col solito SuperMac passò in vantaggio all’82esimo; sembrava chiusa, ma tre minuti dopo……“Radford…now Tudor’s gone down for Newcastle…Radford again…OH, WHAT A GOAL!!! What a goal! Radford the scorer! Ronnie Radford! And the crowd…the crowd are invading the pitch! No goalkeeper in the world would have stopped that!“. Motson entrò subito nella storia delle telecronache sportive, l’Hereford in quella della FA Cup, visto che nei supplementari il goal di Ricky George non fu pareggiato dai Magpies. Le scene di giubilo del pubblico a ogni goal e al fischio finale, con le invasioni di campo e le sciarpe bianco-nere al collo rimangono tre le più belle che si possano ricordare.

Wrexham-Arsenal 2-1 (The Racecourse Ground, 4 Gennaio 1992 – Third Round)

“…e poi, incredibilmente e disastrosamente, fummo buttati fuori dalla Coppa d’Inghilterra dal Wrexham, che la stagione precedente era finito in fondo alla Quarta divisione così come l’Arsenal era finito in cima alla Prima”. Parole e musica di Nick Hornby, ultimo capitolo di Fever Pitch. E in effetti Wrexham-Arsenal è uno dei cupset più famosi di sempre, per il motivo esplicitato da Hornby: una differenza abnorme tra le due squadre, e basta andare a vedere la formazione dell’Arsenal di quel giorno: Seaman, Dixon, Winterburn, Hillier, O’Leary, Adams, Rocastle, Campbell, Smith, Merson, Carter. Dall’altra parte il Wrexham, che era rimasto in Football League solo perchè questa venne allargata. 13.343 spettatori assisteranno all’impresa dei propri beniamini. L’Arsenal passò in vantaggio con Adams al 44′, e la partita sembrava incanalarsi su questi binari, almeno fino all’82’….quando i due minuti tra i più importanti nella storia del club gallese cambiarono le carte in tavola. Mickey Thomas e Steve Watkin, i due autori della favola made in Wales. Specialmente Thomas, nazionale gallese, tornato al Wrexham dopo essere ssutton united coventrytato addirittura al Manchester United e all’Everton, una carriera offuscata da fattori extracalcistici che nel 1993 culmineranno con un brutto giro di merce contraffatta e denaro sporco. Nel turno successivo, il Wrexham uscì al replay per mano del West Ham, ma quella partita rimane indelebile.

Colchester United-Leeds United 3-2 (Layer Road, 13 Febbraio 1971 – Fifth Round)

Il sito “the Giant Killers” la posiziona al secondo posto di sempre nella propria classifica. Nuovamente, Fourth Division vs First Division, e il Leeds era squadra tra le migliori della massima serie, che avevano vinto nel 1968/69 e che rivinceranno nel 1973/74. In panchina Don Revie, the Manager con la M maiuscola ad Elland Road, in campo una serie di star. La differenza era tale che “they (il Colchester) were given so little chance of victory that there was talk of switching the tie to Elland Road, where the Essex club would, at least, be guaranteed a reasonable financial reward“. Le cose andarono un filino diversamente, soprattutto per merito di Ray Crawford, un nome che quel giorno finì sulla bocca di tutti per la doppietta che rifilò al grande Leeds di Revie. Lo United, quello “minore” che quel giorno faceva gli onori di padrone di casa, si portò così sul 3-0. Il disperato tentativo di rimonta del Leeds risulterà vano, nonostante gli uomini di Revie riusciranno ad accorciare le distanze fino a portarsi a un solo goal di distanza. L’eroica e strenua resistenza del Colchester regalerà ai 16.000 presenti una gioia indimenticabile, e al libro della FA Cup una storia indelebile.

Sutton United-Coventry City 2-1 (Gander Green Lane, 7 Gennaio 1989 – Third Round)

Questa partita è famosissima per un semplice (poi mica tanto semplice, a ben vedere) motivo: fino a qualche settimana fa (e lo vedremo…) era stata l’ultima volta che una squadra di non-league ne aveva sconfitta una di massima serie. Gander Green Lane, borough di Sutton. Il Coventry City, che due anni prima alzò il trofeo in faccia a una delle versioni migliori del Tottenham Hotspur (Allen, Hoddle, Waddle e compagnia), si presentava nel sud londinese forte delle quattro categorie di differenza e di quel prestigioso alloro. Dall’altra parte i padroni di casa, che militavano senza infamia e senza lode in Conference (termineranno dodicesimi quell’anno) e per i quali quella partita rappresentava l’apice della stagione, che si fosse vinto o perso. Certo, la vittoria avrebbe dato a quell’edizione del Sutton United i crismi dell’immortalità, ma nessuno la pretendeva. 8.000 south londoners affollarono l’impianto, ed andarono in visibilio quando Rains portò lo United in vantaggio dopo 42 minuti primi. Sette minuti dopo l’intervallo, Phillips pareggiò la situazione…ma sette minuti dopo, nuovamente, Matthew Hanlan timbrò il 2-1 che significò vittoria, visto che i tentativi del Coventry di pareggiare risultarono vani, compreso una doppia carambola traversa-palo clamorosa. Il calcio è uno sport magnificamente imprevedibile quando vuole, e quel giorno il Sutton lo dimostrò.

