Bloggers on the road: Cris e Pierpaolo a Londra (seconda parte)

Ultimo capitolo del nostro viaggio a Londra, che dopo gli eventi di Tottenham – Bolton e una salutare notte di riposo ci porta dritti dritti alla domenica, pronti per un’altra giornata all’insegna del puro e semplice calcio inglese. Il programma prevede un altro quarto di finale di FA Cup, Chelsea-Leicester, per il quale dobbiamo solamente ritirare i biglietti allo stadio. La partita però è alle 14, abbiamo quindi una bella domenica mattina di sole da spendere per Londra e come decidiamo di farlo? Essendo in zona Hammersmith, siamo vicinissimi a ben tre stadi londinesi: Stamford Bridge, dove andremo nel pomeriggio, Craven Cottage (da me già visitato qualche anno orsono e non mancherà un piccolo racconto a riguardo in futuro) e Loftus Road. Una veloce occhiata alla cartina e ci muoviamo verso Loftus Road, il più vicino dei tre al nostro albergo. Sappiamo che sarà tutto chiuso, è domenica mattina presto e Londra prima delle 11 non si alza, ma decidiamo comunque di farci la passeggiata che dalla fermata della metro, lungo South Africa Road, porta allo stadio. Il quartiere è davvero caratteristico, dominato dagli studi della BBC, ed è un tipico quartiere residenziale. Fa davvero strano essere immersi in tale tranquillità a pochi chilometri dal caos del centro di Londra, ma ce la godiamo tutta: per strada c’è davvero poca gente, il sole splende e dal nulla arriviamo all’ingresso ufficiale dello stadio, perfettamente inserito nel quartiere, roba impensabile qui da noi. Non che lo stadio sia in un quartiere, ma che ne sia parte integrante, è questa la cosa meravigliosa. La scuola dietro la gradinata, la zona residenziale a due passi, l’assenza di parcheggi antistanti…fantastico! Purtroppo non posso dirvi di più perchè l’impianto è totalmente chiuso, shop compreso, ed è davvero un peccato. Ci colpisce comunque una sorta di bacheca fuori dalla biglietteria, che avverte delle modalità di vendità dei biglietti e di come vi sia uno stretto sistema di monitoraggio delle vendite che qui da noi ci sogniamo. Facciamo le classiche foto di rito e decidiamo di muoverci verso il nostro obiettivo del giorno: Chelsea-Leicester.

South Africa Road e il Loftus Road sullo sfondo

Personalmente ero già stato a Stamford Bridge, ma solo per il tour dello stadio e ovviamente l’idea della partita live ha tutt’altro sapore. La strada è conosciuta ed è facilissima: District Line direzione Wimbledon, si scende a Fulham Broadway, si esce dalla stazione e si gira a sinistra: 300 metri e lo stadio ti compare davanti, anche qui perfettamente immerso nel quartiere.

Stamford Bridge in tutta la sua bellezza

La partita è abbastanza attesa da ambo le parti, con i tifosi del Chelsea ancora euforici per il passaggio del turno in Champion’s League e la prospettiva di andare a Wembley mentre da Leicester sono attesi 6 mila (sì, 6 mila!) tifosi per vivere un momento unico in una stagione abbastanza avara di soddisfazioni. Arriviamo con largo anticipo, la gente inizia a sciamare attorno allo stadio ed ovviamente il luogo più affollato è l’enorme megastore dove trovare qualsiasi cosa. Dopo lo shopping pazzo del giorno precedente, ci limitiamo a prendere l’essenziale, tra cui il programma della partita (non può mancare…se andate allo stadio in Inghilterra e non comprate il programma della partita non siete davvero degni di esserci andati) e ritiriamo, con estrema semplicità i nostri biglietti. Tranquilli, ci mettiamo a pranzare nella vicina stazione della metrò dove si possono trovare ogni sorta di ristoranti a buon mercato e finalmente entriamo in clima partita. Le macchine fotografiche scattano a ripetizione, la statua del King of Stamford Bridge domina la zona antistadio e iniziano a vedersi anche molti tifosi del Leicester perfettamente mischiati ai tifosi locali. Entriamo con discreto anticipo, rispetto a White Hart Lane qui è tutto più moderno: tornelli elettronici, larghi, comodi: è bello anche così, nonostante non si respiri il clima old style del giorno prima. Siamo in West Stand Lower Tier e come bambini andiamo subito a vedere i nostri posti: splendidi, assolutamente splendidi. Vicini al campo, praticamente centrali: visuale perfetta per godersi ogni singolo istante della partita.

