Le maglie della Premier, puntata speciale: Lillywhites

Eccoci ritornati, dopo molto tempo, con la rubrica sulle maglie. Oggi però, rispetto alle puntate abituali, c’è un cambiamento. Non parleremo delle divise di qualche squadra di Premier, ma di uno dei posti più famosi in cui comprarle.

Al centro di Londra, a poche centinaia di metri da Oxford Street, ed in particolare alla fine di Regent Street, nella famosa Piccadilly Circus, si trova uno dei più antichi e grandi negozi di sport della capitale inglese.

Situato nell’enorme palazzo con davanti la famosissima statua, Lillywhites si sviluppa su un totale di 10 piani, all’interno dei quali è possibile trovare sia attrezzature sportive di tutti i tipi, sia scarpe, maglie, e vestiario per il tempo libero.

Il piano che interessa noi, però, è il 2nd floor. Arrivando dalle scale, un appassionato di calcio non potrà che rimanere a bocca aperta trovandosi di fronte una stanza, di dimensioni importanti, completamente rivestita di maglie da calcio, tute, pantaloncini e tutto ciò che una squadra professionistica ha da offrire per quanto riguarda l’abbigliamento. Come si può vedere dalla foto, sia sulle pareti, tanto al centro della sala, sono presenti tutte le maglie delle più importanti squadre della massima serie inglese, sia quelle delle più famose squadre estere.

La caratteristica più importante però, oltre la quantità, riguarda i prezzi. Lillywhites infatti, oltre ad avere prezzi di partenza molto bassi, nei periodi disaldi (luglio/agosto e ottobre/novembre solitamente) ribassa ulteriormente i prezzi, così che si possono trovare maglie della stagione in corso a poco più di 40 euro l’una, e maglie della stagione precedente ribassate alle volte anche a meno di 10 euro. In particolare su uno stand si trovano ogni tanto quelle maglie che loro definiscono fallate ma che spesso in realtà non sono altro che sporche, e che proprio per questo vengono vendute a prezzi da mercatino. Io stesso ho trovato una maglia della nazionale inglese, con nome e numero, a 5 sterline solo per la presenza di una macchia su una manica, macchia sparita dopo il primo lavaggio.
   Molto interessante la parte dedicata alla nazionale. Infatti, oltre alle maglie contemporanee della rappresentativa di Roy Hodgson, si possono trovare molte riproduzioni delle maglie che hanno fatto la storia del calcio inglese, come ad esempio quella indossata nella sfortunata semifinale degli Europei del 1996 persa contro la Germania.

Allo stesso modo si possono trovare alcune riproduzioni delle maglie passate delle squadre di club più famose in Inghilterra, quali Chelsea, Aston Villa, Manchester City, solo per citare alcuni esempi.

Insomma, se vi trovate a Londra, e volete portarvi via un ricordo “calcistico” del Paese con il più bel campionato del mondo, salite su un double-decker, arrivate a Piccadilly Circus, fatevi una foto ricordo davanti alla statua, e poi entrate nel sogno di qualsiasi appassionato. Non ne resterete delusi, ve lo assicuriamo.

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Le più belle maglie della Premier: le nuove maglie, il Tottenham

Rieccoci qui con la rubrica sulle maglie della Premier. Ancora una volta ci troviamo a Londra, questa volta dalle parti di White Hart Lane.

Gli Spurs sono passati in questa stagione dalla Puma alla Under Armour, che ha deciso di investire pesantemente nel calcio, offrendo circa 10 milioni di sterline alla squadra londinese. Ma andiamo a vedere cosa ha proposto l’azienda statunitense:

Come si può notare dalla foto, il kit home è caratterizzato dal classico completo bianco, con inserti argento che partono dai lati del colletto e arrivano a metà della cucitura sulle spalle. Gli stessi inserti si trovano verticalmente sui pantaloncini e a fondo manica. Sui fianchi dei giocatori troviamo inserti di tessuto forato per far “respirare” la maglia. Presente anche il classico colletto a polo che pare essere molto utilizzato nelle collezioni per la prossima stagioni, con un piccolo bottone sul collo. Bianchi come detto i pantaloncini ed i calzettoni, impreziositi da inserti argentati e blu.

Per quanto riguarda la maglia away Under Armour opta per un kit completamente blu scuro. Gli inserti sia della maglia, che dei pantaloncini che dei calzettoni, sono bianchi. Per questo secondo kit inoltre la casa ha scelto di proporre un girocollo molto semplice bianco.

Non è stato presentato il terzo kit che la squadra indosserà durante la prossima stagione, probabilmente arriverà nelle prossime settimane.

In generale il nuovo sponsor ha fatto un buon lavoro, tenendosi abbastanza sul classico ma introducendo piccoli elementi di novità come gli inserti aggiornati. Di certo questo è stato un cambio molto positivo per quanto riguarda gli Spurs, che hanno guadagnato molti soldi e buoni kit.