Burnley-Wimbledon 0-1 (Turf Moor, 4 Gennaio 1975 – Third Round)

Quel giorno una nuova squadra, destinata a scrivere una romantica storia nel calcio inglese, fece capolino tra i grandi: il Wimbledon. Quella stagione i Dons giocavano ancora in Southern League, che vinceranno e che vinceranno per altri due anni prima dell’elezione, finalmente, in Football League, avvenuta al termine della stagione 1977. Il sistema infatti era semi-chiuso, e tutelava in modo esagerato i club che terminavano ultimi in Football League col sistema della ri-elezione per numero di voti ricevuti. I Dons erano ospiti di una squadra, il Burnley, che terminerà la stagione decima in First Division, e a Turf Moor l’aria era tranquilla: un pomeriggio festoso dedicato alla competizione più antica e affascinante. Che verrà ricordato però per il goal di Mick Mahon, curiosamente membro del Colchester che, come abbiamo visto, eliminò il Leeds e questa volta attore in prima persona dell’impresa; e per le parate di Dicky Guy, che quel giorno si trasformò in Gordon Banks ammutolendo spettatori e, metaforicamente, gli attaccanti in claret & blue. Il Wimbledon si presentò così al grande pubblico, una favola che culminerà un pomeriggio del 1988 a Wembley, con un goal di Lawrie Sanchez che tutti abbiamo impresso nella mente.

Bournemouth-Manchester United 2-0 (Dean Court, 8 Gennaio 1984 – Third Round)

Altro giant killing famosissimo. Da una parte i Red Devils, detentori del trofeo, di Ron Atkinson, che abbiamo già incontrato come giocatore dell’Oxford United, dall’altra il Bournemouth guidato da un ex giocatore del West Ham, Harry Redknapp, che terminerà diciassettesimo in Division Three. Eppure quel giorno non ci fu storia, uno United mollo e arrendevole venne sconfitto senza grosse possibilità d’appello. Milton Graham e Ian Thompson, nel secondo tempo, portarono il risultato sul 2-0. L’unico sussulto per lo United venne dai propri fans, che a pochi istanti dal termine invasero il campo e crearono qualche tafferurglio sedato nel giro di 5 minuti dalla polizia del Dorset. Rimane forse il risultato più importante della storia del Bournemouth, mentre lo United da lì a due anni avrebbe chiamato uno scozzese di nome Alex Ferguson, che nel 1989 si trovò nuovamente di fronte il Bournemouth, sconfiggendolo al replay. Per quanto riguarda Harry Redknapp, alzerà la coppa come manager del Portsmouth.

Newcastle United-Crystal Palace 0-1 (St James Park, 12 Gennaio 1907 – First Round)

Vignetta dell’epoca

La più datata delle partite che trattiamo in questo post. 1907, il Crystal Palace era nato da soli due anni e giocava in Southern League, mentre il Newcastle viaggiava al secondo posto della First Division della Football League, che aveva vinto nel 1905. Ok, il sistema era ancora poco chiaro ma la differenza tra le due leghe era evidente, se si pensa al fatto che solo una squadra di Southern League è riuscita a vincere la FA Cup (il Tottenham nel 1901). Quindi il Palace si presentava nel nord del Paese con poche speranze di superare l’ostacolo rappresentato dai Magpies, che schieravano dieci nazionali in campo (l’unico non nazionale era, curiosamente, il capitano Alec Gardner) a fronte di un undici del Palace formato in gran parte da “emigranti calcistici”, curiosamente partiti proprio dal Tyne & Wear e dal Teeside per provare a sfondare a Londra. Per molti era dunque una sorta di ritorno a casa. Che culminò con un’impresa impensabile, a maggior ragione se si pensa che al secondo turno i Glaziers (non erano ancora Eagles) eliminaro il Fulham e, al terzo, il Brentford, giungendo ai quarti di finale nei quali vennero eliminati dall’Everton.

Walsall-Arsenal 2-0 (Fellows Park, 14 Gennaio 1933 – Third Round)

Il grande Arsenal di Herbert Chapman si presentò nelle Midlands destando nei tifosi di casa più che timore, ammirazione. D’altronde, fatte le dovute proporzione, è come quando adesso il Barcellona affronta squadre di serie inferiori in Coppa del Re. Perchè, al pari di questo Barcellona o dell’Ajax di Michels, l’Arsenal di Chapman ha segnato un’epoca, ha fatto scuola, ha cambiato il modo di intendere il calcio. In 25.000 affollarono Fellows Park. L’Arsenal si presentò in divisa bianca (e calzoncini neri), quando solitamente all’epoca era la squadra di casa a cambiare tenuta da gioco in casa di possibile confusione fra colori, e infatti il Walsall si presentò in campo con un completo bianco-azzurro d’urgenza acquistato dal Coventry per l’occasione. Pronti via e i difensori del Walsall cominciarono la caccia all’uomo, con i poveri attaccanti dei Gunners sempre a terra e l’arbitro con il fischietto sempre in bocca. Ma era l’unico modo per limitare quello squadrone. I minuti passavano, l’Arsenal non segnava, e così nella testa dei padroni di casa nacque l’idea del colpaccio, che si tramutò in realtà grazie a Gilbert Alsop e Bill Sheppard. Il resto è storia, sia perchè rimane uno dei cupset più famosi e celebrati, sia perchè per il Walsall (all’epoca Third Division North) rimane The Day, tant’è vero che per i 75 anni dalla partita un box dello stadio (non più Fellows Park, ahinoi) è stato dedicato alla memoria di Alsop. Rimane invece famosa sponda Gunners per la sfuriata di Chapman verso Thomas Black, autore di una prestazione evidentemente orribile, al quale intimò di non mettere mai più piede ad Highbury: nel giro di una settimana venne ceduto al Plymouth.

Norwich City-Luton Town 0-1 (Carrow Road, 26 Gennaio 2013 – Fourth Round)

E finiamo con una partita recentissima, eppure, già nella top-ten. Inevitabile, visto che da Sutton Utd-Coventry non accadeva che una squadra di non-league ne eliminasse una di First/Premier League. Ora, considerare il Luton Town squadra di non league, anche se nei fatti lo è, è concettualmente difficile: basti pensare che, in quanto a major trophies, Hatters e Canaries sono a parimerito, con una Coppa di Lega a testa in bacheca. Eppure il recente cammino da gambero del Luton Town, che l’ha portato fino alla Conference, ne fa a tutti gli effetti un club di non league. Soffermarci su una partita dell’altro ieri è superfluo, ma il goal di Rendell che ha spedito gli Hatters al quinto turno merita quantomeno di essere menzionato, così come il fatto che, nel turno precedente, il Luton ha eliminato il Wolverhampton Wanderers, caduto in Championship ma pure sempre squadra di grande tradizione. Come andrà a finire non lo sappiamo, nel prossimo turno (corrispondente agli ottavi di finale) il Luton ospiterà a Kenilworth Road il Millwall in un match che riporta alla mente gli incidenti del 1985. Qualsiasi sia il risultato, il Luton 2012/13 è già entrato nella storia della coppa più bella, affascinante, unica del Mondo.

