Around the football grounds – A trip to West Ham

Con il consueto appuntamento con la rubrica dedicata agli stadi inglesi è tempo di tornare nella capitale, spostandoci però dalla parte ovest alla parte est della città. Oggi infatti andiamo nel quartiere di Upton Park, nel London Borough di Newham (una delle zone più asiatiche dell’intera Londra), dove ha sede (e credo che chiunque di voi legga lo sappia) il West Ham United Football Club con il suo impianto, il Boleyn Ground.

Immagine suggestiva dell’Est di Londra

LA STORIA

Anche per il West Ham, come per molti altri club che conosceremo in questa rubrica, la storia è ultracentenaria ed in questo lunghissimo arco di tempo sono solamente 4 gli stadi che la squadra ha avuto: l’Hermit Road, il Browning Road, il Memorial Grounds ed infine, dal 1904, il Boleyn Ground (noto anche come Upton Park), la cui storia però è destinata a finire entro pochi anni.

Scorcio vintage della zona dove sorse il primo impianto degli Hammers

Il primo impianto quindi, utilizzato sin dalla fondazione della squadra nel 1895 sotto il nome di Thames Ironworks, dal nome della compagnia di trasporti e lavorazione del ferro del fondatore, Arnold Hills. Si trattava di una squadra prettamente amatoriale, che annoverava tra le sue fila molti operai dell’azienda e che poteva contare su Hermit Road come terreno di gioco (grossomodo situato al corner di Bethell Avenue). Non immaginatevi però un vero e proprio stadio sullo stile di altri che abbiamo conosciuto nella nostra rubrica: si trattava infatti di un terreno brullo, steride, arido (descritto come “cinder heap”, letteralmente mucchio di cenere o “barren waste”, cioè uno spreco) adattato al calcio e circondato da un fossato con lenzuola a delimitare l’area adibita al pubblico. Le condizioni erano così pessime che la prima vera partita ufficiale, che doveva essere disputata contro il Chatham nei turni preliminari di FA Cup, venne giocata in trasferta anzichè ad Hermit Road come previsto (prima di allora vennero giocate solamente amichevoli); nonostante questo si assistette ad un esperimento interessante e pioneristico il 16 marzo 1896: fu infatti giocata la prima partita alla luce dei riflettori contro il Woolwich Arsenal, in un match spettacolare finito 5-3 per gli ospiti e disputatosi grazie al lavoro degli operai dell’azienda, che in questo modo guadagnò parecchia notorietà. L’esperimento fu ripetuto contro il WBA, ma la permanenza qui non durò a lungo: il 19 settembre 1896 fu infatti giocata l’ultima partita ad Hermit Road perchè i proprietari sfrattarono la squadra adducendo come motivazione la violazione degli accordi di uso/frutto del campo (che prevedevano il non far pagare l’ingresso e la non costruzione di muretti di cinta). Le successive partite vennero giocate in trasferta, mentre si aprì la caccia alla nuova casa, che fu trovata in Browning Road, zona East Ham (a circa un miglio dalla zona dell’attuale stadio), tra il dicembre 1896 ed il gennaio 1897. Lo spostamento non diede buoni risultati: crollò infatti l’affluenza alle partite, ma questo non scoraggiò il proprietario che, rendendosi conto dell’inadeaguatezza di Browning Road, già nel marzo 1897 annunciò di aver trovato il terreno per un nuovo impianto sportivo multifunzionale. Alcuni mesi dopo (e 2mila sterline in meno per Hills) venne aperto il Memorial Recreation Ground, la nuova casa del West Ham: in particolare fu aperto il 22 giugno, in coincidenza (voluta) con il 60esimo anniversario dell’incoronazione della regina Vittoria.

Piccola immagine degli albori del Memorial Ground

All’inaugurazione la capienza stimata era di 120mila persone e l’impianto si presentava come un enorme ovale adattabile per molti sport: oltre al terreno di gioco per il football vi erano infatti una pista di atletica, una pista per le bici, spazi per il tennis ed addirittura una grandissima piscina esterna. Come avrete intuito, per il pubblico non si trattava di uno stadio comodo dato che la distanza dal campo era parecchia da almeno 3 settori (si salvava solamente la West Side Stand); in più anche arrivarci non era facile all’epoca visto che non vi erano stazioni pubbliche nelle vicinanze (fu in seguito costruita, ma con 4 anni di ritardo, Manor Road). La prima partita ufficiale disputata fu contro il Brentford l’11 settembre 1897, con la vittoria dei Thames per 1-0, ma nonostante questo non ci fu mai feeling tra la squadra, il pubblico e l’impianto.

