Le più belle maglie della Premier: le nuove maglie, il Tottenham

Rieccoci qui con la rubrica sulle maglie della Premier. Ancora una volta ci troviamo a Londra, questa volta dalle parti di White Hart Lane.

Gli Spurs sono passati in questa stagione dalla Puma alla Under Armour, che ha deciso di investire pesantemente nel calcio, offrendo circa 10 milioni di sterline alla squadra londinese. Ma andiamo a vedere cosa ha proposto l’azienda statunitense:

Come si può notare dalla foto, il kit home è caratterizzato dal classico completo bianco, con inserti argento che partono dai lati del colletto e arrivano a metà della cucitura sulle spalle. Gli stessi inserti si trovano verticalmente sui pantaloncini e a fondo manica. Sui fianchi dei giocatori troviamo inserti di tessuto forato per far “respirare” la maglia. Presente anche il classico colletto a polo che pare essere molto utilizzato nelle collezioni per la prossima stagioni, con un piccolo bottone sul collo. Bianchi come detto i pantaloncini ed i calzettoni, impreziositi da inserti argentati e blu.

Per quanto riguarda la maglia away Under Armour opta per un kit completamente blu scuro. Gli inserti sia della maglia, che dei pantaloncini che dei calzettoni, sono bianchi. Per questo secondo kit inoltre la casa ha scelto di proporre un girocollo molto semplice bianco.

Non è stato presentato il terzo kit che la squadra indosserà durante la prossima stagione, probabilmente arriverà nelle prossime settimane.

In generale il nuovo sponsor ha fatto un buon lavoro, tenendosi abbastanza sul classico ma introducendo piccoli elementi di novità come gli inserti aggiornati. Di certo questo è stato un cambio molto positivo per quanto riguarda gli Spurs, che hanno guadagnato molti soldi e buoni kit.

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Viaggio nella…..del calcio

La conclusione del viaggio londinese ci ha lasciato l’amaro in bocca: avevamo ancora voglia di raccontare storie. In parte abbiamo virato sul meraviglioso mondo non-league, ma, per quanto sia romantico e inimitabile, allo stesso tempo la storia del calcio inglese la scrivono soprattutto i club pro. Per cui, abbiamo deciso che il nostro viaggio calcistico lo continuiamo in tutte quelle città che hanno due squadre pro, in ordine alfabetico: Birmingham, Bristol, Liverpool, Manchester, Nottingham, Sheffield, Stoke-On-Trent. Parleremo dunque di Birmingham City, Aston Villa, Bristol City, Bristol Rovers, Liverpool, Everton, Manchester City, Manchester United, Nottingham Forest, Notts County, Sheffield United, Sheffield Wednesday, Stoke City, Port Vale.

Partiremo da Sheffield, in modo da integrare i due post, su Owls e Blades, con un terzo post dedicato allo Sheffield FC, nell’ambito non-league football (lo Sheffield FC è il club più antico del Mondo). Speriamo sia di vostro gradimento!

Sheffield city council coat of arms

Buon viaggio!

Non-league football: Wealdstone

Continuano i nostri viaggi in non-league, continua la collaborazione con Londra Calcistica e Marco, che questa volta ci porta a “casa sua”, a casa del Wealdstone Football Club, la sua squadra del cuore.

Wealdstone Football Club
Anno di fondazione: 1899
Nickname: the Stones
Stadio: Grosvenor Vale Stadium, Ruislip, London
Capacità: 2.387

Fondati nel 1899, la prima partita ufficiale è datata 7 ottobre 1899, vittoria per 6-1 contro il Northwood. Purtroppo soli 7 anni dopo il club dovette dichiarare il fallimento, per poco seguito dai tifosi e difficoltà a reperire giocatori. La squadra venne ri-formata però in tempo per la stagione 1908-09, godendo di un ottimo successo prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, conflitto che purtroppo causò la morte di molti suoi giocatori.

La bandiera di Marco (foto Londra Calcistica)

Al Wealdstone possono vantarsi di due privilegi: il primo match andato in televisione, per la Non-League, 1946 contro il Barnet [il sito ufficiale del Barnet riporti, come match, Barnet-Tooting & Mitcham, ndr e solo per segnalare la cosa] ed il primo live sulla FA Cup, 1949 contro il Colchester. Finalmente nel 1952 arrivò il primo trofeo, la vittoria dell’Athenian League; si conquistò in quegli anni anche la Middlesex Senior Cup, in tre occasioni 1959, 1963 e 1964. Ma il più grande successo è datato 1966, con la conquista del FA Cup Amateur, contro i rivali del Hendon FC.

Nel 1971, il club decise di diventare semi-professionista e nel 1974 vinse la Southern League Division One. Arrivarono così gli anni ’80, che sono stati il periodo di massimo splendore per il club. Nel 1982 arrivò una doppia vittoria, con il campionato – Southern League – e la Southern League Cup. Ma è il 1985 l’anno da incorniciare: in quella data infatti il Wealdstone sarà la prima squadra di Non-League a fare il double, conquistando la Gola League (ora Conference) e la FA Trophy, battendo in finale il Boston United. Purtroppo però gli Stones non furono ammessi alla Football League (era il periodo che si andava a votazione), il Lower Mead (lo stadio) non aveva i giusti requisiti necessari, e fu così il Bath a prenderne il posto.

(foto Londra Calcistica)

Nel 1987 il Wealdstone retrocede nella Southern League. Il club stava navigando in brutte acque, ed il presidente Alan Clifton vendette il terreno del Lower Mead alla Tesco (famosa compagnia di supermercati inglesi), non senza mille polemiche, visto che si dice tuttora che la cessione sia avvenuta in maniera dubbiosa e il prezzo sia stato molto al ribasso. Il Wealdstone iniziò così a girare ed essere ospite in vari stadi, i primi due anni in casa del Watford, una mossa terribile, il prezzo era infatti troppo alto e solo grazie all’intervento dei tifosi si evitò il fallimento. Una cifra più ragionevole fu pattuita con lo Yeading, mentre per dieci anni condivisero la casa con l’Edgware Town; nel 2005 infine il club si trasferì nello stadio del Northwood.

