Around the football grounds – A trip to West Bromwich

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica che vi porta a scoprire gli stadi d’Inghilterra e la loro storia. Oggi si ritorna nelle West Midlands, già conosciute con il Molineux dei Wolves, per la precisione a West Bromwich, cittadina di circa 135 mila abitanti a pochissima distanza da Birmingham che ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo della rivoluzione industriale in Inghilterra, tanto più che il motto della città è “Work conquers all”, nella sua dicitura latina. In questa città, dal 1878, anno di fondazione, gioca il West Bromwich Albion, una delle dodici squadre fondatrici della Football League, che attualmente è protagonista in Premier League.

Uno scorcio di West Bromwich

LA STORIA

Similmente ad altre squadre, il West Bromwich Albion ha girato diverse case nei suoi primi anni di vita prima di arrivare alla sua sistemazione definitiva, il “The Hawtorns”. Il primo home ground è stato Cooper Hill, attivo già l’anno precedente la fondazione della squadra: lo stadio si trovava tra Walsall Street e Beeches Road, in un sito attualmente occupato dalla St. Phillips Church. Ovviamente, data l’epoca, gli spogliatoi non erano compresi nella struttura e si trovavano nella White Hart Public House, a poca distanza dal campo, al quale vi si accedeva tramite il retro dell’edificio, scavalcando poi un muretto. State bene attenti: la definizione di stadio per questi campi è comunque inadatta perchè qui i primi tempi le partite venivano giocate, secondo le testimonianze dell’epoca, con cappotti e cappelli al posto dei pali (e, più avanti, con pezzi di legno che venivano usati anche per formare le prime, rudimentali, traverse). Qui sembra siano state disputate 13 amichevoli con il WBA sempre imbattuto, anche se di 4 partite non esistono più tracce scritte. Nel 1879 non vi fu un vero e proprio trasferimento, ma l’aggiunta di un nuovo terreno di gioco dato che il WBA disputò, tra il 1879 e il 1881,una serie di partite anche a Dartmouth Park, a pochissima distanza da Cooper Hill. Anche qui le strutture erano rapportate all’epoca ed un pub ancora esistente, il “The Globe Inn on Reform Street”, fungeva da spogliatoio. Si era ancora in un’epoca pioneristica, senza partite ufficiali ma con partite amichevoli e pochi spettatori in grado di vedere la partita dato che dovevano rimanere a ridosso delle linee che delimitavano il campo.

Quello che resta del muretto di Coopers Hill

Il 1881 rappresenta una prima svolta nella storia del club, con l’ammissione alla prima competizione ufficiale, la Birmingham Cup, e il primo vero stadio, il Bunn’s Field, che sarà poi conosciuto come “The Birches”. Parliamo di primo vero stadio perchè il campo era delimitato e per la prima volta il club potè far pagare l’accesso ai match; come negli altri precedenti terreni però, furono i giocatori a preparare il fondo e ad allestire righe e porte con gli spogliatoi che erano staccati, situati nel Roebuck Inn (al suo posto oggi c’è il parcheggio della principale stazione di polizia della città). Rimane ben poco di questo terreno, che veniva descritto come fangoso a tal punto che il pubblico si portava da casa delle assi di legno da mettere nell’erba in maniera tale da non sporcarsi assistendo al match (la capienza riferita era di 1000-2000 persone circa). Impensabile al giorno d’oggi.

Quel che resta oggi di Bunns Field

Con la popolarità che stavano aumentando, si rese necessaria una nuova casa e nel 1882 il club ottenne di poter affittare The Four Acres, il campo cittadino di proprietà del Darmouth Cricket Club: questo spostamento rappresentò anche l’entrata nel professionismo del team, che ottenne l’accesso alla FA Cup. Nelle clausole d’affitto, la più curiosa era quella che prevedeva che il WBA potesse giocare solamente il sabato o il lunedì. Non vi sono immagini, purtroppo, ma si sa che qui vi furono le prime vere stands per il pubblico, rigorosamente in legno; fu costruito un ticket office e furono disputate due partite da ricordare: la prima è la più grande vittoria nella storia del club, 26-0 contro il Coseley; la seconda fu l’evento dell’anno 1885, il sesto turno di FA Cup contro i Rovers con più di 16 mila persone ad affollare l’impianto. La squadra perse 2-0, ma l’importanza era tale che durante la partita venivano fatti partire piccioni viaggiatori (sì, avete capito bene) verso altre località della Black Country (l’area delle Midlands coinvolta nella rivoluzione industriale) per aggiornare in tempo reale sull’andamento del match.