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Arsenal-Leeds United (3o turno di FA Cup)

Arsenal vs Leeds United

  

3o turno di FA Cup

Buonasera a tutti! Oggi vi parlerò del posticipo del Lunedi di FA Cup (per una descrizione più approfondita della competizione vi invito a leggere l’articolo scritto da Pierpaolo) che vede in scena una sfida che solo pochi anni fa sarebbe stata verosimilmente una sfida per il titolo della Premier League: all’Emirates Stadium va infatti in scena Arsenal- Leeds United. Per chi non lo sapesse,il Leeds è una “nobile decaduta” del calcio inglese, in quanto milita al momento nella Championship dopo anni di calvario a cavallo tra la stessa Championship e la League One, dopo che neanche 10 anni fa arrivava in semifinale di Champions League e combatteva per il titolo della Premier League. La “storia” della serata è però sicuramente il ritorno di Thierry Henry (capocannoniere di tutti i tempi dell’Arsenal), che torna in prestito ai Gunners dai New York Red Bulls per 2 mesi, dopo l’apparente addio – dolorosissimo – del 2007. Da segnalare che lo stesso match si è giocato l’anno scorso, sempre in FA cup, e si è concluso per 1-1 con gol di Snodgrass e Fabregas su rigore; il turno l‘ha però passato l‘Arsenal in seguito all‘1-3 a Elland Road nel re-match . E’ proprio l’ala destra scozzese del Leeds il grande assente della serata per il club dello Yorkshire, che deve fare a meno in un momento cruciale della stagione anche del capitano Jonnhy Howson e del vice capitano Paddy Kisnorbo (tutti e 3 infortunati, per il terzo addirittura si parla di stagione finita). Passiamo quindi alle formazioni delle due squadre. Il club del Nord di Londra schiera l’ormai inamovibile Sczcesny tra i pali e una linea difensiva alquanto “improvvisata”, con Coquelin e Miquel ad agire rispettivamente sulla fascia destra e sinistra con al centro i francesi Squillaci e Koscielny; a centrocampo il capitano (in assenza di RVP) Arteta è affiancato da Song e Ramsey mentre i 3 davanti sono, da destra a sinistra, il 18enne Oxlade-Chamberlain, Chamachk e il russo Andrey Arshavin; parte quindi dalla panchina il giocatore più atteso della serata, ovvero Thierry Henry. Per il Leeds United invece come ho già detto è in piena emergenza a centrocampo, e schiera una sorta di 4-4-1-1: L’irlandese Lonergan in porta, la linea difensiva è composta per gran parte da giocatori U-21 provenienti dal vivaio : Thompson a destra, White a sinistra e Lees, affiancato dal “veterano” O’dea, al centro; il centrocampo vede, da destra a sinistra, l’honduregno Nunez e i 3 inglesi Clayton, Pugh e Townsend (arrivato in settimana in prestito dal Tottenham Hotspurs); in attacco il finlandese Vayrinen supporta l’unica punta, l’argentino Luciano Becchio. L’atmosfera è veramente speciale, i tifosi dell’Arsenal sono impazienti di vedere all’opera di nuovo Henry mentre i tifosi del Leeds come sempre sono accorsi in quasi 5000 per vedere la propria squadra giocare.

Primo Tempo

Partita abbastanza bloccata all’inizio, con i Gunners che gesticono il pallone e il Leeds che si difende bene e cerca di sfruttare le ripartenze con il velocissimo Andros Townsend. La prima grande occasione è per l’Arsenal, con Arshavin che spara alto da posizione favorevole al 3 minuto dopo un errore del centrale del Leeds O’Dea. La partita procede su questa falsariga fino al 13esimo minuto, quando una grandissima azione sulla fascia del gallese dell’Arsenal Ramsey smarca Chamberlain che viene rimpallato al limite dell’area; due minuti dopo un bel colpo di testa di Squillaci su azione partita da un calcio di punizione finisce di pochissimo a lato. Il Leeds si sveglia pochi minuti dopo con un bello spunto del solito Townsend che per poco non riesce a servire Becchio a centro area; sul ribaltamento di fronte Ramsey scarica verso la porta difesa da Lonergan ma la palla finisce abbondantemente alta. L’Arsenal va di nuovo vicino al gol sull’asse Arshavin-Ramsey: bella azione personale del russo che serve il gallese, il quale per poco non riesce a beffare Lonergan in uscita. Al 21esimo l’Arsenal va nuovamente vicino al gol in due situazioni con Ramsey e poi con Arteta, ma entrambi i tiri finiscono fuori di poco. Il Leeds si sveglia finalmente al 23esimo, con Becchio che spara alto da pochi metri la palla che sarebbe potuta facilmente essere il clamoroso 1-0 per gli ospiti. Al 33esimo minuto l’Arsenal è costretto a effettuare il primo cambio della partita, a causa dell’infortunio muscolare che colpisce Coquelin e che costringe Wenger a fare entrare il giovanissimo Yennaris per coprire il ruolo di terzino destro, dove la squadra di Londra sta avendo parecchi problemi ultimamente. La gara prosegue senza grandi sussulti fino a quando,dopo l’incornata di poco a lato di Koscielny, l’arbitro decreta la fine del primo tempo dopo un solo minuto di recupero.

