La storia dei club: Swansea City

Swansea City Association Football Club
Anno di fondazione: 1912
Nickname: the Swans, the Jacks
Stadio: Liberty Stadium
Capacità: 20.750

Altro giro, altra storia, dopo un po’ di pausa. E per la prima volta oltrepassiamo i confini inglesi e, pagato il pedaggio (sì, esiste il pedaggio per entrare in Galles, ma non viceversa) andiamo a Swansea (forse il nome di città più bello che esista, anche se non significa “mare dei cigni” ma pare derivi dal vichingo), Abertawe in gallese, Galles meridionale. Da qui provengono personaggi come Dylan Thomas, poeta che si dice ispirò il nome d’arte a tal Robert Zimmermann, Catherine Zeta-Jones, notevole rappresentante del genere femminile, o John Charles, mitico attaccante di Leeds United e Juventus. Soprannominata Copperopolis per l’attività legata al rame, la città, 169.000 abitanti, la seconda del Galles, si affaccia sull’omonima baia ed è attraversata dal fiume Tawe che le fornisce il nome in lingua locale (Abertawe vuol dire “Foce del Tawe”). A Swansea ha sede lo Swansea City AFC, la squadra di calcio locale che è al centro del nostro post. Nel rugby è invece sede degli Ospreys, la squadra più titolata di Celtic League (ora Pro-12), che prende il proprio nome dall’uccello raffigurato nel simbolo cittadino: no, non un cigno, ma un osprey (il falco pescatore).

Swansea/Abertawe

A Swansea ha sede da 101 anni lo Swansea City A.F.C. (Association Football Club) come detto. Per un movimento come quello britannico, 101 anni sono relativamente “pochi”. Perchè il calcio prese piede così tardi in questa zona del Galles meridionale? Perchè Swansea era (ed è) una rugby-town: qui la religione è quella della palla ovale, e gli interessi si concentravano su quest’attività piuttosto che sul football. Ci provarono con lo Swansea Villa, ma non funzionò. Nel 1909 alcuni “fuoriusciti” del rugby diedero vita a un campionato amatoriale, la Swansea & District League. Mancava un senior team, che arrivò da lì a tre anni. Fu quindi col 1912, quando lo Swansea Town vide la luce, che il calcio entrò a far parte costantemente della vita cittadina. Primo presidente Mr J.W. Thorpe, primo impianto un terreno su cui erano soliti giocare i ragazzi e bambini di Swansea, di proprietà della Swansea Gaslight Co. e in cui cresceva copiosa un’erba di nome Vicia, detta volgarmente vecchia e in inglese vetch: Vetch Field, che rimarrà per anni la casa dello Swansea. Divisa presa in prestito dallo Swansea Rugby, che indossava completi interamente bianchi: il bianco diventerà così, e resterà fino ad oggi il colore del club, che, in quella sua prima stagione, si iscrisse alla Second Division della Southern League.

In quella prima stagione arrivò la prima Welsh Cup, ma lo Swansea Town fece parlare di sè la Nazione calcistica quando, nella FA Cup 1914/15, sconfisse a Vetch Field il Blackburn Rovers, che detta così suona cosa normale ma se aggiungiamo che il Blackburn era un club di Football League ed era campione d’Inghilterra in carica prende tutt’altro significato. Partita epica, con i gallesi in dieci per buona parte della gara e con il rigorista del Blackburn, tal Bradshaw, che sbagliò un rigore, quando fin lì ne aveva infilati 36! (Balotelli who?) consecutivi. Appena dopo la fine del primo conflitto mondiale lo Swansea conquistò la promozione nella First Division della Southern League, fatto di notevole importanza visto che gli permise in questo modo di diventare membro fondatore, nel 1920, della nuova Division Three della Football League, che assorbì i club della Southern League. La promozione non fu conquistata sul campo: molti club della Southern League navigavano finanziariamente in brutte acque, e optarono per uscire dalla lega, che si trovò così costretta a riunire le restanti squadre in un’unica divisione abolendo la second division. E lo Swansea ne approfittò nel migliore dei modi.

