Bloggers on the road: Cris e Pierpaolo a Londra (prima parte)

Seconda tappa nel giro di due mesi Oltremanica per me e Pierpaolo, con la gradita compagnia di un altro nostro amico che abbiamo coinvolto e trascinato nel nostro pazzo amore per il calcio inglese. A differenza di Manchester si tratta di un viaggio più ragionato, più programmato, organizzato con il cuore da tifosi Tottenham quali siamo che nasce verso la fine del 2011, scorrendo il calendario della Premier per trovare una partita abbordabile (trovare i biglietti a White Hart Lane è davvero dura) e cercando al contempo di far combaciare i vari impegni personali. Identifichiamo subito una data e una partita che per noi ha un certo fascino, almeno per me: 17 marzo, Tottenham – Stoke City, il ritorno di Peter Crouch a White Hart Lane. Ovviamente, essendoci mossi in largo anticipo, non abbiamo ancora in mano il calendario tv e quindi speriamo in una magica combinazione che ci permetta di fare il double, cioè di vederci una partita al sabato ed una alla domenica, operazione che sarebbe possibile con la qualificazione dello Stoke in Europa League. Speranzosi, aspettiamo la data di inizio vendita dei biglietti e, con qualche patema, riusciamo a metter mano su 3 preziosi tagliandi in north stand, in posti purtroppo non vicini dato che lo stadio è sostanzialmente esaurito. Ma poco ci importa, lo Stoke esce dall’Europa League e ci rassegnamo all’idea di non fare il double a Londra, ma non vuol dire che non si possa fare: il calendario per la domenica propone i Wolves in casa e l’Aston Villa in casa e sia Wolverhampton, sia Birmingham sono facilmente raggiungibili in treno da Londra a poco prezzo. Si stava delineando quindi un programma pazzissimo, con Tottenham al sabato e trasferta per la domenica al Villa Park (molto conveniente in treno da Londra). Carichissimi prenotiamo albergo ed aereo quando arriva la doccia gelata: nel weekend prescelto da noi sono previsti i quarti di finale di FA Cup, con Spurs e Stoke ancora in gioco e quindi la nostra partita diventa passibile di rinvio. Panico, che diventa terrore con il passaggio del turno dello Stoke: match ufficialmente rinviato e noi ci ritroviamo con 3 biglietti di una partita che non potremo mai vedere. Non ci perdiamo d’animo, quel sabato propone comunque molte partite di Championship e qualcosa vedremo, ci diciamo; nel frattempo il Tottenham va al replay con lo Stevenage e il Chelsea con il Birmingham. La luce la vediamo il giorno dei sorteggi dei quarti di finale: la vincente tra Tottenham e Stevenage va in casa il 17 marzo contro il Bolton mentre la vincente di Birmingham-Chelsea il giorno dopo ospiterà il Leicester. Si apre la possibilità di un clamoroso double di quarti di finale di FA Cup per noi e la cosa ci prende da matti. Incredibilmente le cose vanno come devono andare: il Tottenham batte lo Stevenage ed il Chelsea vince a Birmingham. Abbiamo le due partite! Il tempo è pochissimo perchè mancano 10 giorni alla partenza e non abbiamo i biglietti: i primi ad essere messi in vendita sono quelli di Chelsea-Leicester e puntuali non manchiamo all’appello riuscendo ad acquistare, a 30 sterline l’uno, 3 biglietti di West Stand Lower Tier piuttosto centrali, sostanzialmente in posizione perfetta. Inutile dirvi però che tutte le nostre speranze sono incentrate sugli Spurs, i quali, tra le altre cose, ci hanno comunicato che data la nostra impossibilità di recarci a Tottenham-Stoke ci hanno rimborsato i soldi per i biglietti, per la nostra gioia e, soprattutto, sorpresa. Il lunedì prima della partenza, fissata per venerdì 16 marzo, inizia la general sale e riusciamo a comprare 3 biglietti in West Stand, all’altezza dell’area di rigore, in ottava fila. Sì, in ottava fila, praticamente in campo. Nonostante le difficoltà, ce l’abbiamo fatta!