In questo periodo senza casa il club ha rischiato diverse volte il fallimento, le casse erano proprio al minimo e in campo la squadra ne risentì, anche se ci fu un inversione di marcia che evitò disastri. Il club fece richiesta di trasferirsi dalla Southern League alla Isthmian League, in modo tale che la vicinanza geografica con le altre squadre avrebbe abbattuto i costi per le trasferte. La FA accettò, ed il Wealdstone partì dall’ultimo livello dell’Isthmian. Nel 1997 vinse la Division Three e venne promosso in Division Two. L’anno dopo conquistò subito la Division Two e venne promosso in Division One. Nel 1999 arrivò terzo e guadagnò la promozione in Premier Division, ma purtroppo non fu ammesso alla Premier, perchè lo stadio dell’Edgware Town non era a norma. Ma nel 2004 finalmente arriva la promozione, battendo ai play-off il Dulwich Hamlet ai rigori.

Nel 2005 e 2006 con pochi soldi e molti giovani di belle speranze il club è riuscito a salvarsi. Nel 2007 per una sola stagione, il Wealdstone si è ritrasferito nella Southern League, prima di ritornare nella Isthmian League. Nella stagione 2008/09, finalmente il Wealdstone FC ha potuto aprire la sua nuova casa, il Grosvenor Vale Stadium, ex stadio del Ruislip Manor (ora Tokyngton Manor), dopo averne acquisito la proprietà tramite l’acquisizione della maggioranza del Ruislip Manor Sports and Social Club (RMSSC), che deteneva i diritti sullo stadio.

(grazie a Marco Parmigiani, http://londracalcistica.blogspot.it/)

Trofei

  • Middlesex Senior Cup: 1929/30, 1937/38, 1940/41, 1941/42, 1942/43, 1945/46, 1958/59, 1962/63, 1963/64, 1967/68, 1984/85
  • Middlesex Charity Cup: 1929/30, 1930/31, 1937/38, 1938/39, 1949/50, 1963/64, 1967/68, 2003/04, 2010/11
  • Athenian League: 1951/52
  • FA Amateur Cup: 1965/66
  • Southern League (First Division South): 1973/74
  • Southern League (Southern Division): 1981/82
  • Southern League Cup: 1981/82
  • Football Conference: 1984/85
  • FA Trophy: 1984/85
  • Isthmian Division Three: 1996/97

Contatti: Sito Ufficiale: http://wealdstone-fc.com/

Lo spazio dei tifosi: Portsmouth

Continuano le collaborazioni di EFS, questa volta diamo spazio e voce a Edoardo Macelloni e al suo blog dedicato al Portsmouth Football Club, blog che trovate all’indirizzo http://italianpompeyboys.blogspot.it/. Edoardo ci presenterà in breve la sua squadra del cuore, occasione per tutti noi di andare a conoscere un po’ più da vicino i Pompey ma soprattutto di dare la voce a un tifoso di una squadra inglese, visto che il blog, ripetiamo per l’ennesima volta, è sottotitolato “scritto da appassionati per appassionati”. Quindi siamo ben lieti in futuro di ospitare brevi storie, o racconti di viaggio, o opinioni che riguardino la vostra squadra del cuore!

“Portsmouth è una città famosa per il suo passato ricco di storia, ricco di personaggi che sono diventati importanti nel corso dei secoli. Uno di questi personaggi illustri è Arthur Conan Doyle. Era un disoccupato quando arrivò a Portsmouth, ma li si trovò bene, tanto da immischiarsi nella vita della città. Lo scrittore fu persino coinvolto nella squadra di calcio amatoriale della città, Portsmouth AFC, che 10 anni dopo diventò il Portsmouth fc.

Il Pompey nasce nel 1898, il club inizia a giocare nel 1899, il primo match fu contro il Chatham Town e tre giorni dopo fu giocata la prima partita a Fratton Park contro i rivali del Southampton, vinto dai padroni di casa 2-0.

Il meraviglioso ingresso della South Stand (foto di Edoardo)

Nella stagione 1906-1907 il club ospitò per la prima volta il Manchester Utd a Fratton park dove le due squadre pareggiarono, a Manchester si disputò il replay e la squadra della South Coast ebbe la meglio vincendo 2-1.

La stagione dopo, Fratton Park, ottenne il record di attendance di sempre con 41.000 spettatori contro il Derby County (stadio con capienza massima 25.000 persone).

Durante gli anni venti il Pompey ottenne due promozioni; nel 1927 fu promosso per la prima volta nella sua storia in First Division.

foto di Edoardo

Negli anni trenta il Pompey arrivò per ben tre volte in finale di FA Cup, ma solo una volta la vinse, sconfiggendo il Wolverhampton 4-1.

Subito negli anni successivi arrivò la gloria, nel 1948 si diceva che il Pompey sarebbe stato il primo club inglese a fare il double, conquistando sia FA Cup che campionato, ma il club della South Coast vinse solamente, si fa per dire, la First Division. La stagione successiva il Portsmouth vinse di nuovo il titolo di campione d’Inghilterra.

Jimmy Dickinson era un giocatore che faceva parte di quella squadra gloriosa, firmò per il club nel 1946 ed è tutt’oggi il giocatore simbolo del Portsmouth. Dickinson ha giocato 764 partite per il club della South Coast, solo John Trollope dello Swindon Town ha fatto più presenze per una singola squadra nella storia del calcio britannico (770). Il giocatore nato ad Alton, Hampshire, ha collezionato 48 presenze con l’Inghilterra, diventando il giocatore con più presenze con la nazionale dei tre leoni nella storia del Portsmouth fc. Guadagnò il soprannome di Gentleman Jim, visto che nelle sue 825 partite non è mai stato ammonito o espulso. Proprio nel sua paese natale si può ancora oggi trovare il pub “The Gentleman Jim” in suo onore. La leggenda del club morì nel 1982, all’età di 57 anni, e al suo funerale erano presenti alcune migliaia di tifosi del Portsmouth, che cantavano the Pompey chimes*.