Dopo le prime stagioni in Division Three che videro il club assestarsi nelle prime posizioni (quinti, decimi, terzi, terzi) nel 1925 i bianchi gallesi vinsero il campionato, sconfiggendo l’Exeter City all’ultima giornata ed avendo così la meglio sul Plymouth Argyle, ironia della sorte i grandi rivali dell’Exeter. La prima stagione in Division Two, dove lo Swans rimase per tutto il periodo tra le due guerre, non venne ricordata però per le prestazioni (buone) in campionato, ma per il raggiungimento della semifinale di FA Cup. Un’impresa, che vide lo Swansea eliminare nel percorso Exeter City (again..), Watford, Blackpool, Stoke, Millwall, Arsenal per poi arrendersi al Bolton Wanderers a White Hart Lane (i Trotters vinceranno la coppa). Anni questi che videro gli Swans sempre nella metà bassa della classifica, senza altre grosse emozioni; anni però che vengono ricordati per la presenza in campo di Wilfred Milne, difensore e recordman di presenze per il club con 586 partite giocate. Un inglese, che seppe entrare nel cuore dei tifosi gallesi. Miilne si ritirerà nel 1937, due anni dopo le competizione vennero sospese non prima però che i gallesi stabilissero un piccolo e inutile record: la maggior distanza coperta in partite consecutive, da Plymouth il Venerdì Santo a Newcastle il Sabato di Pasqua. Altro che trasferte europee al Giovedì…. Alla ripresa del football giocato, lo Swansea Town retrocesse in Division Three.

Con Billy McCandless alla guida lo Swansea Town tornò quasi subito al secondo piano, vincendo nel 1949 la Third Division South (all’epoca era divisa in due): il club rimarrà in Second ininterrottamente fino al 1965. E incredibilmente in tutto questo tempo, solo una volta sembrò in grado di competere per la promozione, nel 1955/56: fino ad Aprile i gallesi rimasero nel gruppo di testa, per poi crollare miseramente e finire decimi. Ancora una volta fu la coppa a regalare soddisfazioni ai tifosi: nel 1964 fu di nuovo semifinale, sconfitta contro il Preston North End a Villa Park dopo essere passati in vantaggio. Ma quella rincorsa di FA Cup è ricordata soprattutto per una partita: Liverpool-Swansea Town, 29 Febbraio 1964, Anfield. I leader della classifica di Division One contro una squadra che lottava nei bassifondi della Division Two. Half-time, 2-0 Swans. Negli spogliatoi Bill Shankly scuote i suoi, che rientrano in campo e attaccano a testa bassa. Accorciano le distanze e, a nove minuti dalla fine, rigore per i Reds. Calcia Moran, uno specialista: Dwyer, il portiere dei gallesi, para. Come nel 1914. Swansea Town in paradiso, e non succedeva spesso. Piccola eccezione la Welsh Cup, vinta in diverse occasioni.

Il 1965 segnò, come detto, un punto di rottura nella storia dello Swansea perchè il club ritornò in Division Three. Cominciò un decennio abbondante di sali-scendi, ma non tra secondo e terzo livello, ma tra terzo e quarto, conosciuto per la prima volta nel 1969. Quell’anno lo Swansea Town divenne Swansea City. Perchè? Perchè, come già accaduto nel caso dello Stoke City che abbiamo incontrato, si celebrò così lo status di city che venne concesso alla città di Swansea in quell’anno. Ma ci volle come detto un decennio per celebrare al meglio, sempre che ci fosse qualcosa da celebrare: fu solo nel 1979 infatti che si uscì dal pantano delle Division Three/Four, dopo peraltro aver dovuto chiedere la ri-elezione in Football League in seguito al 22esimo posto del 1975. Bad times, che i cigni si lasciarono alle spalle alla grande, però, visto quello che sarebbe successo negli anni successivi. La prima mossa fu la scelta del nuovo manager: al posto del dimissionario Harry Griffiths, l’ex giocatore del Liverpool John Toshack, che divenne manager (ma restava anche giocatore) a soli 28 anni. Era il 1977. La cosa curiosa è che Griffiths si dimise in quanto, a suo modo di vedere, lo Swansea non avrebbe potuto far meglio con lui alla guida. Rimase comunque nel club, come assistente di Toshack, fino alla morte che sopraggiunse nell’Aprile del 1978 con il club lanciato verso la terza divisione.

