Footballshire: il calcio nelle contee inglesi. Terza puntata

Nuova puntata del nostro viaggio tra le contee inglesi. Oggi andremo da nord a sud, attraversando anche una contea nel cuore dell’Inghilterra.

Cumbria

Il nord-ovest estremo dell’Inghilterra è occupato da una contea: il Cumbria. 41esima per popolazione, dunque tra le più piccole (500.000 abitanti), 26esima per superficie, è una contea recente, essendo stata istutuita nel 1974 con l’unione di Cumberland e Westmorland. Tra le città principali Carlisle, la county town, Barrow-in-Furness, Workington. Qui la vicinanza della Scozia si sente, e si vede: cominciano a notarsi i primi rilievi montuosi, tant’è che il punto più alto d’Inghilterra, Scafell Pike, si trova proprio in queste zone (978 metri, 3209 piedi), così come i laghi, tra cui Windermere, il più grande lago naturale inglese. Proprio il distretto dei laghi è l’attrazione principale del Cumbria, ma in generale il turismo (l’avreste mai detto?) la fa da padrone (paesaggi naturali e castelli, perlopiù). Il Cumbria ha dato al mondo uno dei re della risata: Stan Laurel, il mitico Stanlio, è nativo di Ulverston, che all’epoca faceva parte del Lancashire ma che ora si trova proprio nel Cumbria. Un altro famoso figlio del Cumbria era il chimico John Dalton, nativo di Eaglesfield, che tra le altre cose ha dato il nome al difetto visivo di cui egli stesso soffriva. La contea è divisa in sei distretti elettorali, al momento 3 Labour, 2 conservatori e 1 LibDem. Ah, se passate da Workington date un’occhiata al “Uppies and Downies”, una sorta di calcio medievale tipico della città.

Nel calcio è la squadra della città principale della contea quella ad essere più in alto: il Carlisle United (QUI la storia) è attualmente in League 1, ma ha un passato anche nella massima serie (una stagione). Scendendo più in basso troviamo il Barrow AFC (di Barrow-in-Furness) e il Workington, entrambe in Conference North; il Workington è famoso anche per essere stato allenato, nel 1954/55, da Bill Shankly, il Barrow ha in bacheca due FA Trophy. Non male, ed entrambe hanno un passato in Football League. Più in basso (livello 8, Northern Premier Div. One) il Kendal Town, appena retrocesso dal livello più alto (la Northern Premier Premier). Poi…basta. Nei primi 9 livelli della piramide sono queste le squadre del Cumbria, una contea d’altronde poco popolosa e con poche concentrazioni di paesi. Le squadre fanno parte della Cumberland FA, che ha mantenuto la vecchia denominazione; la Senior Cup è il torneo principale, e l’ultima edizione è andata al Carlisle United.

Derbyshire

Ci spostiamo più a sud, in piene East Midlands. Il Derbyshire è la 20esima contea per popolazione (circa 1.000.000 di abitanti) e la ventunesima come superficie: una contea “di mezzo”, anche geograficamente. A nord i Pennini lambiscono la contea, che contiene anche parte della National Forest, tentativo di rimboschimento del suolo nazionale che si estende su tre contee (oltre al Derbyshire, Leicestershire e Staffordshire); fa parte della contea anche il Peak District, parco nazionale, il primo nella storia del Regno Unito, 1951. La città principale è ovviamente Derby, che pur essendo ora un’autorità unitaria rimane formalmente parte della contea a cui dà il nome. Contea che deve molto del suo sviluppo alla rivoluzione industriale, specie per i giacimenti minerari del sottosuolo che fecero da traino per lo sviluppo di tutta l’industria: oggi parte della valle del Derwent è patrimonio mondiale dell’umanità. L’industria è rimasta da queste parti con alcune importanti realtà, prima fra tutte la Rolls Royce (motori aeronautici). La contea è divisa in undici distretti elettorali, 6 conservatori e 5 laburisti al momento.