Anche del Four Acres non rimane traccia oggi

La crescita del club continuò e la permanenza al Four Acres durò pochissimo: nel 1885 le esigenze del club divennero talmente pressanti che si rese necessario un ulteriore spostamento. Alla società fu offerto in leasing un terreno in città a pochissima distanza da Four Acres, dietro alla birreria Sandwell, da H. Webb, proprietario del campo: dopo gli accordi di rito sul prezzo, fu allestito lo stadio, denominato Stoney Lane. Inizialmente fu rifatto completamente il terreno di gioco, furono disegnate le righe e fu costruita la prima stand, “The Noah Ark Stand”, situata sul lato della birreria rivolto sulla Sandwell Road North: la porzione al centro della tribuna fu coperta e poteva ospitare 600 spettatori mentre le due porzioni non coperte erano in grado di contenere fino a 1500 spettatori per una capienza totale di più di 2000 posti. Sul lato opposto non fu eretta una stand, ma il terreno fu sistemato e rialzato in maniera tale da poter permettere a tutti di vedere il match, anche se in caso di pioggia l’equilibrio era davvero precario a causa del fango che si formava. Qui il WBA rimase per ben 15 anni ed in questo periodo il club era davvero uno dei punti di riferimento del calcio inglese: nel 1888 non solo vinse la FA Cup, ma allo Stoney Lane disputò anche la sua prima partita nella Football League, della quale fu uno dei dodici club fondatori. Un’altra FA Cup fu vinta nel 1892; il record di spettatori di 20.977, fu segnato nel 1895 in una partita di FA Cup con il Wolverhampton mentre l’ultima partita fu giocata il 16 Aprile del 1900 contro il Nottingham Forest, terminata con una roboante vittoria per 8 a 0 davanti a poco più di 5000 persone.

L’ultimo storico “pezzo” del muro di Stoney Lane

Nel 1900 il WBA compì l’ultimo trasloco della sua storia, spostandosi nell’attuale impianto di gioco, il The Hawthorns. In realtà già da due anni il club cercava un nuovo terreno, da una parte perchè l’affitto di Stoney Lane era in scadenza con un prezzo non proprio economico, dall’altra perchè il club aveva progetti decisamente ambiziosi e già all’epoca lo stadio era un fattore importante (in altri paesi, 120 anni dopo, non la pensano ancora così…) per il ritorno economico. La scelta della location divenne importante, alla luce soprattutto del fatto che il WBA sin’ora aveva giocato in terreni vicini al centro città: stavolta l’occhio venne puntato su zone più periferiche. La scelta cadde sulla zona tra Handsworth e Smethwick per diversi motivi: innanzitutto non vi era influenza di altre squadre, poi si trattava di aree in via di sviluppo a livello abitativo ed infine il consiglio cittadino aveva appena deciso di abbassare i costi del tragitto in tram tra il centro e la zona sud ad un penny. Il terreno prescelto fu affittato dalla Sandwell Park Colliery ad un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello proposto dai proprietari di Stoney Lane, in più nelle clausole c’era la possibilità di acquisto definitivo del terreno dopo un certo lasso di tempo (cosa che avvenne puntualmente nel 1913); fisicamente il campo nacque tra due fattorie, in una zona interamente ricoperta da biancospini che venne disboscata e drenata per permettere l’arrivo del football. Ad imperitura memoria del bosco originale rimase il nome dello stadio, in auge tutt’ora, cioè The Hawthorns (in inglese il termine Hawthorn indica proprio il biancospino). L’opening game fu disputato il 3 settembre 1900 contro il Derby County e la partita si chiuse con un pareggio per 1-1: in quel momento la capienza era stimata attorno a 35.500 spettatori, con la presenza di due vere e proprie stands. La prima stand in realtà altro non era che la Noah Ark Stand di Stoney Lane trasportata direttamente nel nuovo impianto; la seconda invece fu costruita ex-novo, progettata dalla società di architetti Wood & Kendrick e capace di ospitare al momento dell’inaugurazione circa 5000 persone.

