Viaggio nella Manchester del calcio: introduzione

Coat_of_arms_of_ManchesterUltima tappa del nostro viaggio a spasso per le città inglesi che ospitano due squadre professionistiche, che concludiamo nella città sede della squadra campione in carica e della seconda più vincente di sempre, ma in quanto a titoli inglesi la più vincente. Quella Manchester che, nella nostra visita di Febbraio, ci ha accolto con la neve, la nebbia e un freddo che difficilmente scorderemo. Ora, quando si pensa a Manchester si pensa irrimediabilmente alla rivoluzione industriale, visto che la città fu una delle, se non La capitale di quel processo che trasformò radicalmente l’Europa e il Mondo; e in effetti i segni della rivoluzione industriale si vedono ovunque, visto che l’archeologia industriale è intervenuta incisivamente nelle decisioni e molti nuovi edifici sono stati ricavati da vecchie fabbriche o capannoni che sono stati così mantenuti in vita. Il cuore pulsante della città, che abbiamo capito ruotare, specie in inverno, attorno al centro commerciale di Arndale e a una vicina galleria, conserva questi elementi industrialeggianti, sette-ottocenteschi, accanto a strutture decisamente più moderne. Nel complesso, la città non sembra essere malvagia, non almeno come ce l’aspettavamo essere.

Residui di industrializzazione

Residui di industrializzazione

Manchester è una city e un metropolitan borough facente parte della contea della Greater Manchester, un’area ad altissima densità di popolazione. Conta intorno ai 500.000 mila abitanti, che raggiungono però i 2 milioni e 200 mila se si tiene conto di tutta l’area urbana, un’area che conobbe il suo sviluppo grazie all’industria, come detto, mentre prima altro non era che un insieme di piccoli borghi rurali. I canali che attraversano in vari punti la città non ne fanno propriamente una Venezia del nord, visto che si percepisce immediatamente con che scopo vennero creati. La città, che nel 1996 ha conosciuto un momento di quasi-tragedia con l’attentato rivendicato dall’IRA (non ci furono vittime, ma ingentissimi danni economici), è ora la classica città post-industriale come detto, che mantiene lineamenti antichi sposandoli con elementi di modernità assoluta; è ottimamente servita dai mezzi pubblici, specialmente dal Metrolink, un servizio di metropolitana leggera in continua espansione (è prossima l’apertura di un tratto che toccherà, tra le altre mete, l’Etihad Stadium) molto comodo. Elegge cinque MPs (parlamentari), con una netta prevalenza laburista come ovvio viste le radici operaie degli abitanti.

L'altro Old Trafford

L’altro Old Trafford

Per il resto, la città offre poche attrazioni, i musei principali, sebbene vi sia una Art Gallery (nonchè una biblioteca davvero grande), sono dedicati all’industria o ai suoi derivati (museo della scienza e della tecnica, museo dei trasporti etc.). Dal punto di vista letterario offre poco, anche se il soggiorno di Engels a Manchester fu decisivo in tutta l’opera del teorico tedesco; un po’ meglio va con la musica, visto che la città è rappresentata dai famosissimi Oasis, oltre che da altri gruppi tra cui i Buzzcocks che i più attenti si ricorderanno essere citati in Febbre a 90′ (con i leggendari topi di zucchero) o gli Smiths. Nella vicina Salford viene inoltre trasmesso, dagli studi locali della BBC, Match of the Day, il Programma calcistico con la P maiuscola, con Gary Lineker, Alan Shearer, Alan Hansen in studio, mentre in altre nazioni le trasmissioni sportive sono in mano a personaggi di discutibile competenza (ogni riferimento all’Italia NON è casuale). Anche il Guardian, famoso giornale nazionale, venne fondato a Manchester, anche se dal 1964 la sede principale è a Londra.

I fratelli Gallagher con la maglia del loro amato Man City

Oltre ad essere sede del Lancashire Cricket Club (il Lancashire è contea prossima alla città), che curiosamente gioca ad Old Trafford (un miglio circa di distanza dallo stadio del calcio), la città ospita quelle che sono attualmente le due squadre inglesi più forti, il Manchester City e il Manchester United. Il derby tra le due squadre è stato giocato, ad oggi, 164 volte: 68 vittorie dello United, 50 pareggi e 46 vittorie del City. Tra le tantissime partite disputate, menzioniamo il “Denis Law game”: Law, leggenda dei Red Devils ma che ha indossato anche la maglia azzurra dell’altra parte della città, proprio giocando per il City segnò un goal all’Old Trafford che diede ai Citiziens la vittoria per 1-0 nell’ultima partita stagionale; poichè pensava che il suo goal avesse condannato la sua ex squadra alla retrocessione, uscì immediatamente dal campo a testa bassa, sostituito dal manager, mentre in realtà anche una vittoria dello United avrebbe significato comunque la retrocessione dei Red Devils. Era il 1974, e Law non giocò più una partita di campionato. Il Manchester United ritornò invece in First immediatamente e si preparerà a scrivere, un decennio dopo, nuove pagine di leggenda.

Manchester-Derby1Le due squadre hanno un largo seguito, oltre che una fiera rivalità, anche se, fino agli anni ’60, era usanza per i tifosi di Manchester seguire entrambe le squadre quando queste giocavano in casa, anche se se ne tifava una sola: non era raro pertanto trovare tifosi dello United a Maine Road o del City a Old Trafford. Ora, è opinione comune e diffusa che il cittadino di Manchester città tifi per il City, mentre quello delle aree circostanti o fuori contea sia più incline a tifare Red Devils. E questo è confermato dai fatti: secondo uno studio della Manchester Metropolitan University condotto sugli abbonati di entrambe le squadre, i season-ticket holders (come è ovvio), il 40% degli abbonati del Manchester City proviene dall’area dal post-code mancuniano, mentre per quanto riguarda i Red Devils il 29% degli abbonati proviene dalla stessa zona. Questa sociologia spicciola del tifo mancuniano è comunque interessante a capire la localizzazione dei tifosi delle due squadre, squadre che andiamo a conoscere partendo dalla Manchester azzurra: andiamo a conoscere il Manchester City Football Club.

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