Bloggers on the road: Cris e Pierpaolo a Manchester (prima parte)

Nella vita ci sono viaggi che programmiamo con mesi e anni di anticipo, viaggi che sognamo di fare un giorno, viaggi che rimangono nel cassetto e viaggi che sono piccole follie. La “piccola follia” mia e di Pierpaolo nasce in un freddo sabato mattina di gennaio quando il sottoscritto inizia il solito giro sui siti delle squadre inglesi alla ricerca di maglie in saldo per arricchire la propria collezione e contemporaneamente dà un occhio, da buon tifoso milanista, alla possibilità di trovare i biglietti per il derby a pochi giorni dallo stesso. Incredibilmente biglietti ce ne sono, si parte da 45-50 euro per il secondo anello di San Siro: preso dalla curiosità di fare un paragone sul costo dei biglietti qui e oltre Manica, do un’occhiata al calendario della Premier e mi cade l’occhio su una data: 4 febbraio, Manchester City – Fulham alle 17.30 inglesi. Orario ottimo, permetterebbe di arrivare comodamente in mattinata a Manchester e allora guardo se ci sono biglietti disponibili: non ce ne sono molti, posti alti nelle due tribune a circa 30 sterline al biglietto. Interessante penso. Il momento decisivo però è la consultazione del sito Ryanair, che incredibilmente da Bergamo prevede un bel volo da Bergamo verso Manchester il sabato mattina e il ritorno nel tardo pomeriggio la domenica al modico prezzo di 45 euro tutto compreso. Due rapidi calcoli ed ecco che l’idea derby di Milano viene cassata seduta stante e prende forma la pazza idea di una due giorni a Manchester a vedere il City. Nella mia follia coinvolgo immediatamente l’amico Pierpaolo, che senza nemmeno pensarci mi dice sì a priori ed in 5 minuti è tutto prenotato: volo e biglietto partita. Sembra un sogno, ma in 5 minuti ci siamo organizzati una due giorni a Manchester per vedere il Manchester City. I giorni che ci separano dalla partenza sembrano lunghissimi, per calarci ancora di più nell’atmosfera inglese prenotiamo per una notte una camera sopra ad uno dei Pub storici del centro di Manchester, il Millstone Pub, e nonostante la morsa della neve, il 4 febbraio si parte in volo, direzione Manchester.

Manchester, arriviamo

Ad accoglierci, dopo un volo tranquillo passato a gustarci Match of the Day sull’Ipad,  troviamo il classico tempo nuvoloso di Manchester, con qualche fiocco di neve come da previsioni meteo. L’organizzazione è ottima e in un attimo siamo sul treno che ci porta in centro città, dove facciamo la conoscenza del personaggio più particolare di questa avventura, un inglese originario di Manchester che parla perfettamente la nostra lingua e che ci intrattiene lungo il tragitto, con noi che cerchiamo di parlare in inglese e lui che ci risponde in italiano! Arriviamo finalmente in centro e respiriamo l’aria di Manchester, sotto una nevicata che diventa via via sempre più fitta. Il primo impatto con la città è decisamente buono, non percepiamo la desolazione di cui molti parlano quando si riferiscono a Manchester; a differenza di Londra qua si vede subito che siamo nella vera Inghilterra e la cosa ci piace moltissimo. Il nostro primo oooh si ha quando arriviamo al pub/albergo: più inglese, ma più inglese che non si può. Entriamo e veniamo subito investiti da una vampata di aria calda, dalla visione di birre ovunque (a mezzogiorno) e dal profumo di carne grigliata; l’interno è con il classico bancone con gli sgabelli,moquette e tavolini circolari in legno con la Tv sintonizzata sulla BBC in attesa dell’inizio del 6 nazioni, evento particolarmente atteso.