La Noah Ark Stand

Purtroppo però,nel 1904 la stand andò distrutta durante la Guy Fawkes Night, ricorrenza inglese che occorre il 5 novembre, sentita soprattutto nel passato e caratterizzata dal massiccio utilizzo di fuochi d’artificio (tuttavia non furono mai chiarite le circostanze dell’incidente, se fu per colpa effettivamente dei giochi pirotecnici o per un sigaro non spento). Questo non fermò comunque lo sviluppo dello stadio, che portò all’installazione di un half-time scoreboard nella Birmingham Road End nel 1905 e, l’anno successivo, alla costruzione di una nuova stand dal lato opposto, la Smethwick End. Negli anni successivi vennero portati miglioramenti alle stand preesistenti (in particolare alla Halfords Lane Stand) e nel 1912 fu eretta un’altra stand ove sorgeva la Noah Ark Stand; contemporaneamente fu rifatto completamente il terreno di gioco. Con l’acquisto definitivo del terreno dello stadio nel 1913, proseguirono gli interventi per migliorarlo: la Grande Guerra rallentò i progetti, ma nel 1920 i terraces iniziarono ad essere realizzati in cemento, un’opera che si completò solamente nel 1931. La risposta del pubblico fu comunque eccezionale: negli anni 20 infatti l’affluenza aumentò vertiginosamente, con lo sfondamento di quota 50 mila presenze nel 1923 e di 60 mila presenze nel 1925, con 64.612 spettatori ad assistere al derby di FA Cup contro gli arcirivali dell’Aston Villa (la capienza totale dichiarata allora era di 65 mila persone). Negli stessi anni furono disputati anche incontri internazionali al The Hawthorns e fecerò la loro comparsa anche i celeberrimi turnstiles, una delle istituzioni di qualsiasi impianto inglese. Nel 1932 fu installato un nuovo scoreboard tra la Handsworth Stand e la Smethwick End, con il precedente, sulla Birmingham Road End, rimosso.

Lo storico scoreboard di Woodman Corner

Nel 1937 fu stabilito il record ufficiale di presenze, con 64.815 persone ad affollare il The Hawthorns per il replay dei quarti di FA Cup contro l’Arsenal: il successo del club e la massiccia presenza di pubblico spinserò il club ad apportare ulteriori miglioramenti, con la sostituzione del tetto di Halfords Lane, che passò dall’essere costruito in legno all’essere fatto di amianto. I progetti di grandezza furono bruscamente interrotti dalla II° Guerra Mondiale, ma al suo termine ripresero i lavori: il primo intervento, già nel 1945, portò all’installazione del sistema audio nello stadio mentre nel 1949, primo club in Inghilterra a dotarsene, furono installati i turnstiles elettronici, in grado di registrare in tempo reale le presenze allo stadio. Gli anni ’50, soprattutto il finire del decennio, portarono in dote alcune modifiche all’impianto, in particolare lo spostamento dello scoreboard nel Woodman Corner e, nel 1957, l’installazione del sistema di illuminazione artificiale ad un costo di 18 mila sterline: la prima partita non ufficiale alla luce dei riflettori fu col Chelsea, ma la vera inaugurazione ci fu con un’amichevole contro la Russian Red Army. Sempre questo decennio rappresentò anche una svolta per il club, perchè fu l’ultimo decennio delle folle “oceaniche” allo stadio visto che negli anni successivi l’attendance non supererà mai le quote raggiunte nei primi 50 anni di vita dell’impianto.

