Una tappa a Bermondsey, SE16, London

Torniamo a parlare del Fisher, squadra che abbiamo a cuore da tempo per diverse ragioni. Una realtà un tempo importante (Conference) sprofondata nel sottobosco del calcio inglese, senza più uno stadio, totalmente gestita dai tifosi. Per quanto riguarda lo stadio dovremmo esserci, il ritorno a Bermondsey è cosa fatta (al momento dividono lo stadio con il Dulwich Hamlet, Champion Hill). Per la risalita, si vedrà. Ma il Fisher esiste ancora, portato avanti dalla passione dei suoi tifosi e dei suoi giocatori.
Questi due video ci consentono di tuffarci in questa realtà, lontana dai riflettori e dai soldi della Premier League. Calcio vero, sano, genuino.

Diamo il giusto merito ai ragazzi di Copa90, per l’eccellente lavoro che svolgono.

We only sing when we’re fishing! La storia del Grimsby Town

Grimsby_Town_logo

Grimsby Town Football Club
Anno di fondazione: 1878
Nickname: the Mariners
Stadio: Blundell Park, Cleethorpes
Capacità: 9.546

Pescherecci, gabbiani, magazzini, docks. L’odore del pesce appena pescato, l’odore del pesce lavorato, magari affumicato, specialità locale certificata dall’Unione Europea. E poi ancora gabbiani, che volano intorno ai pescherecci mentre questi rientrano in porto. Non ci sono molte alternative a Grimsby, da sempre. E d’altronde siamo nella capitale della pesca inglese, 70% della produzione nazionale, alla foce dell’Humber, il freddo Mare del Nord che si estende di fronte: cosa aspettarsi di diverso? C’è la Dock Tower, che garantiva l’energia idraulica per aprire i cancelli dei docks, appunto. Garantiva, perchè dal 1892 la torre rimane solo come simbolo, e si erge maestosa con i suoi mattoncini rossi sul porto, e la sua sagoma, in lontananza, dà un senso di sicurezza alla città. 87.000 abitanti che tra pesce e gabbiani hanno una passione a cui dedicarsi al Sabato: il Grimsby Town Football Club, l’orgoglio cittadino, nello stemma il peschereccio stilizzato e i pesci. Le radici non si rinnegano, mai. E perchè farlo poi? C’è solo da esserne fieri di quel retaggio marinesco. La casa è Blundell Park e Blundell Park, per la verità, non sorge a Grimsby, ma nella vicina Cleethorpes, motivo per cui gli avversari rivolgono ai Grimbarians, con ironia, la frase: “you play away every saturday“. Ma poco importa.

grimsby-docks-1040x387Qui motivi di cui essere orgogliosi ce ne sono, Cleethorpes o no. Innanzitutto, con buona pace di Lincoln City, Scunthorpe United etc, i mariners (questo il nickname della squadra, ma c’erano dubbi?) sono la squadra più vincente del Lincolnshire; da qui sono anche transitati grandi nomi, su tutti tal Bill Shankly di cui avrete sentito parlare; da qui un anno sono scesi due volte a Wembley, ritornando nel nord con due trofei in valigia; ma soprattutto sono l’unica squadra della contea ad aver disputato la massima serie del campionato inglese. Scusate se è poco. Tutto ciò ha un inizio, ovviamente. 1878, piena epoca vittoriana, il calcio si sta diffondendo a macchia d’olio e arriva anche sulla costa dell’Humberside. Vi arriva una sera di tarda estate del 1878, quando al Wellington Arms di Freeman Street un raduno di cittadini interessati a quel che diventerà the beautiful game da vita al Grimsby Pelham. A quel raduno vi partecipò anche una rappresentanza del Worsley Cricket Club, preoccupati per l’inverno alle porte che significava niente cricket, e il calcio sembrava essere un divertente diversivo. Perchè Pelham? Pelham era il nome della famiglia che spadroneggiava in zona in quanto a terreni e proprietà, anche noti, anzi soprattutto noti come Conti di Yarborough. Conti o non Conti, il nome non ebbe successo, e come dice la Fanzine dei tifosi (COD almighty, per chi fosse interessato) “realising that “We are Pelham” would be a very silly chant indeed, the club discards its original suffix and adopts the name Grimsby Town“. Era il 1879. Humour del nord-est, ma evidentemente il nome nobiliare non piaceva a una città di pescatori che si alzavano in piena notte e Dio solo sa quando – e se – tornavano a casa.

Clee Park, Cleethorpes. Il primo campo, situato tra la strada per Grimsby e il mare. Cleethorpes entrava da subito nel destino del club, semplicemente perchè disponeva di terreni usufruibili ai fini sportivi. Da Clee Park il Grimsby Town se ne andò nel 1889 quando il contratto d’affitto scadde, e passò una decina d’anni a Grimsby, ad Abbey Park, gli unici della sua storia, prima di tornare a Cleethorpes: Blundell Park stavolta, e non se ne andrà mai più. Poche miglie di distanza da Clee Park e soprattutto dal mare, anche perchè il Grimsby Town con uno stadio nell’entroterra non sarebbe degno di quel simbolo cucito al petto. Dal punto di vista sportivo si tentò l’ingresso in Football League, ripiegando poi sulla Football Alliance; quando questa venne inglobata da The League, il Grimsby si trovò ad essere un membro fondatore della Second Division. Era il 1892. Qualche anno prima il Preston North End, sì, quel Preston North End, era arrivato sulla costa a giocare una partita di FA Cup e a Clee Park, in quella che fu l’ultima partita per l’impianto, si presentarono in 8.000! Ben oltre le aspettative del club, che evidentemente era già entrato nel cuore della città. Il Grimsby nel giro di poco tempo si ritrovò anche in Division One, ad inizio ‘900: momento magico che non durò a lungo, e da lì a qualche anno dovette chiedere la ri-elezione in Football League perchè la stagione l’aveva chiusa dalla parte sbagliata della classifica di Division Two. Ri-elezione negata e fu Midland League. Oddio, niente drammi: i fishermen, come erano chiamati all’epoca – ed è un peccato non sia più quello il nickname – vinsero in carrozza il campionato e la Football League li riaccolse a braccia aperte. A Grimsby, come ad Hull, si giocava anche a Natale: erano gli unici col permesso ufficiale della Federazione, perchè la pesca non dava possibilità di riposarsi e il Boxing Day i pescherecci erano già al largo delle coste inglesi; col tempo il pesce si è cominciato a importarlo e i pescherecci sono rimasti ormeggiati in porto, e la tradizione è sparita. Altri tempi.GrimsbyUn po’ di altalena tra Division Two, One e occasionalmente Three (north), poi improvvisamente il quinto posto nella massima serie, il miglior risultato di sempre, nel 1935; e prima della sciagurata invasione tedesca della Polonia con tutto ciò che ne seguì, due-semifinali-due di FA Cup, 1936 contro l’Arsenal a Leeds Road e 1939, contro il Wolverhampton. In campo bomber Pat Glover, implacabile gallese che segnerà 180 reti con il club, sugli spalti nella semifinale del 1939 ad Old Trafford 76.962 spettatori, che resta tuttoggi un record per il Theater of Dreams. Come dicono da queste parti, “74 years later Manchester United are increasingly desperate to stick in a few extra seats and end their embarrassment”. Il Grimsby Town perderà entrambe quelle semifinali e il treno per la storia non ripasserà più. Anzi, la guerra terminò e due stagioni dopo i Mariners dissero addio alla First Division, in cui non faranno mai più ritorno. Finirono anche in Division Three e lì li prese in consegna William “Bill” Shankly, che spenderà sempre parole di entusiastico elogio per quella squadra nonostante l’obbiettivo promozione fallì sempre, anche di poco – tipo 3 punti dagli odiati cugini del Lincoln City: “pound for pound, and class for class, the best football team I have seen in England since the war. In the league they were in they played football nobody else could play. Everything was measured, planned and perfected and you could not wish to see more entertaining football”. Se ne andrà nel 1954 a Workington, per avvicinarsi alla sua Scozia e per lasciare una dirigenza che non sembrava disposta ad assecondarlo.

