Viaggio nella Londra del calcio: Leyton Orient

Leyton Orient Football Club
Anno di fondazione: 1881
Nickname: The O’s
Stadio: Matchroom Stadium, Brisbane Road, Leyton, London E10
Capacità: 9.271

Cominciamo oggi il nostro viaggio londinese che ci porterà a vedere da vicino tutte le squadre della Capitale, e lo cominciamo da una squadra ai più, forse, sconosciuta, intendendo con ciò quelli che seguono il calcio perchèc’èBarcellonaRealMadrid, non a noi appassionati, ovviamente, che però siamo una minoranza all’interno del panorama dei tifosi calcistici. La squadra in questione, come facilmente intuibile se non scontato vista la presentazione qui sopra, è il Leyton Orient Football Club, squadra del Nord-Est londinese che milita attualmente in League One, quella che fino a pochi anni fa era la Second Division, che fu a suo tempo la Third Division e che insomma, è e resterà qualsiasi denominazione assuma la terza serie del calcio inglese. La ragione che ci ha spinto a cominciare dal Leyton Orient non è chiara nemmeno a noi, quindi sarebbe problematico spiegarla a chi legge: forse il simbolo, con i due maestosi dragoni rossi che ha un non so che di affascinante, forse la voglia di cominciare dal basso, senza cose scontate come parlare del Chelsea ma piuttosto di scoprire una realtà piccola, forse il fatto che l’Orient viene citato nel film Febbre a 90°, tratto dall’ominimo romanzo di Nick Horby (sì, non era da specificare, lo sappiamo), in quanto il cugino di Pete – per voce di Pete stesso – partecipò a un provino proprio con gli O’s, film che è entrato nella nostra testa e temiamo non ne uscirà più. Fattostà che si è deciso di partite con il Leyton Orient, per cui, dopo tutti i convenevoli, partiamo.

La data di fondazione del Leyton Orient Football Club è fatta risalire al 1881, quando i membri del Glyn Cricket Club decisero di fondare una squadra di calcio per tenersi in forma nei mesi invernali: nacque così l’omonima squadra, che 5 anni più tardi cambiò nome, come la squadra di cricket, in Eagle Cricket Club. Due anni più tardi entrò nella denominazione ufficiale il nome “Orient”, quando Mr Jack Dearing, giocatore della squadra e impiegato presso l’Orient Steamship Navigation Company suggerì di impiegarlo per la squadra, il che si conciliava perfettamente con il fatto che fosse localizzata nell’est di Londra, oriente, appunto. Tale ricostruzione, però, non è ritenuta attentidibile da alcuni, che fanno invece risalire la fondazione della squadra di calcio al 1891, sostenendo che prima i fondatori del Glyn Cricket Club, studenti puritani dell’Homerton College, si fossero dedicati solamente al cricket. La cosa certa è che la prima casa dei futuri O’s fu dal 1890/1891 al 1896 il Pond Lane Bridge, salvo poi trasferirsi al vicino Whittles Athletic Ground. Durante il periodo di “soggiorno” presso tale stadio la squadra cambiò nome in Clapton Orient (1898), un tentativo di creare simbiosi tra la squadra stessa e il quartiere di Clapton e attirare alle partite il gran numero di abitanti di quella zona residenziale e in espansione. In questi primi anni il colore adottato fu il rosso, che, per quanto oggi gli O’s siano tornati a utilizzarlo, non sempre accompagnò le fortune (poche, a dir la verità) del club, come vedremo. Il nickname O’s deriva però proprio dalle prime maglie utilizzate, che avevano sul retro una grande O bianca. Il nuovo secolo vide un nuovo cambio di stadio, visto che Whittles Ground venne abbattuto dall’autorità locale per costruirvi una centrale elettrica: l’Orient si spostò così a Millfields Road, un impianto capace di ospitare 40.000 persone, numeri che vennero quasi raggiunti il 16 Marzo 1929, quando 38.219 spettatori assistettero a Orient-Tottenham Hotspur. Dal punto di vista sportivo, il Leyton Orient, la seconda squadra londinese più vecchia dopo il Fulham (se si assume come veritiera la data del 1881), entrò a far parte della Football League nel 1905 dopo aver giocato nella Second Division della Southern Federation’s League. In questi anni il colore della maglia passò da rosso a bianco con una V rossa in centro, e rimase tale fino al 1930.