Secondo Tempo

Dopo appena 50 secondi l’Arsenal va subito vicinissimo al gol con una buonissima azione personale del 18enne Oxlade-Chamberlain, il cui tiro finisce a lato non di molto. Un paio di bei ribaltamenti di fronte nei 10 minuti successivi dimostrano come il Leeds punti tantissimo (e giustamente a mio parere) sul contropiede, mentre è sempre l’Arsenal che imposta il gioco e mantiene il possesso palla. Al 54esimo grandissima opportunità per Arteta che, servito bene da Chamachk, trova una grandissima opposizione di Lonergan,neanche un minuto e Arshavin salta il portiere irlandese in uscita ma non trova l’angolo giusto per il gol. L’Arsenal ha un altro paio di buone occasioni, ma è sempre più evidente come manchi un vero e proprio finalizzatore, quale è Van Persie e quale potrebbe essere Henry. Al 60esimo minuto esce il finlandese Vayrinen, autore di un buonissimo primo tempo ma un po spento a causa della stanchezza nel secondo,ed entra l’incontrista Micheal Brown, giocatore di grande esperienza ma molto ruvido nei contrasti. Al 63esimo è ancora Oxlade-Chamberlain a impegnare Lonergan, che si fa trovare pronto per l’ennesima volta in questa serata. Al 68esimo arriva finalmente il momento che molti tifosi londinesi sognavano da anni: fuori Chamberlain (grande prestazione per lui) e un incolore Chamackh e dentro Walcott ma soprattutto Henry, accolto da una prevedibilissima standing ovation dell’Emirates. Leeds decisamente in difficoltà e chiuso nella sua area, e solo un paio di buoni interventi da parte degli attenti difensori centrali hanno evitato lo svantaggio. Per cercare di dare più mobilità all’attacco, Grayson sostituisce uno spento Becchio con il top-scorer stagionale RossMcCormack. Al minuto 77 la svolta della partita: Song serve Henry che si sbarazza di Thompson e con un bel tiro a giro rasoterra sul secondo palo segna l’1-0 per l’Arsenal a pochi minuti dalla fine. Il Leeds cerca subito una reazione, alzando notevolmente il baricentro e andando vicino al gol con il colpo di testa di McCormack e il bel tiro di Brown. All’81esimo minuto Il manager del Leeds utilizza il suo ultimo cambio, sostituendo uno spentissimo Nunez con l’attaccante finlandese Forsell. Nonostante il pressing il Leeds non riesce ad avvicinarsi alla porta difesa da Sczsesny (a parte un buono spunto di Forsell respinto dal portiere polacco) e anzi rischia di subire il 2-0 in un paio di occasioni con Archivino e Miquel. Dopo3 minuti di recupero l’arbitro decreta la fine della partita, che si conclude quindi come la maggior parte dei tifosi dei Gunners sperava: 1-0 con gol diHenry.

Impressioni varie sulla partita

E’ stata la grande serata di Henry, “no doubt about it”, e quindi è normale che in una situazione del genere tutto il resto venga offuscato. Titì è un campione con la C maiuscola, ha fatto la storia dell’Arsenal e secondo me è un bene sia per il club di Londra che per tutto il calcio inglese. Il fatto che poi abbia segnato al “debutto” rende il tutto ancora più speciale. Per il resto ho visto un buon Arsenal, che ha sfruttato a pieno la superiorità tecnica nei confronti del Leeds, il quale però si è difeso bene e ha anche rischiato di fare male in contropiede. Nell’Arsenal mi è piaciuto molto Ramsey, che ha giocato una quantità infinita di palloni, e Chamberlain mentre Arshavin è sempre più l’ombra di quel grandissimo giocatore che era allo Zenit. Nella squadra dello Yorkshire invece mi è piaciuta molto tutta la linea difensiva, che ha tenuto bene per tutta la partita e che si è arresa solo di fronte al grandissimo giocatore che è Henry, e anche Clayton, mentre Becchio (troppo solo in attacco) e Pugh sono i peggiori in campo. Rimandato Townsend, troppo fumoso dopo un grande debutto contro il Burnley Mercoledi scorso.

Massimiliano

P.S. Mi scuso in anticipo se in alcuni passaggi ho peccato di faziosità, ma purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista :D) sono un tifoso del Leeds e simpatizzo Spurs…ho provato comunque a essere il più neutrale possibile, spero che quest’articolo piaccia anche a qualche tifoso dei Gunners

P.P.S. A breve conto di pubblicare un articolo sul Leeds, dall’inaspettata vittoria della Premier League nel 92\93 ai trionfi europei, dal tonfo economico alla lenta ma progressiva risalita…Stay Tuned 😉

Breve introduzione alla F.A. Cup

[Fondamentale premessa: il seguente post non insegnerà nulla, vuole solo essere il post di apertura del blog. Semplice, cose note ai più, ma un modo per introdurre tutti alla lettura di un blog che spero nel tempo risulterà piacevole. Buona lettura]

E’ entrata nel vivo nell’ultimo weekend la F.A. Cup con il terzo turno (che ha vistro tra le altre partite il derby di Manchester, City-United, col ritorno in campo di Scholes). Vediamo in breve cos’è la F.A. Cup.

The Football Association Challenge Cup, notissima semplicemente come F.A. Cup (ed erroneamente chiamata qui in Italia, con un po’ di mancanza di rispetto se mi consentite, Coppa d’Inghilterra) è, come è risaputo credo dalla totalità degli appassionati di football, la competizione calcistica più antica del Mondo: la prima edizione si disputò infatti nel 1871/1872, e quando qui il Genoa si aggiudicava il primo campionato (che nelle successive edizioni si ispirerà alla formula proprio della F.A. Cup) nel 1898 la coppa era giunta alla sua 26esima edizione. Basterebbe questo per far aprire e chiudere il post.