Ma da queste parti non c’è spazio per affezionarsi a personaggi di quella levatura. Qui si amano i John McDermott, terzino capitato quasi casualmente a Grimsby nel 1987 e rimastovi per venti stagioni consecutive, disputando qualcosa come 754 partite con la maglia bianconera indosso. SetteCinqueQuattro. Qui si impazzisce per le sfide contro Lincoln City e Scunthorpe, odiatissimi rivali al pari dell’Hull City, diversa contea ma stessa vocazione marinara, e non fatevi ingannare dalla recente ascesa dei Tigers perchè, qui, the Humberside team è e sempre sarà il Grimsby Town. Qui si adora Alan Buckley, lui sì il Manager con la maiuscola, altro che Shankly o Lawrie McMenemy, uno che se ne andrà da Grimsby in tempo per vincere una FA Cup a Southampton. Alan Buckley, colui che guidò due volte i mariners nel tempio di Wembley e ne tornò vincitore: era il 1997/98, quel Grimsby Town vinse Football League Trophy e finale dei playoff di Division Two. In 35.000 scesero a Londra, andata e ritorno e ancora andata e ritorno. La pesca poteva aspettare e aspetterà, c’era da celebrare il Grimbarians Pride, l’orgoglio di appartanere a questa città, quelli che da decenni vivono all’ombra della Dock Tower a guardare il mare, perchè anche se si pesca decisamente meno che un tempo una qualche eredità genetica deve essere rimasta visto che ancora oggi si scruta l’orizzonte in cerca di presagi, come se si dovesse partire il giorno seguente. Il più recente viaggio a Wembley, in FA Trophy, non è andato altrettanto bene, ma le sciarpe bianconere ancora quel giorno sventolavano fiere e festose, intonando il “we only sing when we’re fishing” che è coro di genialità pura. Per non parlare del pesce gonfiabile, Harry Haddock, vero must per ogni tifoso Grimsby che si rispetti.

43-wembley244-484147_478x359Già, bianconere. E con il simbolo, il peschereccio e i tre pesci; fino agli anni ’70 c’erano tre pescherecci, ma la sostanza non cambia, è ancora la comunità che si esprime tramite la squadra. Ma il bianco-nero non fu sempre il colore del club. Al principio fu il bianco-blu, righe sottili e orizzontali: i colori della famiglia Pelham. Via il nome, via i colori: si passa al chocolate & blue, e per il marrone si impazziva a quei tempi per motivi che sinceramente ci sfuggono: pare fossero i colori della locale abbazia. Tant’è che da lì a poco via anche il cioccolato e l’azzuro: maglia completamente rosa salmone, e qualche spiritosone si azzarderà a ipotizzare che fosse un omaggio alla locale industria del pesce affumicato. Pare che invece fosse un cambio dettato solo dalla ricerca della fortuna, e il salmone era un altro colore in voga all’epoca: da questo punto di vista, per fortuna i tempi sono cambiati. Prima che nel 1911 le attuali divise vedessero la luce, comparve anche il rosso che sarà destinato a rimanere come “terzo” colore (calzettoni e risvolti), solo che comparve su una maglia totalmente bianca. Come detto finalmente nel 1911 arrivò il bianco-nero e non abbandonò mai più i mariners.

E degli sponsor non ne parliamo? Direte voi giustamente, perchè parlare degli sponsor? Perchè ci dicono molto del club e della città, se ancora non si fosse capito. Il primo marchio a comparire sulle maglie bianconere fu la Findus, nel 1979. Sì, quella dei bastoncini, che in UK ha ovviamente sede a Grimsby e che oggi sponsorizza la tribuna principale di Blundell Park. Su questo mondo c’è chi ha il season-ticket per la Findus Stand. Il gruppo svedese è anche proprietario della Young’s, l’attuale sponsor, che naturalmente si occupa di pesce surgelato: 3.000 dipendenti, giusto per mettere in chiaro le cose, praticamente 1/3 della capacità di Blundell Park. Sede sociale? Dai, non scherziamo.

Da qui è transitato anche un italiano, Ivano Bonetti, passato in poco meno di una stagione da idolo dei tifosi a ritrovarsi con uno zigomo fratturato da un piatto tiratogli dal manager Brian Laws, che come potete intuire non fu felicissimo della prestazione dell’Ivano nostro in un Luton Town – Grimsby. Fece scalpore quel trasferimento, perchè qui non si è abituati a giocatori stranieri, figuriamoci se arrivavano dalla Serie A italiana e avevano collezionato presenze in Nazionale. Impensabile. Nel 2001 l’ultimo, grande sussulto di gloria. League Cup, Anfield. Grimsby in seconda divisione, Liverpool beh, il Liverpool, reduce da una stagione in cui vinse praticamente ogni coppa disputata. Partita ai supplementari, segna McAllister su rigore ma il Town la pareggia e l’away end, stracolma di tifosi giunti dall’Humberside, esplode al goal di Jevons. Esplode. Giornata Indimenticabile, che stona con l’attualità. Oggi infatti fa male vedere i mariners in non-league. Avevano già rischiato il crollo nel 2009 e lo evitarono al pelo, salvo poi salutare la Football League la stagione successiva e si ritrovarsi dopo un secolo in Conference National. Ma il pubblico non abbandona il Grimsby, anzi arriva a Cleethorpes numeroso specie per un incontro di vertice, o un Lincolnshire Derby, come quello disputato di recente contro lo Scunthorpe in FA Cup o come quelli contro gli Imps, impaludati come il Town in non-league. I quasi 4.000 di Blundell Park rappresentano d’altronde la seconda media spettatori di non-league, dietro solo al Luton Town. Away every saturday? Anche no. Sono sempre tutti lì. Con quello sguardo fisso a scrutare l’orizzonte, lasciatogli in eredità dagli avi pescatori, in cerca tra le onde di qualche segno premonitore per il loro Grimsby Town.

