La storia dei club. Peterborough United

Conclusi i nostri viaggi nelle città con due squadre (o più, come Londra) cominciamo oggi la storia dei restanti club di Football League, partendo da Peterborough. Città situata nella parte nord del Cambridgeshire (e un tempo facente parte del Northamptonshire), conta 184.000 abitanti ed è classificata come Cathedral City e Unitary Authority Area. Importante snodo ferroviario sulla linea che da Londra, passando per l’est del’Inghilterra, arriva ad Edinburgo, sorge sulle sponde del fiume Nene oltre che essere nella zona chiamata “the Fens”, una vasta area paludosa (ora drenata in gran parte) che in alcuni suoi punti si trova sotto al livello del mare; l’area del Fens è chiamata anche “the Holy Land of the English” a causa dell’elevato numero di cattedrali storiche, tra cui appunto quella di Peterborough. Peterborough esprime due deputati al Parlamento di Londra, in questo momento entrambi Tories, così come Tory è il consiglio cittadino, segno che l’industria è sì esistita da queste parti ma in modo ridotto, e non ha rivestito quel ruolo trainante per il partito laburista come avvenuto altrove. L’economia attuale comunque è orientata sul terziario, come in molte altre parti d’Inghilterra. La città possiede una squadra professionistica, il Peterborough United, che gioca nella Championship e che andiamo a trattare.

575px-Peterborough_United.svgPeterborough United Football Club
Anno di fondazione: 1934
Nickname: the Posh
Stadio: London Road, Peterborough
Capacità: 15.000

La storia del Peterborough United comincia nel 1934, tardissimo per gli standard inglesi, ed è bene per prima cosa indagare su questo fatto: come mai così tardi? La ragione è semplice: il Peterborough United doveva colmare il vuoto lasciando dalle precedenti squadre cittadine, che nel corso degli anni si erano succedute senza troppa fortuna. Peterborough City e Fletton United unirono le forse nel 1923, dopo che il City nel 1909/10 prese anche parte, per una sola stagione, alla Southern League. La nuova squadra prese l nome di Peterborough & Fletton United, e sopravviverà per una decina di stagioni passate in Southern League, con un acuto in FA Cup quando giunse al terzo turno, eliminata dal Birmingham; proverà senza successo anche l’elezione in Football League, ma i soli due voti ricevuti scoraggeranno ogni altro tentativo. Al termine della stagione 1931/32 il club abbandonò la Southern League e, sospeso dalla Football Association (e dalla Northamptonshire Football Association) per irregolarità finanziarie, andò incontro all’inevitabile discioglimento. Il che lasciò questa cittadina del Cambridgeshire senza una squadra di calcio, ed ecco che in queste circostanze prende vita la storia del Peterborough United come lo conosciamo oggi.

Un meeting in un hotel (l’Angel Hotel, ora demolito), circostanza abbastanza ricorrente nella storia delle fondazioni delle squadre di calcio d’oltremanica, portò nel 1934 alla formazione dello United, che dalle precedenti esperienze calcistiche cittadine ereditò per prima cosa il soprannome: the Posh. Pare che questo nickname venne attribuito al Fletton United quando il player/manager Pat Tirrel disse di essere alla ricerca di “posh players for a posh new team”. In realtà la squadra possedeva anche un altro soprannome, the Brickies, in relazione al numero di industrie del mattone in quel, appunto, di Fletton. Ma fu, come detto, Posh ad accompagnare l’esperienza del nuovo club. Club che passò la prima parte della propria esistenza, una trentina d’anni, in Midland League, vincendola già nel 1940 per poi conquistarla cinque volte consecutivamente dal 1956 al 1960, rendendo quasi inevitabile l’elezione del club in Football League, che avvenne appunto in tempo per la stagione 1960/61. Il Peteborough United non arrestò la sua corsa (guidato dai goal di Terry Bly, 81 in 88 partite per il club), guadagnandosi la promozione in Division Three al primo tentativo (vincendo il campionato davanti al Crystal Palace) sullo slancio dei precedenti titoli di Midland League. In Division Three resterà fino al 1968, quando difficoltà finanziarie portarono alla retrocessione in Division Four.

Ma in questi primi anni in Football League non fu solo il campionato a monopolizzare l’attenzione, visto che risalgono agli anni ’60 le due cavalcate più lunghe nelle due coppe nazionali, quella in FA Cup nel 1964/65 terminata ai quarti di finale contro il Chelsea e quella in Coppa di Lega la stagione successiva, conclusasi in semifinale contro il West Bromwich Albion che alzerà il trofeo. Tornando al campionato, ci vollero alcune stagioni prima del ritorno in Division Three, che avverrà solo al termine della stagione 1973/74 con la vittoria del campionato di quarta serie; e quattro stagioni più tardi lo United sfiorò la promozione in Division Two. Arrivò all’ultima giornata bisognoso di una vittoria, ultima giornata che vedeva i Posh impegnati sul campo del Wrexham, che quel campionato lo vinse. A sostenere i gallesi, quel giorno, arrivarono 2000 tifosi…del Preston North End: i Lilywhites erano infatti direttamente interessati allo scontro, in quanto una non-vittoria del Peterborough li avrebbe promossi. E fu proprio così, visto che il match terminò 0-0, e il Peterborough dovette rimandare i sogni di promozione. Anzi, il contraccolpo fu tale che, per i seguenti anni, i Posh tornarono a galleggiare in Division Four, in un grigiume che sembrava non aver fine, visto che nemmeno le coppe regalarono gioie ai tifosi.