Il Trofeo consegnato ai vincitori

Approcciarsi alla F.A. Cup richiede un passaggio fondamentale, ovvero annullare totalmente l’idea di coppa nazionale che abbiamo qui in Italia: una competizione che i nostri club considerano una perdita di tempo, un trofeo che ha più o meno la stessa importanza di un portaombrelli con 4 spettatori infreddoliti sugli spalti a vedere le partite, spesso con squadre in campo infoltite di riserve. Rovesciamo completamente questa concezione (fatta eccezione per le riserve, le “grandi” tendono a volte a schierarle specie contro squadre di categoria inferiore), ed ecco che capiamo il valore che ha, per i club inglesi, la competizione, un valore che possiamo quasi paragonare a quello della stessa Premier League (i sabati di coppa sono una tradizione tipicamente inglese difficile da comprendere in pieno da qui); d’altronde i tradizionalismo è parte integrante della cultura d’oltremanica, il legame a una competizione così antica, anzi la più antica, si può spiegare in parte anche così.

Il Tottenham celebra la vittoria nella FA Cup del 1967

Prima di entrare nel dettaglio, qualche parola vale la pena spenderla sul trofeo vero e proprio, la coppa consegnata ai vincitori, visto che una gustosa storia si nasconde dietro a ciò. L’originale coppa, quella della prima edizione del 1872, venne infatti trafugata quando, nel 1895, era in possesso dell’Aston Villa; la società di Birmingham venne multata di 25 sterline, soldi destinati alla costruzione di un nuovo trofeo, che fece in effetti la comparsa l’anno successivo. Questo nuovo trofeo rimase “in carica” fino al 1910, quando andò in pensione per fare spazio al trofeo che conosciamo ancora oggi (sebbene sia una replica, visto che l’originale è stato “pensionato” nel 1992, causa rischio deterioramento). Il secondo trofeo, quello degli anni 1896-1910 è stato acquistato recentemente da David Gold, al tempo proprietario del Birmingham City e ora del West Ham United, e donato dallo stesso al National Football Museum, che ha sede a Preston, ed esposto al pubblico.

Il secondo trofeo, in uso dal 1896 al 1910 e conservato al National Football Museum

La formula dell’F.A. Cup prevede che essa sia aperta alla partecipazione di tutti i club inglesi (e gallesi che disputano tornei inglesi; va infatti ricordato che esiste un campionato gallese a parte, ma che squadre come Swansea, Cardiff City, Wrexham giocano in tornei inglesi). I primi turni sono dedicati a una “scrematura” tra squadre minori: dai turni preliminari (di qualificazione) al primo turno entrano in campo le squadre via via di categorie superiori, un processo che culmina nel terzo turno quando entrano in gioco anche le squadre di Premier; è quindi evidente che notevoli sono così le possibilità che le squadre piccole sopravvissute si scontrino con le “big”. E qui viene il bello, quello che rende – a mio modo di vedere – veramente magica la competizione: la leggenda dei giant-killers, le squadre di categorie inferiori che eliminano le strafavorite. Si tratta di un qualcosa che accade abbastanza di frequente, tant’è che il giant-killing lo considero veramente tale quando ci sono almeno due categorie di differenza tra le squadre in campo (il primo esempio che mi viene in mente è Manchester United-Leeds di 3 anni fa, con i whites vincenti a Old Trafford, ma ce ne sono parecchi). Vediamo a tal proposito qualche curiosità. Il record di “scalpi” di squadre di categoria superiore appartiene allo Yeovil Town, con 20, mentre tra le squadre che non hanno mai fatto parte della Football League il record appartiene all’Altrincham Town con 16. La prima e finora un’unica squadra ad aver vinto la Coppa da non-league (ovvero non appartenente alla Football League, l’originaria lega calcistica) è il Tottenham Hotspur, che nel 1901 apparteneva alla Southern League e non alla Football League; in generale è dura per queste squadre arrivare al terzo turno, e nessuna dopo quell’edizione degli Spurs è arrivata oltre il quinto turno (l’anno scorso il Crawley Town si fermò proprio al quinto turno perdendo a Old Trafford contro lo United). Il capitolo sui giant-killers meriterebbe un’estensione ben maggiore, e non è escluso che in futuro si possano spendere due parole a riguardo. Interessante però è dare almeno uno sguardo alle squadre che si sono aggiudicate il trofeo non facendo parte della massima serie del football inglese (prima First Division, ora Premier League). Abbiamo già citato il Tottenham del 1901 (non appartenente nemmeno alla Football League), le altre sono il Notts County nel 1894, il Wolverhampton Wanderers nel 1908, il Barnsley nel 1912, il West Bromwich Albion nel 1931, il Sunderland nel 1973, il Southampton nel 1976 e in ultimo il West Ham nel 1980. Tutte queste squadre ad eccezione degli Spurs appartenevano alla seconda serie (non chiamiamola MAI Serie B! Errore italico se ce n’è uno), ma è bene ricordare anche che la Football League fino al 1920 ha avuto solo due serie; detto ciò, nessuna squadra di terza divisione o inferiore ha mai vinto la coppa (l’ultima ad arrivare in finale è stata il Millwall – militante in League 1 – nel 2004 contro il Manchester United).