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Non-league football: Oxford City

Oxford_City_F.C._logoOxford City Football Club
Anno di fondazione: 1882
Nickname: the City
Stadio: Marsh Lane, Marston, Oxford
Capacità: 2000 (250 seated)

La squadra più famosa di Oxford è certamente l’Oxford United, che in bacheca ha tra l’altro una coppa di lega, mica poco. Però il calcio nella città universitaria non l’han portato loro, bensì l’altra squadra cittadina, l’Oxford City. Il City nasce infatti undici anni prima dello United, nel 1882. Il club divenne da subito uno dei leader della zona, e nel 1906 alzerà la prestigiosissima FA Amateur Cup di cui disputerà altre due finali (1903 e 1913), la competizione più importante a livello amatoriale. L’anno seguente, il club entrò in Isthmian League. Purtroppo però il successo iniziò a scemare, così come il primato cittadino. L’Headington United passò al professionismo (1949), mossa che ovviamente gli permise di scavalcare il City nelle gerarchie cittadine: quella squadra cambierà il nome da Headington a Oxford United e il resto della storia la conoscete.

Venne allora fatto un tentativo di far diventare il City una limited company, ma la mossa non ottenne i risultati sperati. Con un colpo di scena si provò un’altra mossa: nominare come manager tale Bobby Moore, si, quel Bobby Moore, quello della coppa al cielo di Wembley. Come assistente? Harry Redknapp, quel Harry Redknapp, compagno di Moore al West Ham. Il risultato non poteva che essere uno solo: ovviamente, fu un flop totale. Nel 1988 altra doccia fredda: il padrone del White House Ground, il Brasenose College, chiamò i dirigenti del club una mattina: “sapete come accadono in fretta ‘ste cose..beh ecco abbiamo venduto il terreno di gioco a un’impresa edile. Arrivederci!”. Il club fu costretto a lasciare l’Isthmian League e fino al 1990 non disputò partite di calcio senior.

Ripartì in quell’anno dalla South Midlands Division One, che vinse al primo colpo. Nel 1993 tornò a casa, ovvero in Isthmian League, mentre due anni più tardi il City perse la finale dell’FA Vase contro l’Arlesey Town a Wembley. In FA Cup, invece, il triplo replay contro il Wycombe Wanderers fu la prima e ultima volta in cui si andò oltre il secondo replay dopo che la FA cambiò la regola. Come mai? Per colpa di un allarme antincendio che suonò mentre le squadre erano in procinto di calciare i rigori nella seconda partita. Niente in confronto ai SEI replay che ci vollero per stabilire la vincente tra City e Alvechurch nel 1971, un vero record. Nel 2005 il City retrocesse nuovamente in South Midlands, ma fu promosso al primo tentativo.

Non fu più Isthmian League, ma Southern League. Promozione dalla Division One South & West nel 2008, sesto posto nel primo anno in Southern Premier. Nel 2011/12 il club sembrò in grado di vincerla, la Southern Premier, ma mancò di pochi punti il primo posto. Per sua fortuna esistevano ed esistono i playoff, nella cui finale il City ebbe la meglio dell’AFC Totton: per la prima volta nella sua storia l’Oxford City approdava in Conference (North). La prima stagione in Conference è stata esaltante, con un decimo posto finale ben oltre le aspettative.

Il club, che ha una splendida divisa stile QPR, ha attualmente più di trenta formazioni, dalla senior alle giovanili alla squadra femminile. Vi dà anche l’opportunità di effettuare provini, basta registrarsi qui: http://www.oxfordcityfc.com/trials/. Il campo di gioco è Marsh Lane, a Marston, nei pressi di Oxford. Ah, in tutto ciò il City ha comunque vinto per 31 volte la Oxfordshire Senior Cup. Se passate dalle parti di Oxford una partita del City potrebbe essere un bel modo per passare un Sabato pomeriggio.

Twitter: @OxCityFC
Sito ufficiale: http://www.oxfordcityfc.com

Non-league football: Nantwich Town

Ritorna l’appuntamento con il calcio di non League. Oggi andiamo a Nantwich, piccolo centro (13.000 abitanti circa) del Cheshire, vicino a Crewe e non distante dal Galles, sede della squadra di calcio del Nantwich Town, che attualmente milita in Northern Premier League Premier Division.

Il centro di Nantwich. Non si nota che siamo in England, eh?

Nantwich Town Football Club
Anno di fondazione: 1884
Nickname: the Dabbers
Stadio: Weaver Stadium, Nantwich
Capacità: 3.500

Il Nantwich Town, sebbene sia espressione di una cittadina piccola (specie per il panorama inglese, fatto di poche città grosse ma molte cittadine medie) ha una notevole storia alle spalle, che comincia nel 1884 con il nome di Nantwich Football Club. Nel 1891 il club fece il suo ingresso nella Shropshire & District League, per poi passare la stagione successiva nella Combination, lega di maggior prestigio e ospitando, nello stesso anno, il Liverpool nella prima partita di FA Cup nella storia dei Reds. Mica male! Prima della prima guerra mondiale il club cambiò altre volte lega di appartenenza: North Staffs & District, Crewe & District, Manchester and Lancashire Combination nello specifico. Un fatto curioso riguarda un presidente del club in particolare: Albert Neilson Hornby, uno degli sportivi inglesi più famosi della seconda metà dell’800, che giocava sia per la nazionale di rugby sia per quella di cricket, capitanandole entrambe. Hornby morì proprio nella cittadina del Cheshire.

Dopo la Grande Guerra, il Nantwich fu tra le squadre che si adoperarono per la creazione della Cheshire County League, di cui entrò a far parte senza tuttavia entusiasmare. Il primo successo per i Dabbers (il nickname della squadra e degli abitanti della cittadina, su cui torneremo) avviene nel 1933, quando viene messa in bacheca la Cheshire Senior Cup, la cui finale venne disputata a Nortwich davanti a 8.000 spettatori. Dopo la Seconda Guerra Mondiale vi fu un altro cambio di lega, e il club passò alla neonata Mid Cheshire League. Partecipò anche alla prima edizione della FA Youth Cup (1952), dove, al secondo turno venne sorteggiato contro il Manchester United di alcuni futuri Busby Babes: Duncan Edwards, David Pegg, Albert Scanlon, Ron Cope (che a fine carriera giocherà curiosamente per il Nantwich). Risultato finale? 0-23 per Edwards e compagni. Ma senza dubbio un momento di gloria nella storia di un piccolo club come il Nantwich.