Lo stemma del quartiere di Leyton

Il 1930 è anche l’anno del terzo cambio di stadio e del quarto impianto destinato a ospitare la squadra, che lascia Millfields Road per trasferirsi a Lea Bridge Road, stadio con la pista d’atletica da 20.000 posti. Tuttavia i problemi legati al nuovo impianto furono immediati: dopo la settima partita della stagione 1930 il Torquay United, sconfitto 4-0 dall’Orient, protestò con la Football League circa il campo, ritenuto troppo stretto. Il reclamo del Torquay venne accolto, e la Football League intimò gli O’s di adeguare il loro impianto entrò sette giorni, pena la squalifica. Ciò non fu possibile, e l’Orient si trovò costretto a giocare due partite casalinghe in campo neutro. Un campo neutro qualunque, direte. Sbagliato: gli O’s giocarono le due partite niente meno che a Wembley, all’Empire Stadium, dove però non fecero mai più ritorno per giocarsi un qualsiasi trofeo (solo per i playoff). Lea Bridge Road fu adattato e l’Orient tornò a giocare nella sua casa, dove peraltro non accorrevano mai folle oceaniche (una media di 7.000 spettatori). La svolta si ebbe del Marzo del 1937, quando a Lea Bridge salì il Millwall in uno dei tanti derby londinesi. Stavolta la folla accorse eccome, e l’affluenza di 20.288 spettatori spinse la dirigenza a cercare una nuova casa, l’ennesima, per la squadra, visto che a più riprese gli spettatori furono costretti a entrare in campo a causa della capacità ridotta degli spalti. La soluzione venne fornita dalle difficoltà finanziarie del vicino club amatoriale Leyton F.C., che giocava a Osborne Road, futuro Brisbane Road: venne stipulato l’accordo e l’Orient, che si chiamava ancora Clapton Orient, si trasferì nell’estate del 1937 nel nuovo impianto. Più cambi di stadio che trofei, ahinoi, ma stavolta la soluzione fu definitiva e Brisbane Road è tutt’ora la casa del Leyton Orient, sebbene ne abbiano venduto i diritti (usanza brutta ma redditizia) e si chiami al momento Matchroom Stadium.

Siamo dunque arrivati alla seconda Guerra Mondiale, parlando però solo di stadi e nomi. E’ giusto da parte nostra spendere due parole anche su altre vicende riguardanti la squadra, o comunque sugli avvenimenti dei primi quarant’anni del 1900, anni spesi dall’Orient tra Division Two e Three, e specialmente sulla partecipazione dell’Orient al primo conflitto mondiale. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il Clapton Orient fornì al 17esimo Battaglione Middlesex (the Footballers’ Battallion) il maggior numero di uomini (17) di tutto il panorama calcistico inglese. L’ultima partita prima della partenza per la guerra (contro il Leicester Fosse, vittoria 2-0) 20.000 tifosi salutarono i loro eroi pronti a difendere la patria e venne organizzata una parata celebrativa. Tre di loro non fecero mai ritorno a casa: Richard McFadden (le cui gesta eroiche erano note, salvò anche un bimbo dall’annegamento), George Scott e William Jonas perirono durante la battaglia della Somme; e sebbene i rimanenti tornarono a casa una volta finita la guerra, molti riportarono ferite che gli impedirono di ricominciare a giocare a calcio. Allo sforzo bellico profuso dall’Orient venne in qualche modo reso onore 3 anni più tardi la fine del conflitto, il 30 Aprile 1921 quando l’erede al trono e Principe del Galles Edoardo (futuro Re Edoardo VIII) presenziò sugli spalti alla vittoria casalinga contro il Notts County per 3-0, prima volta che un membro della famiglia reale prese parte a un evento calcistico: l’evento è commemorato con una targa all’esterno di Millfields Road. E una lapide (O’s Memorial), dal 2011, è eretta nel villaggio francese di Flers, in ricordo dei 3 giocatori dell’Orient che persero la vita.

Malcolm Graham festeggia la promozione in First Division (1962)

