Preview: FA Cup Semifinals

Guardo fuori dalla finestra: nuvole, cielo conseguentemente grigio, leggera pioggerellina. No, purtroppo non mi sono trasferito in Inghilterra, ma è il tempo che oggi c’è qui in Liguria, un tempo molto english per l’appunto, l’ideale per calarsi mentalmente nella parte di chi deve scrivere di FA Cup, dopo la Regina e il fish and chips la cosa più inglese che mi venga in mente.

Le semifinali di FA Cup, dunque. Ci siamo. Wembley si sta preparando per ospitarle entrambe, come accade ormai da qualche anno. Personalmente rimpiango il tempo in cui almeno una delle due (non chiediamo troppo) si giocava a Villa Park, o ad Old Trafford, come per esempio un fantastico Millwall-Sunderland nel 2004, con la vittoria 1-0 dei Lions guidati da Dennis Wise proprio a Old Trafford che mi è rimasto per non so quale motivo impresso nella mente. Il punto è: se l’FA Cup è la Coppa per eccellenza, il trofeo della Federazione inglese, che coinvolge tutti i club inglesi dal più piccolo al più grande, è giusto che tutte le zone dell’Inghilterra abbiano l’onore di ospitare, a rotazione, le semifinali, senza per forza concentrarle nel nuovissimo Wembley, teatro già della finalissima. Lasciamo da parte questa mia polemica verso la Football Association, anche perchè le semifinali di questa edizione sono parecchio affascinanti, più del solito per quanto una semifinale di coppa sarebbe affascinante anche se giocata tra Walsall e Bournemouth, ed è quindi opportuno analizzarle e spendere qualche parola per le 4 squadre rimaste in corsa. Il fascino, dicevamo: due derby su due, un’urna che si è divertita a regalarci questa doppia sfida stracittadina. Liverpool-Everton, Chelsea-Tottenham. Let’s go.

Liverpool-Everton

Liverpool: 5-1 Oldham (H), 2-1 Manchester Utd (H), 6-1 Brighton (H), 2-1 Stoke (H)

Everton: 2-0 Tamworth (H), 2-1 Fulham (H), 2-0 Blackpool (H), 1-1 Sunderland (H), 2-0 Sunderland (A)

Partiamo dal Merseyside derby, allora, in programma Sabato alle 12.30 ora inglese. Il Liverpool arriva a questa semifinale con un trofeo già in bacheca (la Coppa di Lega), ma con un andamento in campionato, francamente, disastroso. Un ottavo posto in classifica, dietro proprio ai cugini Toffies, fatto di alcune buone prestazioni alternate a molte, troppe brutte figure. Una squadra, a mio avviso, che ha tentato di rinnovarsi e rilanciarsi, ma che lo ha fatto male, ed è rimasta attaccata alle prodezze di Steven Gerrard (immenso, chiunque osasse dire qualcosa contro di lui su questo blog verrà punito severamente, non provateci) e di un Luis Suarez sì forte, ma anche con un discreto caratterino e la propensione a lasciarsi scappare l’insulto di bocca, salvo poi prendersi 8 giornate di squalifica. Ma il resto? L’emblema di questo Liverpool, non me ne vogliano i tifosi Reds, è Carroll: una barcata di soldi spesi per l’equivalente inglese del termine italiano “pippa”. Che poi, se vogliamo, nemmeno è scarso, per me: semplicemente lo è se si vuole fare il salto di qualità con lui, è un attaccante di situazione, che ha avuto a Newcastle mezza stagione clamorosa. Per il resto, c’è qualcosa che non mi convince nei Reds, una squadra buona, ma non ottima (Henderson, Josè Enrique, Charlie Adam, buoni giocatori, manca qualcosa però), e non sono nemmeno sicuro che Kenny Dalglish sia la guida adatta. Dopo aver demolito il Liverpool, e mi spiace molto farlo credetemi, passiamo all’Everton. Anche qui, squadra non eccelsa nelle individualità (parliamo comunque per squadre che puntano all’Europa, il contesto di riferimento è quello), forse nel complesso più debole del Liverpool, o comunque siamo lì. Ma come tutte le stagioni sta disputando una seconda parte di campionato eccellente, e Moyes dovrebbe chiedersi il perchè di ciò: riuscisse a essere un tantino più costante all’inizio, lotterebbe sempre per l’Europa. Inoltre, ai Cahill, Fellaini, Osman etc. si è aggiunto a Gennaio Jelavic, proveniente dai Rangers, che ha faticato un po’ all’inizio ma che pare abbia ingranato ora, andando a coprire un ruolo, quello della prima punta, in cui i Toffies necessitavano di linfa nuova per il dopo-Saha. Pronostico: la testa direbbe Liverpool, nel complesso c’è un po’ più talento dalla parte rossa del Merseyside, e nella partita secca meglio avere Suarez che Osman, lo stato di forma attuale mi farebbe dire Everton. E Everton sia.