Gli anni ’60, sotto alla guida di Alan Ball, videro qualche ulteriore successo, soprattutto nella stagione 1963/64 quando il club vinse il “suo” treble: Mid Cheshire League, la coppa di lega, e la Cheshire Amateur Cup. Nel 1968 il club tornò alla Cheshire League, che vinceranno nel 1981 quando un migliaio di spettatori assistettero alla scontro diretto contro l’Hyde United alla penultima giornata. Qualche anno prima, nel 1976, a Gresty Road (all’epoca stadio del Crewe Alexandra) i Dabbers sconfissero 5-4 il Runcorn nella finale della Cheshire Senior Cup. Nel 1982 il club fu nuovamente tra i fondatori di una nuova lega, la North West Counties Football League, e anche in questo caso più che dolori che gioie, visto che la stagione inaugurale vide il Nantwich terminare all’ultimo posto e in division two (vi restò fino al 1989). Per molti anni, questo fu tutto, con una piccola interruzione nel 1995 quando vinse la North West Counties League Challenge Cup, 1-0 al Trafford a Gigg Lane, Bury. Una svolta era dietro l’angolo però, e si concretizzerà con l’arrivo sulla panchina dell’ex Crewe Steve Davis (player-manager). Era il 2004.

Si festeggia per le strade. Il calore del calcio di non-league

Gli anni recentissimi sono infatti i più gloriosi per i Dabbers. Innanzitutto, nel 2006 la vittoria del prestigioso FA Vase, competizione di livello nazionale per le squadre del nono livello, festeggiata con un tour su autobus scoperto tra le vie della città, come si richiede alle grandi vittorie. La finale, disputata al St Andrews di Birmingham, vide il Nantwich imporsi per 3-1 sui londinesi dell’Hillingdon Borough dopo un cammino costruito soprattutto su una grande difesa (8 clean sheets su 9 partite). L’anno seguente (l’ultimo nello storico impianto di Jackson Avenue, 123 anni di storia) conquistarono la promozione in Northern Premier League division one, e l’anno seguente ancora, tramite playoff (in finale sconfiggendo il glorioso Sheffield F.C., glorioso in quanto club più antico del Mondo) la promozione in Northern Premier Premier (scusate il gioco di parole). Nella stessa stagione, sconfiggendo l’Altrincham, squandra di Conference, ai rigori, il Nantwich di Davis vinse nuovamente la Cheshire Senior Cup dopo una trentina d’anni. Nel 2008/09 il capolavoro delle tre promozioni di fila, e il traguardo della Conference sembrarono essere vicinissimi, ma nella finale dei playoff fu l’Ilkeston Town a mettere fine al sogno dei Dabbers. Steve Davis a fine stagione lasciò, e fece poca strada visto che si trasferì nella vicinissima Crewe per diventare vice-allenatore (e nel frattempo è diventato, con ottimi risultati, allenatore, segno che i successi al Nantwich non sono stati casuali).

Con qualche fatica, il Nantwich Town è rimasto dopo Steve Davis e rimane tuttora in Northern Premier Premier Division, e noi gli auguriamo nuovi e rapidi successi. Come on Dabbers!

Twitter: @nantwichtownfc

La vittoria del Vase nel 2006

P.S. resta in sospeso la questione nickname. Per le teorie e le leggende a riguardo, vi rimandiamo qui: http://www.dabbersnantwich.me.uk/dabber.htm

PPS ovviamente i colori del club, come si intuisce facilmente dalle foto, sono il verde e il bianco

Non-league football: viaggio ad Enfield

Torna Marco con i suoi contributi (che potete anche leggere sul forum di Rule Britannia), e torna con un doppio racconto, sulla scia di quanto già fatto per la città di Canvey Island. In questa occasione non si tratta di una visita di una città ma di un borough londinese, Enfield, nord della Capitale. Tuffiamoci, partendo dall’Enfield 1893

Enfield 1893 Football Club
Anno di fondazione: 1893, riformato nel 2007
Nickname: the E’s
Stadio: Goldsdown RoadCapacità: 3.000

John Bruce Skinner fonda nell’Agosto 1893 il club, con il nome di Enfield Spartans: all’inizio il club giocava solo partite amichevoli. All’inizio della stagione 1894/95 si iscrive per la prima volta ad un campionato, entrando nella Tottenham & District Junior Alliance League. Il club cambia campo, andando al Tucker’s Field, molto piu’ largo e nel 1896 si iscrive alla North Middlesex League. Nel 1900 venne tolto dal nome il suffisso “Spartans”, che rimase solo per la squadra Youth, e il club si sposto’ al Cherry Orchard Lane. Arrivano così due stagioni meravigliose per il club, che nel 1901/02 e 1902/03 vinse per due volte il campionato e divenne un club “senior”. Nel 1903 il club si iscrisse alla London League Division Two, vinse il titolo nel 1911 e cosi guadagnò la promozione in Premier Division. Nei successivi cinquant’anni il club giocherà nell’Athenian League. Dopo la Prima Guerra Mondiale, l’Enfield si sciolse. I membri del Grange Park FC, che era stato un club locale amatoriale prima della Guerra, fecero un incontro al Bell Inn, Baker Street, Enfield nel Maggio 1919, e decisero di voler diventare un club senior, prendendo il nome di Enfield Football Club. Il mese dopo la decisione di diventare il nuovo Enfield fu ufficializzata.

Il club ha goduto di scarso successo fino all’arrivo di Thomas Lawrence, nei primi anni ’60. Lawrence fu una carismatica punta d’attacco, la sua presenza attiro’ altri giocatori al club. La sua carriera da calciatore fu sfortunatamente molto breve, si fratturo’ infatti il cranio durante una partita di qualificazione della Gran Bretagna alle Olimpiadi. L’arrivo di Lawrence fu comunque l’origine del successo dell’Enfield, che durò 30 anni. Nel 1961/62 il club vinse per la prima volta il titolo dell’Athenian, e si confermo’ anche l’anno dopo 1962/63, il che permise loro di entrare nell’Isthmian League. Qui vinsero ben sette campionati e furono uno dei primi club dell’Isthmian League ad entrare nell’Alliance Premier League nel 1981. Durante il periodo nell’Isthmian League, fecero la prima presenza nella finale del FA Amateur Cup. In finale se la videro col Crook Town, dopo pochi minuti dall’inizio del match persero il portiere Malcolm Mitchell e l’ala Roy Thomson che ando’ anche in rete. Il Crook porto’ a casa il trofeo grazie ad un secco 2-1-

Durante i primi anni ’80, l’Enfield era tra i team piu’ forti della Conference, vincendo il campionato nel 1982/83 e 1985/86 e la FA Trophy nel 1981/82 e 1987/88. Le loro prestazioni andarono in calo, e nel 1990 arrivò la retrocessione nell’Isthmian League. Qui per ben sette volte finirono nella top tre, e vinsero il campionato nel 1995, ma non furono promossi in Football Conference perche’ il club non dava garanzie alla federazione a livello finanziario. Ironia della sorte, hanno vinto il campionato di Conference nell’ultima stagione in cui c’era la ri-elezione, in cui i membri della Football League dovevano votare se sostituire o meno uno dei quattro club arrivati in fondo alla classifica. Successe la stessa cosa che tre anni prima, e i club votarono contro Enfield.