White Hart Lane visto dalla strada

Con i biglietti Spurs comodamente in tasca (e-ticket, spediti via mail e comodamente stampabili a casa) prendiamo il fatidico aereo per Londra, anche qui non senza difficoltà per problemi personali di chi vi scrive, e raggiungiamo la nostra meta. L’atterraggio è a Gatwick, zona sud londinese, praticamente a Crawley (la squadra di League Two che fa sempre miracoli in FA Cup) e quasi in territorio Crystal Palace (il cui stadio è facilmente visibile durante il trasferimento Gatwick-Londra); l’albergo lo abbiamo preso nella zona più ricca di stadi a Londra: Hammersmith and Fulham, ove si trovano Loftus Road, Craven Cottage e Stamford Bridge. Le prime ore londinesi le viviamo io e Pierpaolo, con Marco che arriva da Roma solamente in tarda serata: facciamo il classico giro per riprendere confidenza con l’atmosfera della città, che entrambi ben conosciamo. L’aria londinese comunque è ancor più speciale del solito per la festa di San Patrizio il giorno dopo e Inghilterra-Irlanda a Twickenham: invasione irlandese e Guinness ovunque. La vera vacanza calcistica inizia il sabato mattina, dopo un breve giro turistico per i punti più caratteristici di Londra: l’inizio è sancito dal pellegrinaggio quasi mistico da Lillywhites, autentica mecca dell’appassionato di calcio. Per chi non lo conoscesse, Lillywhites è un negozio di sport a Piccadilly Circus che vanta un intero piano dedicato a calcio e rugby nel quale si possono trovare tutte le maglie della Premier, buona parte delle maglie di Championship e del resto del mondo oltre al merchandising di molte squadre di calcio, rugby e della nazionale. Un vero e proprio paradiso dove la carta di credito perde soldi nel solo momento in cui ci metti piede perchè vorresti comprare tutto. Inutile dirvi che in Italia non esiste niente del genere, soprattutto dal punto di vista dei prezzi: costa di meno lì una maglia originale di una squadra italiana che in Italia! E soprattutto fa strano trovare le maglie home and away del Grosseto (sì, il Grosseto!) in uno store a Londra quando da noi è già difficile trovare a Grosseto. Sostanzialmente un altro mondo ed un altro modo di concepire il merchandising. Carichi di borse facciamo anche una puntatina a caccia di dvd sportivi negli store locali e ne usciamo più che soddisfatti (mi son portato a casa il dvd col meglio di Match of the day degli anni 60-70-80, un must!) prima di rientrare in albergo e cominciare la preparazione alla partita. Rinfrescata, vestizione, sciarpe e siamo pronti! White Hart Lane è abbastanza fuori Londra, nella zona nord-est e raggiungerlo, per quanto sia facile, non è così comodo: una volta raggiunta la fermata della metro di Seven Sisters, bisogna prendere un treno che ferma alla stazione di White Hart Lane, a 5 minuti di cammino dallo stadio. Dal centro sono circa 40-45 minuti di viaggio: man mano ci avviciniamo al quartiere, spuntano ovunque sciarpe e maglie del Tottenham. Dal treno, poco prima di arrivare a WHL, si intravede parte dello stadio e lì iniziamo ad emozionarci. Scendiamo e ci incamminiamo assieme a tutti gli altri tifosi: a differenza di Manchester, ci sentiamo parte integrante della folla proprio per il nostro tifo ed è bellissimo vedere un quartiere “dimenticato”, tristemente noto per le rivolte della scorsa estate, prendere vita e colore di sabato pomeriggio. Avete presente la scena di febbre a 90 con il bimbo che scende alla fermata di Highbury? Immaginatevi una scena simile, con noi al posto del bimbo e i colori Spurs al posto di quelli Arsenal. Momenti unici. L’avviciniamento allo stadio è quasi religioso, le foto si sprecano e per prima cosa individuiamo gli store per comprarci la maglia: finalmente, dopo 2 anni, mi prendo la tanto agognata maglia di Gareth Bale mentre Pierpaolo praticamente si compra il negozio intero. Poi, dato il largo anticipo, intraprendiamo il tour a piedi dello stadio, girando tutti e quattro gli stand dall’esterno. Struttura semplice quella di White Hart Lane, storica direi. Riusciamo tranquillamente a girare anche nella zona del settore ospiti, dove non esistono poliziotti in assetto anti-sommossa nè scontri, nè alcun segno di tensione.