 [*the Pompey chimes è l’inno della squadra, ed è considerato uno dei cori più antichi ancora in uso, ndr]

il retro della North Stand, che ha un non so che di cinematografico (foto di Edoardo)

Sino ai primi anni del 2000 il Portsmouth girovagò per le categorie inferiori, ma nel 2003 ottenne la storica promozione in Premier League con Harry Redknapp come manager, e riuscì a salvarsi.

Il 2008 è stato un anno fantastico per il Pompey, vittoria di FA Cup e partecipazione alla Coppa UEFA! Quelli sono stati momenti indimenticabili, che non scorderò mai e credo che nessuno tifoso di questa squadra lo farà. Poi sono iniziati i problemi finanziari, grazie anche alla “politica spendacciona” di Harry Redknapp (non intendo soffermarmi sulle ultime 3-4 stagioni drammatiche, a livello finanziario, perché sarei troppo critico).

Tra poco più di un mese inizieremo la League One [anche se la situazione finanziaria è davvero critica, ndr], campionato che mi piace molto, non sarà tutto facile per noi perché la league One è un campionato d’acciaio, anche se il nostro manager sta costruendo una signora squadra…tutti giocatori svincolati o in prestito!

Ma perché sia la città che la squadra di Portsmouth sono chiamati Pompey?

Non c’è una vera e propria spiegazione, ma ci sono alcune leggende ed alcuni fatti che potrebbero spiegare da dove proviene lo strano soprannome.

  • Si dice che un gruppo di marinai di Portsmouth, abbia scalato Pompey’s Pillar, nei pressi d’Alessandria d’Egitto intorno al 1781, essi divennero noti come i ‘Pompey Boys’ e questo nome fu affiancato anche alla città.
  • Portsmouth è stata un porto sin dall’epoca romana, i Romani avevano anche una base militare a Portchester, nelle vicinanze di Portsmouth. Più tardi, quando il porto ha iniziato ad essere sviluppato, i Romani l’avrebbero soprannominato Pompey, paragonandolo a Pompei, che era ben noto per la sue rovine romane.
  • – “The pomp” è una cerimonia connessa alla Royal Navy che ha base a Portsmouth, da qui deriverebbe il nickname Pompey.
  • Caterina di Braga donò Bombay a Carlo II per il suo matrimonio. Il portoghese vide una certa somiglianza tra il porto della città indiana e quella inglese e potrebbe aver chiamato Portsmouth ‘Bom Bhia’, nome che anglicizzato diventò Pompey.
  • “Portsmouth Point in Old Portsmouth” (dove in passato c’erano molte taverne) veniva pronunciato dagli ubriachi come Pompey.
  • Le navi che entrano nel porto di Portsmouth  vengono registrate come Pom. P. come riferimento al “Portsmouth Point” (essendo questo troppo lungo). Sulle carte nautiche la città della South coast è chiamata Pomp. P.
  • La “Pompee” era una nave francese che fu catturata dagli inglesi, ormeggiò nel porto di Portsmouth (catturata nel 1793 e demolita nel 1817). Pompey è un termine che viene usato nello Yorkshire per indicare la prigione”

Edoardo Macelloni (http://italianpompeyboys.blogspot.it/)

 

Non-league football: Maidenhead United

Ci abbiamo preso gusto. La non-league è affascinante, c’è poco da fare; e forse lo è ancora di più in un periodo in cui, non essendoci competizioni calcistiche, veniamo bombardati da notizie di calciomercato, argomento del quale non ce ne frega nulla e che riguarda sempre le solite 4-5 squadre. No, non è roba per noi. Preferiamo passare il tempo parlando del Sutton United, del Dulwich Hamlet o, nel caso di oggi, del Maidenhead United. Maidenhead: ai più attenti non sarà sfuggito che la cittadina del Berkshire ha dato i natali al pluricitato Horby (“Maidenhead? Maidenhead? Ma è a quattro miglia da qui! (…) Dovresti fare il tifo per la tua squadra locale” gli sbraitò in faccia il tifoso del Reading, la squadra pro più vicina, quando seppe che il nostro, tifoso Arsenal, non proveniva dal nord di Londra). Ma oggi non parliamo nè di Reading, nè di Arsenal, ma appunto dei Magpies, il Maidenhead United, squadra – ci giochiamo subito l’asso nella manica – che disputa le sue partite a York Road, lo stadio più antico del Mondo ancora utlizzato (è la casa della squadra dal 1871), il tutto certificato da Football Association e F.I.F.A.. Come per il Sutton United, ci avvaliamo della collaborazione di Marco, che per il suo blog ha visitato York Road e che ha scritto la storia dei Magpies per Rule Britannia. Lasciamo a lui la parola.

Maidenhead United Football Club
Anno di fondazione: 1870
Nickname: the Magpies
Stadio: York Road, Maidenhead, Berskshire
Capacità: 3.000

GLI INIZI

Dobbiamo tornare parecchio indietro: Ottobre 1870, viene fondato ufficialmente il Maidenhead Football Club. Solo nel Dicembre 1870, però, viene disputata la prima partita, contro il Windsor Home Park, in un campo nei pressi del Tamigi. L’anno successivo, il 16 Febbraio 1871, segnò una data storica per i Magpies: venne infatto aperto lo York Road, l’avversario e’ il Marlow; per un periodo il campo fu condiviso con la squadra locale di Cricket. Altro evento di riguardo, il Maidenhead fu tra le 15 squadre storiche che presero parte alla prima FA Cup, disputata nel 1871/72; nella stagione successiva, arrivò addirittura fino alla semi-finale, persa però contro Oxford University. Per altre due stagioni si fermò solo ai Quarti di Finale, mentre non prese parte all’edizione della coppa 1876/77. Il Maidenhead partecipò anche alla prima edizione della Berks & Bucks Cup (1878) [Berkshire & Buckinghamshire] ed a quella della FA Amateur Cup (1893)

Stazione di Maidenhead (foto Londra Calcistica)

I PRIMI ANNI

Nel 1894 il Maidenhead fu tra i fondatori della Southern League, dove però c’erano squadre troppo forti per i Magpies, club del calibro di Watford, Brentford, Fulham, e il club optò dunque per entrare nella West Berkshire League, che venne subito vinta; ma nella Berks & Bucks League arrivò in fondo alla classifica. Nel 1904 il Maidenhead United entrò nella Great Western Suburban League, mentre nel frattempo il Maidenhead Norfolkians, che era stato fondato nel 1894, membro della South Bucks & East Berks League, prima di entrare nella West Berks League e Berks & Bucks League, si fuse con i Magpies. I Norfolkians giocavano le loro gare interne al Kidwells Park, dove ora c’è un parco pubblico, e hanno anche disputato una finale della Berks & Bucks Cup.