Un campo di periferia londinese (foto Marco Parmigiani)

Nel 1999, il club vende il Southbury Road Stadium, e inizia a giocare negli stadi delle squadre vicine. La dirigenza alla fine decide di condividere per un lungo periodo lo stadio del Boreham Wood, che si trova a 10 miglia da Enfield. Il club navigava nei bassi fondi della classifica, e intanto il Supporter Trust si stava battendo per riportare a casa il club.
Per mesi i loro tentavi di aiuto sono stati rifiutati dal Presidente Tony Lazarou. Nel Febbraio 2001 il Trust fece un offerta per rilevare il club, ma Lazarou bloccò l’affare per diversi mesi ed a inizio Giugno rifiutò. Quando il club vendette Southbury Road per £750,000, i soldi dovevano essere investiti per costruire un nuovo stadio. Nel 2001, il Presidente Lazarou, chiese al Comune di Enfield che gli venissero consegnati i soldi per un nuovo stadio, anche se non aveva ancora trovato una zona per costruirlo. SE non avesse ricevuto i soldi, sarebbero partite azioni legali. Il Comune consegno’ i soldi. Dopo questo fatto i tifosi fondarono Enfield Town Football Club (di cui parleremo tra poco) con sede a Brimsdown, per riportare il calcio ad Enfield. Nel mentre l’Enfield FC andava sempre peggio, lottava in Isthmian Premier League, finche’ non fu retrocesso nel 2003. La stagione 2003/04 ando’ ancora peggio, finendo ultimi nell’Isthmian League Division One North. Nella stagione 2004/05 Enfield si sposto’ al Wodson Park. Arrivo’ secondo nella Isthmian League Second Division, venendo promosso nella Southern League Division One East. Lazarou doveva dare grosse cifre di denaro all’Enfiedl Football Club, per la vendita del Southbury Road, cifra che si aggirava intorno ai £200,000 come stabilito da un’indagine della Football Association. Durante la stagione 2006/07, il club si stava avviando verso il fallimento, causa i debiti verso il fisco causati dell’ex Presidente Lazarou. Così il club dovette lasciare Isthmian League Division One North. L’Enfield Town propose all’Enfield Football Club di unirsi, ma lo staff dell’Enfield FC si rifiutò, formando così un nuovo club, l’Enfield 1893-

L’Enfield 1893 si iscrisse all’Essex Senior League, un gradino sotto Isthmian League Division One North. l nuovo club conservo’ i giocatori e lo staff dell’Enfield FC, che aveva chiuso al 13 posto la stagione precedente dell’Isthmian Division One North. La prima stagione ando’ alla grande, non furono promossi solo per differenza reti, mentre il secondo anno (2008/09) chiusero al secondo posto. Il club condivise dalla stagione 2009/10 lo stadio del Broxbourne Borough V&E. Fu usato per solo una stagione, prima di muoversi in Enfield nel 2010, spostandosi nello stadio dell’ormai defunto Brimsdown Rovers, il Goldsdown Road, che condivise nella stagione 2010/11 con Enfield Town, prima che il Town si spostasse fuori dal borough la stagione seguente.
La prima stagione al Brimsdown, Enfield vinse il campionato dell’Essex Senior League, ma non furono promossi nell’Isthmian Division One North perche’ lo stadio non era a norma. Quest’anno hanno chiuso la stagione al nono posto.

Twitter: @EnfieldFC

Enfield Town Football Club
Anno di fondazione: 2001
Nickname: the Towners
Stadio: Queen Elizabeth II Stadium
Capacità: 2.500

Il club viene fondato il 23 Giugno 2001, dall’Enfield Supporter Trust, dopo che i membri non erano piu’ interessati a seguire l’Enfield Football Club, dato che la societa’ aveva deciso di abbandonare il club e senza nessuna possibilita’ di ritornare alla sua casa, il Southbury Road lasciato nel 1999 (come abbiamo già visto). Giocava le gare interne al Goldsdown Road e fu ammesso all’Essex League 2001/02, tre divisioni sotto la Ryman Premier League. Nella prima stagione Enfield Town e’ finito al secondo posto in campionato, vincendo la League Cup, il Capital Counties Feeder Leagues Trophy e la Middlesex Senior Charity Cup. La stagione successiva, vinsero il campionato, ma non furono promossi perche’ il Goldsdown Road non era a norma. Nonostante un quarto posto, nel campionato 2003/04, l’Isthmian League invito’ Enfield a disputare la Division Two, ma il club rifiuto’ l’offerta. Una decisione saggia, visto che vinsero nella stagione 2004/05 per la seconda volta l’Essex League e vennero promossi nella Division One East of the Southern League. Chiusero’ la prima stagione in Southern al terzo posto, qualificandosi ai play-off, ma furono sconfitti 3-1 ai supplementari dal Wivenhoe Town. Nell’estate 2006 si trasferirono nella Division One North della Isthmian League. Chiusero al terzo posto, anche stavolta i play-off furono fatali, 4-2 contro AFC Sudbury. A fine stagione l’Enfield fu liquidato, ed il presidente dell’Enfield Town, Paul Millington, fece una proposta per unire i due club e riformare un unico Enfield, pronto a tornare nell’olimpo della Non League. Ma, e anche questo l’abbiamo visto, i giocatori e tifosi dell’Enfield rifiutarono e formarono un nuovo club dal nome Enfield 1893. Nella stagione 2009/10 con il quarto posto, il club disputò ancora i play-off. Superarono il Wingate & Finchley in semifinale per 3-2, in finale furono superati dal Concord Rangers 3-1. Nella stagione 2011/12 arrivo’ secondo, ma finalmente riusci’ a vincere i play-off, battendo 1-0 Needham Market e conquistando così la Isthmian Premier, un passo sotto alla Conference.

Twitter: @ETFCOfficial

Il Queen Elizabeth II stadium

Non-league football: viaggio a Canvey Island

Questa puntata dedicata al calcio di non-league è un po’ particolare, e riprende un po’ la prima in assoluto che dedicammo alla città di Bedford. Infatti non tratteremo una singola squadra, ma una singola città: Canvey Island, e le sue due squadre, Canvey Island F.C. e Concord Rangers. Lo faremo con la collaborazione di Rule Britannia e di Marco, e ne approfittiamo per porgergli le felicitazioni per la nascita delle sue due bimbe. Auguri!

Canvey Island è una cittadina di 37.000 abitanti situata su un’isola all’estuario del Tamigi, isola separata dalla terraferma dell’Essex da una rete di piccoli fiumiciattoli. Attività prevalenti quelle connesse ai servizi portuali, come depositi e cisterne.
Partiamo dal Canvey Island F.C.