La piantina del Memorial Ground

Nacque addiritura una polemica interna alla società riguardo all’utilizzo di giocatori professionisti e questo porto da una parte alla fondazione del West Ham United, dall’altra alla spaccatura definitiva tra Hills e i dirigenti con il primo che arrivò a minacciare di sfrattare la squadra dal Memorial Ground. Non se ne fece nulla per via del contratto in vigore tra il West Ham e Hills per l’utilizzo del Memorial Ground sino al 1904 (ed anche per la ferma risposta dei dirigenti del club che avrebbero reso pubblico il contratto firmato con Hills danneggiandone la reputazione irrimediabilmente in caso di sfratto), ma la rottura del sodalizio era comunque nell’aria. Diversi fattori entrarono in gioco, in primis il fatto che il West Ham al Memorial Ground non attirava le folle oceaniche che si vedevano in altri impianti inglesi (in particolare alla dirigenza dava molto fastidio il notevole supporto di cui godevano i rivali del Millwall); poi da non sottovalutare la lontananza dalla zona di nascita della squadra, costretta a giocare le partite casalinge a Plaistow ed infine, forse il fattore più importante, la crisi economica che colpì Hills e la sua azienda in quegli anni, costringendolo a richieste più elevate per l’affitto della struttura (che esiste tutt’oggi anche se non rimane alcuna traccia dell’epoca).

Scorcio del West Ham al Memorial Ground

Scorcio del West Ham al Memorial Ground

La società incaricò Syd King, ex giocatore che per la sua intelligenza superiore alla media fu coinvolto anche nelle attività dirigenziali, per poi diventare manager, di trovare un nuovo terreno da chiamare casa: questo fu individuato a nord ovest dal Memorial Ground, nella zona di Green Street. Qui infatti vi era un bel lembo di terra con a fianco una casa molto particolare, il Boleyn Castle, costruita nel 1544 e così chiamata dopo il soggiorno di Anna Bolena (la seconda moglie di Enrico VIII) e per la presenza di due torrette a dominare la struttura. Nel maggio 1904 il West Ham si presentò alla porta delle autorità cattoliche di zona (proprietarie del terreno e della casa, utilizzata come scuola) e riuscì ad ottenere l’affitto del terreno unendo le forze con un team locale, il Boleyn Castle FC: iniziò un’estate frenetica per trasformare questo pezzo di terra in uno stadio pronto ad ospitare partite di calcio.

Green Street House nel 1904

Il Boleyn Castle Tower nel 1912

Per prima cosa si iniziò dal campo vero e proprio, ricavato da quello che allora era semplicemente un terreno per coltivare cavoli o patate (la popolazione locale lo conosceva come “potato field” o “cabbage patch), poi venne il turno di erigere gli spalti. Fu costruita immediatamente la Main Stand sul lato ovest della zona con l’architettura tipica dell’epoca: un lunghissimo e basso tetto a coprire un singolo anello di posti a sedere e, davanti a questi, la standing area. Gli altri 3 lati vennero lasciati scoperti, con barriere di legno a rappresentare le delimitazioni, una corda a separarli dal campo e solo posti in piedi per gli spettatori. Gli spogliatoi furono collocati nell’angolo nord-ovest del campo mentre agli arbitri ed alla stampa era riservato un tendone nell’angolo sud-ovest, sostanzialmente dall’altra parte dello stadio.

La prima immagine esistente del Boleyn Ground, sulla sinistra il South Bank

L’inaugurazione fu fatta il 2 settembre 1904 con la più classica delle partite, il derby contro il Millwall con circa 10-12mila persone ad assistere alla vittoria 3-0 degli Hammers, che nella stessa occasione introdussero anche il nuovo stemma del club, quello che attualmente tutti conoscete. Particolarità è che in quella stagione l’impianto ebbe il nome di “The Castle”, prima di venir poi conosciuto universalmente come Boleyn Ground. Il pubblico si affezionò immediatamente alla nuova casa e già nel 1913 la West Stand fu rifatta assieme agli spogliatoi, inglobati nella nuova struttura; in tale occasione furono migliorati anche i due end dello stadio, che assunsero una fisionomia più vicina a quella di una tribuna da stadio.

