Premier League 2012/13: preview (terza parte)

Chiudiamo la preview della Premier con le squadre che lotterranno, chi più chi meno, per restare in Premier League. Anche qui, occhio a possibili sorprese.

Norwich City: la partenza di Paul Lambert è stata un duro colpo, tuttavia i Canaries rimangono squadra interessante e, sulla carta, più che buona. Grant Holt alla fine non solo è rimasto, ma ha prolungato il suo contratto (aveva chiesto di essere ceduto e raggiungere proprio Lambert al Villa Park), sono arrivati Michael Turner, Robert Snodgrass, Steven Whittaker, Garrido e Bassong a fronte di nessuna perdita significativa. In panchina siederà Chris Hughton, che ben ha fatto al Birmingham City dopo aver ricondotto il Newcastle in Premier, ed essere peraltro trattato non benissimo a St James Park. Salvezza tranquilla, e perchè no forse qualcosa in più se tutto gira a meraviglia.

West Ham: ci piace parecchio il West Ham, forse perchè troviamo affidabile Big Sam Allardyce. Jussi Jaaskelainen sostituirà in porta Robert Green, mentre sono arrivati Modibo Maiga dal Sochaux, Alou Diarra dall’OM e James Collins dall’Aston Villa (cavallo di ritorno al Boleyn). Nessuna partenza illustre (a parte il citato Green, che definire “illustre” è però alquanto difficile), un gruppo magari non spettacolare ma solido e guidato in campo da alcuni ottimi elementi come Mark Noble, Carlton Cole e soprattutto dalla leadership di Kevin Nolan. Non dovrebbero esserci problemi a far volare le bolle in Premier anche la prossima stagione.

Southampton: molti li danno spacciati, noi invece crediamo che, alla fine, arriverà la salvezza. Non si è badato a spese al St Mary’s, con il manager Nigel Adkins che ha acquistato Jay Rodriguez (Burnley, £7m), Alexander Buttner (Vitesse, £3m), Nathaniel Clyne (Crystal Palace, £2.5m), Paulo Gazzaniga (Gillingham, £2m), Steven Davis (Rangers, £800,000) e che sta trattando Gaston Ramirez del Bologna. Occhio soprattutto a Clyne, reputato da molti come il futuro della Nazionale per quanto riguarda il ruolo di terzino destro. Jay Rodriguez è un attaccante classe ’89 che l’anno scorso ha messo a segno 15 goal con il Burnley e che va a giocarsi il posto con la coppia-promozione, Lambert e Billy Sharp. E proprio con Sharp chiudiamo: dopo la tragedia della perdita del figlioletto e l’aver segnato pochi giorni dopo in quello che è stato il goal più emozionante dell’anno, è bello vederlo in Premier. Un uomo con la U, la O, la M, la O maiuscole. Chapeau.

QPR: li diamo per salvi, ma occhio. Mark Hughes, subito dopo la salvezza ottenuta all’ultima giornata grazie allo Stoke City (che ha fermato il Bolton), promise ai tifosi che non avrebbero mai più vissuto una situazione del genere. Pronti via, 5 goal in casa dallo Swansea. A Loftus Road hanno cambiato molto, mixando esperienza (Park, Green) a buona qualità (Hoilett) e gioventù (Fabio Da Silva). Sono rimasti Cissè e Taarabt, il che sicuramente è positivo, come è positiva la decisione di dare il benservito a Joey Barton. Sarà nuovamente dura però, a meno di miracoli.

Swansea: retrocessi, ma non siamo così sicuri. Certo, Brendan Rodgers aveva creato una macchina perfetta, che dovrà fare anche a meno di Joe Allen che ha seguito il maestro nel Merseyside, e pure Caulker è rientrato al Tottenham dopo il prestito, così come Sigurdsson all’Hoffenheim. Tuttavia Laudrup può contare su Michu, centrocampista-goleador l’anno scorso al Rayo Vallecano, su Chico, meteora qui in Italia con la maglia del Genoa, su De Guzman, e sulla permanenza in rosa del resto della squadra che l’anno scorso ha stupito l’Inghilterra. Daranno battaglia.