479px-Cifc-crestCanvey Island Football Club
Anno di fondazione: 1926
Nickname: the Gulls
Stadio: Park Lane, Canvey Island
Capacità: 4.500

Fondato solo nel 1926 (ma nell’isola il calcio si praticava già da fine ‘800), il club ha raggiunto i primi successi negli ann 1990. Purtroppo questa prima parte di storia è oscurata dal fatto che molti documentie i primi trofei si persero nel 1953, con la grande alluvione che colpì l’East Coast. Era proprio in quegli anni che il club aveva raggiunto i primi successi, vincendo molti campionati e coppe locali. In panchina sedeva Denis Neville, era il primo lavoro dopo aver lasciato la nazionale olandese, dove era Team Manager.
Arriviamo così, di colpo, agli anni ’80 quando il Canvey stava andando verso il fallimento, evitato solo dall’intervento di un uomo locale… Da una difficoltà come spesso accade nacque il periodo più glorioso per il club, che coincise con la nomina a Manager di Jeff King, ex giocatore del Canvey, nominato da…se stesso, in quanto King era anche il proprietario della squadra! Il Canvey comincio’ la sua scalata nella Pyramid, i primi successi arrivarono nel 1993 quando vinsero la Essex Senior League ed arrivarono in semifinale del FA VASE. Il club ottenne un’altra promozione nel 1993, quando fu promosso dalla Division Three alla Division Two nell’Isthmian League.
Nella stagione 1995/96, dopo aver battuto Hednesford Town, squadra di Conference, arrivarono al Primo Turno della FA Cup, dove vennero sorteggiati contro il Brighton tra le mura amiche, e ben 3.400 accorsero al Park Lane, ed assistettero ad un grande match dei Gulls, chiuso sul 2-2. Il replay a Brighton si chiuse con una sconfitta davanti a ben 7,000 spettatori. La stagione si concluse con la vittoria della Division Two, del Carlton Trophy e del Thames-side Trophy.
La stagione 1998/99, fu ancora da incorniciare, con la vittoria della Division One e della Essex Senior Cup, battendo in finale il Leyton Orient.
La stagione 1999/00 fu la prima del club in Ryman Premier League, chiudendo con un ottimo quinto posto, arrivo’ ancora in finale dell’Essex Senior Cup, ma fu sconfitto dal Purfleet.
Nella successiva stagione, arrivò la vittoria in FA Trophy, battendo 1-0 il Forest Green Rovers, al Villa Park davanti a 10,000 persone con altre 1.000 incollati ai televisori. Per arrivare alla vittoria della FA Trophy, i Gulls sconfissero quattro team di Conference, in successione Stevenage Borough, Telford United, Chester City(andata e ritorno), Forest Green. Nei precedenti round invece sconfissero Harlow Town, Northwood e Bilston Town.
In FA Cup fu un altro grande cammino, dopo aver eliminato Braintree Town, King’s Lynn e Cambridge City, il Canvey Island arrivò ancora al mitico (per una squadra di non-league) Primo Turno, e stavolta al Park Lane arrivò il Port Vale. Fu un match al cardiopalma, sotto di 4-2 il Canvey Island a due minuti dal termine, riuscì miracolosamente a chiudere sul 4-4. Al replay il Canvey espugnò il Vale Park per 2-1 ai supplementari. Al turno successivo furono sorteggiati contro i vicini del Southend, in casa. Troppa gente voleva assistere al match, così il Canvey accettò di disputare il match al Root Hall casa del Southend. Ben 11,000 persone accorsero per il match (un vero record), ma il Canvey fu sconfitto.
I cammini in coppa, fece posticipare le partite di campionato, causa campi allagati arrivarono anche dei rinvii, i Gulls si trovarono con dieci partite da recuperare in quindici giorni, fu una mazzata che costo’ il primo posto e di conseguenza la promozione in Conference, ma chiuse con un onorevole secondo posto in Premier Division.
Nella statione successica per la prima volta nella sua storia il club raggiunse il Terzo Turno di FA Cup. Elimando cinque squadre tra cui due di Second Division, Wigan al JJB Stadium ed il Northampton in uno strapieno Park Lane, al terzo turno si trovarono di fronte il Burnley, nella splendida cornice del Turf Moor. Vennero eliminati, ma dopo un cammino eccezionale. Chiusero nuovamente il campionato di Ryman Premier al secondo posto, vincendo tredici partite e segnando 108 reti. In FA Trophy furono eliminati dai vincitori, il Yeovil Town. Comunque un trofeo fu messo in bacheca, Essex Senior Cup, superando in finale il Dag & Red.
Nella stagione seguente per la terza volta consecutiva, il Canvey Island chiuse il campionato al secondo posto, con ben 13 punti di distacco sulla terza. Fu anche battuto il record di presenze con ben 3.553 persone nel match contro l’Aldershot, giocato durante la settimana. La delusione passò lievemente e nuovamente con la vittoria dell’Essex Senior Cup.
Nella successiva stagione, il Canvey riuscì finalmente a vincere la Ryman Premier Division, con un distacco di nove punti sulla seconda. Il Canvey arrivò anche alla finale di FA Trophy ed al 1 Turno FA Cup. Il campionato fu conquistato già a Pasqua con sette giornate d’anticipo e chiuse la stagione con 104 punti. In FA Trophy superarono due team di Conference, il Farnborough Town ed il Telford United, prima di perdere la finale al Villa Park contro l’Hednesford United. In FA Cup furono eliminati, again, dai vicini del Southend, in casa 3-2 dopo 1-1 al Roots Hall.

Nella prima stagione in Conference, il Canvey chiuse al 18 posto. Il match d’esordio fu con il Carlisle (squadra da un passato anche in First Division) in casa, davanti a 7,000 spettatori, chiuso con un buon pareggio; nelle prime sette partite subirono solo una sconfitta contro i futuri campioni del Barnet. Ma ci fu un calo, causa infortuni dei giocatori chiave, che portò il club a metà classifica, costringendolo a lottare fino alla fine per rimenere in Conference.
Nella successiva stagione, le cose andarono meglio, e il Canvey chiuse al 14 posto. Purtroppo non ci fu una grossa risposta nelle presenze al Park Lane, e il manager/presidente Jeff King lasciò, dopo anni di successi, il club; i tifosi presero in mano la situazione garantendo ai Gulls almeno la Ryman Division One.
Come Manager fu chiamato John Batch, per l’inizio della stagione 2006/07, purtroppo l’obiettivo promozione non fu raggiunto, i Gulls chiusero al sesto posto, perdendo il posto play-off all’ultima giornata.
Il Canvey fece meglio la successiva stagione, raggiungendo la promozione in Ryman Premier ai play-off. Conquistati grazie alle cinque vittorie nelle ultime sei partite. In semi finale superano in trasferta AFC Sudbury 3-2 ai tempi supplementari. Per la finale viaggiano a Redbridge. Si chiude 1-1 nei tempi regolamentari, il Canvey vince 5-4 ai rigori. In FA Trophy elimino’ il Maidstone United (club di categoria superiore) ed arrivo’ in finale dell’ Essex Thameside Trophy.
La stagione 2008/09 il Canvey ritorno’ a giocare dopo quattro anni d’assenza nella Ryman Premier Division. Fece maggior parte della stagione in zona play-off, ma chiuse la stagione al dodicesimo posto. La stagione fu anche ricordata per la doppia memorabile vittoria contro il Billericay Town (4-0 in casa e 4-2 in trasferta).
La successiva stagione fu una delusione, con il Canvey in piena zona play-off fino a Natale, ci fu calo nella seconda metà della stagione e chiuse al 16 posto.
La stagione 2010/11 coincise con un netto miglioramento: i Gulls chiusero al sesto posto, solo la differenza reti impedì loro la partecipazione ai play-off.
Il Manager John Batch lascio’ la panchina nel Gennaio 2012, con il Canvey al decimo posto, al suo posto il coach Glen Alzapiedi fu promosso a Manager, Batch rimase come direttore.
Nell’Aprile 2012 il Canvey ritorno’ a vincere Essex Senior Cup, battendo per 1-0 il Colchester.
Alzapiedi a luglio 2012 lascia il club, al suo posto viene chiamato Steve Tilson.

