Viaggio nella Liverpool del calcio: parte terza, Tranmere Rovers

Tranmere Rovers Football Club
Anno di fondazione: 1884
Nickname: the Rovers
Stadio: Prenton Park, Birkenhead
Capacità: 16.587

Eravamo tentati di scrivere nel titolo del topic “viaggio nella Liverpool del calcio (più o meno)”, perchè in realtà oggi non siamo più nella città del Liver bird ma dall’altra parte dell’estuario del Mersey, a Birkenhead, secondo l’ormai consueta e ingarbugliata amministrazione locale inglese town facente parte del metropolitan borough of Wirral. La città è posta sulla penisola di Wirral, per l’appunto. 80 mila abitanti circa che eleggono un Member of Parliament e poco altro. Due record, però: il primo parco pubblico aperto in U.K. e la prima rete tramviaria d’Europa. Mica scherzi, specie il secondo. Hamilton Square, la piazza principale, contiene inoltre il più alto numero di costruzioni di Grado I dopo Trafalgar Squadre (Grado I, II e III è il sistema di catalogazione dei monumenti e costruzioni d’interesse), frutto anche dell’opera dell’architetto scozzese James Gillespie Graham, che operava nel ridisegnare la città secondo le direttive di William Laird, costruttore navale scozzese e proprietario della Cammell Laird, che fece di Birkenhead la sua città adottiva. Ed in questa città che abbiamo brevemente descritto gioca una squadra di Football League, che non ha mai conosciuto la massima serie ma che ogni Sabato porta in media 5.000 scousers allo stadio, Prenton Park. Questa squadra è il Tranmere Rovers, che abbiamo già incontrato in quanto prima squadra di Dixie Dean (nativo proprio di Birkenhead).

L’origine del club va fatto risalire al 1884, quando due club di cricket che, come molti altri che abbiamo visto, possedevano le rispettive squadre di calcio, si fusero insieme; queste due squadre erano il Belmont e il Lyndhurst Wanderers e diedero vita al Belmont Football Club, che un anno dopo cambiò il proprio nome in Tranmere Rovers Football Club. Tranmere altro non è che un sobborgo di Birkenhead, modo per legare la squadra alla comunità, cosa frequente come abbiamo visto. Il tutto sotto la guida del primo presidente, James McGaul, the father of Tranmere. Primo match contro il Brunswick Rovers, vittoria per 4-0 in amichevole. Maglia blu con pantaloncini bianchi, e tale rimarrà fino al 1889, quando venne cambiata in marrone e arancio, combinazione poco fortunata che rimarrà fino al 1904, quando si tornò al blu. Nel 1886 il Tranmere prese parte alla sua prima competizione, la Liverpool & District Challenge Cup; nel 1889 entrò a far parte della West Lancashire League. Il primo impianto della squadra, un campo chiamato Steele’s Field, da cui si accedeva tramite il Beekeepers’ Pub e attraversando il campo del Tranmere Rugby Club; questo fino al 1887, quando il club acquistò Ravenshaws Field, campo del suddetto Rugby Club e che venne rinominato Prenton Park nel 1895: ma attenzione, non si tratta dell’attuale stadio, che semplicemente riprende quel nome ma non ha nulla a che vedere con Ravenshaws. Il cambio di nome avvenne imbattendosi in un consiglio nella pagina della posta del Football Echo, modalità certamente curiosa e che tra l’altro andava anche a coprire un’altra zona di influenza, Prenton appunto che è anch’esso sobborgo di Birkenhead.