Trevor Brooking, West Ham, affossa l’Arsenal (finale 1980)

Torniamo alla formula. Il sorteggio assegna a una squadra il fattore campo, ed essendo la competizione ad eliminazione diretta, non prevedendo andata/ritorno dunque, si tratta di un qualcosa di fondamentale importanza. In caso di pareggio di va al replay, la ripetizione della partita che avviene a campi invertiti; e nel caso si fosse ancora in parità nel replay, supplementari e rigori, anche se è giusto ricordare che fino agli anni ’90 i replay erano potenzialmente infiniti finchè una delle due squadre non avesse concluso i 90 minuti in vantaggio (il Fulham 1975 giocò 12 partite in 6 turni, raggiungendo la finale). I replay riguardavano anche semifinali e finale, ma dal 1991/1992 vennero eliminati dagli ultimi due turni per lasciar spazio ai rigori. La semifinale e la finale vengono disputate in campo neutro: le semifinali dal 2008 si giocano solo a Wembley, fino a qualche anno fa Wembley/Millenium Stadium e Old Trafford, o Villa Park – che detiene il record di semifinali ospitate, 55 – etc, mentre la finale si gioca tradizionalmente a Wembley (dal 1923 al 2000 e dal 2007 a oggi); prima di Wembley si è giocato al Kennington Oval, al Crystal Palace Park, al Burnden Park di Bolton, al Racecourse Ground di Derby, al Fallowfield Stadium di Manchester, a Stamford Bridge, a Bramall Lane, a Lillie Bridge. Le uniche eccezioni dal 1923 ad oggi rispetto al tradizionale prato dell’Empire Stadium sono il Millenium Stadium di Cardiff, durante il periodo di ristrutturazione dell’impianto della periferia londinese, e l’Old Trafford per il replay della finale del 1970 Leeds-Chelsea. I round di qualificazione vengono disputati su base regionale, per evitare alle squadre (e si parla di squadre davvero piccole se non piccolissime) di non dover affrontare eccessivi costi di viaggio, mentre primo e secondo turno sono liberi; le squadre di Premier come già detto in precedenza entrano in gioco dal terzo turno. Il sorteggio è infine libero, non esistono seeding, così che un Manchester United-Arsenal può capitare già al terzo turno, così come un Millwall-Gillingham al quarto turno (erroneamente qualche anno fa lessi su un giornale sportivo italiano che la squadra sfavorita gioca in casa. Falso! La squadra di casa è stabilita casualmente dal sorteggio).

Il Royal Box nel vecchio stadio di Wembley, finale del 1986, Liverpool vincitore

Concludiamo con la parte che son sicuro interessa di più: l’albo d’oro. Via il dente via il dolore: anche qui, come in Premier League, comanda il Manchester United, con 11 trofei in bacheca; seguono Arsenal (10), Tottenham (8), Liverpool, Aston Villa (7), Chelsea, Newcastle, Blackburn Rovers (6) e via via tutte le altre (l’albo d’oro lo posto per intero a fine post). Tra le numerose squadre che hanno alzato il trofeo (consegnato anche dai membri della famiglia reale britannica) giusto mettere in risalto i 4 titoli dei Wanderers, l’1 del Blackburn Olympic e del Clapham Rovers, e i 2 dell’Old Ethonians e l’1 dei Royal Engineers, dell’Old Carthusians e  dell’Oxford University, tutti giunti nella preistoria della coppa (i Wanderers sono il primo club ad aver vinto la competizione nel 1872, bissando il successo l’anno dopo). I Wanderers sono infatti scomparsi nel 1887 (e rifondati recentemente come Forest F.C., la prima denominazione del club nato nel 1859), mentre il Blackburn Olympic è stato dissolto due anni dopo, nel 1889; vita un po’ più lunga per i Clapham Rovers, estinti nel 1892: i tre club gli unici presenti nell’albo d’oro a non esistere più. L’Old Ethonians al contrario esiste ancora (senza essere stato rifondato, perchè per esistere esiste anche il Forest/Wanderers come detto, ma si tratta di una rifondazione), ma gioca nella sperduta Arthurian League, di cui, mi perdonerete, non conosco nulla di nulla; nella stessa Arthurian League ha spadroneggiato l’Old Carthusians, mentre i Royal Engineers mantengono tutt’ora il loro status di squadra rappresentante del “Royal Engineers Corps”, una divisione dell’esercito di Sua Maestà, così come l’Oxford University A.F.C. continua a essere la squadra della prestigiosa università.

L’unica immagine esistente dei Wanderers FC, i primi vincitori della coppa

Un’ultima curiosità: nelle finali dell’1883-1884 e 1884-1885 finalisti sono stati gli scozzesi del Queen’s Park, squadra più antica di Scozia, fatto inusuale ma spiegabile col fatto che, in quegli anni, le squadre scozzesi venivano invitate a partecipare alla competizione (fino al 1887, quando la Scottish Football Association vietò ai propri club di parteciparvi)

E per finire, stendiamo un velo pietoso sul fatto che dal 1994 la denominazione ufficiale prevede uno sponsor….

Pierpaolo (Pab)

Albo d’oro (che per comodità ho copia-incollato da Wikipedia, tanto quello è, non cambia, ed è fatto molto bene)

(in corsivo le squadre giunte alla finale non facenti parti della massima divisione)