Liverpool-Everton è anche questo

Chelsea-Tottenham

Chelsea: 4-0 Portsmouth (H), 1-0 QPR (A), 1-1 Birmingham (H), 2-0 Birmingham (A), 5-2 Leicester City (H)

Tottenham: 3-0 Cheltenham (H), 1-0 Watford (A), 0-0 Stevenage (A), 3-1 Stevenage (H), 3-1 Bolton (H)

Altra semifinale, altro derby. Domenica alle 18.00 ora inglese. Situazione più o meno simile all’altra semifinale, soprattutto nello stato di forma di una delle due squadre, anche in questo caso quella con la maglia blu. Roberto di Matteo, da quando è subentrato a André Villas-Boas, sta facendo benissimo, e i Blues si sono rilanciati in campionato e in Champions, dove hanno raggiunto la semifinale. Potremmo fare della dietrologia, e dire che sì, bravo di Matteo, ma semplicemente sono i John Terry, i Frank Lampard che, toltisi dalle scatole l’odiato portoghese, hanno ricominciato a giocare. Può anche essere che sia così, ma sarebbe sminuire il lavoro dell’italiano, al quale va quantomeno riconosciuto il merito di aver riadattato modulo e formazione alle caratteristiche della squadra (Villas-Boas ha a mio modo di vedere compiuto l’errore di voler adattare nuovi schemi a giocatori ormai abituati a giocare in un certo modo). Diciamoci la verità: nella partita secca (e non solo), i vecchi leoni del Chelsea sono tornati a far paura. A fronteggiarli c’è il Tottenham, la squadra delle 4 più vicina a Wembley geograficamente parlando, e fino a due mesi fa vera sopresa della Premier “alta” (le sorprese sono Norwich e Swansea, discorso aperto e subito chiuso): c’è stato un momento in cui gli Spurs erano vicini alle due di Manchester, e qualche sogno di titolo ha sorvolato il cielo sopra White Hart Lane. Poi il crollo, che qualche malelingua (attenta però ai risultati) fa coincidere con l’inizio delle voci su Harry Redknapp alla guida della Nazionale. Anche qui, dietrologia: certo è che non sono più gli Spurs del girone d’andata, anche se, è bene dirlo, il gioco continua a manifestarsi, specialmente dopo il passaggio al 4-2-3-1. Il black-out ha riguardato in particolare le sfide contro Arsenal, Manchester United, Everton, Stoke, un punto in quattro partite. Poi qualcosa è migliorato. Con un Bale in forma e un VdV ispirato direi Spurs, e comunque la sfida è equilibrata, come dimostra il recente 0-0 di Stamford Bridge; ma la difesa del Tottenham vista contro il Norwich e lo stato di forma del Chelsea mi fanno propendere per i Blues. Il mio pronostico, dunque, dice Chelsea

Terry-Adebayor nella sfida di White Hart Lane di Dicembre

Divertitevi se volete a postare i vostri pronostici, i vostri commenti, le vostre critiche. Ma soprattutto, godetevi lo spettacolo dell’FA Cup

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