Chelsea in campo per il riscaldamento

Essendo presto, è possibile comunque muoversi lungo tutta la stand e andiamo a posizionarci, in attesa del riscaldamento, sul muretto di bordocampo per foto e per goderci lo spettacolo dello stadio. Come da tradizione dentro lo stadio pochissima gente per il riscaldamento e quando entrano in campo i giocatori, li abbiamo a pochissima distanza. Cech si riscalda a due passi da noi, poi entrano tutti, arrivano sotto lo stand, salutano e si scaldano. Inizia a riempirsi il settore ospiti nel frattempo e inizia a salire anche il loro tifo: si preannuncia un’atmosfera meravigliosa. Una pinta prima della partita non si nega a nessuno e quindi ci rifugiamo dieci minuti nella zona bar (organizzatissima) per gustarcela, poi pronti alla gara.

Il settore ospiti...decisamente pieno!

Il colpo d’occhio è ottimo, ci sono alcune sezioni dello stadio poco popolate (la parte più alta), il settore ospiti è stracolmo ed anche dove siamo noi non c’è un seggiolino libero. Il tifo del Leicester è assordante, tutti hanno la loro sciarpa, tutti cantano; i tifosi del Chelsea rispondono dalla parte più animata della Matthew Harding Stand con un aiuto anche dal nostro settore. Escono le enormi flag che vedete ogni volta in tv che fanno il giro dello stadio, dagli altoparlanti parte il classico Liquidator con tutto lo stadio che applaude e canta a ritmo; poi tocca all’inno (davvero bello) del Chelsea ed alle formazioni, annunciate dallo speaker in campo…insomma, si è pronti all’inizio. L’ingresso in campo è qualcosa di unico: seconda versione del Liquidator dagli altoparlanti con pubblico decisamente più coinvolto di prima, tifosi del Leicester in totale delirio a formare un muro umano nella Shed End che accolgono con un boato terrificante i loro giocatori dopo i classici saluti di inizio gara: FA Cup magic! Prima della partita viene riservato un tributo a Fabrice Muamba, o, meglio, un enorme incoraggiamento che unisce idealmente spettatori e giocatori: toccante.

Il nostro Di Matteo

E finalmente…calcio d’inizio! Conoscete tutti il risultato finale, ma la partita è stata più aperta di quello che il punteggio lasci pensare. Nelle reazioni post-partita di Chelsea-Napoli si sentiva da più parti dire che i tifosi del Chelsea erano muti, zero atmosfera, ridicoli: durante tutta la gara col Leicester non sono stati zitti un attimo, sempre cori, sempre incitamenti con una predilezione particolare per Fernando Torres, letteralmente incoraggiato ad ogni tocco di palla e ad ogni accelerazione; lo stesso Torres, tra l’altro, era in versione ispirata ed inarrestabile, tanto che finalmente riesce ad interrompere il digiuno di gol e a far esplodere letteralmente lo stadio: l’esultanza al gol di Torres è un qualcosa che difficilmente dimenticherò, quasi come una liberazione per lui e per i tifosi. Dall’altro lato ci sono i tifosi del Leicester, per i quali è difficile usare degli aggettivi. Dal primo all’ultimo minuto hanno cantato, incitato e sostenuto la loro squadra, rumorosissimi ma sempre correttissimi. Il boato al gol del 3-1 sembrava quello di un gol vincente al 90esimo in una sfida importantissima. Guardavo le facce accanto alle mie ed erano tutti estasiati nel vedere questo muro umano esultare ed essere felice per un semplice gol del 3-1; al secondo gol del Leicester, quello del 4-2, si sono levati anche applausi dai settori locali per la bellezza del gol. I tifosi del Chelsea festeggiavano cantando il celeberrimo “Que sera sera”, quelli del Leicester continuavano ad incitare la loro squadra: davvero, non so descrivervi a parole la bellezza di trovarsi dentro Stamford Bridge. La vedo come la magia del calcio, dalla tristezza del giorno precedente alla meraviglia odierna passando l’intera gamma delle emozioni umane.