1871–72 Wanderers 1–0 Royal Engineers Kennington Oval 2,000
1872–73 Wanderers 2–0 Oxford University Lillie Bridge 3,000
1873–74 Oxford University 2–0 Royal Engineers Kennington Oval 2,000
1874–75 Royal Engineers 1–1 * Old Etonians Kennington Oval 2,000
(R) Royal Engineers 2–0 Old Etonians Kennington Oval 3,000
1875–76 Wanderers 1–1 * Old Etonians Kennington Oval 3,500
(R) Wanderers 3–0 Old Etonians Kennington Oval 1,500
1876–77 Wanderers 2–1 * Oxford University Kennington Oval 3,000
1877–78 Wanderers 3–1 Royal Engineers Kennington Oval 4,500
1878–79 Old Etonians 1–0 Clapham Rovers Kennington Oval 5,000
1879–80 Clapham Rovers 1–0 Oxford University Kennington Oval 6,000
1880–81 Old Carthusians 3–0 Old Etonians Kennington Oval 4,000
1881–82 Old Etonians 1–0 Blackburn Rovers Kennington Oval 6,500
1882–83 Blackburn Olympic 2–1 * Old Etonians Kennington Oval 8,000
1883–84 Blackburn Rovers 2–1 Scotland Queen’s Park Kennington Oval 4,000
1884–85 Blackburn Rovers 2–0 Scotland Queen’s Park Kennington Oval 12,500
1885–86 Blackburn Rovers 0–0 West Bromwich Albion Kennington Oval 15,000
(R) Blackburn Rovers 2–0 West Bromwich Albion Racecourse Ground 12,000
1886–87 Aston Villa 2–0 West Bromwich Albion Kennington Oval 15,500
1887–88 West Bromwich Albion 2–1 Preston North End Kennington Oval 19,000
1888–89 Preston North End 3–0 Wolverhampton Wanderers Kennington Oval 22,000
1889–90 Blackburn Rovers 6–1 The Wednesday Kennington Oval 20,000
1890–91 Blackburn Rovers 3–1 Notts County Kennington Oval 23,000
1891–92 West Bromwich Albion 3–0 Aston Villa Kennington Oval 32,810
1892–93 Wolverhampton Wanderers 1–0 Everton Fallowfield Stadium 45,000
1893–94 Notts County 4–1 Bolton Wanderers Goodison Park 37,000
1894–95 Aston Villa 1–0 West Bromwich Albion Crystal Palace 42,560
1895–96 The Wednesday 2–1 Wolverhampton Wanderers Crystal Palace 48,836
1896–97 Aston Villa 3–2 Everton Crystal Palace 65,891
1897–98 Nottingham Forest 3–1 Derby County Crystal Palace 62,017
1898–99 Sheffield United 4–1 Derby County Crystal Palace 73,833
1899–1900 Bury 4–0 Southampton Crystal Palace 68,945
1900–01 Tottenham Hotspur 2–2 Sheffield United Crystal Palace 110,820
(R) Tottenham Hotspur 3–1 Sheffield United Burnden Park 20,470
1901–02 Sheffield United 1–1 Southampton Crystal Palace 76,914
(R) Sheffield United 2–1 Southampton Crystal Palace 33,068
1902–03 Bury 6–0 Derby County Crystal Palace 63,102
1903–04 Manchester City 1–0 Bolton Wanderers Crystal Palace 61,374
1904–05 Aston Villa 2–0 Newcastle United Crystal Palace 101,117
1905–06 Everton 1–0 Newcastle United Crystal Palace 75,609
1906–07 The Wednesday 2–1 Everton Crystal Palace 84,594
1907–08 Wolverhampton Wanderers 3–1 Newcastle United Crystal Palace 74,697
1908–09 Manchester United 1–0 Bristol City Crystal Palace 71,401
1909–10 Newcastle United 1–1 Barnsley Crystal Palace 77,747
(R) Newcastle United 2–0 Barnsley Goodison Park 69,000
1910–11 Bradford City 0–0 Newcastle United Crystal Palace 69,068
(R) Bradford City 1–0 Newcastle United Old Trafford 58,000
1911–12 Barnsley 0–0 West Bromwich Albion Crystal Palace 54,556
(R) Barnsley 1–0* West Bromwich Albion Bramall Lane 38,555
1912–13 Aston Villa 1–0 Sunderland Crystal Palace 121,919
1913–14 Burnley 1–0 Liverpool Crystal Palace 72,778
1914–15 Sheffield United 3–0 Chelsea Old Trafford 49,557
1919–20 Aston Villa 1–0 * Huddersfield Town Stamford Bridge 50,018
1920–21 Tottenham Hotspur 1–0 Wolverhampton Wanderers Stamford Bridge 72,805
1921–22 Huddersfield Town 1–0 Preston North End Stamford Bridge 53,000
1922–23 Bolton Wanderers 2–0 West Ham United Wembley Stadium (original) 126,047[A]
1923–24 Newcastle United 2–0 Aston Villa Wembley Stadium (original) 91,695
1924–25 Sheffield United 1–0 Wales Cardiff City Wembley Stadium (original) 91,763
1925–26 Bolton Wanderers 1–0 Manchester City Wembley Stadium (original) 91,447
1926–27 Wales Cardiff City 1–0 Arsenal Wembley Stadium (original) 91,206
1927–28 Blackburn Rovers 3–1 Huddersfield Town Wembley Stadium (original) 92,041
1928–29 Bolton Wanderers 2–0 Portsmouth Wembley Stadium (original) 92,576
1929–30 Arsenal 2–0 Huddersfield Town Wembley Stadium (original) 92,488
1930–31 West Bromwich Albion 2–1 Birmingham Wembley Stadium (original) 92,406
1931–32 Newcastle United 2–1 Arsenal Wembley Stadium (original) 92,298
1932–33 Everton 3–0 Manchester City Wembley Stadium (original) 92,950
1933–34 Manchester City 2–1 Portsmouth Wembley Stadium (original) 93,258
1934–35 Sheffield Wednesday 4–2 West Bromwich Albion Wembley Stadium (original) 93,204
1935–36 Arsenal 1–0 Sheffield United Wembley Stadium (original) 93,384
1936–37 Sunderland 3–1 Preston North End Wembley Stadium (original) 93,495
1937–38 Preston North End 1–0 * Huddersfield Town Wembley Stadium (original) 93,497
1938–39 Portsmouth 4–1 Wolverhampton Wanderers Wembley Stadium (original) 99,370
1945–46 Derby County 4–1 * Charlton Athletic Wembley Stadium (original) 98,000
1946–47 Charlton Athletic 1–0 * Burnley Wembley Stadium (original) 99,000
1947–48 Manchester United 4–2 Blackpool Wembley Stadium (original) 99,000