Wigan: non ne possiamo più. Con ironia, certo. Tutti gli anni li diamo spacciati, poi Roberto Martinez tira fuori il capolavoro e i Latics rimangono in Premier. Quest’anno ci riproviamo, e vedremo se il manager (che in estate ha annusato le panchine di Liverpool e Aston Villa, rimanendo poi a Wigan) riuscirà nuovamente nell’impresa. Gli acquisti più importanti arrivano dalla Spagna: Ivan Ramis dal Maiorca e Arouna Konè dal Levante, anche se interessante è pure il giovane centrocampista scozzese Fraser Fyvie. Sarà dura, specie se Victor Moses andrà al Chelsea. Ma ormai non ci stupiamo più di nulla, specie di dover parlare nuovamente del Wigan nella preview dell’anno prossimo.

Reading: chiudiamo con un’altra neopromossa. Non sono spacciati in partenza, sia chiaro. Sono arrivati due solidi giocatori di Championship come Adrian Mariappa e Chris Gunter che andranno a rinforzare la difesa, mentre in attacco è stato preso Pavel Pogrebnyak. Alla fine crediamo che i Royals retrocederanno, però quest’anno ci aspettiamo una battaglia serrata tra tutte le squadre, senza una vera e propria squadra materasso come è stato, nel finale di stagione, il Wolverhampton l’anno scorso.

La classifica di English Football Station

Manchester City
Manchester United
Chelsea
Arsenal
Tottenham
Newcastle
Liverpool
Everton
Sunderland
Stoke City
Fulham
Aston Villa
West Brom
Norwich City
West Ham
Southampton
QPR
Swansea
Wigan
Reading

Premier League 2012/13: preview (seconda parte)

Ieri abbiamo visto le squadre che secondo noi lotteranno per il titolo/Europa, oggi vediamo quelle di centro classifica, ribadendo però che spesso è proprio da questo lotto di squadre che esce la sorpresa della stagione (esempio il Newcastle l’anno scorso) e magari pure la delusione (che spesso significa retrocessione).

Everton: un settimo posto davanti ai rivali cittadini del Liverpool è stato un risultato buono, con però a fare da contraltare a esso la sconfitta in semifinale di FA Cup sempre contro il Liverpool. Siamo sempre lì: la squadra di Moyes non riesce mai a fare il salto di qualità definitivo. Dal mercato è arrivato Pienaar, anche se si tratta di una conferma (oltre alla precedente militanza coi Toffees, a Gennaio era arrivato in prestito dal Tottenham), oltre a Steven Naismith dai Rangers e nelle ultime ore Kevin Mirallas dall’Olympiakos. Se l’Everton non sarà vittima di una delle sue consuete partenze a rilento potrà dire la sua, e comunque non sarà facile per nessuno andare a vincere a Goodison Park, ma un piazzamento dal settimo al decimo posto ci sembra il più probabile.

Sunderland: stravediamo per Martin O’Neill, per cui siamo di parte, ma c’è da dire allo stesso tempo che i Black Cats hanno fatto pochissimo sul mercato. Arrivi a paramentro zero (Saha, Cuellar), offerte rifiutate (dai Wolves per Fletcher, ma attendiamo fine mercato), la definitiva partenza di Gyan verso i petroldollari. Il salto di qualità (tradotto: acquisti, specie in attacco) potrebbe essere davvero dietro l’angolo, il che significherebbe tentare di insidiare la zona Europa League e magari fare un buon cammino in coppa. O’Neill è garanzia in tal senso. Occhio a James McClean, ala classe ’89 che ci piace parecchio.

Stoke City: il rugby team, come un giorno lo definì Wenger contribuendo in maniera decisiva alla letteratura recente della Premier, è sempre lì. Non sentirete mai nessuno parlare estasiato della squadra di Pulis, non ha giocatori eccezionali in rosa eppure è reduce da una finale di FA Cup e, l’anno scorso, un buon cammino in Europa League, oltre al solito campionato tranquillo. Sono arrivati Geoff Cameron e soprattutto lo sfortunato Michael Kightly, che però, se in salute, rappresenta elemento ottimo (un’ala con il vizietto del goal). L’ennesimo campionato tranquillo dalle parti del Britannia Stadium? Crediamo proprio di sì.