Il Boleyn Ground nel 1925

La ricostruzione del calcio inglese dopo la prima guerra mondiale portò grandi frutti agli Hammers, che entrarono nella Second Division  ed aumentarono notevolmente la loro popolarità; arrivarono poi la promozione ed il primo viaggio a Wembley per una finale di Coppa: gli introiti economici permisero al club di riprogettare completamente la West Stand per mano degli architetti E.O. Williams e D.J. Moss, incaricati dal club director Bill Cearns (la cui famiglia era costantemente presente nella società sin dagli albori, con il padre di Bill giocatore nei Thames Ironworks). Fu realizzata una enorme double-decker stand coperta (unico difetto della copertura il fatto che lasciava sempre gli spettatori all’ombra, comodo d’estate, ma tremendo d’inverno) ma aperta ai lati e posteriormente, con i posti a sedere in alto e i terraces in basso ed anteriormente; al suo interno potevano già trovare spazio anche le comodità per i boss della società e la zona stampa, nettamente in anticipo sui tempi. Particolarissimo il fatto che la stand non copriva, in lunghezza, l’intero campo, fermandosi un po’ prima della linea di fondo verso la parte sud dell’impianto. Della vecchia stand rimase il tetto, che venne semplicemente spostato sulla South Bank. Anche la East Stand andò incontro ad un restyling con l’aggiunta della copertura, costruita con un mix di ferro ondulato e legno in maniera molto spartana; vennero anche sistemati i terraces della East Stand, pieni di spazzatura in ogni angolo ed in ogni cavità, che tuttavia rimasero in legno. Nel suo complesso la tribuna si guadagnò il soprannome di “Chicken Run” per la presenza di fili di ferro a circondarla e, nonostante la scarsa modernità rispetto alla West Stand, divenne il cuore pulsante del tifo Hammers. Furono invece cementati i posti in piedi della North Bank, che rimase comunque priva di copertura.

Visuale della South Bank dal North Bank, nel 1936

Il 18 aprile 1936 probabilmente vi fu l’affluenza più alta di tutti i tempi al Boleyn Ground: 43.528 persone assistettero al match di Division Two contro il Chartlon, ma questo record non può essere dichiarato tale in quanto i documenti relativi a quella partita andarono distrutti durante i famosi bombardamenti su Londra nella seconda guerra mondiale. Un ulteriore danno all’impianto arrivò nel 1944, quando una buzz-bomb si abbattè sulla South Bank e sul campo, costringendo la squadra a giocare fuori casa per quasi 6 mesi.

I danni causati dalla seconda guerra mondiale

Altra shot dei danni al Boleyn Ground

Le riparazioni della stand procedettero a rilento, tanto più che nel 1953, quando vennero inaugurati i riflettori (secondo campo d’Inghilterra a dotarsene), la Stand non era ancora stata completamente sistemata. Negli anni 50 venne inoltre demolito completamente il Boleyn Castle, già parzialmente distrutto in diverse riprese negli anni precedenti (attualmente al suo posto, in Castle Street, vi è una scuola) e fu costruito un nuovo ingresso all’impianto su Green Street, tuttavia fu negli anni 60 che l’impianto venne completamente rivoluzionato.

Il primo tassello del rinnovamento degli anni 60: la costruzione della copertura della North Bank

Si iniziò nel 1961 con la copertura della North Bank, la cui realizzazione richiese di smontare i riflettori di quella zona, che vennero successivamente riposizionati sopra il tetto in maniera del tutto particolare; nel 1965 fu aggiunto un intero block (il block A) alla West Stand con sia posti a sedere, sia terrace per arrivare poi al 1968, anno della demolizione del Chicken Run, aka East Stand.