SPARTANS & CORINTHIANS

Dopo la Grande Guerra, i due club amalgamati decisero di chiamarsi Maidenhead Town ed usare le maglie a righe bianconere. Conseguirono subito un successo, vincendo la Great Western League. Nel 1920 si decise però di eliminare il Town e di usare il suffisso United, e dopo due anni il club entrò a far parte della Spartans League. In 19 campionati disputati nella Spartans League, i Magpies vinsero per tre volte il titolo. Nel 1936 il Maidenhead arrivò alla semifinale della FA Amateur Cup, disputata ad Upton Park, davanti a 18,000 spettatori, dove però vennero sconfitti dall’Ilford. Sempre nella stessa stagione, nei quarti di finale della manifestazione, partita giocata allo York Road contro il Southall, si registrò il record di presenze: 7,989 spettatori. Nel 1929/30 intanto era stato stabilito il record di reti segnate in una stagione da un giocatore del Maidenhead: 65 reti in 39 presenze, e l’artefice fu Jack Palethorpe, il quale successivamente giocò anche nello Sheffield Wednesday, e per gli Owls nel 1935 segnò la rete vittoria nella finale di FA Cup. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il club entrò nella Corinthians League: in sei stagioni tra il 1956 e 1962, il club vinse il titolo per tre volte, arrivando due volte invece secondo. Nella FA Amateur Cup, dopo la semifinale degli anni ’30, i Magpies arrivarono ai quarti di finale, e, allo York Road, furono sconfitti dal West Auckland Town, davanti a ben 5,597 spettatori (record nel dopo Guerra). Mentre sono tre le presenze al Primo Turno di FA Cup.

Esterno di York Road

ATHENIANS & ISTHMIANS

Nel 1963 lo United si unisce all’Athenian, ma non riesce a ripercorrere i successi avuti nella Corinthian. Questo fino al 1973, quando entò nella nuova Isthmian, in Second Division. Nel 1979 e 1980 sotto la guida di Geoff Anthony il club fece il doppio salto nella Division One; nel 1985, in panchina la coppia Brian Caterer e Colin Lippiatt, vengono promossi in Premier Division, dove rimangono fino al 1987, quando vengono, per la prima volta nella loro storia, retrocessi. Sono giorni neri, causa incendio una tribuna del York Road viene distrutta e la squadra naviga in cattive acque finanziarie. Ci vollero quattro stagioni per uscire dalla Division Two, sotto la guida di Martyn Spong, nel 1991. La stagione successiva iniziò alla grande, con ben 13 vittorie consecutive, ma il titolo fu perso all’ultima giornata ai danni dell’Abingdon Town. Spong lasciò così i Magpies, per sedersi sulla panchina dell’Enfield. Dopo di lui, sono diverse le figure che si sono sedute sulla panchina del Maidenhead United, Gary Goodwin, John Clements e John Watt, tutti con risultati mediocri, con il club che finiva regolarmente a metà classifica. Il club aveva bisogno di un rilancio, di qualcosa che facesse rivivere il sogno Premier Division.

foto Londra Calcistica

GLI ANNI DI DEVONSHIRE

Nell’estate 1996, nel tentativo di rompere questa mediocrità, vengono ingaggiati come manager Martyn Busby e l’ex giocatore del QPR, Notts County, West Ham e della nazionale inglese Alan Devonshire. Busby a metà stagione lasciò il club; Devonshire invece portò il Maidenhead a vincere un trofeo, cosa che non capitava dagli anni ’70, vincendo la Isthmian League Full Members Cup. La stagione 1997/98 si rivelò una stagione piena di successi; era dai tempi della Corinthians che il club non provava certe emozioni. Vinsero tre coppe di contea, e nella Berks & Bucks Senior fu battuto 2-1 il Reading (partita giocata ad High Wycombe), raggiunsero inoltre la semifinale della Full Members Cup, e conquistarono anche la Isthmian Fair Play Award. In campionato invece finirono quarti con ben 81 punti, e ad un solo punto dal Hampton. Nella stagione successiva, altri trofei vennero messi in bacheca, tra cui nuovamente la Berks & Bucks Senior Cup, in finale fu battuto il Wycombe Wanderers (4-1).

Il nuovo secolo iniziò nel migliore dei modi per lo United, e nelle prime undici partite, perse solo una partita, proprio all’esordio. Verso fine marzo si stava ancora lottando per la promozione, con solo cinque sconfitte al passivo, e a fine stagione arrivò anche la finale dell’Isthmian League Cup. Il 4 Maggio, con la vittoria 1-0 sul campo del Croydon, il club si guadagnò la promozione in Premier Division, perdendo però pochi giorni dopo la finale di League Cup, a Basingstoke 1-0 contro il Farnborough Town. La vita in Premier Division era dura per una neo-promossa, mentre fantastica fu la cavalcata in FA Trophy, conclusa con l’eliminazione da parte dei Blyth Spartans. In campionato i Magpies, seppur soffrendo riuscirono comunque a salvarsi. Nel Maggio 2001 fu ampliata la capienza del York Road di 700 posti, portandolo ad un totale di 4,500 con 1,700 posti a sedere. Tuttavia lo York Road è sempre stato un posto appetibile per le agenzie immobiliari, situato in centro a pochi passi dalla stazione, 30 miglia da Londra, ma – per fortuna – i Magpies non sono mai riusciti a trovare un altro posto, dove poter costruire la loro nuova casa. Intanto Devonshire riuscì a mantenere il Maidenhead in Premier Division e vincere diverse coppe di contea.