Fulham: Clint Dempsey è ancora a Craven Cottage, per cui il Fulham è, per noi, ancora una squadra da metà classifica tranquilla. L’americano è giocatore di alta classe, e per ora il Fulham ha resistito ai rumors più o meno concreti che lo volevano in partenza. Sono arrivati Hugo Rodallega dal Wigan e Mladen Petric dall’Amburgo, mentre in mezzo al campo i Cottagers dovranno fare a meno dell’esperienza di Danny Murphy, passato al Blackburn. Non dovrebbero avere problemi a salvarsi dalle parti di Craven Cottage, il contrario ci stupirebbe abbastanza.

Aston Villa: è arrivato Paul Lambert, artefice del miracolo Norwich, a sostituire il pessimo McLeish. Dal mercato sono arrivati tre giocatori dall’Eredivisie, Ron Vlaar (Feyenoord, £3m), Karim El Ahmadi (Feyenoord, £2.5m), Brett Holman, con particolare attenzione a Vlaar e El Ahmadi, ma l’acquisto più costoso è stato Matthew Lowton, arrivato dallo Sheffield United per 4 milioni: difensore classe ’89, rappresenta la voglia di ripartire del club. La partenza di McLeish vale da sola 6-7 punti in più, tuttavia non riusciamo proprio a vedere i Villans oltre la metà classifica.

West Brom: perso Roy Hodgson e la sua sorniona espressione da old british man, la squadra è stata affidata a Steve Clarke, alla prima occasione da manager. Dal mercato sono arrivati il portiere Ben Foster, Claudio Jacob dal Racing, Rosenberg dal Werder e soprattutto il talentuosissimo Romelu Lukaku in prestito dal Chelsea, mentre in uscita Simon Cox è andato al Forest per 2 milioni di pounds. C’è un po’ di scetticismo intorno al WBA leggendo i media d’Oltremanica, eppure riteniamo ci siano squadre peggiori dei Baggies. Molto dipenderà da Clarke e dall’impatto con la sua prima esperienza alla guida di un club.

Premier League 2012/13: preview (prima parte)

Oggi ricomincia la stagione, noi torniamo dal periodo di pausa e quale miglior occasione per conciliare le due cose in un post dedicato alla preview della Premier League? Come abbiamo ribadito più e più volte l’attualità non è il nostro interesse primario, ma i giochini ci piacciono e fare una preview a inizio stagione per poi essere smentiti a fine della stessa è sempre divertente. Partiamo con le squadre in lotta per il titolo e per l’Europa.

Lotta per il titolo
Manchester City: i campioni d’Inghilterra in carica hanno fatto poco sul mercato (ma l’arrivo di Rodwell dall’Everton non è da sottovalutare), notizia alquanto sorprendente visto a quanto ci avevano abituato. Questo a dimostrazione, come sosteniamo da sempre, che seppur aiutati dalle ingenti risorse economiche i proprietari dei Citizens, nella fattispecie lo sceicco Mansour, operano con intelligenza. Hanno costruito una squadra importante e ora la mantengono intatta, rinnovano il contratto all’allenatore (che piaccia o no – a noi poco, lo ammettiamo – Mancini ha riportato il gusto della vittoria nella parte blu della città), allenatore lasciato operare in pace anche quando le cose non andavano per il meglio, leggasi quinto posto alla prima stagione e seconda stagione (conclusa poi con l’FA Cup però). Attenzione al modulo, che sembra essere cambiato in un 3-5-2, con davanti Tevez e Aguero, il che ha comportato qualche malumore da parte di Edin Dzeko.