La East Stand prima della demolizione

I lavori iniziarono ufficialmente a maggio per terminare a dicembre dello stesso anno; l’apertura ufficiale però avvenne solamente nel gennaio 1969 per le condizioni meteo che portarono al rinvio della gara inaugurale. La nuova stand fu realizzata “a mensola”, con una parte più alta ed arretrata destinata ai posti a sedere ed una più bassa ed in avanti destinata ai terraces. L’aspetto era sicuramente migliore della vecchia tribuna, sia per i posti a sedere, sia per i terrace, anche se il nomignolo “Chicken Run” fu mantenuto perchè la parte bassa permetteva ai fans di stare tutti ammassati l’uno contro l’altro e di muoversi come un’unica entità data l’assenza di barriere/piloni all’interno della stand. Nemmeno nella parte alta vi erano piloni, dando quindi forma ad una delle stand più moderne dell’epoca, senza posti a visibilità limitata; la capienza era di 3.490 posti a sedere e 3.300 in piedi, per un costo totale di 172mila sterline. Nel 1970 furono sostituiti tutti i riflettori, ed anche nella North Bank furono collocati sulla copertura; nello stesso anno si registrò il record di spettatori ufficiale all-time: 42.322 persone accorsero al Boleyn Ground per vedere il derby di First Division contro gli Spurs (notare che allora la capienza dichiarata era di 42mila posti). A dir la verità, non vi furono grandi occasioni per batterlo perchè nel 1971 avvenne il disastro di Ibrox e successivamente fu emanato il Safety of Sports Ground Act, che costrinse il West Ham a ridurre la capienza dello stadio a 35.500 spettatori, ottenuta togliendo alcuni posti in piedi nella West stand (sostituiti da un numero minore di posti a sedere) e soprattutto chiudendo una parte della North Bank, nella quale furono anche collocati cartelli “Remember Ibrox”, “Please leave slowly” e “Danger, uneven steps”.

Un vecchio programma d’epoca che mostra Boleyn Ground nel 1981

Nonostante la squadra tra gli anni 70 e 80 si tolse diverse soddisfazioni (FA Cup, League Cup, un terzo posto), lo stadio non venne toccato e subì un ulteriore duro colpo dopo il famoso Taylor Report. La capienza venne ulteriormente ridotta, al di sotto delle 29mila unità e il problema esplose con la promozione degli Hammers in First Division nel 1991. Erano già state considerate diverse strade, tra cui la costruzione di un nuovo stadio assieme al Leyton Orient con fondi ricavati dalla vendita del terreno di Upton Park per la costruzione di un supermercato, ma alla fine si decise, complici le difficoltà di reperimento di soldi e terreno per un nuovo stadio (l’ipotesi di dividere un nuovo stadio col Leyton tramontò subito), di rimanere al Boleyn Ground e provare a sistemarlo.

L’interno del Boleyn Ground a cavallo del Taylor report

La West Stand e i ticket offices

Una spinta in questo senso venne anche dall’acquisto della scuola che occupava 3.6 acri tra la West Stand e la North Bank, dando in questo modo spazio a nuovi progetti; rimaneva tuttavia un grande scoglio: i soldi. L’idea era quella di rifare completamente le due end dello stadio, considerando che erano vecchie e malmesse: 15 milioni di sterline il costo previsto, con le banche che chiusero le porte in faccia al club visto il recente prestito di 1.6 milioni per l’acquisto del terreno della scuola. Cosa fare? Fu provata la strada dei bond (perdonerete sicuramente lo scarso approfondimento in questo senso dato che chi vi scrive non ha una formazione finanziaria), ma questo scatenò l’ira dei fans che criticarono e boicottarono il club. Come? Non andando allo stadio: le presenze diminuirono drasticamente, con circa 16mila spettatori di media anzichè i canonici 22-25 mila; fu creata una frattura quasi insanabile tra club e fedelissimi, ma nonostante le mille difficoltà nel maggio 1993 poterono cominciare i lavori per la costruzione della nuova South Bank, che terminarono nel febbraio 1994.

L’ingresso della vecchia South Bank

Non ci furono molti dubbi (per fortuna) nel dedicare la stand a Sir Bobby Moore, bandiera degli Hammers e dell’Inghilterra scomparso poco prima dell’inizio dei lavori, una mossa che sicuramente contribuì a riavvicinare dirigenti e pubblico.L’apertura avvenne in due fasi diverse, con l’inaugurazione della lower tier nel gennaio 1994 contro il Norwich e l’inaugurazione dell’upper tier a fine febbraio contro il Manchester United. Il termine dei lavori per una delle due end dello stadio, segnò l’inizio dell’iter burocratico per rifare l’altra end. A maggio dello stesso anno cominciò l’opera di rifacimento della North Bank (grazie al lavoro della McAlpine), di aspetto simile alla Bobby Moore Stand (le descrizioni dettagliate delle stand le rimandiamo alla sezione apposita) e, come questa, fu aperta in due distinte fasi: la Lower Tier a dicembre 1994 contro l’Ipswich, l’upper il mese successivo nel derby londinese contro gli Spurs.