L'ingresso ufficiale di White Hart Lane

I tifosi del Bolton ci sono, sono arrivati in pullman passando tranquillamente nelle strade del quartiere senza che volasse una bottiglia o un sasso con i loro vessilli; anzi, si notavano anche parecchi ragazzini, cosa che fa sempre piacere. L’atmosfera è abbastanza festosa, la possibilità del viaggio a Wembley galvanizza i tifosi Spurs e noi, dopo le foto di rito davanti all’ingresso ufficiale dello stadio, entriamo. Nessun problema alla perquisizione e facciamo la conoscenza (o, meglio, Pierpaolo e Marco fanno la conoscenza visto che io già ci ero stato) dei tornelli di White Hart Lane: manuali, come da calcio inglese che non c’è più, con l’addetto del club che dentro un minuscolo gabbiotto controlla il biglietto e fa scattare il meccanismo di rotazione del tornello, che ha la caratteristica di essere piccolissimo e strettissimo. Sembra davvero di fare un salto negli anni 70-80, affascinante. Andiamo subito a prendere posto e la visuale è semplicemente pazzesca: siamo praticamente in campo e siccome manca ancora un’oretta all’inizio della partita, abbiamo la fortuna di avere davanti a noi lo studio di ESPN pre-partita, con Kevin Keegan lì a pochi metri da noi e soprattutto la FA Cup, il trofeo in palio, esposta a pochissimi metri da dove siamo seduti. Inutile dirvi che le macchine fotografiche hanno funzionato a meraviglia e il contributo fotografico è ben maggiore di quanto vedrete in questo articolo (molto di più potete vedere sugli account facebook mio e di Pierpaolo).

Lo spettacolo dai nostri posti

L’attesa per noi è spasmodica, pian piano White Hart Lane si riempie, ma è ancora semivuoto quando entrano i giocatori per il riscaldamento. Vedere i vari Bale, Cudicini, Van Der Vaart, Modric, Parker a pochissimi metri da noi è un’emozione forte, riesci ad apprezzare ogni singolo istante del pre-partita. Al momento dell’ingresso in campo lo stadio è quasi pieno, rimangono alcuni buchi nei settori più in alto e angolati, ma tutto sommato lo stadio sarà pieno al 90%: l’atmosfera si fa elettrica, il pubblico è caldo e l’ingresso in campo non fa altro se non aumentare le urla e i cori pro-Spurs, che si alzano fortissimi al fischio d’inizio. Anche i tifosi del Bolton si fanno sentire ed esplodono di gioia dopo pochissimi minuti, quando proprio davanti a noi Petrov batte il corner che si trasforma nel vantaggio degli ospiti. La partita è vibrante, il ritmo è altissimo e il Tottenham ci fa esplodere di gioia poco dopo col pareggio di Walker, rendendo la sfida ancor più combattuta.