Manchester United: la Mancunian Premier League, monopolizzata dai due club della capitale della rivoluzione industriale. Lo United si è, a differenza del City, rinforzato con Shinji Kagawa dal Borussia Dortmund e soprattutto (con tutto il rispetto per l’ottimo giapponese) con Robin Van Persie, che va a formare con Rooney una coppia atomica sulla carta, una coppia che ha anche due ricambi di livello come Welbeck e Chicharito Hernandez. Il recupero di Vidic dovrebbe agevolare le cose nel reparto arretrato, anche se, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, l’età avanza per i Ferdinand, gli Evra di turno (escludiamo dal discorso Giggs e Scholes, che per quanto ci risulta non hanno età, come tutte le leggende che si rispettino), anche se Phil Jones è stato acquistato l’anno scorso anche per questo. L’acquisto oneroso del giovane Nick Powell dal Crewe dimostra inoltre ancora una volta l’attenzione che Sir Alex pone sui giovani. Riusciranno i Red Devils a strappare i titolo ai cugini? Sarà, in ogni caso, una gran bella lotta.

Outsider
Chelsea: siamo stati combattuti a lungo su dove inserire il Chelsea: nelle pretendenti al titolo o in quelle alla Champions? Poi, visto che stiamo parlando del club campione d’Europa in carica che ha piazzato tre acquisti importanti, abbiamo optato per una via di mezzo, perchè per quanto indubbiamente sia una squadra forte, più forte dell’anno scorso, qualche dubbio non riusciamo proprio a togliercelo. Esempio: basterà il solo Torres davanti? E anche in caso di arrivo di altro elemento, riuscirà a colmare il vuoto lasciato da Didier Drogba? Poi certo, ci sono gli acquisti di Oscar (dall’Internacional) di Marin (Werder) e di Eden Hazard dal Lille a testimoniare di come il Chelsea si sia sforzato di migliorare, ma riteniamo che le due di Manchester siano superiori ai Blues. Immaginiamo anche un Di Matteo sulla graticola fin da subito, con il sogno Guardiola senza una panchina e con le frasi sibilline di Abramovich circa il gioco non proprio entusiasmante proposto dall’italiano, che però è riuscito dove hanno fallito i Mourinho, gli Hiddink e gli Ancelotti del caso.

Lotta Champions
Arsenal: premessa: il ricatto subito da Van Persie è sintomo di quanto ormai, i calciatori, facciano quello che vogliono, per cui massima solidarietà ai tifosi Gunners. Detto ciò, l’olandese nell’ultima stagione è stato l’ago della bilancia delle sorti dell’Arsenal, che senza i goal spesso decisivi di Van Persie forse non sarebbe in Champions. Per sostituirlo sono arrivati Lukas Podolski dal Koln e Olivier Giroud dal Montpellier, club con cui ha vinto Ligue 1 e titolo di capocannoniere; a questi due va aggiunto Santi Cazorla, funambolo spagnolo ex Villarreal e Malaga. Basteranno? A nostro avviso l’Arsenal lotterà ancora per un posto nella massima competizione per club, e dovrebbe raggiungere il quarto posto. Molto dipenderà dai nuovi innesti, dal passo in avanti di elementi come Oxlade-Chamberlain e dalla definitiva consacrazione di Walcott, passando per il recupero di Jack Wilshire, che rimane tuttavia un’incognita. E molto dipenderà dagli avversari, partendo dai cugini del Nord di Londra…

Tottenham: Andres Villas-Boas ha un compito duro: rilanciarsi andando a sostituire un manager che in tre stagioni ha portato gli Spurs al quarto-quinto-quarto posto; e nel farlo, dovrà rinunciare a Luka Modric, ormai a un passo dal Real Madrid dopo aver rotto con i Lilywhites. In tutto ciò, va aggiunto che la telenovela Modric ha paralizzato il mercato, per cui dopo gli iniziali arrivi di Vertonghen e Sigurdsson (due ottime acquisizioni), tutto si è fermato, e alla squadra mancano un portiere, un centrocampista e una punta, visto che Adebayor è tornato al City e il ritorno a White Hart Lane sembra doversi concretizzare da settimane ma non accade mai. Il rinnovo di Gareth Bale è invece notizia graditissima dai tifosi. La stagione Spurs ruota intorno a queste ultime due settimane di Agosto: se il mercato porterà i giocatori necessari, potrebbe essere un’annata da ricordare nonostante la partenza di Modric, altrimenti il rischio del secondo fallimento di fila per AVB è dietro l’angolo.

