Viaggio nella Londra del calcio: Barnet, Dag & Red, AFC Wimbledon

Concludiamo il nostro viaggio londinese con il trittico di squadre della Greater London attualmente in League Two, ovvero Barnet, Dagenham & Redbridge e AFC Wimbledon. Partiamo con il Barnet, la squadra più a nord tra quelle professionistiche londinesi.

Barnet Football Club
Anno di fondazione: 1888
Nickname: Bees
Stadio: Underhill, Barnet Lane, Barnet
Capacità: 5.500

La storia del Barnet nel calcio che conta è relativamente recente: l’esordio delle Api in Football League è infatti datato 1991. Prima di quell’anno, una vita tra i dilettanti, e una storia alle origini parecchio confusa che vediamo in breve. Il Barnet Football Club nasce nel 1888, fondato da ex studenti del Cowley College e Lyonsdown Collegiate School; una squadra esisteva comunque già in precedenza, con i nomi di Woodville FC prima (dal 1882 al 1885) e New Barnet FC (dal 1885 al 1888) in seguito. Soprannome della squadra, The Hillmen, e la collina (hill) tornerà spesso nella storia della squadra, collina simbolo di High Barnet (ecco spiegato il motivo della ricorrenza). Il Barnet FC cessò però di esistere nel 1901/02, ragion per cui abbiamo parlato di origini confuse, confusione a cui contribuiscono due società nate nel frattempo, una della quali, il Barnet Avenue (1890) nutriva forte rivalità con il Barnet FC; l’altra era il Barnet Alston (1901). Il Barnet Avenue, approfittando della scomparsa dell’originale Barnet Football Club, cambiò nome proprio in Barnet FC, ma era l’Alston a ottenere i successi più importanti (London League 1906/07), oltre a vestire una maglia a righe ambra e nere che sono tuttoggi le maglie del Barnet e a giocare le partite interne, dalla stagione 1907, all’Underhill, attuale stadio della squadra (oltre che dell’Arsenal riserve).

La stiuazione si stabilizzò nel 1912, quando Alston e ex-Avenue (divenuto, ricordiamo, Barnet FC) si unirono creando il Barnet & Alston FC, membro fondatore della Athenian League (lega amatoriale che cesserà di esistere nel 1984 e che comprendeva le squadre di Londra e dintorni). Rimarranno, the Bees, nell’Athenian fino al 1965. Cinquantatrè lunghi anni, con alcuni acuti tra cui la pietra miliare della prima partita trasmessa in televisione, dalla BBC: Barnet-Tooting & Mitcham, Ottobre 1946. Nel 1919 intanto il Barnet & Alston era diventato Barnet Football Club, terzo club a portare questo nome e questa volta definitivamente. Dicevamo del 1965, anno in cui il Barnet venne promosso in Southern League One, passò allo status semi-professionista e, la stagione successiva (1965/66) ottenne la nuova promozione in Southern League Premier. Gli anni ’70 videro un’altalena tra i due livelli di Southern League, oltre a famosi giocatori che indossarono la maglia ambra e nera del Barnet in quel periodo, tra i quali Bob McNab e soprattutto Jimmy Greaves. La neonata Alliance Football League (poi divenuta Football Conference come la conosciamo oggi) accolse tra le sue braccia il Barnet in virtù dei risultati ottenuti dal club nelle due precedenti stagioni di Southern League Premier. Era il 1979.

Il Barnet rimase in Conference fino alla stagione 1990/91, quando vinse il campionato ottenendo così l’accesso, prima volta nella sua storia, alla Football League (Division Four). L’assaggio, il primo, di Football League durò dieci stagioni; poi la retrocessione in Conference, e il ritorno in Football League Third Division (poi League Two) nel 2005, dove si trova tuttora, con nel mezzo qualche apparizione ai playoff. Chiudiamo questi tre paragrafi dedicati al Barnet con un’analisi dello stemma, che riteniamo interessante perchè racchiude in se l’essenza di Barnet. Sopra la verde collina di High Barnet già menzionata in apertura, campeggiano infatti due spade incrociate e due rose, una rossa (Lancaster) e una bianca (York), simbolo della battaglia di Barnet del 1471, una delle principali nella celebre “guerra delle due rose”. Per quanto riguarda il nickname, invece, pare derivi dalle apicolture presenti nella zona di Underhill nei primi anni di utilizzo dell’impianto (da parte dell’Alston, come visto). Infine, la rivalità più sentita era quella con l’Enfield, risalente agli anni ’80 ma venuta meno sia per i problemi finanziari dell’Enfield, sia per l’ascesa del Barnet, che ha portato il club a scontrarsi con altre realtà londinesi quali Leyton Orient e Brentford (“The battle of the Bees“).
Spostiamoci a nord-est ora, a casa del Dag & Red.