Torniamo alla storia della squadra. Lo spostamento nel quartiere di Leyton portò al cambio di nome, subito dopo il termine della Seconda Guerra Mondiale e 9 anni dopo il trasferimento a Brisbane Road: da Clapton Orient si passò a Leyton Orient (1946); cambiarono anche i colori sociali, che passarono all’originale rosso-bianco al bianco-blu, colori del Leyton di cui avevano ereditato il terreno di gioco, e venne adottato come stemma, in primo luogo dai tifosi che lo pubblicarono sulla loro fanzine, il simbolo di Leyton. Il blu e il bianco accompagnarono l’Orient fino alla stagione 1967/1968, un anno dopo l’ennesimo cambio, ancora di nome: nel 1966, anno in cui Leyton venne incorporato nel London Borough of Waltham Forest, una crisi finanziaria colpì il club (era già avvenuto nel 1946): la riorganizzazione societaria che ne derivò portò anche alla perdita del “Leyton” dal nome ufficiale della squadra, che divenne quindi semplicemente Orient F.C.. La crisi venne superata anche col contributo dei tifosi, che organizzarono una raccolta fondi nella East Stand quando le cose sembravano mettersi malissimo per gli O’s, con il fallimento che era dietro l’angolo. La raccolta fondi è ricordata come “pass the bucket collection“. Ma i cambi di nomi, colori, e i problemi finanziari non erano le uniche cose che accadevano all’Orient in quel periodo: ci sono anche note positive.

Il 1962 è un anno cerchiato di rosso su qualsiasi calendiario di un tifoso O’s, nella sua memoria, nei racconti al figlio che per la prima volta va a Brisbane Road: quell’anno (1961/1962) gli O’s terminarono secondi in Second Division (dietro al Liverpool che stava diventando grande sotto la guida di Shankly), guadagnandosi il diritto di giocare in First Division, la prima serie del calcio inglese, nella stagione successiva, prima e unica volta nella storia del club (il 50esimo anniversario ricorre Sabato prossimo). La squadra guidata da Johnny Carey terminò al ventiduesimo posto, con 21 punti, e vide quindi svanire immediatamente il sogno della prima serie per tornare in Second Division; nel 1966, l’anno della crisi finanziaria, retrocesse in Third Division, per poi tornare nella seconda serie nel 1970 e restarvici per tutti gli anni ’70. Anni ’70 che videro anche il massimo risultato raggiunto dall’Orient in FA Cup, la semifinale del 1978 contro l’Arsenal, persa 3-0 a Stamford Bridge, e la storica rimonta, sempre in FA Cup ma stavolta nel 1972, contro il Chelsea, con gli O’s che passarono dallo 0-2 al 3-2. Sono gli anni migliori della storia sportiva degli O’s, che non conosceranno mai più simile gloria, e vivacchieranno nei decenni successivi tra terza e quarta serie (l’ultima apparizione in seconda serie risale al 1981/1982). L’ultimo cambio nome risale al 1987, quando venne riadottato il “Leyton” prima di Orient, una soluzione che i tifosi sostenevano da tempo. Se la bacheca del club è tristemente vuota, altrettanto tristemente la sua storia è costellata da crisi e problemi finanziari, l’ultimo dei quali ha colpito nel 1994/1995, al termine della stagione, quando il presidente Tony Wood rimase finanziariamente coinvolto dalla guerra civile in Ruanda e gli O’s sembrava non dovessero riuscire a portare a termine le restanti partite. Ancora una volta il futuro del club rimase appeso a un filo, e venne salvato da Barry Hearn, attuale proprietario, tifoso e organizzatore di eventi sportivi che lo rilevò dopo un tentativo di un businessman di nome Phil Wallace, che però ammise di non avere i fondi necessari per acquistare il club. Sotto la gestione di Hearn Brisbane Road venne ristrutturato, e il club riuscì, nel 2006, a tornare in League 2 (terza serie) con un drammatico (nell’accezione inglese del termine) goal all’ultimo minuto dell’ultima giornata; League 2 in cui milita attualmente, in lotta per la salvezza.

Esterno di uno stadio di League 1. Non ne vedete così in Italia

Cosa rimane da dire? Innanzitutto, l’attuale stemma venne adottato nel 1977, dopo un concorso indetto l’anno precedente. I due dragoni sono in realtà wyvern, metà drago e metà serpente marino: drago, perchè il drago è il simbolo della città di Londra e testimonia il legame tra la squadra e la città; serpente marino perchè, come si è visto, il nome Orient è strettamente legato al mare. Tra gli altri loghi utlizzati vi risparmiamo la visione di quello adottato nel 1966, che richiamava nei colori la compagnia marittima da cui deriva il nome Orient ma che, nel suo essere blu-bianco-giallo cucito sulle (di nuovo) rosse divise immaginiamo stonasse non poco. Tra i giocatori considerati leggende dalle parti di Brisbane Road il primo posto spetta a Peter Kitchen, attaccante che ha giocato un totale di sole 4 stagioni (1977-1979, 1982-1984) segnando però la bellezza di 49 goal e facendo parte della storica squadra che raggiunse la semfinale del 1978; il primo posto non è assegnato da noi, ma dai tifosi stessi che in un sondaggio della BBC del 2004 che ci è capitato per le mani lo hanno votato come tale. Un numero maggiori di stagioni in maglia O’s le disputò Terry Howard, difensore che indossò la casacca rossa dal 1986 al 1994 per un totale di 397 presenze; record di presenze che appartiene invece a Peter Allen, con 432 partite tra il 1965 e il 1978, mentre il record di reti segnate con la maglia O’s è di Tommy Johnston con 121 realizzazioni (1956/1958, 1959/1961).