I lavori per la nuova North Bank

Piccola curiosità fu il fatto che i lavori subirono uno stop inatteso nell’estate 1994, dovuto al rinvenimento, sotto i terrace, di terra contaminata da materiali tossici utilizzati agli albori del Boleyn Ground, nella vecchissima North Bank. Contemporaneamente ai lavori per questa end fu ammodernata anche la East Stand, con la rimozione dei terraces e la realizzazione di una stand all-seater: venne perso quindi il significato del soprannome storico della stand, visto che non c’era più quell’affollamento tipico degli anni 70-80 inglesi. Nel 1998 fu rifatto completamente il terreno di gioco, dotandolo anche di un sistema di riscaldamento sotterraneo; tuttavia per completare il nuovo Boleyn Ground mancava solamente un tassello, la storica West Stand, l’ultima, gloriosa, parte di un impianto ormai profondamente mutato: il 2000 fu l’anno chiave, con la demolizione della West Stand e la costruzione della nuova tribuna inaugurata, come le altre, in due tempi: l’upper tier aprì ad agosto 2001 per la partita contro il Leeds mentre la Lower Tier si mostrò in tutta la sua bellezza per la prima volta nel novembre 2001 in occasione del derby londinese con gli Spurs. Il 9 maggio 2002 ci fu invece l’apertura solenne alla presenza della Regina Elisabetta, nel corso dei festeggiamenti per il Golden Jubilee a East London.

L’IMPIANTO ATTUALE

Dal 2001 abbiamo l’attuale Boleyn Ground, nome che viene comunemente interscambiato con Upton Park, che identifica esattamente la zona in cui lo stadio si trova. La capienza ufficiale è di 35.016 spettatori ed ammirando dall’alto la struttura si può notare come siano due gli angoli aperti, entrambi coinvolgenti la East Stand. La West Stand infatti forma un tutt’uno con la North Bank mentre l’angolo con la South Bank è chiuso da una sorta di raccordo che all’interno si trasforma in qualche posto a sedere in più.

L’attuale Boleyn Ground in tutto il suo splendore

THE WEST STAND

La West Stand

Come avrete sicuramente capito leggendo l’articolo, si tratta della main stand. La ricostruzione del 2001 l’ha resa meravigliosa ed unica nel panorama inglese: all’esterno abbiamo la main entrance dove lo spettatore viene immediatamente colpito al cuore (in positivo) dalle due torri che custodiscono l’ingresso; entrambe mostrano lo stemma del club e richiamano sia lo stemma stesso, sia le origini del sito storico ove sorge l’intero stadio. L’imponenza della costruzione assieme al fatto che ci troviamo in un quartiere londinese privo di grattacieli (a dir la verità presenti solo in una piccola parte di Londra), permette di vederla svettare da lontano, persino dall’autostrada. Addentrandoci all’interno troviamo ovviamente tutti gli uffici del club, le stanze per i dirigenti, gli spogliatoi, le sale stampa e tutto quanto può servire per gestire tutto quanto sta attorno ad una partita di calcio. Troviamo anche il club shop e, particolarità unica o quasi, un hotel che permette di dormire direttamente in loco, con le stanze vista campo. Una location davvero unica dove trascorrere una notte! All’interno la stand è su due livelli, separati tra loro da una lunghissima fila di executive boxes. A differenza della vecchia West Stand, stavolta i posti coprono tutta la lunghezza del campo di gioco ed i seggiolini (come nel resto dello stadio) sono nel colore sociale claret. La capienza è di 15.500 posti, tutti a sedere e tutti coperti, con visibilità perfetta; qui troviamo anche l’ingresso al campo e le panchine per le due squadre. Tornando all’esterno, notiamo come verso la North Bank c’è ancora la St. Edwards School mentre verso la South Bank troviamo una chiesa. Le ultime curiosità riguardano il nome: dominano gli accordi di sponsorizzazione, inizialmente è stata la Dr. Martens a sponsorizzare il tutto ma il contratto è terminato nel 2009. Tra il 2009 e il 2011 rimase il semplice (e bellissimo) “The West Stand”, mentre dal 2011 è arrivato un nuovo sponsor, i broker dell’Alpari, creando così la Alpari Stand (l’accordo è ancora valido e pertanto è questa la denominazione ufficiale della tribuna) che è attualmente la stand più grande di Londra.