Se nel Cumbria le squadre scarseggiano, altrettanto non si può dire per il Derbyshire. La squadra principale è ovviamente il Derby County (Championship), due titoli inglesi in bacheca e una storia che abbiamo raccontato QUI. In League Two troviamo invece il Chesterfield, vincitore due anni fa del Football League Trophy. Scendendo di una categoria in Conference National ecco l’Alfreton Town, da Alfreton, distretto di Amber Valley. In Northern Premier Premier Division (livello 7) troviamo il Buxton, distretto di High Peak: il suo stadio, The Silverlands, è il più alto d’Inghilterra (1.000 piedi sul livello del mare); nella stessa categoria giocano il Matlock Town (vincitore di un FA Trophy, nel 1975) e l’Ilkeston FC. Al livello 8 quattro squadre: in Northern Premier Division One North il New Mills AFC, mentre in South il Mickleover Sports, che ha sede nell’omonimo quartiere di Derby, il Belper Town e il Gresley FC. In realtà in South troviamo anche lo Sheffield FC (QUI), la squadra più antica del Mondo, che gioca attualmente a Dronfield, Derbyshire. Per finire, al livello 9, Glossop North End, squadra dal grande passato che li ha visti protagonisti anche in massima serie (1900), in North West Counties Premier; in Northern Counties East, invece, Heanor Town e Staveley Miners Welfare: la seconda denota la presenza delle miniere in passato (le Miners Welfare, associazioni di minatori, fondarono diverse squadre e nel Derbyshire ne troviamo tre con tale denominazione). LA Derbyshire FA organizza la Senior Cup, vinta nell’ultima edizione dall’Ilkeston.

Devon

Torniamo a sud, nel Devon, appena prima della Cornovaglia nella Penisola sud-occidentale dell’Inghilterra. Undicesima contea in quanto a popolazione, quarta come area, la county town è Exeter; tra le altre città principali Plymouth e Torbay, che è però l’unione di tre città, Torquay, Paignton e Brixham. L’attrazione principale, da queste parti, è il paesaggio, e quindi il turismo: situazione simile alla Cornovaglia. Due siti patrimonio mondiale dell’umanità, la Jurassic Coast e la zona mineraria del West Devon, e in generale paesaggi mozzafiato. La contea è però indissolubilmente legata al mare: da Plymouth, nel 1620, salparono alla volta del Nuovo Mondo i padri pellegrini: la nave era la Mayflower e il risultato è il viaggio più famoso per quelli che saranno gli Stati Uniti d’America. Ma originari del Devon sono anche marinai, pirati, avventurieri, eroi nazionali del mare. Qualche nome? Sir Francis Drake, Sir Walter Raleigh, o il pirata Henry Every, nativo di Plymouth, o Robert Falcon Scott, colui che ingaggiò con Amundsen la corsa al Polo Sud. Nativo del Devon anche il poeta Samuel Taylor Coleridge, il cantante dei Coldplay Chris Martin, la scrittrice Agatha Christie. Il Devon è diviso in 12 distretti elettorali, 8 conservatori, 2 laburisti e 2 LibDem. La bandiera è chiamata St Petroc’s flag.

Le tre squadre principali del Devon (Jacopo ce ne ha parlato QUI) giocano attualmente tutte in League Two: Plymouth Argyle, Exeter City, Torquay United. La rivalità è ovviamente molto forte, specie ora che si trovano tutte nello stesso campionato. Per trovare un’altra squadra bisogna scendere al livello 7, in Southern League Premier, dove gioca il Bideford AFC. Una categoria più in basso, in Southern League South & West, il Tiverton Town, vincitore di due FA Vase consecutivi tra il 1998 e il 1999. Infine al livello 9, in Western League Premier, Willand Rovers, Buckland Athletic e Ilfracombe Town. Le più tante squadre della contea giocano in South West Peninsula al livello 10. La Devon County FA organizza la Senior Cup come torneo principale: i campioni in carica sono attualmente quelli del Tiverton Town.

Dorset

Chiudiamo sempre a sud, nel Dorset, 20esima contea come area e 31esima come popolazione. Una contea prevalentemente rurale, i cui principali insediamenti urbani si trovano nel sud-est, dove spicca la città di Bournemouth; tra le altre città Dorchester, la county town, e Weymouth. Anche in questo caso l’economia si appoggia principalmente sul turismo, che ha sostituito l’agricoltura come fonte principale di reddito della contea: paesaggi, coste, spiagge. Forte è anche la presenza militare, e la presenza dell’industria BAE ne è una testimonianza. Mancano anche personaggi famosi nati in queste zone: il più famoso è Thomas Hardy, poeta, che del Dorset parlerà spesso, riferendosi alla sua contea natale come Wessex: Wessex era infatti il nome del Regno anglosassone che sorgeva dove ora sorge la moderna contea. Il Dorset è suddiviso in otto “constituencies”, dove domina il Partito Conservatore, che detiene il seggio in sette di esse (l’altra è in mano ai LibDem).