Scorcio del The Hawthorns negli anni 60 durante una gara di FA Cup

Gli anni 60 invece portarono in dote la prima vera modernizzazione della struttura: nel 1964 infatti fu ricostruita daccapo la East Stand, tribuna da 4.300 posti che divenne nota come la Rainbow Stand per via dei suoi seggiolini variopinti. La copertura della vecchia stand fu conservata per realizzare la copertura della stand su Birmingham Road e la capienza totale dello stadio si ridusse a 50.000 posti. Anche il WBA, come gran parte dei club inglesi, fu interessato dal fenomeno degli hooligans e nel tentativo di arginarlo furono sistemate nuove protezioni e nuove barriere negli anni 70 assieme alla ristrutturazione dei terraces dei due end (Birmingham Road e Smethwick End); tra il 1979 e il 1982 fu il turno della Halfords Lane di venir ricostruita (le condizioni della vecchia stand erano decisamente precarie) e ne nacque una stand semplice a singolo anello, ovviamente coperta e con all’interno gli executive boxes (che già erano comparsi nella Rainbow Stand qualche anno prima). Il tutto con la riduzione della capacità totale dello stadio, anche qui nel tentativo di migliorare la sicurezza di tutto l’impianto.

Il The Hawthorns in una panoramica degli anni 70

In pratica nel 1982 ci trovavamo di fronte ad un impianto quasi moderno, con le due sole end dello stadio ad essere dotate di terraces e quasi nessun angolo aperto tra i diversi settori. Fu aggiunto nel 1984 un tabellone elettronico sul tetto della Smethwick End, nel 1990 fu rifatto per la seconda volta nella storia il terreno di gioco (con i fan che fecero letteralmente a gara per comprare le vecchie zolle) e progressivamente lo stadio iniziò a perdere la sua identità per via delle continue riduzioni di capienza: il Taylor report diede il definitivo colpo di grazia al vecchio The Hawthorns. Il primo passo fu compiuto nel 1992 con la rimozione della copertura della Smethwick End, il secondo grande passo fu fatto invece nel 1994 con la demolizione dei terraces della Smethwick End, del Woodman Corner e della Birmingham Road End. Il 30 aprile 1994, in particolare, fu l’ultima volta in cui vennero usati i terraces della Birmingham Road End e del Woodman Corner: a fine gara si scatenò una vera e propria “guerra” per raccattare più cimeli possibili ed evitare che andassero distrutti con la demolizione, in tipico stile british. Inizialmente sparì anche la statuetta del tordo che spiccava sul Woodman Corner, ma fortunatamente, dopo un accorato appello del club, fu restituita al WBA. Tutto questo portò all’inizio dello sviluppo del moderno The Hawthorns con la trasformazione in un all-seater stadium: le due End furono completamente rifatte e furono abiliti anche i pochi terraces rimanenti nella Rainbow Stand. ll boxing day 1994 segnò l’apertura del nuovo The Hawthorns nella sfida di Premier League contro il Bristol City, ma i miglioramenti non si fermarono perchè fu rifatto per la seconda volta in pochi anni, terza volta nella storia, il terreno di gioco. Pochi anni dopo, nel 1998, una nuova rizollatura del terreno ebbe luogo per permettere l’installazione del sistema di riscaldamento sotterraneo; con l’arrivo del Centenario dell’impianto ecco un’altra sorpresa per i tifosi WBA.

La Rainbow stand

Il 1 gennaio 2001 viene infatti disputata l’ultima partita con la Rainbow Stand, che venne demolita poco dopo per far posto alla nuova East Stand, inaugurata all’inizio della stagione successiva. Arrivarono anche ulteriori innovazioni, con l’installazione di un megaschermo widescreen nel 2002 (primo club in Inghilterra a dotarsene), l’installazione dei turnstiles compatibili con le card elettroniche e, purtroppo, la demolizione nel 2004 dello storico Woodman Pub, situato dietro il Woodman Corner, per garantire al club una possibile strada per l’ulteriore espansione dell’impianto. L’ultimo grande ritocco ci fu nel 2008, con la sistemazione della Halford Lane Stand seguito, poco tempo fa, dall’ulteriore rifacimento del terreno di gioco, ora con alcune fibre sintetiche di erba a rinforzare l’erba naturale e considerato tra i migliori d’Inghilterra, all’avanguardia anche per quanto riguarda il sistema di irrigazione e di riscaldamento.