Torniamo alla squadra, che nel 1897 passò dalla West Lancashire alla Combination League (the Combination), competizione più prestigiosa della precedente e che vinse del 1908, passando poi nel 1910 alla Lancashire Combination (vinta nel 1913/14), che oggi dopo la fusione con la Cheshire County League forma la North West Counties League. Comunque, a suggello delle crescenti ambizioni del club, nel 1912 vi fu il trasferimento da Prenton Park a…Prenton Park, l’attuale impianto, però. In realtà il trasferimento fu forzato, visto che l’area del vecchio Prenton venne richiesta dall’amministrazione locale per costruirvici case e una scuola; il nome però rimase e venne trasferito al nuovo impianto, che fu inaugurato ufficialmente dal Mayor of Birkenhead, George Proudman. Nello stesso anno Bert Cooke venne nominato manager: lo rimarrà per 23 lunghi anni. Alla ripresa delle competizioni dopo la guerra, il Tranmere entrò nella Central League, che aveva appena visto l’esclusione del Leeds City, con un tempismo perfetto perchè nel 1920 la creazione della Third Division della Football League riguardò anche quattro squadre della Central, una di queste, appunto, i Rovers. Primo match in Football League contro il Crewe Alexandra, vittoria per 4-1 a Prenton Park. E fu proprio in questi anni che fece il suo esordio per il club William Dean, “Dixie”: nel 1923/24 tre partite fecero da antipasto per la stagione successiva, in cui il giovane Dixie in 27 partite mise a segno 27 reti, attirandosi addosso gli occhi dell’Everton che non se lo lasciò sfuggire. Stessa sorte toccò, nel 1926, a Tom “Pongo” Waring, implacabile bomber ceduto per 4.700 sterline all’Aston Villa, e nel 1936 a Robert “Bunny” Bell, che dopo una prestazione da nove goal in una partita (13-4 contro l’Oldham Athletic, record ogni epoca della lega per goal segnati in una partita, 17) si aggregò anch’egli all’Everton.

Gli anni ’30 furono lo scenario del primo successo del club in Football League, la vittoria della Third e la conseguente promozione in Second Division nel 1938, che rimane l’unico campionato conquistato dalla squadra nella lega per eccellenza del calcio inglese; l’anno successivo, tuttavia, il club retrocesse nuovamente in Third Division North, in cui rimase dalla ripresa del campionati fino alla creazione della Division Three nel 1958. Nel frattempo fece l’esordio per il Tranmere Harold Bell, che ne diventerà mitico capitano; il mito risiede nel fatto che Bell detiene il record di maggior numero di presenze consecutive per una squadra britannica, 459: non saltò mai una partita dal 1946 al 1955, quando fu tolto dall’undici titolare pur rimanendo nel club fino al 1961. In quello stesso anno, il Tranmere conobbe anche la prima avventura in Division Four, che portò al cambio sulla panchina con l’arrivo, dal Bury, di Dave Russell. Russell, oltre ad archiviare la promozione nel 1967, fu responsabile di una svolta storica, l’abbandono della divisa maglia blu-pantaloncini bianchi in favore di un completo all-white. Il motivo era semplice: si voleva creare una precisa immagine del club staccata da quella dell’Everton, vicino di casa prestigioso che vestiva lo stesso completo dei Rovers. Il completo bianco diventerà da quel momento in avanti la divisa ufficiale, salvo un periodo negli anni ’80 che coincise col ritorno al blu.

La vecchia cowshed del Prenton Park pre-ristrutturazione

Gli anni ’70, che si aprirono col record di spettatori ogni epoca a Prenton Park (24.424 per una partita di FA Cup contro lo Stoke City) furono segnati nella loro prima metà dall’arrivo, nelle vesti di player/manager, di Ron Yeats, capitano del primo grande Liverpool di Shankly. Era il 1972, e Yeats portò con se, tra gli altri, Ian St John e niente meno che Bill Shankly, con un ruolo puramente consultivo certo, ma pur sempre Bill Shankly. Questa squadra, nel 1973, mise a segno una delle vittorie più famose nella storia del club, 1-0 ad Highbury contro l’Arsenal in un match di League Cup. Fu però una gloria illusoria, tant’è che, con la retrocessione del 1975, si aprì il periodo più buio nella storia del club, con il rischio di scomparire sia dalla Football League sia dalla faccia della Terra. L’unica gioia, l’arrivo nel 1979 di Steve Mungall, che diventerà un’autentica bandiera del club del Merseyside. I problemi finanziari, alleviati in parte dai tifosi con le loro raccolte fondi in parte dalla stessa amminstrazione del borough di Wirral, conobbero il punto di massimo storico quando il club venne posto in amministrazione controllata nel 1987; l’intervento dell’uomo d’affari locale Peter Johnson evitò guai peggiori, e anzi segnò un punto di svolta positivo. Si aprirà infatti in quel momento una stagione di successi per il Tranmere, con la massima serie che si fece obbiettivo concreto.