Manchester imbiancata dal nostro albergo

La rivalità City-United in due t-shirt

Dopo una breve rinfrescata in stanza, ci fermiamo per il pranzo ed è difficile per noi non guardarci attorno: vecchietti in giacca e cravatta che discutono dei più svariati argomenti davanti ad una buonissima birra, qualche turista che si ferma per il pranzo, altri vecchietti in attesa dell’inizio della partita tra Francia-Italia (la considerazione per la nostra nazionale è davvero bassa) e col passare dei minuti iniziano a sciamare all’interno del pub i primi tifosi del Man City. Tra la folla cogliamo subito alcuni turisti come noi, spagnoli per la precisione, ma ci sono tantissimi local fans che si preparano al match. Fuori sta nevicando, per terra ci saranno già 5-10 cm di neve e il panico inizia a serpeggiare nelle nostre menti: non è che ce la rinviano? Aprofittando di una coppia di tifosi del City accanto al nostro tavolo, chiediamo le indicazioni per arrivare allo stadio facendo anche la temutissima domanda: c’è pericolo di sospensione? Ci guardano straniti, come se venissimo da Marte. Il campo è riscaldato, non c’è alcun pericolo la risposta. Ci danno anche due indicazioni sui nostri posti a sedere e scopriamo che i settori inferiori dello stadio, dove si siederanno loro, sono scoperti e si sono preparati alla neve che cadrà copiosa lungo tutto l’arco della gara. Fantastici. Noi, incuranti dei consigli di prenderci un taxi, decidiamo di farci la camminata fino allo stadio, anche per scoprire un po’ la città, che ha il suo cuore pulsante nel mega centro commerciale di Arndale, dove tutti si rifugiano per via del maltempo e dove, nella piazza antistante l’ingresso, si trova una sorta di ruota panoramica funzionante sotto la neve. Inesperti, allunghiamo un po’ la strada, ma man mano ci avviciniamo al City of Manchester stadium, iniziamo a cogliere tutte quelle particolarità che rendono unico il calcio inglese: i pub dedicati ai tifosi locali, i tifosi che arrivano un po’ da tutte le parti, l’0rganizzazione degli steward nel direzionare il traffico e la gente verso i parcheggi. Col maltempo la camminata sembra infinita, ma tutto è ripagato non appena compare davanti ai nostri occhi l’impianto, che nonostante il grigiume, ci appare maestoso e bellissimo.

In lontananza compare l'Etihad Stadium

La facciata principale dello stadio

Da quel momento diventiamo come due bambini in un negozio di caramelle: ogni angolatura è buona per immortalare il tutto, la nostra andatura accelera ad ogni passo, gli odori che si respirano sono quelli che avevamo letto mille volte tra le pagine di “Febbre a 90” o de “Le Reti di Wembley”, i nostri occhi vedono azzurro ovunque. Il primo passo è assolutamente obbligatorio se vi apprestate a vedere una partita in Inghilterra: comprare il programma della partita. Non si tratta, come da noi, di un misero foglietto con le probabili formazioni e due/tre notizie sfigate sulla squadra, ma di un vero e proprio libretto a colori prodotto dal team da conservare nei propri archivi; non è gratuito, ma ne vale assolutamente la pena, quasi come fosse una prova per dire io c’ero! Una tradizione meravigliosa questa, chi vi scrive è alla sua terza partita di Premier League e nelle due precedenti il programma non è assolutamente mancato ed è andato di diritto nella bacheca dei ricordi più belli. Il secondo passo è il negozio del City, che definire negozio è poco: si trova tra la Colin Bell Stand e la North Stand e, a differenza di molti altri store, non è inserito nello stadio, ma è un edificio a parte. Dirvi che è immenso è poco, ci siamo persi dentro per tre quarti d’ora abbondanti. Altro mondo, totalmente un altro mondo. In bell’ordine tutte le maglie già personalizzate dei giocatori più importanti (mancava quella di Balotelli) da casa e da trasferta, l’angolo dedicato ai bimbi, alle donne, agli uomini; la parte con i saldi e la parte dedicata ai gadget. Dobbiamo limitarci, io me ne esco con la maglia di David Silva, il cappellino ufficiale per la mia collezione e la t-shirt commemorativa della vittoria FA Cup 2011 mentre Pierpaolo come maglia ufficiale si prende quella di Dzeko, ovviamente personalizzata con tutti i crismi del caso, più qualche altro gadget.