Il The Hawthorns prima della demolizione della Rainbow Stand

Le sempre tristi immagini della demolizione di un mito

L’IMPIANTO ATTUALE

Panoramica del The Hawthorns oggi

Con tutti i miglioramenti fatti negli ultimi 20 anni, il The Hawthorns oggi si configura come un impianto capace di unire modernità e tradizione. Consta di 4 stand tutte collegate tra loro, in particolare la East Stand è collegata alle due end mediante due corners, mentre la West Stand è stata costruita in maniera tale da non averne bisogno. La capienza ufficiale è di 26.272 spettatori. Come già accennato, il nome nasce dalla fitta massa di biancospini che ricopriva il terreno da cui poi fu ricavato lo stadio originale; tra i tifosi però il The Hawthorns è meglio conosciuto come “The Shrine” (il santuario per chi non masticasse bene l’inglese), un nick che fa ben capire quanta devozione ci sia verso il loro stadio da parte dei tifosi del WBA.

WEST STAND

La West Stand

Nonostante si tratti della stand risistemata più di recente, a livello di costruzione è la più antica dello stadio. Come avrete letto, fu fatta nel 1980 e successivamente sistemata più volte fino a renderla moderna come appare oggi: una stand a singolo anello, capienza limitata (circa 4640 posti) ma dotata di un’intera fila di executive boxes, VIP seatings e tutte le strutture per i media. Nella sua pancia abbiamo gli spogliatoi, mentre integrate con il pubblico ci sono le panchine. Sullo spessore della copertura campeggia il nome del club, affiancato, immancabilmente, dagli sponsor; la curiosità è che guardando dall’alto lo stadio si tratta della sezione più bassa, dando una sorta di aspetto asimmetrico all’intero impianto. Come nome ufficiale è stato deciso di utilizzare l’impersonale West Stand, rimpiazzando quindi il nome storico, Halfords Lane Stand; essendo infine la tribuna più piccola, è anche quella che nei progetti del club potrebbe essere ingrandita: le idee già c’erano, con una capienza totale finale di circa 30mila posti, ma l’aggiunta di un anello o addirittura il rifacimento dell’intera tribuna furono fermati dal brutto momento del club a livello di risultati a metà degli anni 2000.

BIRMINGHAM ROAD END

The Brummie

L’End situata in corrispondenza della A41 (che porta, per l’appunto a Birmingham da West Bromwich) è il cuore del tifo del club, chiamata semplicemente dai tifosi “Brummie” o “Brummie Road”. Viene eretta nel 1994 ed è organizzata su due anelli piuttosto uniformi; può contentere 8.286 spettatori, molti meno dello storico terrace che ha rimpiazzato. Una piccola curiosità è che tra l’anno di costruzione ed il 2004 la stand cambiò nome: si chiamava infatti Apollo 2000 stand, grazie ad un accordo commerciale tra il club e la società elettronica in questione. Fortunatamente il contratto non fu rinnovato e la stand riprese il suo nome originale. L’unica modifica effettuata è stata la sostituzione dei seggiolini nel 2009: sono stati uniformati come colore a quelli del resto dello stadio, togliendo le scritte che distinguevano la end dalle due tribune. A collegare la Brummie alla East Stand troviamo il Woodman Corner, del cui pub vi abbiamo già parlato così come vi abbiamo già accennato al tordo che svetta in alto, mascotte del club e che ha sempre avuto sede in questa sezione dello stadio.

Il Throstle

EAST STAND

La East Stand

Si tratta della sezione più recente dello stadio, costruita nel 2001 sulle ceneri dell’amatissima Rainbow Stand. Si tratta di una stand a due anelli che costituisce a tutti gli effetti la main stand dell’impianto; dall’esterno la sua forma si sposa armoniosamente con le due end mentre, come detto, risalta la differenza in altezza e maestosità con la West Stand. Al suo interno troviamo gli executive boxes, la reception area del club, gli uffici del club ed il secondo museo del club (l’altro si trova nella west stand) nonchè l’immancabile club shop del team; può ospitare 8.791 spettatori compreso il Woodman Corner ed il Millenium Corner, che raccorda questa stand alla Smethwick End. Altra curiosità sul Woodman Corner è che all’esterno dello stadio, corrispondente al settore, si trovano le Jeff Astle Gates, porte di accesso all’impianto dedicate al leggendario attaccante del West Bromwich deceduto nel 2002. Le gates furono inaugurate nel luglio 2003.