La squadra principale della contea è l’AFC Bournemouth, che da quest’anno gioca in Championship dopo la promozione ottenuta la stagione scorsa. Dal livello 2 dobbiamo scendere al livello 6 per trovare la squadra successiva: il Dorchester Town, la squadra della county town, che gioca in Conference South. Più in basso troviamo il Weymouth, dal – recente – passato in Conference, e il Poole Town, fresco di promozione: entrambe giocano in Southern League Premier. Un livello più in basso il Wimborne Town, in Southern league South & West, vincitori dell’FA Vase nel 1992. Chiudiamo infine con il livello 9. Qui le squadre del Dorset si dividono in due campionati: la Western League e la Wessex League. Nella prima lega troviamo Bridport FC, Gillingham Town, Sherborne Town: quest’ultima neopromossa in Western League Premier. In Wessex League invece le restanti squadre: Bournemouth FC, Christchurch FC, Hamworthy United, Verwood Town. Come altre federazioni locali, la Dorset FA organizza la Senior Cup come torneo principale di contea: l’edizione più recente è stata vinta dal Poole Town.

Le rivalità del South Devon

Jacopo Ghirardon, che avrete imparato a conoscere per il pezzo sul Truro City di qualche tempo fa, ci regala un’altra perla e ci porta nel mondo del South Devon, contea occidentale dell’Inghilterra sede di tre squadre di calcio, l’Exeter City, il Plymouth Argyle e il Torquay United che quest’anno parteciperanno alla League Two e che sono divise da una fiera e sentita rivalità.

Poche regioni inglesi sono famose come il Devon: un nome che evoca terre un po’ selvagge e austere, all’apparenza, ma con una grande storia, cultura e tradizione, specie nelle 3 città principali. Perché il Devon, forzando un po’ il paragone, è come la Scozia: a sud ci sono le grandi città e il principale motore economico e culturale della contea, mentre a nord i paesi sono piccoli, la natura selvaggia e le tradizioni, miste tra il britannico e il celtico (l’influenza Cornica a ovest e Gallese a nord del canale di Bristol) si fanno sentire. Dartmoor ed Exmoor, i due parchi naturali principali (tra i più grandi dell’intera nazione), come le Highlands scozzesi, insomma. Come si intuisce da questa introduzione, il Devon è una regione molto orgogliosa, dove esiste grande rivalità di campanile tra le città principali. Exeter, Torquay e Plymouth, tre città racchiuse in una specie di triangolo distanti al massimo 50 km l’una dalle altre, si contendono il South Devon Derby, una delle rivalità locali più sentite di tutta l’Inghilterra. Tre località con una storia completamente diversa, sia dal punto di vista culturale, che da quello calcistico, che per la prima volta dopo moltissimi anni si ritrovano nello stesso campionato, quello di League 2 iniziato lo scorso sabato. Riassumendo, in maniera sommaria, Exeter si può definire il centro culturale e storico della regione, una delle città più ad ovest fondata dagli antichi romani, Torquay la piccola e graziosa località balneare, che negli ultimi anni si è saputa trasformare diventando il principale centro della British Riviera, località un po’ pittoresca e un po’ posh apprezzata ormai non solo nel Regno Unito. E poi c’è Plymouth, il grande porto industriale, uno dei più grandi della nazione; da li parte il Tamar Bridge, quello che divide il Devon dalla Cornovaglia: terre di confine, insomma.