York Road (foto Londra Calcistica)

NUOVA ERA

Ad inizio stagione 2002/03, il presidente Roger Combe annunciò che avrebbe lasciato il club a fine stagione; ad Aprile 2003 fu invece tempo di Alan Devonshire di annunciare che anche lui a fine stagione avrebbe lasciato la panchina di York Road. Durante l’estate 2003 ci fu così diverso movimento dalle parti di York Road, con l’arrivo in panchina del Manager John Dreyer e dell’ Assistant Manager Phil Gray. La stagione 2003/04 non iniziò nei migliore dei modi, e dopo sette partite, i Magpies si trovarono all’ultimo posto senza una vittoria; ma ci fu un cambiamento repentino e grazie alle sette vittorie in nove partite, il Maidenhead si piazzò in una posizione tale da consetirgli la promozione nella nuova Conference South, il livello più alto mai raggiunto dal Maidenhead dai tempi della Southern League. Gli uomini di Dreyer fecero anche un bel cammino in FA Trophy, arrivando fino ai quarti di finale, cammino nel quale eliminarono, tra le altre, in trasferta l’Halifax Town. Nella stagione 2004/05 il club prese così parte alla Conference South, ma a Novembre era in piena zona retrocessione. Per dare una scossa, venne esonerato Dreyer. A Dicembre, venne chiamato dal Windsor la coppia Dennis Greene e Colin Ferguson, ma nonostante qualche miglioramento, lo United continuava a rimanere impantanato in zona retrocessione. All’ultima giornata, il Maidenhead United venne sconfitto dal Newport County, e nello stesso tempo il Carshalton Athletic vinse e raggiunse la salvezza proprio ai danni dei Magpies. Dopo quindici giorni arrivò però una notizia lieta, l’Hornchurch dichiarò fallimento, e il Maidenhead fu ripescato in Conference South.

Anche la stagione 2005/06 iniziò in modo disastroso, e Green fu esonerato dopo sette partite; al suo posto venne chiamato Carl Taylor, assistente di Alan Devonshire. Ma la musica non cambiò, i Magpies, retrocessero e dopo un secolo ritornarono a disputare la Southern League. Un altro problema, non indifferente, era la montagna di debiti che aveva accumulato il club, ma la crisi fu risolta grazie all’arrivo di un grosso sponsor, Pharmalink, diretta da Una Loughrey. La sorprendente sconfitta per 5-0 contro il Clevedon ed un inizio mediocre portarono all’esonero di Taylor. Al suo posto venne chiamato Johnson Hippolyte, conosciuto come “Drax”: il cambio fu azzeccato, e dopo ben 35 anni, i Magpies arrivarono al Primo Turno di FA Cup; anche in campionato le cose andavano bene, 12 vittorie in 14 partite portarono il Maidenhead al quarto posto in piena zona play-off. In semi finale venne superato senza problemi il King’s Lynn; a questo punto solo il Bath separava il Maidenhead dalla Conference South, fu una vera battaglia, ma i Magpies la superarono 1-0, ritornando cosi in Conference South dopo solo un anno di purgatorio. I Magpies erano di nuovo in Conference South (dove conquistarono la salvezza), e per il secondo anno consecutivo venne raggiunto il Primo Turno di FA Cup. Per l’inizio della stagione 2008/09, Hippolyte rafforzò notevolmente la squadra, facendola diventare una delle candidate per la promozione. Lunedi 1 Settembre, per la prima volta nella sua storia, il Maidenhead United era primo in classifica, ed e’ rimasto in corsa promozione fino all’autunno. Tuttavia il taglio delle spese, imposto dalla societa’, fece il suo effetto, il gioco ne risentì, a Febbraio la squadra andò in crisi di risultati, chiudendo la stagione fuori dai play-off, ma sicuramente la posizione piu’ alta dal 1919. Le ultime stagioni, il Maidenhead si e’ sempre salvato per il rotto della cuffia, e nella stagione che sta per cominciare disputerà nuovamente il campionato di Conference South.

[un grazie a Marco Parmigiani]

Trofei

  • Corinthian League: 1957-58, 1960-61, 1961-62
  • West Berkshire League: 1902-03
  • Spartan League: 1926-27, 1931-32, 1933-34
  • Isthmian League Full Members Cup: 1996-97
  • Berks & Bucks Senior Cup: 1894-95, 1895-96, 1911-12, 1927-28, 1929-30, 1930-31, 1931-32, 1938-39, 1945-46, 1955-56, 1956-57, 1960-61, 1962-63, 1965-66, 1969-70, 1997-98, 1998-99, 2001-02, 2002-03, 2009-10.

Contatti: Twitter @MaidenheadUtd

Non-league football: Sutton United

Continuiamo il viaggio in non-league con una nuova chicca: dopo aver avuto il piacere di ospitare la storia del Truro City scritta da Jacopo Ghirardon, oggi è la volta di Marco Parmigiani, fondatore di Londra Calcistica (con cui abbiamo avuto già il piacere di parlare), condividere con noi una storia scritta da lui per il forum Rule Britannia: la storia del Sutton United Football Club (qui il link a Londra Calcistica dedicato al Sutton United)
Buon divertimento!