Le Jeff Astle Gates

SMETHWICK END

La Smethwick End

Costruita nel 1994 assieme alla Brummie dalla Kendrick Construction Group, è la End deputata ad ospitare i tifosi ospiti che spesso ottengono tutta la stand e non solo una parte di essa. Tuttavia qui di recente hanno trovato posto i tifosi più rumorosi del WBA, quasi a voler sfidare le tifoserie avversarie a livello vocale. 5.816, divisi su due anelli, sono i posti a sedere della End, che ospita anche al suo interno il centro di controllo dell’impianto

L’ATMOSFERA

L’atmosfera al The Hawthorns è tutta da vivere, ma raggiunge i suoi picchi massimi nelle sfide contro i Wolves (il Black Country derby di cui vi avevamo parlato in occasione della storia del Molineux) e contro l’Aston Villa. Molto meno sentita è la rivalità con il Birmingham. In origine era contro il Villa la rivalità più sentita, ma poi, per l’affinità di categoria  sono stati i Wolves a guadagnarsi la palma di rivale più acerrima. In queste sfide sale alto al cielo l’inno del club, “The Lord’s my Sheperd”, che arriva direttamente dal vecchio Testamento (Psalm 23, che noi tutti conosciamo come “Il Signore è il mio pastore”) e stare nella Smethwick End dev’essere un’esperienza da provare assolutamente; i gol tradizionalmente vengono festeggiati con il “boing boing”, saltellando up and down sul posto.

Lo stadio è quasi sempre pieno, l’attendance media è decisamente vicina alla capienza e questo garantisce sempre un colpo d’occhio spettacolare nelle partite casalinghe. Il programma della partita viene stampato ininterrottamente dal 1905 e i fans del WBA negli ultimi anni hanno saputo essere piuttosto creativi: nell’ultima trasferta di ogni stagione infatti hanno iniziato a creare una tradizione, quella di vestirsi in maniera particolare ed è da citare il travestimento del 2004, da vichinghi, per onorare il loro giocatore della stagione, Thomas Gaardsøe Christensen. Ricordiamo anche che nel 2002 sono stati votati come migliori fans d’Inghilterra ed attualmente sono tra le tifoserie più rispettate (secondo la nostra concezione di tifo).

CURIOSITA’

Nonostante la sua storia ultracentenaria, il The Hawthorns non ha ospitato molte partite di livello internazionale. La nazionale inglese qui ci giocò solamente alcune partite prima degli anni 50, ma da allora non vi fu più alcuna visita. Sempre nell’epoca del bianco e nero qui si disputarono due semifinali di FA Cup; da segnalare che nel 1987 il Telford United giocò qui un replay di FA Cup contro il Leeds rifiutandosi di giocarla al proprio stadio per la cattiva fama degli hooligans avversari. Passando ad altri sport, il The Hawthorns ospitò agli albori numerosi eventi di atletica leggera, tra cui, nel 1908, il finale della prima maratona nelle Midlands, nella quale si distinse Jack Price che andò poi a disputare le successive Olimpiadi Londinesi. Anche il cricket trovò casa qui negli anni 70, con il match tra India e Pakistan che raccolse però ben pochi spettatori; infine nel 2000 e nel 2001 si disputarono qui dei tornei di Kabaddi, sport di origini sud asiatiche del quale però vi confesso che so ben poco.

Capacità: 26.272

Misure del campo: 105 x 68 metri

Record attendance: 64.815 (1937 – Fa Cup vs Arsenal)

Record attendance attuale: 27.751 (2005 – Premier League vs Portsmouth)

FONTI

Football ground guide

Wikipedia

WBA official site

Albion till we die

WBA History

Groundhopping

3 thoughts on “Around the football grounds – A trip to West Bromwich

  1. Pingback: Viaggio nella Birmingham del calcio: parte terza, West Bromwich Albion | English Football Station

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