La bandiera del Devon

Il calcio, in queste zone, arriva un po’ più tardi che nel resto del paese: è il 1886 quando a Plymouth viene fondato l’Argyle FC, nome piuttosto curioso su cui esistono varie versioni: la più in voga è quella che la squadra si chiami cosi in onore degli Argyll and Sutherland Highlanders, un reggimento militare che possedeva all’epoca una forte squadra di calcio. Un’altra possibilità sia che la squadra sia stata fondata in un pub di Plymouth chiamato Argyle Tavern. Non ci sono dubbi invece sulla provenienza del nickname della squadra, ossia Pilgrims: nel 1620 i membri di una setta religiosa partirono da Plymouth con la Mayflower, la barca rappresentata nel logo societario della squadra, per colonizzare il nuovo mondo e in particolare il Massachusetts. Nel 1903, con l’iscrizione alla Southern League, la squadra assunse la denominazione attuale. Il calcio ad Exeter mosse i primi passi nel 1890, con la fondazione dell’Exeter United, squadra che prese il nome da una società attiva nel cricket, e il St.Sidwell’s United, che invece prese il nome dalla strada su cui era stata fondata. Nel 1903 le società decisero di unirsi nell’Exeter City, giocando a St.James Park, vecchio stadio dello United e tuttora stadio dell’Exeter. Nel 1914 la squadra andò in tournee in Sudamerica, affrontando, nella loro prima partita della storia, la leggendaria Seleçao brasiliana, che si aggiudicò il match per 2-0. A Torquay la prima squadra, chiamata Torquay Town, venne fondata nel 1899, anche se iniziò ad essere attiva a livello di campionati solo nel 1910. Nel 1921 avvenne la fusione tra Torquay Town e Babbacombe (una piccola località sempre nell’area di Torbay), dando vita al Torquay United e venendo iscritti alla neonata Football League Third Division, unendo i propri destini a quelli delle altre due squadre della contea con il quale il Torquay voleva primeggiare, ossia Plymouth ed Exeter: nasce qua il mito del South Devon Derby.

Plainmoor, la graziosissima casa del Torquay United

Nonostante l’iscrizione, però, il Torquay debbe aspettare il 1927 per poter partecipare alla Third Division, categoria nella quale il Plymouth arrivò sempre tra le prime 4 squadre nei primi dieci anni, ottenendo però mai il titolo che avrebbe permesso la promozione in Second Division. Solo nel 1930 l’Argyle riuscirà a spezzare la maledizione e ad essere promosso, lasciando dietro i rivali locali Exeter e Torquay, praticamente fino a qualche anno fa: infatti l’Argyle si stabilizzerà sempre tra Division 3 e Division 2 (dove trascorrà la maggior parte delle proprie stagioni, equivalente delle attuali League One e Championship, senza ottenere però mai la promozione in First Division/Premier: attualmente Plymouth è la più grande città inglese (258.000 abitanti, ndr) a non aver mai visto la principale divisione del calcio Inglese. Parallelamente, Exeter e Torquay non andarono mai oltre la terza serie, anche se l’Exeter, al contrario del Torquay, ebbe una serie più ampia di successi, tra cui una deep run in FA Cup nel 1980 conclusasi al sesto turno ed il titolo della fourth division (League Two) nel 1990. Il Torquay trascorse invece la maggior parte delle proprie stagioni nell’ultima divisione del calcio professionistico inglese, trovando li la propria dimensione e aumentando di fatto la rivalità contro l’Exeter, mentre il Plymouth, ormai stabile in cateogorie superiori, estese la propria rivalità alle due squadre di Bristol, City e Rovers, con il quale si contese il Western Countries derbies.