John King, ex giocatore del club con più di 200 presenze, aveva già allenato i Rovers dal 1975/80, periodo come detto sfortunato dentro e fuori dal campo; quando Johnson lo richiamò sulla panchina del Tranmere, King mai avrebbe potuto immaginare cosa stava per accadere. Dopo un’ottima apparizione al Football League Centenary Trophy, trofeo organizzato nel 1988 per celebrare i 100 anni di esistenza della Lega in cui il Tranmere eliminò Wimbledon e Newcastle, nel 1988/89 la squadra di King, col secondo posto finale in Division Four, ottenne la promozione in Third Division, e fece un quasi back-to-back interrotto solo dal Notts County, a Wembley, nella finale di playoff; ma sempre a Wembley, una settimana dopo la finale col County, i Rovers misero in bacheca il Football League Trophy, sconfiggendo il Bristol Rovers per 2-1. Oltre al già citato Mungall, facevano parte di quella squadra Ian Muir, recordman di goal per il club, e il pluripresente John Morrissey. In un capovolgimento degli eventi, persero l’anno successivo la finale di Football League Trophy, ma vinsero quella di playoff contro il Bolton Wanderers, nemmeno troppo distante da Birkenhead e per questo considerato rivale: 1-0 e fu Division Two.

Football League Trophy 1990

L’arrivo di John Aldridge dal Liverpool, regalo per la promozione nella seconda serie, corrispose con il periodo di maggior successo del club, che dal 1993 al 1995 conquistò per tre volte di seguito l’accesso ai playoff per la promozione in Premier League, oltre che una semifinale di League Cup contro l’Aston Villa; oltre ai successi sul campo, Prenton Park venne ristrutturato per adattarlo ai dettami del Rapporto Taylor, anche se si perse quel fascino old style che il vecchio Prenton aveva, specialmente nella Cowshed End. Aldridge indossò le vesti di player/manager quando nel 1996 King si ritirò, e dal 1999 solo quelle di manager, guidando nel 2000 il Tranmere alla finale di League Cup, culmine di quel decennio meraviglioso in cui, come per il campionato, il sogno si infranse ad un passo dalla meta: fu il Leicester City a piegare per 1-2 i Rovers, ridotti peraltro in dieci uomini. La retrocessione dell’anno successivo sancì l’addio alla Division Two (nel frattempo diventata One) e quello di Aldridge, nonostante un ottimo cammino in FA Cup interrotto solo dal Liverpool (ma potendo vantare una vittoria per 3-0 a Goodison Park contro l’Everton). L’ultimo sussulto si ebbe nel 2004/05, quando la corsa in FA Cup raggiunse il 6th round e fu interrotta solo dal Millwall di Dennis Wise, futuro finalista di quell’edizione. Tutt’oggi il club si trova in terza serie, ora League One, e nel momento in cui scriviamo guida la classifica insieme allo Sheffield United.

Chiudiamo con la storia del simbolo. Fino al 1962 il Tranmere non adottò mai stemmi sulla maglia; su solo in quell’anno, l’anno in cui Russell introdusse le maglie bianche, che il club fece suo lo stemma del Borough di Birkenhead con relativo motto latino “Ubi Fides ibi Lux et Robur”. Dieci anni più tardi, apparve al suo posto il monogramma T.R.F.C., mentre nel 1987 venne introdotto l’antenato dell’attuale simbolo, derivato da quello del borough che a sua volta era comprensivo dei sobborghi che lo costituivano. Citiamo pari pari dall’ottimo The Beautiful History, vera bibbia degli appassionati di loghi calcistici: “The lion in the first quarter is from the arms of the family of Massey, founders of the Benedictine Monastery in 1150. The oak tree was the main feature of the Tranmere local board, the star is representative of Bebington and the two lions in the fourth quartering allude to Oxton. The crescents are said to represent the Laird family, whose shipbuilding yards did much for the development of the town“. Arrivare a Prenton Park col treno è complicato: la stazione più vicina, Rock Ferry si trova a 15 minuti di distanza a piedi, e lo stesso si può dire per Birkenhead Central: è quindi consigliabile avvalersi di autobus o taxi.

Trofei

  • Football League Trophy: 1990

Records

  • Maggior numero di spettatori: 24.424 v Stoke City (FA Cup, 5 Febbraio 1972)
  • Maggior numero di presenze in campionato: Harold Bell, 595
  • Maggior numero di goal in campionato: Ian Muir, 142

9 thoughts on “Viaggio nella Liverpool del calcio: parte terza, Tranmere Rovers

  1. Complimenti! Assolutamente complimenti! Un viaggio meraviglioso nella Old England calcistica senza muoversi da casa! Vi ho scoperto da poche ore e già mi fate impazzire!E che dovizia di particolari nell’esporre! Sublimi! Continuate così! Vi seguirò come un segugio!!!Ciao alla prox!

  2. Pingback: Footballshire: il calcio nelle contee inglesi. Settima puntata | English Football Station

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