L’anno successivo, come preannunciato, i Jacks ottennero anche la promozione in Second, da cui mancavano da quindici anni. Il goal promozione venne segnato dal manager, Toshack stesso, sul campo del Chesterfield. Un anno di consolidamento fu il preludio al trionfo, che per i tifosi dello Swansea ha una data e un luogo ben precisi: 2 Maggio 1981, Preston. Quel giorno infatti arrivò la vittoria che serviva per assicurarsi la promozione nell’elite del calcio inglese: 3-1 e tutti a casa, festanti e ubriachi, di gioia e non solo. Quel giorno lo Swans stabilì un primato che verrà presto eguagliato dal Wimbledon: dal quarto al primo gradone della piramide in soli quattro stagioni. I ragazzi di Toshack ci presero talmente gusto che rischiarono addirittura di fare il botto, quello clamoroso: primo posto in prima divisione, scalpi di quelli importanti come Liverpool, Tottenham, Arsenal, Manchester United, e a Vetch Field si sognava. Un piccolo calo di forma fece scivolare i Jacks in sesta posizione, che rimane però, ad oggi, il miglior piazzamento di sempre della squadra gallese. Difficilmente eguagliabile, nonostante la squadra attuale non sia da buttare. Ma come spesso accade a realtà medio piccole che si trovano di colpo al vertice, i problemi erano dietro l’angolo. E non erano problemi di vertigini…

Due parole su quella squadra è bene spenderle. Capitano Colin Irwin, academy del Liverpool, firmato per 340.000 sterline e nominato contemporaneamente capitano. Poi Ray Kennedy, anch’egli ex Liverpool, i local boy Robbie James e Jeremy Charles, i due jugoslavi Džemal Hadžiabdić e Ante Rajkovic, entrambi difensori, gli unici due stranieri della squadra (qualcuno farà notare che anche i due inglesi erano stranieri…qui il campanilismo è sempre vivo). Torniamo ai problemi: nel giro di due stagioni lo Swansea tornò in Division Three, e sebbene sia riduttivo dare la colpa di tutto ciò ai guai finanziari, questi contribuirono notevolmente alla rapida discesa del club. Toshack venne licenziato, ma cosa ben peggiore i creditori erano in tribunale a chiedere la liquidazione della società. L’alta corte decise in tal senso, e nel Dicembre del 1985 lo Swansea era sull’orlo della sparizione: fu solo l’intervento di Doug Sharpe  – con un gruppo di dirigenti – che tenne in vita il club anche se, impossibilitato a acquistare giocatori, questi retrocesse in Division Four. Nel giro di otto anni, lo Swansea dalla Division Four arrivò in First, per poi tornare al quarto piano, dove rimase due stagioni prima di risalire, vincendo i playoff inaugurali (vennero introdotti, per l’appunto, nel 1988).

Rimasero, i Jacks, per otto anni al terzo livello, che cambiò nome diventando Second Division ma che rimase terzo livello. Una partecipazione ai playoff, una vittoria in Football League Trophy, nel 1994, ai rigori contro l’Huddersfield Town, nel primo viaggio a Wembley della storia del club. Questo periodo di relativa stabilità (dalla guerra in poi, il più lungo periodo nella stessa divisione) si interruppe nel 1996, con la retrocessione in Third Division, la vecchia Division Four. Quattro anni caotici (playoff, ventesimo posto, playoff, primo posto) e il ritorno al terzo livello, ritorno che durò una sola stagione prima della nuova retrocessione. Nel contempo il club passò di mano per la cifra record di….una sterlina: a rilevarlo fu Mike Lewis, che lo passò a sua volta a un consorzio australiano, già proprietario dei Brisbane Lions, guidato da Tony Petty. Le proteste dei tifosi montarono, visto che questi sostenevano l’altra cordata, quella guidata dall’ex giocatore Mel Nurse, e visto che gli australiani non si fecero amare dai membri del club rivoluzionando la squadra. Nurse e soci riuscirono ad acquistare il club nel Gennaio 2002, una stagione che si concluse sui bassifondi della Third Division. But the worst had yet to come…e la stagione successiva fu la peggiore nella storia degli Swans, con la retrocessione in Conference evitata solo all’ultima giornata, alle spese del solito Exeter City il cui vicepresidente era, i casi del destino, Mike Lewis.

