Premier League 2012/13: preview (prima parte)

Oggi ricomincia la stagione, noi torniamo dal periodo di pausa e quale miglior occasione per conciliare le due cose in un post dedicato alla preview della Premier League? Come abbiamo ribadito più e più volte l’attualità non è il nostro interesse primario, ma i giochini ci piacciono e fare una preview a inizio stagione per poi essere smentiti a fine della stessa è sempre divertente. Partiamo con le squadre in lotta per il titolo e per l’Europa.

Lotta per il titolo
Manchester City: i campioni d’Inghilterra in carica hanno fatto poco sul mercato (ma l’arrivo di Rodwell dall’Everton non è da sottovalutare), notizia alquanto sorprendente visto a quanto ci avevano abituato. Questo a dimostrazione, come sosteniamo da sempre, che seppur aiutati dalle ingenti risorse economiche i proprietari dei Citizens, nella fattispecie lo sceicco Mansour, operano con intelligenza. Hanno costruito una squadra importante e ora la mantengono intatta, rinnovano il contratto all’allenatore (che piaccia o no – a noi poco, lo ammettiamo – Mancini ha riportato il gusto della vittoria nella parte blu della città), allenatore lasciato operare in pace anche quando le cose non andavano per il meglio, leggasi quinto posto alla prima stagione e seconda stagione (conclusa poi con l’FA Cup però). Attenzione al modulo, che sembra essere cambiato in un 3-5-2, con davanti Tevez e Aguero, il che ha comportato qualche malumore da parte di Edin Dzeko.

Manchester United: la Mancunian Premier League, monopolizzata dai due club della capitale della rivoluzione industriale. Lo United si è, a differenza del City, rinforzato con Shinji Kagawa dal Borussia Dortmund e soprattutto (con tutto il rispetto per l’ottimo giapponese) con Robin Van Persie, che va a formare con Rooney una coppia atomica sulla carta, una coppia che ha anche due ricambi di livello come Welbeck e Chicharito Hernandez. Il recupero di Vidic dovrebbe agevolare le cose nel reparto arretrato, anche se, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, l’età avanza per i Ferdinand, gli Evra di turno (escludiamo dal discorso Giggs e Scholes, che per quanto ci risulta non hanno età, come tutte le leggende che si rispettino), anche se Phil Jones è stato acquistato l’anno scorso anche per questo. L’acquisto oneroso del giovane Nick Powell dal Crewe dimostra inoltre ancora una volta l’attenzione che Sir Alex pone sui giovani. Riusciranno i Red Devils a strappare i titolo ai cugini? Sarà, in ogni caso, una gran bella lotta.

Outsider
Chelsea: siamo stati combattuti a lungo su dove inserire il Chelsea: nelle pretendenti al titolo o in quelle alla Champions? Poi, visto che stiamo parlando del club campione d’Europa in carica che ha piazzato tre acquisti importanti, abbiamo optato per una via di mezzo, perchè per quanto indubbiamente sia una squadra forte, più forte dell’anno scorso, qualche dubbio non riusciamo proprio a togliercelo. Esempio: basterà il solo Torres davanti? E anche in caso di arrivo di altro elemento, riuscirà a colmare il vuoto lasciato da Didier Drogba? Poi certo, ci sono gli acquisti di Oscar (dall’Internacional) di Marin (Werder) e di Eden Hazard dal Lille a testimoniare di come il Chelsea si sia sforzato di migliorare, ma riteniamo che le due di Manchester siano superiori ai Blues. Immaginiamo anche un Di Matteo sulla graticola fin da subito, con il sogno Guardiola senza una panchina e con le frasi sibilline di Abramovich circa il gioco non proprio entusiasmante proposto dall’italiano, che però è riuscito dove hanno fallito i Mourinho, gli Hiddink e gli Ancelotti del caso.