Lotta Europa
Newcastle: i ragazzi di Pardew sono tornati in Europa, il che dopo la retrocessione 3 stagioni fa è già una grande notizia, ma non solo: la squadra infatti non è stata smantellata, e può contare ancora tra gli altri su Demba Ba, Yohann Cabaye e soprattutto quel Papis Cissé che ha fatto cose meravigliose da Gennaio in poi. Dal mercato sono arrivati Anita dall’Ajax e il giovane Gael Bigirimana dal Coventry, 18enne paragonato tra gli altri a Michael Essien. Sebbene ripetersi sia sempre dura, i Magpies hanno tutte le carte in regola per disputare un’altra grande stagione, con un occhio di riguardo a quell’Europa League nella quale fare strada potrebbe non essere così impossibile.

Liverpool: Kenny Dalglish ha fallito, nonostante le due finali di coppa. In campionato i Reds sono spesso andati incontro a prove scialbe e opache al limite della decenza. Cambiare era d’obbligo, e per quanto ci riguarda è stato preso il meglio: Brendan Rodgers, l’autore del miracolo Swansea, ma soprattutto direttore di un’orchestra perfetta in cui tutti sapevano cosa fare e quando farlo. Rodgers ha subito chiesto Borini (già avuto ai tempi del Championship) e Joe Allen, ed è stato accontentato: due pedine chiave nel modulo che proporrà anche a Liverpool. E mentre Luis Suarez ha rinnovato il suo contratto, in ballo c’è ancora invece la vicenda Carroll, che sembra sempre sul piede di partenza ma che, ad ora, veste ancora la casacca Reds. Il Liverpool è squadra abbastanza indecifrabile: se le idee di Rodgers prenderanno piede, se i fallimentari acquisti della stagione passata (Downing, Henderson) si riscatteranno, se l’immenso Gerrard continuerà a insegnare al Mondo il ruolo del centrocampista beh, i Reds potranno dire la loro; altrimenti sarà un’altra stagione deludente per un club abituato a vincere l’argenteria importante.

A domani, con quelle che riteniamo essere le squadre da “mid-table” e da cui di solito escono le sorprese più grandi.

Le più belle maglie della Premier: le nuove maglie, il Chelsea

Eccci tornati con la rubrica che tratta delle nuove maglie che sono state presentate finora dalle squadre della Premier League. Oggi parleremo delle jersey Home & Away del Chelsea, firmate, come ormai da molti anni, dalla tedesca Adidas.

Come si può vedere dalla foto, il completo home è stato rivoluzionato rispetto all’anno scorso. Sparisce la fascia bianca sulle maniche e sui pantaloncini sulle quali erano poi presenti le tipiche tre strisce Adidas, blu come la maglia. In questa nuova versione per le prossime Premier League e Champions League, l’azienda tedesca ha deciso di seguire ciò che aveva già fatto l’anno scorso per Real Madrid ed in parte per il Milan. Si passa quindi all’oro per i dettagli. Molto belle le tre strisce sulle spalle e sui pantaloncini, così come lo stile generale della maglia che presenta delle ulteriori strisce trasversali nella trama sul davanti. Diventa dorato anche lo sfondo del logo, e questa scelta non trova molto d’accordo noi integralisti delle maglie. I numeri sui pantaloncini restano bianchi e così probabilmente pure quelli sul retro della maglia. Bianchi anche i calzettoni, con la parte superiore blu con le tre strisce bianche.

Per quanto riguarda il kit away, la maglia ricorda molto quella del River Plate. Presenta infatti una striscia trasversale celeste che parte dalla spalla sinistra e termina sulla parte destra della vita. L’Adidas ha svilupparo inoltre un collo a v blu scuro, con le tre tipiche strisce che partono dal collo e arrivano a fine manica. Come si vede dall’immagine, al collo le strisce sono di colore blu, scendendo verso i polsi diventa celeste per poi ritornare blu in corrispondenza della fine delle maniche, nella maglia a maniche lunghe. Presenti inoltre anche polsini blu dello stesso colore del collo. In questo kit il logo ritorna ad essere del colore abituale, i pantaloncini sono bianchi con strisce blu laterali, e i calzettoni blu scuro con riche bianche sul risvolto superiore.