1948–49 Wolverhampton Wanderers 3–1 Leicester City Wembley Stadium (original) 99,500
1949–50 Arsenal 2–0 Liverpool Wembley Stadium (original) 100,000
1950–51 Newcastle United 2–0 Blackpool Wembley Stadium (original) 100,000
1951–52 Newcastle United 1–0 Arsenal Wembley Stadium (original) 100,000
1952–53 Blackpool 4–3 Bolton Wanderers Wembley Stadium (original) 100,000
1953–54 West Bromwich Albion 3–2 Preston North End Wembley Stadium (original) 100,000
1954–55 Newcastle United 3–1 Manchester City Wembley Stadium (original) 100,000
1955–56 Manchester City 3–1 Birmingham City Wembley Stadium (original) 100,000
1956–57 Aston Villa 2–1 Manchester United Wembley Stadium (original) 100,000
1957–58 Bolton Wanderers 2–0 Manchester United Wembley Stadium (original) 100,000
1958–59 Nottingham Forest 2–1 Luton Town Wembley Stadium (original) 100,000
1959–60 Wolverhampton Wanderers 3–0 Blackburn Rovers Wembley Stadium (original) 100,000
1960–61 Tottenham Hotspur 2–0 Leicester City Wembley Stadium (original) 100,000
1961–62 Tottenham Hotspur 3–1 Burnley Wembley Stadium (original) 100,000
1962–63 Manchester United 3–1 Leicester City Wembley Stadium (original) 100,000
1963–64 West Ham United 3–2 Preston North End Wembley Stadium (original) 100,000
1964–65 Liverpool 2–1 * Leeds United Wembley Stadium (original) 100,000
1965–66 Everton 3–2 Sheffield Wednesday Wembley Stadium (original) 100,000
1966–67 Tottenham Hotspur 2–1 Chelsea Wembley Stadium (original) 100,000
1967–68 West Bromwich Albion 1–0 * Everton Wembley Stadium (original) 100,000
1968–69 Manchester City 1–0 Leicester City Wembley Stadium (original) 100,000
1969–70 Chelsea 2–2 * Leeds United Wembley Stadium (original) 100,000
(R) Chelsea 2–1* Leeds United Old Trafford 62,078
1970–71 Arsenal 2–1 * Liverpool Wembley Stadium (original) 100,000
1971–72 Leeds United 1–0 Arsenal Wembley Stadium (original) 100,000
1972–73 Sunderland 1–0 Leeds United Wembley Stadium (original) 100,000
1973–74 Liverpool 3–0 Newcastle United Wembley Stadium (original) 100,000
1974–75 West Ham United 2–0 Fulham Wembley Stadium (original) 100,000
1975–76 Southampton 1–0 Manchester United Wembley Stadium (original) 100,000
1976–77 Manchester United 2–1 Liverpool Wembley Stadium (original) 100,000
1977–78 Ipswich Town 1–0 Arsenal Wembley Stadium (original) 100,000
1978–79 Arsenal 3–2 Manchester United Wembley Stadium (original) 100,000
1979–80 West Ham United 1–0 Arsenal Wembley Stadium (original) 100,000
1980–81 Tottenham Hotspur 1–1 * Manchester City Wembley Stadium (original) 100,000
(R) Tottenham Hotspur 3–2 Manchester City Wembley Stadium (original) 92,000
1981–82 Tottenham Hotspur 1–1 * Queens Park Rangers Wembley Stadium (original) 100,000
(R) Tottenham Hotspur 1–0 Queens Park Rangers Wembley Stadium (original) 90,000
1982–83 Manchester United 2–2 * Brighton & Hove Albion Wembley Stadium (original) 100,000
(R) Manchester United 4–0 Brighton & Hove Albion Wembley Stadium (original) 100,000
1983–84 Everton 2–0 Watford Wembley Stadium (original) 100,000
1984–85 Manchester United 1–0 * Everton Wembley Stadium (original) 100,000
1985–86 Liverpool 3–1 Everton Wembley Stadium (original) 98,000
1986–87 Coventry City 3–2 * Tottenham Hotspur Wembley Stadium (original) 98,000
1987–88 Wimbledon 1–0 Liverpool Wembley Stadium (original) 98,203
1988–89 Liverpool 3–2 * Everton Wembley Stadium (original) 82,500
1989–90 Manchester United 3–3 * Crystal Palace Wembley Stadium (original) 80,000
(R) Manchester United 1–0 Crystal Palace Wembley Stadium (original) 80,000
1990–91 Tottenham Hotspur 2–1 * Nottingham Forest Wembley Stadium (original) 80,000
1991–92 Liverpool 2–0 Sunderland Wembley Stadium (original) 80,000
1992–93 Arsenal 1–1 * Sheffield Wednesday Wembley Stadium (original) 79,347
(R) Arsenal 2–1 * Sheffield Wednesday Wembley Stadium (original) 62,267
1993–94 Manchester United 4–0 Chelsea Wembley Stadium (original) 79,634
1994–95 Everton 1–0 Manchester United Wembley Stadium (original) 79,592
1995–96 Manchester United 1–0 Liverpool Wembley Stadium (original) 79,007
1996–97 Chelsea 2–0 Middlesbrough Wembley Stadium (original) 79,160
1997–98 Arsenal 2–0 Newcastle United Wembley Stadium (original) 79,183
1998–99 Manchester United 2–0 Newcastle United Wembley Stadium (original) 79,101
1999–2000 Chelsea 1–0 Aston Villa Wembley Stadium (original) 78,217
2000–01 Liverpool 2–1 Arsenal Millennium Stadium 72,500
2001–02 Arsenal 2–0 Chelsea Millennium Stadium 73,963
2002–03 Arsenal 1–0 Southampton Millennium Stadium 73,726
2003–04 Manchester United 3–0 Millwall Millennium Stadium 71,350
2004–05 Arsenal 0–0 † Manchester United Millennium Stadium 71,876
2005–06 Liverpool 3–3 † West Ham United Millennium Stadium 71,140
2006–07 Chelsea 1–0 * Manchester United Wembley Stadium (new) 89,826
2007–08 Portsmouth 1–0 Wales Cardiff City Wembley Stadium (new) 89,874
2008–09 Chelsea 2–1 Everton Wembley Stadium (new) 89,391
2009–10 Chelsea 1–0 Portsmouth Wembley Stadium (new) 88,335
2010–11 Manchester City 1–0 Stoke City Wembley Stadium (new)