Records

  • Vittoria più larga: 7-0 v Blackpool (Division Three, 11 Novembre 2000)
  • Sconfitta più larga: 1-9 v Peterborough United (Division Three, 5 Settembre 1998)
  • Maggior numero di spettatori: 11.026 v Wycombe Wanderers (FA Amateur Cup, 1952)
  • Maggior numero di presenze in campionato: Les Eason, 648
  • Maggior numero di reti in campionato: Arthur Morris, 403

Dagenham & Redbridge Football Club
Anno di fondazione: 1992
Nickname: Daggers
Stadio: London Borough of Barking and Dagenham Stadium (Victoria Road), Dagenham, Essex, RM10
Capacità: 6.078

La storia del Dagenham & Redbridge è recentissima: vent’anni, nel calcio inglese, sono un’inezia; eppure, la squadra del nord-est londinese si trova già, da qualche stagione, in Football League. Il Dag & Red nasce nel 1992 dalla fusione del Dagenham e del Redbridge Forest, quest’ultimo a sua volta unione tra Leytonstone e Walthamstow e che aveva, nel 1991, raggiunto la promozione in Conference, campionato da cui partì la nuova società così costituita. Nel 1996 il club retrocesse in Isthmian League, rimanendoci tre anni, fino alla stagione 1999/2000 che vide il ritorno in Conference, dove i Daggers rimasero fino al 2006/07 quando arrivò l’ingresso in Football League per la prima volta nella breve storia del club. Nel 2009/10 la stagione culminò addirittura con la promozione in League One (vittoria ai playoff nella finale contro il Rotherham United), dove però il Dag & Red rimase una sola annata, terminando al 21esimo posto e retrocedendo così nuovamente in League Two, dove tuttora rimane.

Questo è il viaggio più breve che abbiamo fino ad ora affrontato. D’altronde è una società recentissima, con una storia quindi compressa in vent’anni e, a differenza dell’AFC Wimbledon che vedremo tra poco, senza un passato e di imprese da narrare. E allora, per non lasciare il Dag & Red così, con due parole in croce, spendiamo qualche riga per parlare dello stadio, Victoria Road, ora per motivi di accordi con la comunità locale ribattezzato “London Borough of Barking & Dagenham stadium”, il più classico degli stadi di League Two/Conference. Due tribune laterali, una delle quali inevitabilmente chiamata North Stand, e nei due end una tribuna nuova di zecca (con rigorosa scritta “Daggers” fatta con i seggiolini, destinata ai tifosi ospiti però) e una piccola, che sembra più una fermata dell’autobus estesa per 60 metri (“Bury Road End”). A Victoria Road si arriva comodamente via Tube, District Line fino a Dagenham East e lo stadio è poco più a nord rispetto alla stazione. Un viaggio diverso che merita però di essere fatto.

Records

  • Vittoria più larga: 6-0 v Chester City (League Two, 2009)
  • Sconfitta più larga: 0-5 v Peterborough United (League One,)
  • Maggior numero di spettatori: 5.949 v Ipswich Town (FA Cup)
  • Maggior numero di presenze in campionato: Tony Roberts, 445
  • Maggior numero di reti in campionato: Danny Shipp, 102

AFC Wimbledon
Anno di fondazione: 2002
Nickname: the Wombles, the Dons
Stadio: Cherry Red Records stadium (Kingsmeadow), Kingston Road, Kingston Upon Thames, Surrey
Capacità: 4.720

 Chiudiamo i nostri viaggi londinesi nel sud-est della capitale, qualche miglia più a est di Wimbledon, andando a trovare l’ominima squadra erede di quel Wimbledon che fece sognare i romantici del pallone sul finire degli anni ’80 e i primi ’90, soprattutto con la vittoria dell’FA Cup del 1988 contro il potentissimo Liverpool e con quel nucleo di giocatori (Dennis Wise, Vinnie Jones, John Fashanu) passato alla storia con il nickname Crazy Gang. La storia dell’AFC Wimbledon inizia nel momento stesso in cui la Football League, con decisione senza precedenti, approva lo spostamento del Wimbledon Football Club a Milton Keynes, città di quasi 200.000 anime del Buckinghamshire a cui una squadra professionistica mancava e che, nella testa dei fautori di questo scempio (non riusciamo a chiamarlo diversamente) avrebbe sicuramente potuto attrarre più persone allo stadio che non il Wimbledon, peraltro da anni ormai privato della sua casa storica, Plough Lane (“show me the way to Plough Lane…”, abbandonato nel 1991 per mancanza di fondi necessari a ristrutturare lo stadio secondo le disposizione del Rapporto Taylor). Sradicare una squadra dal suo quartiere, dalla sua città è la cosa meno inglese che ci viene in mente, è un’americanata e per quanto ci riguarda auguriamo, sportivamente, tutto il male possibile al Milton Keynes Dons (americanata anche il nome, orrendo). Fattostà che i tifosi veri, originali del Wimbledon non poteva restare a guardare.