L’ingresso alla West Stand

THE SIR TREVOR BROOKING STAND

L’erede della storica North Bank è molto simile, a livello strutturale, all’end opposta. Di capienza limitata a causa del limitato spazio disponibile al momento della costruzione, è una two-tier stand con circa 5900 posti a sedere, tutti coperti. Pensando agli stadi moderni, è curioso come non vi sia alcun posto per executive boxes o settori extralusso, ma questo è stato un dettaglio non dettato dal caso. L’upper tier infatti è destinato soprattutto alle famiglie, che così possono andare allo stadio con una cifra tutto sommato contenuta rispetto ad altri settori; il lower tier invece è in gran parte destinato ai tifosi ospiti, separati solitamente da un sottile cordone di polizia dai tifosi locali. Nelle grandi occasioni tutta la lower tier può essere destinata alla squadra avversaria, con la sola eccezione di una squadra in tutta la Football Association, il Millwall. Nel derby, infatti, agli avversari viene lasciato l’upper tier, mentre la parte bassa della stand non viene aperta come conseguenza dei gravissimi incidenti del 2009 con la guerriglia in campo tra le tifoserie. A livello strutturale è particolare la conformazione dei riflettori, che svettano sulla copertura della stand in maniera speculare alla end opposta. Sui seggiolini campeggia la scritta West Ham United realizzata su tutta l’ampiezza della tribuna; l’angolo con la East stand è aperto e vi possiamo trovare un enorme schermo mentre dall’altro lato è direttamente collegata alla West Stand (con posti a sedere solo a livello della Lower Tier); agli angoli inoltre vi segnaliamo alcuni posti dove la visione di alcune piccoli parti di campo è difficoltosa. Inizialmente le fu dato il nome di Centenary Stand, per festeggiare il centenario del club; successivamente nel 2009 ecco il nome definitivo, con l’intitolazione alla leggenda del club Sir Trevor Brooking.

La Trevor Brooking Stand

THE EAST STAND

Questa è l’unica stand che non è stata rifatta con la modernizzazione dell’impianto, ma semplicemente è stata resa all-seater con l’eliminazione dei terraces. Proprio per questo motivo è una stand atipica, la più bassa dello stadio, dotata di una tier completa con avanti una mini-tier che occupa il settore un tempo noto come Chicken Run. Particolare è la pendenza di questi posti, che tuttavia garantiscono una visuale spettacolare nonostante il campo, dopo la costruzione della West Stand nel 2001, sia stato spostato proprio verso quest’ultima. Qui vi trovano posto i fans più vocali della squadra, anche se con la sparizione dei terraces si è persa una buona parte dell’atmosfera unica ed intimidatoria che circondava questa parte dell’impianto. Essendo infine la sezione più piccola (circa 5mila posti), numerose sono state le voci e i progetti riguardanti un suo ampliamento: tuttavia le difficoltà del club nei primi anni 2000 a livello di risultati hanno fatto tramontare tutte le idee.

La East Stand

THE BOBBY MOORE STAND

Il tributo a Bobby Moore fuori da Upton Park

Il primo pezzo della modernizzazione del Boleyn Ground è stata la costruzione di questa stand nel 1994, dedicata alla memoria di Bobby Moore, giocatore che non credo abbia bisogno di ulteriori presentazioni. Nelle fondamenta della struttura è stata piazzata una capsula del tempo da parte della moglie con i doni fatti dal club, dai tifosi e da lei stessa per onorare la carriera immensa del marito. La stand è una double-tier costruita sul modello della celeberrima North Bank Stand di Highbury (progettata e realizzata da persone che avevano lavorato direttamente o indirettamente anche per la costruzione di proprietà dell’Arsenal). All’esterno la struttura ed i materiali utilizzati sono tipicamente londinesi e ben si sposano con il quartiere; entrando si nota immediatamente la presenza di Bobby Moore, sia con un busto di bronzo, sia con le fotografie al muro dei migliori momenti della sua carriera. All’interno inoltre abbiamo tutti i classici confort degli stadi inglesi, in particolare segnaliamo il “66 Club” nell’upper tier, dove è possibile incontrare nei giorni delle partite Geoff Hurst a fare da padrone di casa. Per quanto riguarda la parte più importante, abbiamo circa 8000 posti a sedere raggiunti grazie all’estensione verso la West Stand; le due tier sono separate da una fila di executive boxes ed i seggiolini di tutta la struttura compongono anche qui la scritta “West Ham United”. Come la North Bank, riflettori sulla copertura e nessun sostegno ad ostruire la vista per gli spettatori, vista che è pressochè perfetta. Peccato solo che la distanza dal campo sia maggiore rispetto a quanto siamo abituati a vedere negli impianti inglesi, rendendo meno apprezzabile il calore dei tifosi. Inoltre, nella connessione con la West Stand troviamo un altro tabellone LCD, mentre rimane aperto al momento l’angolo con la East Stand; infine, uscendo dalla stand ed andando nelle vie di accesso all’impianto, al confine con la West Stand, possiamo trovare un altro tributo a Bobby Moore: la statua con lui che alza la coppa del mondo del 1996, inaugurata nel 2003.