La cattedrale di Peterborough

La svolta in senso positivo si ebbe solo nel 1991, con l’avvento di Chris Turner, ex giocatore del club negli anni ’70, alla guida tecnica; Turner arrivò solo nel Gennaio di quell’anno, eppure con una striscia di tredici partite senza sconfitte riuscì a portare lo United nei primi quattro posti, e a conquistare la promozione nell’ultima giornata, con un pareggio sul campo del Chesterfield e il parallelo pareggio del Blackpool a Walsall. La stagione seguente fu ancora migliore, nonostante la delusione del mancato viaggio a Wembley per il Football League Trophy, visto che nella finale/semifinale (come saprete, il trofeo è diviso tra Nord e Sud, e le semifinali si chiamano in realtà finale del Nord e finale del Sud) venne sconfitto dallo Stoke City. Ma come vedremo la delusione si tramuterà in gioia. Prima però, il capitolo League Cup, che regalerà ai tifosi Posh forse la partita più importante della loro storia: la vittoria per 1-0 a London Road contro il Liverpool, che proiettò il club ai quarti di finale, nei quali subì l’eliminazione per mano del Middlesbrough ma solo dopo un replay (all’epoca la Coppa di Lega li prevedeva ancora). Se quella partita rimane indelebile visto il valore dell’avversario, inutile dire che nel cuore dei tifosi in quella stagione entrò anche la finale dei playoff, giocata a Wembley (primo viaggio del club all’Empire Stadium) contro lo Stockport County: la vittoria per 2-1 regalò ai Posh la prima esperienza in First Division (seconda serie) della loro storia.

A Wembley nel 1992

Il momento magico per il club continuò anche la stagione successiva, nella quale raggiunse il decimo posto in First Division, ancora oggi il piazzamento più alto mai ottenuto dal Peterborough nella sua storia. Poi la retrocessione dopo due stagioni e un periodo di anonimato, a vagare tra i campi di terza e quarta serie (durante i nove anni di regno di Barry Fry, una promozione dalla Two alla One), fino al termine del primo decennio del nuovo secolo quando i Posh han fatto ritorno in quello che ora è chiamato Championship, tra salite e discese. Dedichiamoci però ad altri aspetti, primo fra tutti lo stadio. Abbiamo detto che il Peterborough ereditò dalle precedenti esperienze calcistiche cittaidine il nickname, the Posh: ma anche l’impianto di gioco fu un lascito del Peterborough & Fletton. London Road, costruito nel 1913, è sempre stato dunque lo stadio dello United, e ne ha accompagnato le gesta sportive, conservando ancora oggi un aspetto tradizionale fatta eccezione per la South Stand (Norwich & Peterborough Stand).

Chiudiamo con colori/stemma e rivalità. I colori sono sempre stati il blu e bianco, tranne che nelle prime tre stagioni in cui la maglia era verde, dapprima completamente e in seguito con una V bianca sul petto. Sul finire degli anni ’70 ci fu un tentativo di introdurre una tonalità di blu più chiara, praticamente azzurro, ma il tentativo si concluse praticamente lì, con una piccola ripresa nel 2002/03 in cui un blu più chiaro tornò a far capolino sulle maglie del Posh. Lo stemma invece ricalca quello cittadino, come succede quasi sempre. Le chiavi sono un riferimento a San Pietro, visto che in epoca sassone la città (allora chiamata Medehampstede) venne scelta da Paeda, re di Mercia (uno dei regni anglosassoni precedenti all’Inghilterra) come sede di un monastero dedicato a San Pietro, e sono incrociate all’interno di una corona, simbolo civico. I due leoni laterali sono gli “ermine lions” dello stemma del Marchese di Exeter, che era per diritto ereditario Lord Paramount di Peterborough, con le ali di aquila che derivano invece dallo stemma di Mordaunt, primo conte di Peterborough. Il motto “Upon this rock” è invece nuovamente legato alla figura di St Peter (San Pietro, appunto) e ai Vangeli, Matteo 16:18 nella versione delle Bibbia di Re Giacomo (la versione classica della Bibbia in inglese): “And I say also unto thee, That thou art Peter, and upon this rock I will build my church; and the gates of hell shall not prevail against it” (nelle versioni recenti invece compare “on this rock”).

E in ultimo, le rivalità. Quella più sentita è contro il Cambridge United, con entrambe le squadre ferme a 14 vittorie ciascuna negli scontri tra esse (e 10 pareggi), mentre quella tradizionale, per così dire, è quella che vede i tifosi Posh opposti al Northampton Town, per il trascorso in non-league e per la precedente appartenenza della città al Northamptonshire. Negli anni recenti poi è nata una particolare avversità verso il Leicester City, come ben testimoniato da una serie di cori non troppo benevoli dedicati ai Foxes. Il pubblico del Peterborough non è numeroso, e la media spettatori a London Road è la più bassa del Championship, con circa 8.000 persone a partita. Allo stadio si arriva facilmente dalla stazione di Peterborough, che dista un miglio a piedi dall’impianto.

Record

  • Maggior numero di spettatori: 30.096 v Swansea City (FA Cup, 20 Febbraio 1965)
  • Maggior numero di presenze in campionato: Tommy Robson, 482
  • Maggior numeri di reti in campionato: Jim Hall, 122

Link

Sito Ufficiale: http://www.theposh.com
Up the Posh: http://www.uptheposh.com/
The Beautiful History (Peterborough Utd): http://thebeautifulhistory.wordpress.com/clubs/peterborough-united/
Historical Kits: http://www.historicalkits.co.uk/Peterborough_United/Peterborough_United.htm
Football Ground Guide: http://footballgroundguide.com/peterborough_united/#London-Road-Peterborough-Pubs

 

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