Fu così che nel 2002 un gruppo di tifosi, con in testa Kris Stewart, fondò la nuova squadra, organizzando una tre giorni di provini perchè, a questa squadra, qualche giocatore serviva in linea di massima. Iscritti alla Combined Counties Premier Division, alla prima partita (amichevole prestagionale) 4.657 tifosi accorsero a salutare la nuova avventura; a fine stagione (promozione sfiorata di un soffio) la media spettatori superò i 3.000 a partita, più di quanto facesse il Wimbledon F.C. (il trasferimento a Milton Keynes, sebbene ormai deciso, venne attuato solo la stagione seguente). Promozione rimandata solo di un anno, perchè nel 2003/04, con 42 vittorie e 4 pareggi, l’AFC Wimbledon stravinse la Combined Counties Premier ottenendo così l’accesso alla Isthmian League. La vita in Isthmian fu più dura e, nonostante diverse apparizioni ai playoff, solamente alla quarta stagione il club, con alla guida Terry Brown, riuscì a ottenere la promozione in Conference South. A questo punto mancavano solo due livelli prima del ritorno in Football League: la Conference South, appunto, e la Conference National: il primo ostacolo venne superato immediatamente 2008/09; il secondo, dopo un anno di assestamento, venne superato nella stagione 2010/11, classificandosi come secondi e vincendo la finale playoff di Wembley ai rigori contro il Luton Town. Dopo nove stagioni, era di nuovo Football League. Nel frattempo, i trofei del Wimbledon F.C., dopo un duro contenzioso, sono stati affidati al London Borough of Merton, per certi versi la scelta giusta anche se idealmente li affidiamo all’AFC Wimbledon.

La rinascita dell’AFC Wimbledon non può che riempire di gioia gli appassionati di calcio inglese, ed è perfetta per chiudere questo nostro viaggio londinese perchè ci testimonia bene come, a Londra più che in ogni altro luogo, una squadra di calcio è un tutt’uno con una comunità, un quartiere, un borough. Quello che, insomma, volevamo dimostrare, una città dove, se il Chelsea progetta uno stadio qualche miglia in linea d’aria da Stamford Bridge ma in tutt’altra zona, si levano proteste, perchè l’identificazione è tutto, e le squadre vivono in simbiosi con le loro comunità. Ma è una storia bella, quella dell’AFC Wimbledon, perchè è anche la vittoria dei tifosi (le maglie stesse sono decise dai tifosi) contro gli interessi, contro il mondo degli affari che preferisce tagliare le radici di una squadra per provare a farla rinasce non a casa sua, e il Milton Keynes Dons sarà sempre una fredda e brutta copia, una squadra senza anima. Sì, siamo soddisfatti di aver chiuso (casualmente) qui, nel sud-ovest londinese, per tutti questi motivi, il nostro viaggio. La londra del calcio è questa, a Croydon come a Chelsea, a Tottenham come a Leyton, ad Upton Park come a Loftus Road, a South Bermondsey come a Brentford, a Islington come a Fulham, realtà diverse, quartieri diversi, lo stesso sentimento di appartenenza, di identificazione, la stessa magia del nonno che trasmette al nipote l’orgoglio di tifare per la propria squadra, il proprio local team, una magia che, ci auguriamo, non finisca mai.

Grazie a tutti.

Records

  • Vittoria più larga: 4-0 v Burton Albion (League Two, 24 Marzo 2012)
  • Sconfitta più larga: 0-4 v Barnet, Macclesfield, Torquay Utd (League Two, 2011/12)
  • Maggior numero di spettatori: 4.722 v St Albans City (Conference South, 25 Aprile 2009)
  • Maggior numero di presenze in campionato: Sam Hatton, 203
  • Maggior numero di reti in campionato: Kevin Cooper, 107

I record “Vittoria più larga” e “sconfitta più larga” si riferiscono solamente alla Football League/FA Cup

One thought on “Viaggio nella Londra del calcio: Barnet, Dag & Red, AFC Wimbledon

  1. Pingback: Da Merton a Milton Keynes. La vicenda del Wimbledon F.C. e la partita dell’anno | English Football Station

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