Sutton United Football Club
Anno di fondazione: 1898
Nickname: the U’s
Stadio: Gander Green Lane (Borough Sports Ground), Sutton, London
Capacità: 7.032

FORMAZIONE E PRIMI ANNI

Tutto ebbe inizio il 5 Marzo 1898, quando al Robin Hood Hotel (il nome di un grande eroe), venne tenuta una riunione tra il Sutton Guild Rovers F.C. e il Sutton Association F.C., i due club locali. Le due società decisero di unire le forze e creare un unico team, il Sutton United Football Club; a volte è meglio unirsi, e farlo a casa di Robin Hood, non so perche’ ma ha quel sapore magico. Il club si costruì un’ottima reputazione a livello locale, e nel 1910 decise di fare il grande passo, diventando un club Senior a tutti gli effetti. Entrò nella Southern Suburban League e subito dimostrò che non scherzava, vincendo il campionato. Durante questo periodo la squadra cambiava spesso terreno di gioco (come abbiamo visto più volte, ndr), e non aveva ancora trovato dimora fissa, finchè non si trasferì nel Sutton Adult School Ground. Dopo la Prima Guerra Mondiale divenne la sua casa definitiva: da allora infatti non la cambiò più, conservandola fino ai giorni nostri. E’ cambiato solo il nome, in Gander Green Lane.

Gander Green Lane (Borough Sports Ground)

ATHENIAN LEAGUE

Nel 1921 il club vinse le elezioni per accedere all’Athenian League. I primi campionati non furono molto esaltanti, la squadra giocava un buon calcio ma finiva i campionati a meta’ classifica. Purtroppo nel 1926 arrivò un ultimo posto, e poichè a quel tempo non c’erano ancora le retrocessioni dirette, le altre squadre si riunirono per decidere se tenere nell’Athenian il Sutton oppure no; il voto fu unanime, il Sutton rimase nell’Athenian. Alla notizia, dirigenza e tifosi brindarono, con la società che promise che questo incidente non doveva piu’ succedere. Infatti nel 1928, solamente due anni dopo, il Sutton vinse l’Athenian League. Iniziava la scalata. Gli anni ’30 furono altri anni di gloria per la squadra, che raggiunse in due occassioni la semifinale della FA Amateur Cup, nel 1929 e 1937. Ma la semifinale del ’29 la perse a tavolino: il motivo fu che venne scoperto che due giocatori giocavano a calcio anche la domenica, e ciò non si poteva essendo tesserati per la federazione. Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando tutto il calcio era sospeso, le competizioni erano rare, però si cercava ugualmente di stare in allenamento, e dare un calcio al pallone serviva per dimenticare per un po’ i problemi, anche a Sutton.

(foto Londra Calcistica)

Appena il calcio tornò a pieno regime, nella stagione 1945/46, il Sutton vinse ancora una volta il campionato, grazie alle reti di Charlie Vaughan, il cui tabellino si fermò a 42, una vera macchina da goal. In bacheca arrivarono anche delle Coppe: la Surrey Senior Cup fu conquistata per la prima volta, e grazie a questo successo il club entrò di diritto in FA Cup gia’ al Primo Turno. La finale del trofeo venne disputata contro il Woking, finale che il Sutton vinse 1-0 con la rete del bomber Vaughan, e fu giocata al Richmond Road, Kingston upon Thames, davanti a ben 6,000 spettatori Vaughan ben presto’ divenne professionista, col passaggio al Charlton Athletic, nel periodo in cui cominciarono dei cambiamenti nel club, grandi cambiamenti: ormai il Sutton United era riconosciuto come una società molto fantasiosa a livello nazionale.

High Street, Sutton

Gli anni ’50 portarono pochi successi al Sutton, ma come appena detto fuori dal campo ci furono grossi cambiamenti. Il Sutton si trasformò in una LTD, una cosa molto insuale per l’epoca. Venne costruita l’attuale tribuna centrale che oggi puo’ ospitare ben 700 spettatori.
In panchina arrivò George Smith, e col finire del decennio anche i successi ritornarono: nel 1958 fu conquistata per la terza volta l’Athenian League e per la prima volta il Sutton United vinse anche la London Senior Cup. Gli anni ’60 non cambiarono la musica, e sotto la guida di Sid Cann, si continuò a vincere. Nel 1963 arrivo’ la prima finale di Wembley: il trofeo in palio era l’FA Amateur Cup, l’avversario il Wimbledon, ma arrivò una pesante sconfitta 4-2; a Sutton i giocatori furono comunque accolti da eroi.

ISTHMIAN LEAGUE

Tutti questi successi sul campo portarono il Sutton ad essere eletto nella Isthmian League. Nel 1967 vinse il campionato, mettendo così un altro trofeo in bacheca. Due anni dopo, e precisamente nel 1969, si tornò a fare un viaggio a Wembley, come sempre in FA Amateur Cup, di fronte al Sutton il North Shields; tutti i pronostici erano per il Sutton, ma si sa in queste competizioni le soprese sono dietro l’angolo ed infatti il Sutton perse 2-1. Il 1970 regala una grande soddisfazione al Sutton, nella coppa piu’ prestigiosa del Mondo: la FA Cup. Al Secondo Turno il Sutton supera Hillingdon Borough, arrivando per la prima volta al Terzo Turno. La gente di Sutton accorse nei pub per assistere al sorteggio, dall’urna esce prima il Sutton, tutti al settimo cielo, si gioca in casa, una grande occassione. L’altra pallina viene estratta ed il nome è quello del Leeds: urla di gioia, si potrà ammirare un grande team a Gander Green Lane. Infatti il Leeds di quegli anni è qualcosa di superlativo, tra le sue file gioca Don Revie, hanno tutti giocatori internazionali e la squadra è considerata il team migliore d’Europa, o comunque tra i migliori. Al Borough Sports Ground (nome ufficial di Gander Green Lane), il Leeds schierera’ un undici internazionale, e saranno ben 14,000 gli spettatori ad assistere alla partita; la sorpresa che si sperava non arriverà, il Sutton perdera’ 6-0, ma non fu importante il risultato, furonoi ’90 minuti di festa