La Bobby Moore Stand

IL FUTURO

La nuova casa del West Ham dal 2016

Sin dall’elaborazione del Taylor Report, il West Ham non ha mai nascosto le sue velleità di avere uno stadio più grande del Boleyn Ground. Nei primi anni 90 fu scelto di ristrutturare completamente il vecchio impianto, ma dall’inizio del nuovo secolo i rumors sono diventati sempre più insistenti, con la proprietà che riteneva inadatta alla Premier la capacità di circa 35mila posti offerta da Upton Park. L’assegnazione a Londra delle Olimpiadi 2012 ha aperto la diatriba relativa allo stadio Olimpico, perchè ben sappiamo che a Londra nessuna struttura può rimanere inutilizzata e si è trattato di una vera e propria guerra. Non analizziamo le battaglie, ma semplicemente il risultato finale: dalla stagione 2016-2017 è ufficiale che il West Ham si trasferirà allo Stadio Olimpico, previa una riconfigurazione dello stesso con la riduzione della capienza a 60mila posti, la costruzione di un tetto retrattile (novità assoluta per gli stadi inglesi) e la riconfigurazione del lower seating con al realizzazione di strutture mobili tali da permettere la rapida conversione da football stadium ad athletic stadium (orrore). La pista quindi non sarà sempre presente sicchè i tifosi del West Ham potranno rimanere più vicini al campo, ma a nostro parere rimane una mossa totalmente scellerata da parte della dirigenza hammers. In primis siamo decisamente fuori dal bacino di utenza del club, andando tra l’altro ad “invadere” il territorio del Leyton Orient (l’altro club interessato fortemente ad avere lo stadio Olimpico in gestione), poi, più razionalmente, ci saranno dei costi di gestione esorbitanti, a partire dal leasing per la gestione dell’impianto, della durata di 99 anni e dai costi decisamente alti nonostante i contributi per la riqualificazione che arriveranno dalle autorità. Sarà un peccato perdere un altro dei templi storici del calcio d’Oltremanica.

Il progetto per la conversione dello Stadio Olimpico

Quello che dovrebbe essere l’aspetto finale

L’ATMOSFERA

L’aria che si respira dentro Upton Park non ha bisogno di molte presentazioni, sia per le innumerevoli storie riguardanti i tifosi, sia per il famoso inno della squadra. La fedeltà dei tifosi è fuori discussione, ogni sabato più di 32mila persone in media affollano gli spalti (facendo una media delle ultime due stagioni tra Championship e Premier League, con la media in Championship di poco sopra alle 30mila unità) e la frattura fra supporters e club creatasi ad inizio anni 90 si può definire saldata. Resta il dubbio di come sarà recepito lo spostamento allo stadio Olimpico, ma nel frattempo Upton Park resta uno dei posti più belli dove vivere pienamente l’atmosfera british del football. Sia chiaro, l’atmosfera intimidatoria che c’era negli anni 70-80 adesso non c’è più, ma il livello di rumorosità di Upton Park sa essere ancora alto, con il pubblico pronto ad essere un fattore per i risultati sul campo della squadra. Il momento clou dell’atmosfera pre-partita è rappresentato dall’ingresso in campo delle squadre, con l’intonazione da parte di tutto lo stadio dell’inno “I’m forever Blowing Bubbles”, accompagnato da centinaia di bolle di sapone che si alzano dai vari settori dell’impianto. Il momento è decisamente suggestivo e la canzone si narra che sia inno del team sin dagli anni 20, importata dall’allora manager Charlie Paynter. La storia vuole che il tutto nasca da un giocatore in prova al West Ham (militante in una squadra locale), Billy J. “Bubbles” Murray, così soprannominato dal suo presidente per la somiglianza con un famoso dipinto dell’epoca. Dal soprannome venne scoperta anche la canzone: al presidente Beal piacque tanto da cantarla quando la sua squadra giocava bene. Il caso volle che Beal fosse molto amico di Paynter e la canzone arrivò negli spogliatoi del West Ham inizialmente, per poi giungere sino alle orecchie dei tifosi che la adottarono immediatamente. In realtà sembra che anche i tifosi dello Swansea utilizzassero lo stesso tema in quegli anni e nel 2002 nacque una diatriba che portò a ipotizzare che i tifosi degli hammers avessero preso la canzone durante due infinite partite di FA Cup giocate contro lo Swansea nella stagione 1921-22. Quale sia la verità non si saprà mai (addirittura i tifosi del West Ham hanno apportato piccole modifiche al testo originale), ma ormai la canzone è un tutt’uno con la storia del club. La fantasia comunque non manca sugli spalti del Boleyn Ground e numerose sono le canzoni riadattate per osannare i giocatori del club.