In generale molto buone le maglie della squadra londinese per la prossima stagione, con l’unico aspetto negativo che viene dal cambiamento del colore del logo della prima maglia.

Filippo Lorenzo Collalti

Preview: FA Cup Semifinals

Guardo fuori dalla finestra: nuvole, cielo conseguentemente grigio, leggera pioggerellina. No, purtroppo non mi sono trasferito in Inghilterra, ma è il tempo che oggi c’è qui in Liguria, un tempo molto english per l’appunto, l’ideale per calarsi mentalmente nella parte di chi deve scrivere di FA Cup, dopo la Regina e il fish and chips la cosa più inglese che mi venga in mente.

Le semifinali di FA Cup, dunque. Ci siamo. Wembley si sta preparando per ospitarle entrambe, come accade ormai da qualche anno. Personalmente rimpiango il tempo in cui almeno una delle due (non chiediamo troppo) si giocava a Villa Park, o ad Old Trafford, come per esempio un fantastico Millwall-Sunderland nel 2004, con la vittoria 1-0 dei Lions guidati da Dennis Wise proprio a Old Trafford che mi è rimasto per non so quale motivo impresso nella mente. Il punto è: se l’FA Cup è la Coppa per eccellenza, il trofeo della Federazione inglese, che coinvolge tutti i club inglesi dal più piccolo al più grande, è giusto che tutte le zone dell’Inghilterra abbiano l’onore di ospitare, a rotazione, le semifinali, senza per forza concentrarle nel nuovissimo Wembley, teatro già della finalissima. Lasciamo da parte questa mia polemica verso la Football Association, anche perchè le semifinali di questa edizione sono parecchio affascinanti, più del solito per quanto una semifinale di coppa sarebbe affascinante anche se giocata tra Walsall e Bournemouth, ed è quindi opportuno analizzarle e spendere qualche parola per le 4 squadre rimaste in corsa. Il fascino, dicevamo: due derby su due, un’urna che si è divertita a regalarci questa doppia sfida stracittadina. Liverpool-Everton, Chelsea-Tottenham. Let’s go.

Liverpool-Everton

Liverpool: 5-1 Oldham (H), 2-1 Manchester Utd (H), 6-1 Brighton (H), 2-1 Stoke (H)

Everton: 2-0 Tamworth (H), 2-1 Fulham (H), 2-0 Blackpool (H), 1-1 Sunderland (H), 2-0 Sunderland (A)

Partiamo dal Merseyside derby, allora, in programma Sabato alle 12.30 ora inglese. Il Liverpool arriva a questa semifinale con un trofeo già in bacheca (la Coppa di Lega), ma con un andamento in campionato, francamente, disastroso. Un ottavo posto in classifica, dietro proprio ai cugini Toffies, fatto di alcune buone prestazioni alternate a molte, troppe brutte figure. Una squadra, a mio avviso, che ha tentato di rinnovarsi e rilanciarsi, ma che lo ha fatto male, ed è rimasta attaccata alle prodezze di Steven Gerrard (immenso, chiunque osasse dire qualcosa contro di lui su questo blog verrà punito severamente, non provateci) e di un Luis Suarez sì forte, ma anche con un discreto caratterino e la propensione a lasciarsi scappare l’insulto di bocca, salvo poi prendersi 8 giornate di squalifica. Ma il resto? L’emblema di questo Liverpool, non me ne vogliano i tifosi Reds, è Carroll: una barcata di soldi spesi per l’equivalente inglese del termine italiano “pippa”. Che poi, se vogliamo, nemmeno è scarso, per me: semplicemente lo è se si vuole fare il salto di qualità con lui, è un attaccante di situazione, che ha avuto a Newcastle mezza stagione clamorosa. Per il resto, c’è qualcosa che non mi convince nei Reds, una squadra buona, ma non ottima (Henderson, Josè Enrique, Charlie Adam, buoni giocatori, manca qualcosa però), e non sono nemmeno sicuro che Kenny Dalglish sia la guida adatta. Dopo aver demolito il Liverpool, e mi spiace molto farlo credetemi, passiamo all’Everton. Anche qui, squadra non eccelsa nelle individualità (parliamo comunque per squadre che puntano all’Europa, il contesto di riferimento è quello), forse nel complesso più debole del Liverpool, o comunque siamo lì. Ma come tutte le stagioni sta disputando una seconda parte di campionato eccellente, e Moyes dovrebbe chiedersi il perchè di ciò: riuscisse a essere un tantino più costante all’inizio, lotterebbe sempre per l’Europa. Inoltre, ai Cahill, Fellaini, Osman etc. si è aggiunto a Gennaio Jelavic, proveniente dai Rangers, che ha faticato un po’ all’inizio ma che pare abbia ingranato ora, andando a coprire un ruolo, quello della prima punta, in cui i Toffies necessitavano di linfa nuova per il dopo-Saha. Pronostico: la testa direbbe Liverpool, nel complesso c’è un po’ più talento dalla parte rossa del Merseyside, e nella partita secca meglio avere Suarez che Osman, lo stato di forma attuale mi farebbe dire Everton. E Everton sia.