Sfortunatamente questa decade iniziata bene non portò successi; ci furono cambiamenti in panchina, che inclusero Ted Powell e Dario Gradi, ma bisognerà attendere l’arrivo Keith Blunt per tornare a vedere nuovi successi al Gander Lane. Nel 1979, il Sutton conquistò l’Anglo Italian Cup, superando il Chieti in finale per 2-1, il primo successo per una squadra inglese nella competizione. Subito dopo questo successo internazionale, Blunt lasciò la squadra per andare al Malmo, e al suo posto arrivo’ Barrie Williams. Questi riporto il Sutton a Wembley nel 1981, per la finale di FA Trophy contro lo Bishop’s Stortford, ma anche stavolta la musica non cambiò, e davanti a 23,000 spettatori il Sutton uscì sconfitto ai supplementari 1-0. Fu anche l’ultima apparizione a Wembley per il club, un terreno che non ha mai portato fortuna agli Us. Durante il periodo Williams sono arrivarono altre due finale di Anglo Italian Cup, nel 1980 e nel 1982, entrambe però finite con una sconfitta, nel 1980 con la Triestina ai rigori, mentre nel 1982 fu il Modena (1-0) ad alzare il trofeo. In campionato invece nel 1981/82 arrivò secondo, mentre nel 1983 fece la tripletta Surrey Senior, London Senior e Hitachi Cups. Nella Surrey Senior Cup possiamo dire che il Sutton aprì un ciclo, e per ben sei volte consecutive portò a casa il trofeo, record ancora imbattuto.

foto Londra Calcistica

ANNO DI CONFERENCE

Nel 1984/85 il Sutton vinse la Isthmian League ma dovette rinunciare alla promozione in Conference, a causa dello stadio non a norma per la categoria. La stagione dopo, 1985/86 rinconquistò la Isthmian League, e stavolta dirigenza e tifosi si rimboccarono le maniche e sistemarono lo stadio in tempo: la Conference era realtà. Nel 1988/89 la squadra regalò una magia in FA Cup: entrò al Fourth Round e nell’ordine eliminò Walton & Hersham, Dagenham e Aylesbury United. Al magico Terzo Turno, il sorteggio fu Sutton United-Coventry City. Il Coventry che 18 mesi prima aveva conquistato FA Cup, e così Sutton si preparava ad ospitare i detentori del titolo. Al Gander Green Lane c’è il pubblico delle grandi occasioni e qualcosa di incredibile succede: il Sutton vince 2-1 in un match memorabile, gli eroi della giornata sono Tony Rains e Matthew Hanlan. Questo colpo e’ ancora imbattuto, fino ad oggi infatti nessun team di Non League è riuscito ad eliminare una squadra di Premier League.

RITORNO NELLA ISTHMIAN LEAGUE

Nel 1991, il club saluta la Conference, ritornando nella Isthmian League: le cause di questa retrocessione sono da cercarsi in un attacco sterile e un’infermeria sempre piena. Nel 1993 il Sutton si regalò nuovamente un magico cammino in FA Cup, ricordano un po’ il 1988: al primo turno eliminò in trasferta il Colchester (4-3) al secondo turno sempre in trasferta fu il turno del Torquay (1-0), e si tornò così al magico terzo turno. Nessuna squadra di Premier gli capitò al sorteggio, ma il Notts County, sempre in trasferta, contro il quale arrivò l’eliminazione (3-2). Dopo diverse stagioni con alti e bassi, nel 1999 vinse la Isthmian League, ritornando così in Conferenc;, artefice della promozione Tony Rains. Ma sfortunatamente solo una stagione durò la permanenza in Conference. I primi anni del nuovo millenio furono molto tranquilli, e il club ricevette l’onore di fare da battesimo all’AFC Wimbledon, che gioco’ il primo match della sua storia in amichevole proprio contro il Sutton, davanti a ben 4,657, partita giocata tra le mure amiche e finita 4-0 per gli U’s. Il Sutton vinse anche la Surrey Senior Cup nel 2003, e durante la stagione 2002/03, iniziata bene, ci fu un calo dopo il periodo invernale che costò alla squadra la promozione.

LA CONFERENCE SOUTH ED IL PRESENTE

Nella stagione 2004/05 la F.A. decise di fare due nuove divisioni di Conference, la Conference North e la Conference South. Il Sutton fu così tra i fondatori della Conference South, a causa possiamo dire dell’alto prestigio che aveva il club. Per tre stagioni chiuse il campionato a meta’ classifica, senza grossi successi in Coppa. Tony Rais lascio’ la panchina nel Marzo 2006, al suo posto arrivò Ian Hazel. Da Ottobre 2006 il club si trovò in fondo alla classifica, e sembrava proprio che il club stesse per salutare la Conference South; nemmeno i vari cambi di manager portarono a un cambio di rotta (l’ultimo ad arrivare fu Paul Doswell), e a fine stagione, il Sutton ritornò nella Isthmian League. Nella prima stagione in Isthmian il Sutton chiuse al quinto posto, nella successiva al secondo posto, e in entrambi i casi perse i play-off, rispettivamente contro Staines Town e Kingstonian. Ma nella stagione 2010/11 il Sutton United, vinse con tre giornate d’anticipo il campionato, conquistando la promozione in Conference South. Quest’anno il Sutton United ha chiuso ai playoff, perdendo però la semifinale contro il Welling United.

foto di Londra Calcistica

[un sentito grazie a Marco Parmigiani e al forum di Rule Britannia, in entrambi i casi come sempre]

Trofei

  • Athenian League: 1927–28, 1945–46, 1957–58
  • Isthmian League Premier Division: 1966–67, 1984–85, 1985–86, 1998–1999, 2010–11
  • Anglo-Italian Cup: 1979
  • Athenian League Challenge Cup: 1946, 1956, 1962, 1963
  • Bob Lord Trophy: 1991
  • Isthmian League Cup: 1983, 1984, 1986, 1998
  • Isthmian League Full Members’ Cup: 1992, 1996
  • London Senior Cup: 1958, 1983
  • South Thames Cup: 1955, 1967, 1968
  • Surrey Senior Cup: 1946, 1965, 1968, 1970, 1980, 1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988, 1993, 1995, 1999, 2003

Contatti: Sito Ufficiale: http://www.suttonunited.net Twitter: @suttonunited

Le interviste di EFS: Marco (Londra Calcistica)