Lotta Champions
Arsenal: premessa: il ricatto subito da Van Persie è sintomo di quanto ormai, i calciatori, facciano quello che vogliono, per cui massima solidarietà ai tifosi Gunners. Detto ciò, l’olandese nell’ultima stagione è stato l’ago della bilancia delle sorti dell’Arsenal, che senza i goal spesso decisivi di Van Persie forse non sarebbe in Champions. Per sostituirlo sono arrivati Lukas Podolski dal Koln e Olivier Giroud dal Montpellier, club con cui ha vinto Ligue 1 e titolo di capocannoniere; a questi due va aggiunto Santi Cazorla, funambolo spagnolo ex Villarreal e Malaga. Basteranno? A nostro avviso l’Arsenal lotterà ancora per un posto nella massima competizione per club, e dovrebbe raggiungere il quarto posto. Molto dipenderà dai nuovi innesti, dal passo in avanti di elementi come Oxlade-Chamberlain e dalla definitiva consacrazione di Walcott, passando per il recupero di Jack Wilshire, che rimane tuttavia un’incognita. E molto dipenderà dagli avversari, partendo dai cugini del Nord di Londra…

Tottenham: Andres Villas-Boas ha un compito duro: rilanciarsi andando a sostituire un manager che in tre stagioni ha portato gli Spurs al quarto-quinto-quarto posto; e nel farlo, dovrà rinunciare a Luka Modric, ormai a un passo dal Real Madrid dopo aver rotto con i Lilywhites. In tutto ciò, va aggiunto che la telenovela Modric ha paralizzato il mercato, per cui dopo gli iniziali arrivi di Vertonghen e Sigurdsson (due ottime acquisizioni), tutto si è fermato, e alla squadra mancano un portiere, un centrocampista e una punta, visto che Adebayor è tornato al City e il ritorno a White Hart Lane sembra doversi concretizzare da settimane ma non accade mai. Il rinnovo di Gareth Bale è invece notizia graditissima dai tifosi. La stagione Spurs ruota intorno a queste ultime due settimane di Agosto: se il mercato porterà i giocatori necessari, potrebbe essere un’annata da ricordare nonostante la partenza di Modric, altrimenti il rischio del secondo fallimento di fila per AVB è dietro l’angolo.

Lotta Europa
Newcastle: i ragazzi di Pardew sono tornati in Europa, il che dopo la retrocessione 3 stagioni fa è già una grande notizia, ma non solo: la squadra infatti non è stata smantellata, e può contare ancora tra gli altri su Demba Ba, Yohann Cabaye e soprattutto quel Papis Cissé che ha fatto cose meravigliose da Gennaio in poi. Dal mercato sono arrivati Anita dall’Ajax e il giovane Gael Bigirimana dal Coventry, 18enne paragonato tra gli altri a Michael Essien. Sebbene ripetersi sia sempre dura, i Magpies hanno tutte le carte in regola per disputare un’altra grande stagione, con un occhio di riguardo a quell’Europa League nella quale fare strada potrebbe non essere così impossibile.

Liverpool: Kenny Dalglish ha fallito, nonostante le due finali di coppa. In campionato i Reds sono spesso andati incontro a prove scialbe e opache al limite della decenza. Cambiare era d’obbligo, e per quanto ci riguarda è stato preso il meglio: Brendan Rodgers, l’autore del miracolo Swansea, ma soprattutto direttore di un’orchestra perfetta in cui tutti sapevano cosa fare e quando farlo. Rodgers ha subito chiesto Borini (già avuto ai tempi del Championship) e Joe Allen, ed è stato accontentato: due pedine chiave nel modulo che proporrà anche a Liverpool. E mentre Luis Suarez ha rinnovato il suo contratto, in ballo c’è ancora invece la vicenda Carroll, che sembra sempre sul piede di partenza ma che, ad ora, veste ancora la casacca Reds. Il Liverpool è squadra abbastanza indecifrabile: se le idee di Rodgers prenderanno piede, se i fallimentari acquisti della stagione passata (Downing, Henderson) si riscatteranno, se l’immenso Gerrard continuerà a insegnare al Mondo il ruolo del centrocampista beh, i Reds potranno dire la loro; altrimenti sarà un’altra stagione deludente per un club abituato a vincere l’argenteria importante.

A domani, con quelle che riteniamo essere le squadre da “mid-table” e da cui di solito escono le sorprese più grandi.

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