Come nasce un amore, cronaca di una passione in Blue

Come nasce un amore? Come si diventa schiavi di una passione tanto grande quanto difficilmente comprensibile da chi non la vive?

Difficile da dire, difficile da capire, quasi impossibile da spiegare.

Eppure tutti noi viviamo di passioni, più o meno razionali. Di certo, nella categoria delle meno razionali, rientrano le passioni legate al calcio. E ancora meno razionale, se possibile, è la passione che ci lega ad alcune squadre di altri paesi, squadre magari viste solo in televisione, di cui ci si innamora apparentemente (per gli altri) senza alcun motivo. Ma sappiamo tutti che i motivi ci sono, sono reali, sono profondi e importanti, anche se agli occhi di qualcuno possiamo sembrare strani, o addirittura pazzi.

E quello che vi voglio raccontare oggi è una passione sconfinata per un Paese, un campionato, una città ed una squadra. Il Paese, come credo abbiate capito, è l’Inghilterra, il campionato è la Premier League, la città è Londra e la squadra, a differenza di chi di solito scrive di qui, non è il Tottenham, bensì il Chelsea. Vi voglio raccontare di questa passione perché forse spingerà alcuni tifosi, come è successo a me nell’ultimo periodo, a guardare con occhi diversi il campionato italiano, le polemiche arbitrali, i veleni. Spero che aiuterà qualcuno ad allontanarsi da tutto ciò che non fa bene al movimento calcio e a vedere quanto può essere bello uno sport sano, giocato senza esasperare rivalità inutilmente, con stadi sempre pieni e con una cornice di pubblico fantastica.

Voglio parlarvi di un amore con una città nato presto, molto presto. La mia prima visita a Londra, complice un nonno con una casa lì, è stata quando avevo appena pochi mesi. Da allora ce ne sono state tante, almeno a l’anno, e ad oggi si potrebbero quantificare in una trentina più o meno. Andando avanti in me cresceva la passione per la Lazio, e per il suo stile un po’ inglese. Anche questo era retaggio del nonno, che mi portava allo stadio fin da quando era piccolo. E proprio dal nonno viene l’amore per quella squadra di Londra. Tutti lo sappiamo, la città e grande, e ci sono più squadre di quante se ne possano ricordare. Ma la sua scelta, e quindi di seguito la mia, è caduta sui blues, una squadra che per tanti anni è stata avara di successi in patria, che per tanti anni sembrava l’eterna incompiuta, che era finita addirittura in seconda divisione. La squadra piano piano cominciò a risalire la china, cominciò ad avere tra le sue fila diversi campioni, anche italiani, come Zola, Vialli di Matteo, ricominciò a divertire, vincendo anche FA cup, Coppa di Lega e Coppa delle Coppe. In quel periodo, sei o sette anni prima dell’avvento del ricchissimo Roman Abramovič, anche io, come mio nonno cominciai ad avvicinarmi a questo club ricco di storia.

Che dire, i Blues sono unici, quando giocano te ne accorgi in città, vedi ovunque una sciarpa blu, una maglia di Drogba, ogni tanto qualcuno con una bellissima maglietta della Umbro con “ZOLA” sulle spalle. Dietro ogni angolo potresti sentire cantare “Blue is the colour”. Dovunque tu sia ti puoi sentire parte integrante di un tifo “sano”, “vero” e “verace”. Se anche non sei tifoso, se non stai andando allo stadio, basta finire in mezzo a quei capannelli di tifosi, anche per caso, per provare quelle emozioni che sono proprie del tifare la squadra del cuore, dello stare allo stadio e del vivere la propria passione, quando in realtà a volte non sei neanche vicino ad un impianto e magari non sai neanche che ci sia una partita.

E se vi racconto tutto questo è perché io lo vivo quotidianamente. Sia quando sono a Londra che quando sono a Roma, se gioca il Chelsea è come se giocasse la mia Lazio. Non sono mai riuscito, a differenza di mio nonno, ad andare a vedere i Blues allo stadio. Di sicuro è sul taccuino delle cose da fare, voglio finalmente trovarmi di fronte ad un modo diverso di vivere lo stadio, voglio trovarmi a 2 metri dal campo senza controlli assurdi e perquisizioni inutili, voglio respirare le atmosfere di un calcio diverso dal solito calcio avvelenato nostrano. E se ognuno dei nostri tifosi potesse andare a vedere una sola partita, se ognuno potesse vedere i tifosi entrare ed uscire ordinatamente, le due tifoserie (quasi) sempre rispettose, a volte anche i tifosi delle due squadre che bevono birra nello stesso pub pacificamente, forse riusciremmo ad arrivare ad un calcio migliore, ad un tifo migliore, senza l’uso della violenza che ha caratterizzato il cambiamento culturale anglosassone.