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Marco, fondatore del blog Londra Calcistica e appassionato ed esperto di calcio non-league. Marco è raggiugibile anche sul forum di Rule Britannia, alla pagina Facebook Londra Calcistica e all’account Twitter @LCalcistica. La chiaccherata con Marco è la prima di – speriamo – una lunga serie di interviste ad appassionati, esperti o semplici tifosi di calcio inglese.
Qualche aneddoto sul calcio non-league e sul groundhopping, il meraviglioso hobby  di visitare gli stadi, anche i più piccoli e sconosciuti

Partiamo dal principio: come nasce la passione per il calcio non-league?
Lo conoscevo gia’ in Italia, dove pero’ seguivo quello scozzese, da quando vivo a Londra mi sono avvicinato scoprendo un Mondo fantastico lontano dal business e che regala valori che molti hanno dimenticato

Domanda scontata: com’è l’atmosfera negli stadi non-league?
Familiari, tifosi insieme prima, durante e dopo la partita. Soprattutto quando finisce il match trovi anche i calciatori di entrambe le squadre nella Club House a bere. La cosa che adoro e’ quando finisce il primo tempo che i tifosi cambiano stand, cosi da poter vedere da vicino i goal

Sappiamo che la tua squadra del cuore è il Wealdstone: come è nata la passione per loro?
E’ nata per caso, piu’ che altro mi ricordavo i racconti di un amico, Matteo Tonna, tifoso Stones dal 1986, soprattutto di un match, Liverpool-Wealdstone FA Cup Youth dove ad Anfield andarono 600 Stones e di una squadra con grosso seguito, e cosi era. Soprattutto trovi molta gente che tifa Wealdstone e che non ha simpatie per Arsenal o Chelsea. Adirittura ho un amico Stones che mi disse “Per un breve periodo della mia vita per sbaglio ho tifato Watford”

A livello strettamente di gioco com’è il calcio non-league? Lo paragoneresti a categorie inferiori italiane?
E’ palla lunga e pedalare, infatti se hai un buon attaccante da 16/17 reti a stagione sei sicuro che chiudi nelle parti alte della classifica. A livello italiano la Conference e’ una tranquilla Serie D, li si comincia a basarsi su tattiche e schemi; i livelli dove seguo io sono molto vicini ad una Promozione

Lo stadio più bello di non-league che hai visitato?
Quello del St Albans, stupendo, nel parco cittadino, non e’ “quadrato” a livello di stand, ma e’ ovale. Se non avessi seguito il Wealdstone ora avrei tifato St Albans, anche li sono stato accolto molto bene. C’e’ una foto datata 1986 (credo) dove in un settore c’e’ una pianta, quella pianta e’ rimasta fino a quando il St Albans non ha raggiunto la Conference South. Sicuramente ci ritornero’

C’è qualche episodio particolare o curioso che ti è rimasto impresso nelle tue avventure nelle serie inferiori?
Sicuramente la piu’ bella a Sutton-Maidenhead United, ero nella Club House e c’era un tavolo con tifosi del Maidenhead, quando uno di questi mi vede e mi saluta (si ricorda che ero venuto a vedere i Magpies ad Agosto ed eravamo a Novembre) si ricordava di me, pensava che fossi un tifoso del Maidenhead che viveva nella loro cittadina!

Hai sempre trovato cortesia e disponibilità da parte dei club?
A vedere i match si, adirittura una volta durante il match del Hanworth Villa mi hanno citato al megafono (ero inviato per anglocalcio fm), mentre a vedere Harlow Town in FA Trophy ero in sala stampa (ero lì come inviato per UK Calcio) e sono andato in diretta su BBC Surrey. Gli unici problemi li ho avuti a vedere stadi “vuoti”, perchè magari qualche giardiniere non voleva. Ma anche questi casi sono rari, la maggior parte di loro non ha avuto problemi ad aprire i loro cancelli. Come lo Staines che gli ho scritto e si sono fatti trovare per aprirmi lo stadio o qualche giorno fa a Torquay, dove hanno chiamato un magazziniere che mi ha portato a vedere lo stadio (era esperto di calcio italiano)

Hai avuto modo di parlare con giocatori e allenatori? Cosa hai ricavato di interessante?
A Wealdstone tutti mi conoscono ed è gente normale, lavora e gioca. Vanno alle partite in metropolitana o in treno. E’ gente per bene che gioca per la maglia che indossa

Hai assistito ovviamente anche a partite di calcio pro: lo stadio londinese più bello qual è a tuo modo di vedere? E come atmosfera?
Mi e’ piaciuto molto quello del Brentford, veramente old, soprattutto con i quattro pub negli angoli (cosa rara in UK), peccato che c’è il progetto di trasferirsi ma sembra che tutto sia in alto mare (direi meno male)

Cosa pensano gli inglesi di questa tua passione per il calcio minore? Immaginiamo simpatia nei tuoi confronti..
Si molta simpatia, mi definisco molto esperto (per me è un grande complimento) di calcio di Non League inglese e scozzese. A volte il Presidente del Wealdstone mi presenta agl’altri come l’italiano tifoso del Wealdstone – e poi lo precisa solo Wealdstone. Poi tutti conoscono la mia passione di Groundhopper

Chiudiamo con il tuo blog, uno dei più interessanti per gli appassionati di football: hai avuto contatti con media italiani interessati alla tua vicenda o che han chiesto la tua collaborazione? [se sì, cosa ti han chiesto in particolare?]
Solo una volta, mi hanno chiamato quelli di Sky Italia, c’era Aldershot-Manchester United in League Cup ed avevano visto i video che faccio con Alfonso Russo per UK Calcio e allora mi hanno fatto un intervista telefonica (disponibile sul blog).
Spero ancora di collaborare con altre testate, blog, televisioni in Italia. Mi sa che e’ difficile, dato che siamo in pochi con questa passione per gli stadi. Qua e’ diverso, mi capita di confrontarmi e conoscere alle partite altri groundhopper

Per maggiori informazioni sulla passione di Marco: http://londracalcistica.blogspot.it/

Alla prossima!