Liverpool-Everton è anche questo

Chelsea-Tottenham

Chelsea: 4-0 Portsmouth (H), 1-0 QPR (A), 1-1 Birmingham (H), 2-0 Birmingham (A), 5-2 Leicester City (H)

Tottenham: 3-0 Cheltenham (H), 1-0 Watford (A), 0-0 Stevenage (A), 3-1 Stevenage (H), 3-1 Bolton (H)

Altra semifinale, altro derby. Domenica alle 18.00 ora inglese. Situazione più o meno simile all’altra semifinale, soprattutto nello stato di forma di una delle due squadre, anche in questo caso quella con la maglia blu. Roberto di Matteo, da quando è subentrato a André Villas-Boas, sta facendo benissimo, e i Blues si sono rilanciati in campionato e in Champions, dove hanno raggiunto la semifinale. Potremmo fare della dietrologia, e dire che sì, bravo di Matteo, ma semplicemente sono i John Terry, i Frank Lampard che, toltisi dalle scatole l’odiato portoghese, hanno ricominciato a giocare. Può anche essere che sia così, ma sarebbe sminuire il lavoro dell’italiano, al quale va quantomeno riconosciuto il merito di aver riadattato modulo e formazione alle caratteristiche della squadra (Villas-Boas ha a mio modo di vedere compiuto l’errore di voler adattare nuovi schemi a giocatori ormai abituati a giocare in un certo modo). Diciamoci la verità: nella partita secca (e non solo), i vecchi leoni del Chelsea sono tornati a far paura. A fronteggiarli c’è il Tottenham, la squadra delle 4 più vicina a Wembley geograficamente parlando, e fino a due mesi fa vera sopresa della Premier “alta” (le sorprese sono Norwich e Swansea, discorso aperto e subito chiuso): c’è stato un momento in cui gli Spurs erano vicini alle due di Manchester, e qualche sogno di titolo ha sorvolato il cielo sopra White Hart Lane. Poi il crollo, che qualche malelingua (attenta però ai risultati) fa coincidere con l’inizio delle voci su Harry Redknapp alla guida della Nazionale. Anche qui, dietrologia: certo è che non sono più gli Spurs del girone d’andata, anche se, è bene dirlo, il gioco continua a manifestarsi, specialmente dopo il passaggio al 4-2-3-1. Il black-out ha riguardato in particolare le sfide contro Arsenal, Manchester United, Everton, Stoke, un punto in quattro partite. Poi qualcosa è migliorato. Con un Bale in forma e un VdV ispirato direi Spurs, e comunque la sfida è equilibrata, come dimostra il recente 0-0 di Stamford Bridge; ma la difesa del Tottenham vista contro il Norwich e lo stato di forma del Chelsea mi fanno propendere per i Blues. Il mio pronostico, dunque, dice Chelsea

Terry-Adebayor nella sfida di White Hart Lane di Dicembre

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