Il negozietto del City

La splendida visuale dal nostro posto

Finalmente, dopo tanta attesa, giunge finalmente il momento di entrare. Un po’ timorosi e molto emozionati ci avviciniamo al gate d’ingresso sfruttando anche la cortesia degli steward per le indicazioni: lettore elettronico che dà il segnale positivo e siamo dentro. Collaboriamo gentilmente con la steward che verifica il contenuto delle borse e poi iniziamo la rampa che ci porta ai nostri posti, nella Colin Bell Stand a 4-5 file dal punto più alto dello stadio, all’altezza della metacampo. Posti che vi diciamo subito essere splendidi: alti, è vero, ma la visuale è semplicemente perfetta e siamo totalmente al coperto. Manca circa un’oretta all’inizio della partita e lo stadio è sostanzialmente deserto e lo rimarrà fino a pochi minuti prima del fischio d’inizio: qui tutti entrano all’ultimo, prima stanno nelle viscere degli stand a mangiare e bere. Già, perchè all’interno delle tribune vi sono dei veri e propri bar/fast food con tutto il classico cibo da stadio e birra a profusione: l’unico accorgimento è che la birra non può essere bevuta in front of the pitch e se uno fosse troppo ubriaco per entrare gli steward hanno tutto il diritto di prenderlo e buttarlo fuori dallo stadio. Noi ci limitiamo a qualcosa di caldo nell’attesa dell’inizio, godendoci il riscaldamento e la panoramica dello stadio, facendo migliaia di foto. Tra l’altro i seggiolini sono abbastanza comodi e larghi, cosa a cui non siamo del tutto abituati. Nel frattempo riprende a nevicare e iniziano le cerimonie del pre-partita con lo stadio che arriva ad essere quasi del tutto pieno; ci sono anche i tifosi del Fulham, tra cui alcuni temerari (una decina) a torso completamente nudo, evidentemente su di giri, che però si divertiranno un sacco nonostante l’andamento della partita. Il momento dell’ingresso in campo è sempre emozionante: solo applausi e musica della Premier, niente fumogeni e fumo che disturba. Mentre le squadre si sistemano, partono anche le note del Blue Moon e scorrono i brividi lungo il corpo sentendolo cantare dal pubblico. E poi c’è la partita, che saprete tutti come è andata: facile vittoria del City, che impressiona per fisicità e gioco, con Silva, Dzeko e la difesa sugli scudi.

Le condizioni atmosferiche nel secondo tempo

Ancora un'immagine della partita...con Mancini visibile

L’atmosfera…l’atmosfera la pensavamo migliore, nonostante il freddo. C’è il settore della stand opposta alla nostra, nell’angolo in basso vicino ai tifosi ospiti, che fa partire cori e tifo per tutti e 90 i minuti, ma l’impressione è stata quella di un ambiente freddino, condizionato probabilmente dall’abbondante nevicata che ha condizionato la partita, svoltasi comunque senza il minimo problema (da noi l’avrebbero sospesa). Memorabili alcuni flash, su tutti vince l’arbitro che interrompe il gioco per far entrare gli spalatori a pulire le righe, un siparietto sottolineato dalle ovazioni del pubblico che con queste cose si diverte sempre. Ma da citarvi anche il fatto di essere circondati da famiglie in tribuna, aver visto dal vivo il famoso Poznan, che ha coinvolto tutto lo stadio solamente dopo il gol del 3-0, aver sentito tutti i cori per i nostri connazionali Mancini e Balotelli e, estimatori o non estimatori, fa sempre un certo effetto sentir inneggiare ad un italiano in Inghilterra. Entrambi sono amatissimi, soprattutto il primo. Al fischio finale (sì, siamo rimasti fino alla fine nonostante il 3-0, nonostante il freddo polare, da buoni tifosi) salutiamo i nostri posti e ci uniamo al pubblico in uscita che, sotto la neve, se ne torna ordinatamente (con qualche palla di neve volante) a piedi verso il centro della città. Noi ci concediamo un ultimo regalino, la sciarpa Old Style (favolosa) del City e ci guardiamo più che soddisfatti, felici della follia fatta, del freddo preso e del semplice fatto di essere lì, consci di aver fatto un’esperienza unica, resa epica dalle condizioni atmosferiche. (a cui si aggiunge, da veri malati, il fatto di poter assistere comodamente sdraiati nel letto, in seconda serata, al programma calcistico inglese per eccellenza, Match of the day).

Ma è tutto? Assolutamente no, perchè prima di ripartire verso casa è assolutamente d’obbligo la gita in casa United, che vi racconteremo nella seconda parte dello speciale.

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