Lo studio di ESPN davanti a noi...riconoscete Kevin Keegan

Poi….poi succede quello che tutti ormai saprete. Ripercorrere quei momenti non è assolutamente facile, perchè c’eravamo, perchè l’abbiamo vissuta dal vivo con l’angoscia di ogni altro singolo spettatore di White Hart Lane e dei giocatori in campo. Personalmente non ho visto il momento in cui Fabrice è crollato a terra, abbiam visto la palla uscire e Modric rendersi conto della gravità della situazione e chiamare a gran voce i soccorsi, il tutto nel silenzio più totale, rotto solamente dai cori di incitamento di tutto lo stadio per Muamba. Da medico quello che mi ha lasciato più stupefatto in assoluto è l’assoluta compostezza e l’organizzazione certosina dei soccorsi: il tutto si è svolto nella maniera più tranquilla ed efficace possibile nel momento più drammatico. Durante quei lunghissimi minuti dalla parte del pubblico che vedeva direttamente i soccorsi si levavano degli applausi di incoraggiamento, che all’inizio traevano in inganno facendo pensare a dei segni di vita del giocatore. Nulla invece e dopo quelli che saran stati una decina di minuti Muamba veniva portato fuori dal campo e successivamente in ospedale tra gli applausi e i cori del pubblico. In campo le facce sono totalmente sconvolte e proprio dalle facce dei giocatori si capiva la gravità della situazione: buona parte del pubblico si riversa su twitter alla ricerca di notizie da chi stava vedendo la partita in tv, l’arbitro sospende la partita non appena Muamba viene portato in ospedale e i giocatori rientrano negli spogliatoi. Davanti a noi ci sono i broadcaster di ESPN, che fanno capire come la situazione non sia grave, sia gravissima. Non ci siamo nemmeno lontanamente sognati di provare a documentare con foto o video quei bruttissimi momenti, le facce attorno a noi erano tutte preoccupate e terrorizzate. Ci accorgiamo di avere, nel box dietro di noi, Aaron Lennon: non abbiamo nemmeno la forza di fotografarlo o fargli un cenno, s’è persa proprio la voglia e anche la sua faccia era letteralmente sconvolta. Arriva dopo pochi minuti dalla sospensione l’annuncio che la partita non sarebbe più ripresa e vengono dati gli avvisi su come lasciare lo stadio. L’evacuazione avviene in un silenzio surreale con una compostezza che mai avevo visto in uno stadio. Ordinatamente abbandoniamo lo stadio e a forza di cercare informazioni scarichiamo letteralmente le batterie dei telefonini…come noi ogni altro spettatore del match. Regna il silenzio anche in strada, sembra quasi più una processione religiosa che l’uscita dallo stadio. Di notizie su Muamba ne arrivano poche, ma fortunatamente sapete tutti come poi le cose si siano risolte nel migliore dei modi, come per miracolo. Noi ci rimettiamo in coda per prendere il treno di ritorno e ci tengo a sottolineare una notevole differenza con l’Italia, con la realtà che conosco meglio di tutte: a Milano dopo le partite del Milan l’accesso alla metrò è un macello. A White Hart Lane tutti in fila ordinatamente, con qualche poliziotto che regola l’accesso alla stazione secondo la capienza del treno in arrivo: nessuno prova a sorpassarti, nessuno spinge nonostante la fila raggiunga i 4-500 metri di lunghezza. Pian piano ci avviciniamo al treno e personalmente sono due i momenti che mi colpiscono di più in questo triste ritorno verso il centro di Londra: il primo è lo scorgere un pub turco nel quale stanno proiettando una partita live del Fenerbahce che proprio in quel momento segna e il pub sostanzialmente esplode di gioia, con i tifosi turchi all’interno ignari del dramma che si era consumato a pochissimi metri da loro. Erano lì, esultanti e sinceramente felici per il gol che istintivamente non puoi non essere contento per loro che si stanno vivendo la loro partita e la loro passione. Il secondo invece avviene sulla banchina della stazione, nel momento dell’attesa del treno: un ragazzo inglese, sui 30 anni, tifoso del Tottenham lancia un piccolo coro ed un applauso per Muamba: beh, vi assicuro che sentire tutta la banchina intonare il coro e stringersi in un applauso è stata una scena veramente, ma veramente toccante. Il tutto nella maniera più spontanea possibile e questo è quello che rende ancor più unico questa visione e questo modo di vivere il calcio. Nel tristissimo rientro verso il centro città arrivano le prime notizie positive per Fabrice: finalmente si può tirare un sospiro di sollievo e possiamo goderci la nostra serata londinese senza quell’angoscia provata in quegli attimi terribili. Serata londinese che per la cronaca si conclude, da buoni appassionati di calcio, con l’accoppiata Match of the day e Football league show. Un must, che serve per accompagnarci tra le braccia di Morfeo e portarci direttamente al secondo grande appuntamento del nostro weekend, al quale sarà dedicata la seconda parte dello speciale.

L'immagine più bella di White Hart Lane...prima del fischio d'inizio

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