Sulla panchina dei gallesi arrivò un…gallese, Kenny Jackett, che dopo una prima stagione di consolidamente ottenne la promozione al termine del 2005/05, l’ultima stagione a Vetch Field visto che da lì a poco la squadra si sarebbe spostata al Liberty Stadium (ne ha parlato QUI Cristian). Jackett rimase in carica in tempo per un altro Football League Trophy (2-1 al Carlisle United), per poi lasciare il club in mano allo spagnolo Roberto Martinez che nella sua seconda stagione in sella al club vinse la League One. Le ottime prestazioni in seconda serie attirarono su Martinez le mire di club di Premier: la spuntò il Wigan Athletic, e lo Swansea dovette cercare un nuovo manager, che venne individuato in Paulo Sousa, l’ex campione di Juve e Borussia Dortmund. Tuttavia anche il portoghese lasciò ben presto il club per accasarsi al Leicester, e fu quindi la volta di un nordirlandese, ex allenatore dell’academy del Chelsea: Brendan Rodgers. Sotto la sua guida i Jacks ottennero, via playoffs, la promozione, storica, in Premier, e impressionarono nella prima stagione tra i grandi, tanto che Rodgers finì niente meno che al Liverpool. Il resto è storia recentissima: nell’anno del centenario gli Swans, guidati da Michael Laudrup, hanno alzato il loro primo trofeo che conta, la Coppa di Lega, nella finale di Wembley contro il Bradford City.

Chiudiamo con la solita analisi di maglie e simbolo. Le maglie son presto analizzate: lo Swansea ha sempre indossato la maglia bianca, talvolta con pantaloncini neri o con risvolti arancioni (anni 50-60) o rossi. Questi ultimi in particolare sono associati anche allo stemma, che cambiò colore da nero a rosso all’inizio del nuovo secolo in virtù del fatto che il consiglio cittadino cambiò il proprio colore proprio in rosso. Il nuovo colore durò poco e nel 2002, con il cambio di proprietà Nurse, il nero venne ripristinato. Il cigno comparve per la prima volta nel 1970, e venne col passare degli anni integrato con altri simboli: il mare, sullo sfondo, e il castello di Henry de Beaumont. Questo nuovo stemma, che fece capolino negli anni ’80, venne ridisegnato nel 1992 e poi nel 1995 fino a quando, nel 1998, fece la sua comparsa il cigno che ancora oggi conosciamo. Il cigno come detto è legato al nome “Swans”, visto che la città ha come simbolo il falco pescatore. Swans, uno dei due nickname: l’altro è Jacks…perchè? Tutto ha origine da un cane, Jack, un eroe cittadino che negli anni ’30 salvò diverse persone dal mare in tempesta. Swansea Jack, labrador nero, ha “donato” il suo nome agli abitanti della città e, per estensione, anche alla squadra, ed è ricordato con un monumento e un pub che, sul lungomare, porta proprio il nome “Swansea Jack”.

Record

  • Maggior numero di spettatori: 32.786 (v Arsenal, FA Cup, 17 Febbraio 1968)
  • Maggior numero di presenze in campionato: Wilfred Milne, 586
  • Maggior numero di reti in campionato: Ivor Allchurch, 166

Trofei

  • League Cup: 2012/13
  • Football League Trophy: 1993/94, 2005/06

Alla prossima puntata, dove andremo a conoscere un club con in bacheca due titoli e una FA Cup: il Burnley

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