Premier League 2012/13: preview (seconda parte)

Ieri abbiamo visto le squadre che secondo noi lotteranno per il titolo/Europa, oggi vediamo quelle di centro classifica, ribadendo però che spesso è proprio da questo lotto di squadre che esce la sorpresa della stagione (esempio il Newcastle l’anno scorso) e magari pure la delusione (che spesso significa retrocessione).

Everton: un settimo posto davanti ai rivali cittadini del Liverpool è stato un risultato buono, con però a fare da contraltare a esso la sconfitta in semifinale di FA Cup sempre contro il Liverpool. Siamo sempre lì: la squadra di Moyes non riesce mai a fare il salto di qualità definitivo. Dal mercato è arrivato Pienaar, anche se si tratta di una conferma (oltre alla precedente militanza coi Toffees, a Gennaio era arrivato in prestito dal Tottenham), oltre a Steven Naismith dai Rangers e nelle ultime ore Kevin Mirallas dall’Olympiakos. Se l’Everton non sarà vittima di una delle sue consuete partenze a rilento potrà dire la sua, e comunque non sarà facile per nessuno andare a vincere a Goodison Park, ma un piazzamento dal settimo al decimo posto ci sembra il più probabile.

Sunderland: stravediamo per Martin O’Neill, per cui siamo di parte, ma c’è da dire allo stesso tempo che i Black Cats hanno fatto pochissimo sul mercato. Arrivi a paramentro zero (Saha, Cuellar), offerte rifiutate (dai Wolves per Fletcher, ma attendiamo fine mercato), la definitiva partenza di Gyan verso i petroldollari. Il salto di qualità (tradotto: acquisti, specie in attacco) potrebbe essere davvero dietro l’angolo, il che significherebbe tentare di insidiare la zona Europa League e magari fare un buon cammino in coppa. O’Neill è garanzia in tal senso. Occhio a James McClean, ala classe ’89 che ci piace parecchio.

Stoke City: il rugby team, come un giorno lo definì Wenger contribuendo in maniera decisiva alla letteratura recente della Premier, è sempre lì. Non sentirete mai nessuno parlare estasiato della squadra di Pulis, non ha giocatori eccezionali in rosa eppure è reduce da una finale di FA Cup e, l’anno scorso, un buon cammino in Europa League, oltre al solito campionato tranquillo. Sono arrivati Geoff Cameron e soprattutto lo sfortunato Michael Kightly, che però, se in salute, rappresenta elemento ottimo (un’ala con il vizietto del goal). L’ennesimo campionato tranquillo dalle parti del Britannia Stadium? Crediamo proprio di sì.

Fulham: Clint Dempsey è ancora a Craven Cottage, per cui il Fulham è, per noi, ancora una squadra da metà classifica tranquilla. L’americano è giocatore di alta classe, e per ora il Fulham ha resistito ai rumors più o meno concreti che lo volevano in partenza. Sono arrivati Hugo Rodallega dal Wigan e Mladen Petric dall’Amburgo, mentre in mezzo al campo i Cottagers dovranno fare a meno dell’esperienza di Danny Murphy, passato al Blackburn. Non dovrebbero avere problemi a salvarsi dalle parti di Craven Cottage, il contrario ci stupirebbe abbastanza.

Aston Villa: è arrivato Paul Lambert, artefice del miracolo Norwich, a sostituire il pessimo McLeish. Dal mercato sono arrivati tre giocatori dall’Eredivisie, Ron Vlaar (Feyenoord, £3m), Karim El Ahmadi (Feyenoord, £2.5m), Brett Holman, con particolare attenzione a Vlaar e El Ahmadi, ma l’acquisto più costoso è stato Matthew Lowton, arrivato dallo Sheffield United per 4 milioni: difensore classe ’89, rappresenta la voglia di ripartire del club. La partenza di McLeish vale da sola 6-7 punti in più, tuttavia non riusciamo proprio a vedere i Villans oltre la metà classifica.

West Brom: perso Roy Hodgson e la sua sorniona espressione da old british man, la squadra è stata affidata a Steve Clarke, alla prima occasione da manager. Dal mercato sono arrivati il portiere Ben Foster, Claudio Jacob dal Racing, Rosenberg dal Werder e soprattutto il talentuosissimo Romelu Lukaku in prestito dal Chelsea, mentre in uscita Simon Cox è andato al Forest per 2 milioni di pounds. C’è un po’ di scetticismo intorno al WBA leggendo i media d’Oltremanica, eppure riteniamo ci siano squadre peggiori dei Baggies. Molto dipenderà da Clarke e dall’impatto con la sua prima esperienza alla guida di un club.

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