La rivalità più sentita, e questo lo saprete sicuramente tutti, è quella con il Millwall, nata sin dalla fondazione delle due squadre principalmente per due motivi: vicinanza e interessi comuni riguardanti soprattutto il settore in cui operavano inizialmente proprietari e giocatori dei club. Il campo ha sempre rispecchiato questa rivalità, che si è poi trasferita anche sugli spalti raggiungendo picchi di violenza ed odio inauditi, tali da costringere ancora oggi la polizia a mobilitarsi in massa per gli incontri tra le due squadre, fortunatamente rari dato che le squadre spesso si trovano in categorie diverse, avendo anche budget decisamente diversi connessi con il diverso sviluppo dei quartieri dei due teams. Purtroppo tutto ciò non ha fatto altro che aumentare le tensioni tra i tifosi, che trovano sfogo proprio nelle rare occasioni in cui abbiamo i derbies, tanto che lo scorso anno, in occasione del derby di Championship, si era addirittura parlato di vietare la diretta televisiva all’estero per evitare di mostrare immagini di eventuali incidenti che avrebbero potuto mettere in cattiva luce l’Inghilterra. Rivalità minori ci sono con Chelsea e Tottenham.

CURIOSITA’ E NUMERI

Poche sono le notizie riguardo ad usi particolari di questo impianto. A livello internazionale qui si sono disputate diverse amichevoli di varie nazionali (vi giocò anche l’Italia alcuni anni orsono); mentre per quanto riguarda altri sport registriamo nel 2012 l’incontro di boxe tra Haye e Chisora per conto della federazione lussemburghese, controverso perchè nessuno dei due pugili era in possesso della licenza inglese per boxare.

Capacità: 35.016

Misure del campo: 100 x 64 metri

Record attendance: 42.322 (1970 – First Division vs Tottenham)

Record attendance attuale: 35.020 (2002 – Premier League vs Manchester City)

FONTI

Football ground guide

Wikipedia

They fly so high website

West Ham Official Site

Groundhopping

– Simon Inglis: Football Grounds of Britain (1997 – Collins Willow)

6 thoughts on “Around the football grounds – A trip to West Ham

  1. ok se vi interessa l’argomento e la nascita della rivalita tra il millwall e il west ham, vi invito a leggere questo
    http://www.arduinosacco.it/product.php?id_product=953
    , che mi e’ costato sei mesi di ricerche…..a saperlo prima aspettavo il vs articolo fantastico.cmq il mio e’ un romanzo in cui calcio, storia, thriller e noir si mescolano.non un granche’ dal punto di vista stilistico , ma vi assicuro, bella storia
    http://quellichelapremierleague.com/fan-friday-the-hammers-and-the-lion/

  2. Pingback: Around the football grounds – A trip to West Ham | FEARMAX

  3. Pingback: Viaggio nella Londra del calcio: West Ham United | English Football Station

  4. The picture of the Memorial Ground is wrong. This is West Ham Stadium in Custom House which was a Greyhound Track which staged Stock Car Racing and Speedway. It was pulled down in the early 1970’s to make way for a new housing estate. WHU never played here.

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