Sito Ufficiale: http://canveyislandfc.com/home
Twitter
: @CIFC
Qui il link a Londra Calcistica per foto e curiosità: http://londracalcistica.blogspot.it/search/label/Canvey%20Island

Concord_RangersConcord Rangers Football Club
Anno di fondazione: 1967
Nickname: the Beach Boys
Stadio: Thames Road, Canvey Island
Capacità: 1.500

Fondato nel 1967 dal Presidente Albert Lant, solo nel 1985 il club ha ottenuto il Thames Road come stadio (l’attuale impianto). Il Concord vinse nella stagione 1990/91 Essex Intermediate League e da lì iniziò la sua scalata.
Nel 1998 il Concord ottenne la promozione nell’Isthmian League (la Ryman League, che è il nome dello sponsor, ovvero la stessa dei “cugini”), dopo aver vinto la Essex Senior League, ma tutta la rosa, lo staff ed il Presidente lasciarono il Concord Rangers. Rimase solo Lee Paterson che fu nominato Manager.
Nella stagione 2003/04 vinse Essex League, ma decise di rimanere nella stessa categoria anche nella successiva stagione. Questo però portò nuovamente molti giocatori a lasciare il club, tra cui anche attuale giocatore del Great Wakering Rovers, Nikki Beale.
Sotto la guida di Danny Scopes, ex idolo del Great Wakering Rovers ed il giocatore Danny Cowley, ex AFC Hornchurch e Brentwood Town, il club festeggiò nei migliore dei modi i 40 anni: nel 2007/08 vinsero Essex League, per differenza reti e vennero promossi nell’Isthmian Division One North, ed oltre ciò vinsero anche la Gordon Brasted Trophy, battendo in finale l’Eton Manor 3-2.

Il manager e giocatore Danny Scopes segnò il goal partita che condannò all’ultima giornata la sua ex squadra il Great Wakering Rovers alla retrocessione; oltre a Scopes, altri ex del Wakering erano Trenkel, Gary Ewers e John Heffer.
La punta Danny Heale detiene ancora il record di reti segnate in una stagione nell’Essex League, ben 46 reti.
Il Concord Rangers e’ arrivato al First Round Qualifying sei volte, ultima nel 2008/09.
La miglior prestazione fu nel 2010/11 quando arrivo al Third Round Qualifying. Attualmente il club milita nella Isthmian League Premier, e disputa contro i cugini del Canvey Island FC “the Island Derby”, il derby dell’isola.

Sito Ufficiale: http://www.pitchero.com/clubs/concordrangersfootballclub/
Twitter
: @ConcordRangers
Qui il link a Londra Calcistica: http://londracalcistica.blogspot.it/search/label/Concord%20Rangers

Viaggio nella Manchester del calcio / non-league football: FC United of Manchester

FC_UnitedFootball Club United of Manchester
Anno di fondazione: 2005
Nickname: United, Red Rebels
Stadio: Gigg Lane, Bury, Greater Manchester
Capacità: 11.840

Prima di parlare del Manchester United e concludere così il nostro viaggio, ci sembra giusto dedicare uno spazio a quella che potremmo definire una costola dello United stesso, ovvero il Football Club United of Manchester. Un club dalla breve vita, nato nel 2005 per iniziativa di un gruppo di tifosi dei Red Devils in aperta protesta contro l’acquisto del club da parte del magnate americano Malcolm Glazer. L’idea di fondare un club era già sorta nel 1998, quando si parlò di un interessamento di Rupert Murdoch per lo United, ma poi non se ne fece nulla, l’idea perse il suo significato e sfumò, fino a rinascere, appunto, nel 2005. Una serie di meeting nel Maggio del 2005, subito dopo l’avvenuto takeover da parte dei Glazer, si concluse con la formazione della squadra, sotto i consigli dei membri dell’AFC Wimbledon: il nuovo club, infatti, fu fondato per essere di proprietà dei tifosi, esattamente come i Dons londinesi. Più di 4000 persone, entro la scadenza del Luglio dello stesso anno, versarono la loro quota (si arrivò a 100.000 sterline). Nel frattempo c’era da scegliere un nome: si optò per FC United, ma la Football Association lo rifiutò in quanto considerato troppo generico; venne così indetto un sondaggio che vide prevalere la denominazione “FC United of Manchester” (tra le opzioni un curioso “Manchester Central”, come visto nel pezzo dedicato al City squadra esistita per un breve periodo negli anni ’30).

Il primo tassello venne messo con la nomina a manager di Karl Marginson, mancuniano con una vita da giocatore passata nelle squadre minori della Greater Manchester; fu poi la volta dei giocatori, per i quali vennero organizzati una serie di provini a cui si presentarono in 900, con 200 che superarono la pre-selezione e 17 che vennero scelti infine per giocare nel club. L’FC United of Manchester venne ammesso nella North West Counties Football League second division, decimo livello della piramide del football; come stadio venne scelto Gigg Lane, casa del Bury (club di Football League), anche se nel corso degli anni vennero disputate partite in altri impianti della Greater Manchester (Moss Lane di Altrincham, Bower Fold di Stalybridge etc). Colori, superfluo da dire, rosso-bianco-nero, gli stessi dei Red Devils, anche se è giusto precisarlo per non far confusione con le sciarpe giallo-verdi, indossate dai tifosi del Manchester United contrari a Glazer che seguono la squadra all’Old Trafford (un richiamo ai colori originari). La prima partita fu un’amichevole con il Leigh Railway Mechanics Institute, club che in precedenza aveva chiesto l’aiuto all’FC United in quanto in difficoltà economiche, e terminò 0-0.