L’inizio degli anni 2000 segnano una svolta negativa per tutte le due squadre del Devon “minori”, ossia Exeter e Torquay: nel 2003 l’Exeter infatti viene travolto da una crisi economica, emersa dopo varie stagioni di cattiva gestione, che comportano alla retrocessione in Conference dopo un disperato duello con un’altra squadra che all’epoca navigava in pessime acque, lo Swansea City. Fu la prima retrocessione dalla Football League dopo 83 anni ininterrotti all’interno delle prime quattro serie del calcio inglese, una mazzata per molte squadre, che spesso pagano oltremondo la retrocessione da League 2 a Conference, dove gli introiti sono ovviamente minori. Ad Exeter però si mosse il pubblico, e nel 2004 il Supporters’ Trust completò l’acquisto del club: il primo esempio di club comprato dai propri tifosi nella storia. Nonostante le difficoltà, ovvie per una iniziativa all’epoca considerata quasi un azzardo, ci furono due eventi che permisero di superare la crisi ai nuovi proprietari: nel 2005 l’Exeter fu protagonista di una grande FA Cup, dove arrivò al terzo turno a sfidare il Manchester United: ad Old Trafford, spinta da quasi 10mila tifosi, l’Exeter strappò un clamoroso pareggio che costrinse i Red Devils il replay a St.James Park; qui però si spense il sogno dei Grecians, battuti 2-0 con goal di Scholes e Cristiano Ronaldo. Precedentemente, per il centenario del club, una rappresentativa venne inviata dalla federazione Brasiliana, quasi per contraccambiare quanto successo nel 1914. Entrambe le occasioni portarono molti soldi nelle casse del club, che potè stabilizzarsi nella categoria per cercare di tornare in League 2: nel 2006-07, però, il sogno venne spezzato dal Morecambe che vinse 1-2 nella finale playoff. Proprio nel 2007, il Torquay United, dopo una stagione fallimentare, retrocesse in Conference, creando i presupposti per la rinascita del Devon Derby per eccellenza: infatti ai nastri di partenza della stagione 2007-08 entrambe le squadre si presentavano come favorite per la promozione: a fine stagione, arriveranno terze e quarte, garantendosi l’accesso alla semifinale playoff, dove le squadre si troveranno contro: una battaglia senza precedenti, un mors tua vita mea d’altri tempi: all’andata a St.James Park il Torquay si impose 1-2, mettendo una seria ipoteca sul passaggio del turno. Nonstante ciò, il sabato successivo furono oltre 3000 i tifosi che si mossero da Exeter per invadere il piccolo Plainmoor (7.000 spettatori in tutto), ovviamente gremito: dopo l’1-0 dell’intervallo per i Gulls sembrava tutto finito, invece quattro goal nel finale diedero il biglietto per Wembley all’Exeter City, e una enorme delusione al Torquay. Delusione che divenne disperazione due settimane dopo: infatti l’Exeter battè il Cambridge e tornò in League 2, mentre il Torquay, con il morale sotto i tacchi, si presentò a Wembley per la finale del Trophy contro l’Ebbsfleet: ovviamente, anche qua il Torquay perse (1-0): una stagione da buttare, insomma. La stagione successiva, però, il Torquay si riprese, e riuscì a tornare nella Football League, vincendo il playoff contro il Cambridge United nella finale di Wembley.

St James Park che si intravede nel mezzo di Exeter

Sulle ali dell’entusiasmo della promozione, l’Exeter arrivò seconda nella prima stagione dopo il grande ritorno in League Two, garantendosi la promozione in League One per la stagione 2009/10. Stagione, quella, che sancì l’inizio della crisi per il Plymouth Argyle: affogato dai debiti, i Pilgrims iniziarono a prendere una bruttissima piega, e venne retrocesso in League One, dove avrebbero affrontato per la prima volta dopo quasi 40 anni l’Exeter City, dando i presupposti per il ritorno del derby del Devon tra le due città principali: arriviamo dunque alla stagione scorsa, quando le squadre si ritrovano in League One: sarebbe potuto arrivarci pure il Torquay, ma la sconfitta nel playoff di League Two contro lo Stevenage costò la promozione ai Gulls. Ma il destino volle unire le tre squadre, e cosi, nella scorsa stagione, Exeter e Plymouth retrocessero in League Two, mentre il Torquay fallì ancora nei playoff (questa volta in semifinale contro il Cheltenham). Non fu una semplice retrocessione quella del Plymouth, che entrò in amministrazione rischiando addirittura una pilotata retrocessione in Conference South, che avrebbe portato in soli 3 anni l’Argyle da il dominio nella zona dell’intero South West ad un potenziale derby contro i “cugini” del Truro City (in Cornovaglia la squadra nettamente più tifata tra le “grandi” è appunto l’Argyke): cosa che per fortuna non avvenne, e ad inizio estate le cose si sono sistemate per l’Argyle. Arriviamo dunque ai giorni nostri, quando tutte e tre le squadre sono tra le candidiate alla promozione. Non ci mettiamo nei panni della cittadina di Newton Abbot, che sostanzialmente si trova al centro del triangolo formato dalle tre città: in caso di derby “importanti”, la non si può stare tranquilli, visto la fiera rivalità tra tre città e squadre un po’ periferiche nella storia del grande calcio inglese ma con coraggio e orgoglio da vendere. Perchè in questa stagione non c’è solo in palio una promozione, ma il dominio su una regione.

Jacopo Ghirardon (twitter: @Ghirarz)

Marco dell’ormai noto Londra Calcistica è stato nei tre stadi. Potete trovare i suoi racconti qui:

http://londracalcistica.blogspot.co.uk/2012/07/exeter-city-football-club.html
http://londracalcistica.blogspot.co.uk/2012/07/plymouth-argyle-football-club.html
http://londracalcistica.blogspot.co.uk/2012/07/torquay-football-club.html