Non parleremo degli stadi in questa rubrica, cosa che in futuro farà Cristian; ci limitiamo a dire che Brisbane Road, e quindi il Leyton Orient, è situato in un quartiere dove l’immigrazione si è unita al proletariato urbano, un quartiere multietnico in una città già di per se multietnica, con odori e colori che ricordano qualsiasi parte del Mondo. A Leyton ci si arriva con la linea rossa (la Central) del Tube, stazione omonima, si scende e si percorre Leyton High Road, poi Coronation Gardens e Buckingham Road, e si arriva allo stadio. Un quartiere per nulla turistico, in cui è consigliabile evitare di girare con l’ultimo modello di macchina fotografica in mano (per quanto ci riguarda nemmeno a Stamford Bridge ci comporteremmo come classici turisti), anche se forse, essendo lo stadio Olimpico a poca distanza, si tratta di precauzioni ormai superate in vista dell’estate del 2012 e delle Olimpiadi, che attireranno a Leyton un numero enorme di turisti. Olimpiadi, a proposito. Forse qualcuno di voi sa della vicenda dello Stadio Olimpico, bramato dal West Ham, conteso dal Tottenham, assegnato agli Hammers ma ora di nuovo in bilico, con il Leyton Orient che si è fatto sentire tramite il proprietario Hearn, asserendo che il West Ham verrebbe a giocare troppo vicino al cuore di Leyton, con l’Orient, società dal piccolo bacino d’utenza (5.000 spettatori di media) che rischierebbe di subire un durissimo colpo dal più seguito West Ham. Vedremo come andrà a finire, gli Spurs hanno sostenuto le ragioni dell’Orient (azione semplicemente di disturbo, il Tottenham sta progettando il nuovo stadio che già in fase avanzata di studio). Vi rimando al sempre perfetto Roberto Gotta e al suo blog http://blog.guerinsportivo.it/misterfootball/2011/10/23/orient-lo-stadio-dei-desideri/

Matchroom Stadium/Brisbane Road visto dall’alto (Photo by Tom Shaw/Getty Images Europe)

E’ tempo di salutare gli O’s, la cui bacheca come già detto è tristemente vuota per cui non possiamo concludere elencando le vittorie, e ci dispiace perchè avremmo voluto narrare di grandi partite e grandi giocatori, piuttosto che cambi di proprietà. Ma la Londra calcistica è anche questa, piccole squadre espressione del loro quartiere, dove i tifosi magari sono stranieri ma non lì apposta per vedere la squadra, ma in quanto residenti nelle vicinanze dello stadio. Risaliamo Leyton High Road fino alla Central Line, saliamo sul treno e scendiamo a White City, stessa linea, e incamminiamoci. Nella prossima puntata si va infatti a ovest, a trovare il Queens Park Rangers.

Records

  • Vittoria più larga: 8–0 v Crystal Palace (Division 3 South, 12 Novembre 1955), 8–0 v Rochdale (Division 4, 14 Ottobre 1987), 8–0 v Colchester United (Division 4, 15 Ottobre 1988), 8–0 v Doncaster Rovers (Division 3, 28 Dicembre 1997)
  • Sconfitta più larga: 0–8 v Aston Villa F.C. (FA Cup 4th Round, 30 Gennaio 1929)
  • Maggior numero di spettatori: 38,219 v Tottenham Hotspur (Division 2, 16 Marzo 1929)
  • Maggior numero di presenze in campionato: Peter Allen, 432
  • Maggior numero di goal in campionato: Tommy Johnston, 121

Rivali: West Ham, Southend United, e in misura minore Brentford, Dag & Red

Link: Leyton Orient Italia: http://leytonorientitalia.wordpress.com/
(Leyton Orient Italian Branch): http://leytonorientitalianbranch.blogspot.it/

One thought on “Viaggio nella Londra del calcio: Leyton Orient

  1. Pingback: Viaggio calcistico a Londra: Crystal Palace | English Football Station

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