La NWCFL (abbreviamo per comodità) fece in modo che la prima partita del club, in trasferta, avvenisse nello stadio più capiente della lega, quello del Leek County, in modo da misurare le presenze sugli spalti e organizzare le partite successive. 2.590 spettatori segnarono un record per il campionato, record destinato a essere battuto nei mesi successivi. Il 22 Aprile 2006, davanti a 6.023 spettatori, l’FC United si aggiudicò il campionato di second division, ottenendo così la promozione in division one. La stagione successiva, al titolo di division one che apriva le porte della Northern League, si aggiunse la coppa, la NWCFL Challenge Cup, mentre nell’FA Vase vennero eliminati al terzo turno (nella prima stagione non poterono partecipare in quanto il club venne fondato quando i termini per l’iscrizione erano scaduti). La terza promozione di fila arrivò nella prima stagione in Northern Premier League Division One, anche se in questo caso tramite playoff (in campionato terminarono secondi dietro al Bradford Park Avenue), nella stessa stagione dell’esordio in FA Cup, che terminò al primo round qualificatorio dopo la vittoria in quello preliminare. Dal 2008/09, sebbene si sia piazzato in tre stagioni su quattro in zona playoff, il club si trova in Northern Premier League Premier Division, e non è quindi riuscito a guadagnare la promozione in Conference North, che secondo gli obbiettivi programmatici sarebbe dovuta arrivare entro il 2009. Comunque, nel 2010, il secondo round di FA Cup, con il Brighton & Hove Albion di scena a Gigg Lane, è già un successo degno di nota (6.700 spettatori quel giorno).

La parte dedicata ai risultati sul campo l’abbiamo compressa perchè qui quello che ci interessa capire è il perchè che sta dietro a questo club, e analizzarne meglio il suo statuto “democratico”. Prima però, giusto dire che è in progetto la costruzione dello stadio della squadra, a Moston, un piano approvato dal consiglio cittadino dopo che un’altra soluzione, molto significativa (avrebbe portato il club a Newton Heath, luogo d’origine del Manchester United) venne bocciata. Ora, la prima cosa da sottolineare è questa: che il club forse più globalizzato d’Inghilterra, il Manchester United, conservi in se un nucleo forte e solido di tifosi legati più alla tradizione che agli affari del calcio moderno, un nucleo che si è opposto all’acquisto del club da parte di un magnate americano sia con le famose sciarpe giallo-verdi, sia con la fondazione dell’FC United of Manchester, che risulta quindi essere alla fine una sorta di preziosa testimonianza di legame con la propria squadra, una squadra la cui anima è stata in parte sacrificata sull’altare del football moderno. Come dire: questo club, per quanto piccolo, non ce lo porterete mai via. I tifosi dell’FC United sono per la stragrande maggioranza ancora tifosi dei Red Devils, per l’appunto: han solo voluto mettere insieme la loro passione in modo da preservarla da futuri sconvolgimenti; questo è il motivo dello statuto altamente democratico del club, nel senso del coinvolgimento di tutti nelle decisioni.

I membri, infatti, hanno diritto di voto sia nell’elezione dei componenti dirigenziali, sia nello stabilire i prezzi dei biglietti, sia nel design delle maglie da gioco, esempi di come sia sottoposta al voto la totalità degli argomenti. Un’organizzazione che sembra avere successo: la media attuale di 2.000 spettatori è buona, contando che si gioca a Bury, ma nella stagione inaugurale del club si fece addirittura meglio, piazzandosi al secondo posto nella classifica delle medie spettatori di non-league; in tal senso comunque il nuovo stadio dovrebbe aiutare. Il club accetta sponsorizzazioni, ma rifiuta che uno sponsor possa comparire sulla divisa da gara, altro segno di quel “ritorno alle origini” che caratterizza la vicenda dell’FC United; d’altronde, tra i principi, compare espressamente quello di essere un’organizzazione no-profit.

  1. The Board will be democratically elected by its members
  2. Decisions taken by the membership will be decided on a one member, one vote basis
  3. The club will develop strong links with the local community and strive to be accessible to all, discriminating against none
  4. The club will endeavour to make admission prices as affordable as possible, to as wide a constituency as possible
  5. The club will encourage young, local participation—playing and supporting—whenever possible
  6. The Board will strive wherever possible to avoid outright commercialism
  7. The club will remain a non-profit organisation

Rimane in ballo un problema: come è stata recepita dal Manchester United tale operazione? Beh, non benissimo a dire la verità. Sir Alex Ferguson ha liquidato la questione affermando che i fondatori dell’FC United non hanno dimostrato di essere veri tifosi dei Red Devils, ma solamente di essere affetti da un protagonismo che supera decisamente il loro tifo. Alcuni tifosi del Manchester United condividono questa visione, altri invece plaudono all’iniziativa. In realtà non vediamo che motivi ci possano essere per non apprezzarla: non creano, ovviamente, concorrenza al più importante club inglese; non sputano nel piatto in cui hanno mangiato, perchè come detto alcuni di essi ancora ci mangiano: le due squadre possono coesistere in parallelo. Hanno semplicemente dato forma a un disagio, dietro un impulso forse nostalgico, un disagio per la mercificazione del tifo e del mondo del calcio che si sta estendendo a livelli sempre maggiori (basterà ricordare il caso del Cardiff City, non esattamente il Liverpool). L’FC United of Manchester è un rifugio in cui possono riparare i nauseati dal mondo del calcio odierno: al posto della Champions c’è la Challenge Cup della North West Counties, ma volete mettere l’atmosfera genuina e “vera”? Senza contare il modello di club autogestito, un modello che l’AFC Wimbledon ha mostrato poter essere vincente e la cui strada altri club saranno, quasi obbligatoriamente, destinati a percorrere. Certo, senza ombra di dubbio un club che può pescare nel largo bacino di tifosi del Manchester United può avere più successo del Buxton o del Nantwich, e lo stesso AFC WImbledon ha avuto dalla sua tutti i tifosi abbandonati dal Wimbledon, sarebbe sintomo di perdita di contatto con la realtà non sottolineare ciò: un tifoso giapponese dei Red Devils è più facile sostenga con una donazione lo United of Manchester che un’altra squadra dello stesso livello, e il Fisher FC, che abbiamo già visto, ne è in parte una testimonianza. Riteniamo comunque che sia un modello, in certi casi, applicabile, se non una situazione con cui prima o poi quasi tutti i club dovranno fare i conti, perchè in fondo lo stesso Fisher FC (ci sono altri esempi), sebbene più in piccolo, grazie ai suoi tifosi è tornato e rimane in vita.

Contatti
Sito Ufficiale: http://www.fc-utd.co.uk
Twitter: @FCUnitedMcr

Trofei

  • Northern Premier League Division One North Play-off winners: 2007–08
  • Northern Premier League President’s Cup: 2007–08
  • North West Counties League Division One: 2006–07
  • North West Counties League Challenge Cup: 2006–07
  • North West Counties League Division Two: 2005–06
  • Supporters Direct Cup: 2006
  • Jimmy Davis Memorial Cup: 2007