Man of the match...Fernando Torres

Al fischio finale usciamo ordinatamente, il deflusso è regolare ma commettiamo un piccolo errore: andiamo alla metro dal lato da dove eravamo venuti, ignorando che dopo le partite lì è chiuso e c’è un’entrata apposita. Ne aprofittiamo comunque per sistemarci un attimo, ma appena usciamo veniamo presi dallo sconforto: la coda per il Tube, che prima era inesistente, ora è decisamente consistente. Ci mettiamo in fila, un po’ rassegnati, ma ignari che quella coda ci avrebbe cambiato totalmente la giornata. Ci accorgiamo infatti di essere in mezzo a tifosi Chelsea e Leicester assieme, con stragrande maggioranza dei tifosi ospiti appena usciti. I tifosi del Chelsea celebrano la vittoria, quelli del Leicester rispondono incitando la loro squadra…il tutto in totale spontaneità e tranquillità. La coda scorre via veloce veloce ed entriamo in stazione: c’è pieno, siamo un po’ pressati, ma qui scatta il delirio totale sotto forma di tifo: i tifosi Leicester iniziano a cantare seriamente ed in un attimo tutta la stazione è coinvolta. Una bolgia come direbbe un famoso telecronista italiano, bellissimo diciamo noi. Ci sono anche tifosi del Chelsea che provano a farsi sentire, ma vengono surclassati: cantano, saltano, urlano, ci si diverte. Il primo treno che arriva, mentre si riempie, viene usato come un tamburo per accentuare i cori; fortunatamente la parte più calda del tifo è troppo lontana per entrare e salirà sul treno successivo, assieme a noi. Dentro il treno è un qualcosa di pazzesco: tutta la carrozza salta all’unisono e si susseguono i cori più svariati, dagli sfottò al Nottingham (acerrimi rivali del Leicester), a quelli del Chelsea (memorabile la frase di un tifoso che urla: i tifosi del Chelsea che vengono da Manchester devono scendere qui per tornare a casa), agli incitamenti al Leicester. Un viaggio unico, indimenticabile. In metro restiamo affascinati da un quadretto familiare accanto a me: papà, mamma e i due figli tutti rigorosamente con la maglia del Leicester che tornano a casa dopo essersi goduti la partita. Colpiscono soprattutto la mamma e la figlia, che avrà avuto sui 12-13 anni con la sua maglietta ufficiale della squadra e l’entusiasmo per essere stata presente che traspare dagli occhi, pur nella sconfitta. Sono stato parecchio tentato dal chiedere mille cose al capofamiglia, complimentarmi per la loro passione e per lo splendido seguito di tifosi della loro squadra, ma mi sono trattenuto…un po’ per timidezza, un po’ per non rovinare il quadro familiare e quell’atmosfera fantastica che si era creata su quel vagone della metro, un ricordo che resterà per sempre nel mio cuore e credo anche in quelli dei miei compagni di viaggio. Pian piano il treno si svuota e noi torniamo ad essere dei semplici turisti londinesi completando il tour dei luoghi più simbolici della città. Cena veloce, giretto in centro, Match of the day 2 in tv ed è tempo di sistemare i bagagli perchè il giorno dopo si rientra a casa, con un’altra meravigliosa esperienza di calcio inglese nel cuore e la speranza di riuscire a farne un’altra appena possibile.

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